video_bergoglioSegnalazione del Centro Studi Federici

L’anno scorso, il 6 gennaio 2016, Bergoglio fece diffondere un video scandaloso sul dialogo interreligioso, sulle orme degli errori del Vaticano II e delle giornate di Assisi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Quarant’anni di errori e di orrori dottrinali che sono sfuggiti ai “cardinali” estensori dei famosi “dubia”…
 
Tante opinioni, una certezza. Un video e i suoi commenti
 
Il 6 gennaio scorso è stato diffuso nel mondo intero, in lingua spagnola con sottotitoli in varie lingue, tra le quali l’italiano, un video, detto “Video del Papa”, come “iniziativa globale sostenuta dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera) per collaborare alla diffusione delle intenzioni mensili del Santo Padre sulle sfide dell’umanità”.

 
Il protagonista del video – ormai a tutti noto – è lo stesso occupante della Sede Apostolica, Jorge Mario Bergoglio; oltre a lui, quattro esponenti di varie religioni: una ‘monaca’ buddista, un rabbino, un sacerdote cattolico, un musulmano, ognuno rappresentato alla fine del video da un simbolo della propria religione: un idolo di Budda, una menorah, un Bambinello e un “rosario” musulmano. Al di là delle diverse religioni e credenze, li accomuna una medesima professione di fede: “Credo nell’amore”.
 
Non si contano i commenti a queste immagini che diffondono, nel modo più efficace per l’uomo moderno, l’indifferentismo religioso. Il messaggio parla da sé, e per chi ancora non lo conoscesse lo accludiamo al presente comunicato. Ci interessano di più i commenti, anche critici, alle parole e alle immagini diffuse da J. M. Bergoglio.
Prima di tutto, riteniamo gravemente offensivi nei confronti di Nostro Signore Gesù Cristo, della Sua Chiesa, e della Cattedra di Pietro, i commenti critici di coloro che, contraddittoriamente, riconoscono (anche nelle messe che celebrano o alle quali assistono), nell’autore e promotore del Video in questione, “Sua Santità Papa Francesco”, Vicario di Cristo e Successore di Pietro, come se Cristo, la Chiesa e la Cattedra di Pietro, nella persona del Vicario di Cristo, potessero diffondere e insegnare al mondo intero non la Verità, ma l’errore, non il Vangelo e la Fede cattolica, ma l’incredulità e l’indifferentismo.
 
In secondo luogo, facciamo notare quali siano, a nostro parere, gli errori più gravi contenuti nelle parole di J. M. Bergoglio: il naturalismo e l’agnosticismo. Molti sono stati scandalizzati dall’immagine finale e riassuntiva del video, che presenta i simboli delle varie religioni come equivalenti. Altri, sempre a ragione, dal nuovo “credo” (“Credo nell’amore”) di questa per così dire nuova religione, nella quale l’amore è svincolato dalla Verità e dalla Fede, senza la quale è impossibile piacere a Dio. Ci sembra che pochi abbiamo posto l’attenzione sulle seguenti parole di J. M. Bergoglio: “Molti pensano in modo diverso, sentono in modo diverso, cercano Dio o trovano Dio in diversi modi. In questa moltitudine, in questa ampia gamma di religioni, vi è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio”.
 
In questa frase, la fede religiosa non appare più come una Rivelazione divina e sovrannaturale, ma come una ricerca che viene dall’uomo, e quindi sostanzialmente naturale. Questo naturalismo (essenza della massoneria, secondo le parole di Padre Giantulli, ma ben più antico di essa) è confermato dalle parole conclusive: “siamo tutti figli di Dio“. La figliolanza da Dio non viene quindi più dalla Grazia divina accordata a chi crede in Gesù Cristo (“a tutti quelli però che l’hanno accolto, a quelli che credono nel suo nome, ha dato il potere di diventare figlioli di Dio: i quali non da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma da Dio sono nati” Giovanni 1, 12-13) ma dal basso, dal semplice appartenere all’umanità (“tutti” figli di Dio) o dal cercare Dio ognuno a modo proprio. Che tutti gli uomini siano – per natura e non per Fede divina e rivelata – “figli di Dio”, ecco la “sola certezza“. L’ “ampia gamma di religioni” i “diversi modi di pensare” (la Fede divina ridotta a pensiero umano) e di “sentire” (la Fede religiosa ridotta al “sentimento religioso” protestante e modernista) non hanno alcuna certezza (se non in ciò che avrebbero di comune, l’ “amore”: quale? Di chi? Di cosa? Non è dato sapere). In questa “ampia gamma di religioni” è incluso il cristianesimo. La Fede cristiana quindi, anzi qualsiasi fede, inclusa quella cristiana, non sarebbe, per J. M. Bergoglio, qualcosa di certo. 
 
Che la Fede non sia una certezza, che essa sia sempre legata al dubbio, che questa idea di fede sia la base indispensabile del dialogo interreligioso che deve estendersi anche agli agnostici, non è una idea del solo J. M. Bergoglio, ma è il cuore stesso del Modernismo agnostico come spiegammo nell’articolo “Assisi 2011: Joseph Ratzinger e l’agnosticismo” (Sodalitium, n. 66, pp. 5-20). Come ha scritto Mons. Sanborn in un suo articolo : “Il problema non è Francesco”, il problema è il “Vaticano II”.
 
Verrua Savoia, 16 gennaio 2016, alla vigilia della visita di J. M. Bergoglio alla Sinagoga maggiore di Roma