angeloL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

È ora di ritornare su questa lezione storica, che ancora non si vuole capire.

Ma si potrà continuare a non voler capirla senza subire le conseguenze epocali all’orizzonte? Rivediamo gli eventi dal 1917 che ancora segnano, e indelebilmente gli eventi attuali.

– La venuta degli americani in Europa per sconfiggere i tedeschi e l’Impero Austro-ungarico; e l’Europa iniziò ad essere americanizzata pure in religione dall’americanismo-ecumenista.

– La rivoluzione comunista in Russia, da dove sparse i suoi errori nel mondo; errori e falsità contro la Cristianità, che pure dopo la caduta dell’impero sovietico sono sparsi da altri vettori.

– Il via libera della corona inglese al sionismo, attraverso lord Balfour, che non nascose l’idea di accelerare la profezia sulla fine dei tempi e lo scadere del tempo delle nazioni (Lc 21, 24).[1]

– Il vergognoso trattato di pace della prima GG che ingranava inevitabilmente la seconda. Infatti, per affrontare le bestie della repubblica francese, le iene della City e i sciacalli di Wall Street, i tedeschi alla fine scatenarono la belva di casa, e Hitler aveva appetito per divorare il mondo.

– La profetizzata guerra peggiore che ha fatto ancora più vittime della prima ed è finita con i turpi patti di divisione del mondo di Yalta, che ha dato un potere inatteso al feroce Stalin.

– Il degrado del Papato, che non avendo consolidato l’opera luminosa di Pio X, né ascoltato la Profezia di Fatima, è caduto in continue contraddizioni fino al crollo finale col papa Pio XII.

Si avverò la visione di San Gregorio Magno: “La Chiesa negli ultimi tempi, sarà spogliata della sua forza. Lo spirito profetico si nasconderà a lei, le sarà tolta la grazia del pubblico incarico, avrà diminuita la grazia dell’astinenza, sarà svanito l’insegnamento e venuta meno, anche se non tolta del tutto, la potenza dei prodigi e dei miracoli. Per l’Anticristo si sta preparando un esercito di sacerdoti apostati. Alla fine dei tempi ci sarà unione perfetta tra gli empi, mentre fra i giusti vi saranno divisioni e scissioni” (Libro XXXIV Sopra Giobbe c. 1. Epistole 1 v, 1, XVIII.)

Papa Benedetto XV che invocò l’intervento della Mediatrice e poi non La riconobbe, finì il suo tempo senza dire parola su Fatima e sul comunismo, i due magni eventi marcanti allora della Storia. Pio XII, intraprese la sfida di tanti concordati, pure con la URSS, ma la richiesta di Fatima rimase scordata e l’enciclica di condanna al comunismo intrinsecamente perverso attese quindici anni. Pio XII, il Papa di Fatima, cercò di compiere per metà la Sua richiesta, ma pure permise che le parole di Maria fossero alterate per scopi politici. Ha promosso i futuri demolitori della Chiesa.

Poiché il castigo si compie su dove si è mancati, si tratta del Papato che alla fine lasciò il Luogo Santo aperto a un «papato modernista», mirante all’edificazione di un’altra chiesa aperta al mondo e dove l’Ordine Cristiano sarebbe rimpiazzato da un nuovo ordine mondiale, massonico e sionista, dove la Parola di Nostro Signore Gesù Cristo sarebbe alterata e lasciata tra le altre.

Politici e chierici hanno ridotto il Cristianesimo a niente. E per ora non ci sono segni che essi si rendano conto che l’implosiva situazione disastrosa attuale, che va verso il collasso totale, è senza uscita, poiché dipendeva dallo spirito che colpirono e negarono.

LA QUESTIONE CHIAVE: LA MENZOGNA DI UN FALSO PAPATO

È chiaro che la madre di tutti i guai risiede nell’assenza del Papato cattolico che reggeva la Cristianità. Ma anche la mancata consapevolezza della centralità di tale vacanza, divenuta rara, se non decisamente negata da un mondo clericale che vive contento nella sua letale acefalia. Si tessono le più oblique ipotesti e tesi sull’impossibilità di una soluzione umana. Si usa a sproposito la parola conclavismo, come se il guaio non fosse la mancata testimonianza della presenza dei falsi pastori eletti da conclavi da annullare.

Dato che si richiede il ritorno di uno vero pontefice, se non si vuole inventare una Chiesa senza l’autorità per la Fede in Nome di Gesù Cristo, la più legittima aspirazione per ogni cattolico, e pure dovere per i chierici, è di avere al più breve un conclave legittimo. È e resta la normale forma di eleggere un papa. Perciò il cattolico che prega per il ritorno di uno vero, lo desidera. È vero che allora si deve essere in guardia di fronte al pericolo che alcuni intraprendano la via di un “conclavismo” selvaggio, inteso come ridicolo «decisionismo» di gruppo per creare una autorità religiosa universale dal nulla.

Ma va pure ricordato quel “conclavismo” molto più fatale, perché nega il principio del vero conclave cattolico, che solo vale per eleggere un cattolico di provata fede che riceva il potere papale direttamente da Dio e non dal conclave, a cui altrimenti sarebbe attribuito valore assoluto!

Rimane il dilemma: dove e quando sarà possibile con una Chiesa polverizzata! Dilemma non è, però, che fino a che non sia riconosciuta la nullità dei conclavi che hanno eletto modernisti e filo massoni, tutto resta precario per la vera successione apostolica.

Il risultato è che si ha oggi una vita religiosa senza la legittimità dei vescovi, preti, sacramenti, ecc. che dipendono dall’autorità di Cristo attraverso il Suo Vicario – mancante! Ecco che di fronte alle mosse ridicole di un «conclavismo selvaggio», vi è, molto peggio, il «conclavismo assoluto», che attraverso tesi avventate intendono imporre la legittimità della elezione di «anticristi matelialiter», che in ciò non andrebbero contestati perché frutti di «conclavi canonici» (di potere assoluto?).

Se si vuole seguire il Magistero sulla materia è bene rivedere le condizioni di un chierico per essere eletto papa e la nullità definita dalla Bolla «Cum ex apostolatus» del conclave elettore di un deviato: per cambiare la Chiesa. Si dirà: ma quest’intenzione del fasullo «papanile» non era conosciuta dai cardinali elettori nel tempo di Roncalli. In verità poteva essere già conosciuta da prelati vigilanti. Comunque, lo è stato in seguito per l’opera perversa cui l’ambiguità non bastava a coprire. Concentrarsi su Roncalli, che può sembrare il meno evidente tra i deviati modernisti «papi conciliari», è concentrarsi sull’inizio del processo di protestantizzazione e apertura della Chiesa al mondo, a punto di iniziare l’elaborazione di un’altra: «ecumenista conciliare».

Su Roncalli si raccomanda la lettura dello studio fatto da don Francesco Ricossa. Per dare un’idea dell’abbondanza di documentazione prodotta, qui c’è l’ultima parte del lavoro pubblicato dalla rivista «Sodalitium» 42, 19ª puntata: GIOVANNI XXIII E LA MASSONERIA.

«Massoneria ed ecumenismo

  • L’accostamento lo riprendo dal libro di Marsaudon: “L’ecumenismo visto da un Massone di Tradizione”. Il motto dell’intimo amico di Giovanni XXIII è (tratto dal rituale massonico) perfettamente ecumenico: “Ad dissipata colligenda: riunire ciò che è disperso” (pag. 59). Si può dire che l’ecumenismo sia figlio legittimo della Massoneria, la quale unisce, in una superiore tradizione e nel servizio dell’uomo, tutte le confessioni religiose… «Pensiamo, ad esempio – scrisse Marsaudon – alla famosa bolla di scomunica fulminata da Clemente XII contro i nostri predecessori (…). Oggi sappiamo quali furono i veri motivi della sua promulgazione. Clemente XII rifiutava, semplicemente, ai nostri predecessori la possibilità di ricevere adepti di confessioni diverse. Ai nostri giorni, il nostro Fratello Franklin Roosevelt ha preteso per tutti gli uomini la possibilità “di adorare Dio secondo i propri princìpi e secondo le proprie convinzioni”. Ecco la tolleranza, ed ecco pure l’ecumenismo! Noi, Massoni di tradizione, ci permettiamo di parafrasare e trasporre questa parola di un celebre uomo di stato adattandola alle circostanze: cattolici, ortodossi, protestanti, israeliti, musulmani, induisti, buddisti, liberi pensatori e liberi credenti, sono, a noi, solo dei nomi; il cognome è: Massoni” (pag. 126). “Pio IX, Leone XIII stesso sono, non oseremmo dire condannati, ma singolarmente dimenticati. All’inizio di questo saggio, citammo il R. P. Lépicier, morto Cardinale, e accanito persecutore di eretici. Oggi, non si parla solo di un riavvicinamento ma, è questa la rivoluzione voluta da Giovanni XXIII, di libertà di coscienza. Noi pensiamo che un Massone degno di questo nome, che si è impegnato per primo a praticare la tolleranza, non possa felicitarsi senza restrizione alcuna dei risultati, irreversibili, del Concilio, quali che ne siano le momentanee conclusioni. (…) Era evidente che anche la Chiesa più dogmatica avrebbe dovuto, un giorno, scomparire o adattarsi, e per adattarsi, ritornare alle Fonti. Con tutti i cristiani veramente sinceri, non possiamo che sperare: sperare che Giovanni XXIII non è vissuto, non ha operato, pregato, sofferto, che non è morto invano” (pagg. 119-120).
  • Non è a caso allora, forse, che il primo gesto clamoroso di Giovanni XXIII in materia di ecumenismo abbia riguardato proprio un massone, il primate anglicano Geoffrey F. Fisher, “arcivescovo” di Canterbury, ricevuto in Vaticano il 2 dicembre 1960. Scrive l’ex-Gran Maestro Gamberini: “Iniziato alla Loggia Old Reptonian N. 3725 della Gran Loggia d’Inghilterra nel 1916” Fisher “nel 1939 presso questa Gran Loggia Madre del mondo ricoprì la carica di Gran Cappellano, che nelle Massonerie latino-cattoliche viene indicata col termine di Grande Oratore” (78). Si chiede P. Esposito: “Esercitò un ruolo, nell’avvio del dialogo Roma-Londra, che partì proprio da Fisher, il fatto che questi avesse militato, e forse che questi militasse ancora attivamente in Loggia?”. Certo, stupisce l’incontro, usando le parole di Esposito, di “due Papi e due gerarchi iniziati” (Giovanni XXIII e Fisher, Paolo VI e Atenagora; ai quali bisognerebbe aggiungere il super-iniziato Jules Isaac!) (79). Ignorava Giovanni XXIII che Fisher era non solo un eretico, ma anche un massone? Difficile pensarlo, poiché l’iniziazione delle gerarchie anglicane alla Massoneria è una prassi collaudata (80). La prossima puntata sarà pertanto dedicata all’ecumenismo di Giovanni XXIII. Un altro modo di parlare del suo massonismo…

NOTE: 78) GIORDANO GAMBERINI, Mille volti di massoni, Roma, Erasmo, 1975, pag. 229, cit. da R. ESPOSITO, Santi e massoni…, op. cit., pag. 214. 79) R. ESPOSITO, Santi e massoni …, op. cit., pag. 213. 80) Esposito cita studi secondo i quali nel 1955 vi erano ben 17 “vescovi” e 500 “prelati” anglicani solo negli ultimi e più alti gradi massonici! (op. cit., pag. 214).

La questione da affrontare è di tale chierico ritenuto papa anche se la sua opera massonica è evidente. Quale prova può essere più concreta per individuare l’intenzione massonica in un «papabile» – a elezione avvenuta – se non la sua «opera» messa in atto, addirittura dal conciliabolo ecumenista voluto dalla Massoneria? Ebbene, se c’è un documento infallibile della Chiesa sul caso del conclave elettore del deviato scoperto a posteriori, è la «Bolla Cum ex apostolatus» di Papa Paolo IV che, definendo la materia, dichiara nulla l’elezione:

« 6 – NULLITÀ DELLA GIURISDIZIONE ORDINARIA DI TUTTI GLI ERETICI

Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un Vescovo, anche se agisce in qualità di Arcivescovo o di Patriarca o Primate o un Cardinale di Romana Chiesa, come detto, o un Legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a Cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione o elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i Cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso subsequente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, ne essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare a tali persone promosse come Vescovi od Arcivescovi o Patriarchi o Primati od assunte come Cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza tutte e ciascuna di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto, e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione, private di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere.

7 – Liceità delle persone subordinate di recedere impunemente dalle autorità deviate dalla fede.

E sia lecito a tutte ed a ciascuna delle persone subordinate a coloro che siano stati in tal modo promossi od elevati, ove non abbiano precedentemente deviato dalla Fede ne siano state eretiche e non siano incorse in uno scisma o questo abbiano provocato o commesso, e tanto ai chierici secolari e regolari così come ai laici (quam etiam laicis) come pure ai Cardinali, compresi quelli che avessero partecipato all’elezione di un Pontefice che in precedenza aveva deviato dalla Fede o fosse eretico o scismatico o avesse aderito ad altre dottrine, anche se gli avessero prestato obbedienza e lo avessero adorato … sia lecito (liceat) ritenersi in qualsiasi tempo ed impunemente liberati dalle devozione verso quelli in tal modo promossi ed elevati, evitandoli (evitare eos) quali maghi, pagani , pubblicani ed eresiarchi, fermo tuttavia da parte di queste medesime persone sottoposte, l’obbligo di fedeltà e di obbedienza a prestare ai futuri Vescovi, Arcivescovi, Patriarchi, Primati, Cardinali e Romano Pontefice canonicamente subentranti (ai deviati)… »

Conclusione: Poiché il potere di un Papa proviene immediatamente da Dio, si capisce la preoccupazione del Papa cattolico di non permettere mai che si creda che un deviato, avendo ricevuto tale potere, appaia come inviato da Dio, perciò blasfemamente visto come causa di male opere contro la Sua Chiesa. No. Da Roncalli a Bergoglio vanno visti ed evitati quali eresiarchi.

Solo quando il piccolo Resto sarà finalmente unito in questa testimonianza, l’elezione di un papa voluto da Dio, diventerà possibile. Un augurio per quest’anno centenario.

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  • [1]Sir Oliver Locker-Sampson, alto esponente conservatore nel Parlamento di Lon­dra. Intervistato sui motivi della costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d’Israele, egli rispose: «Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati allevati come protestanti inte­grali, credenti nell’avvento di un nuovo Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei».