di Gilad Atzmon

La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est

Fonte: civiumlibertas

 Non sempre riusciamo ad essere tempestivi nella traduzione in italiano di eventi che Gilad Atzmon segue quasi sempre in tempo reale, dando di essi una lettura che è vano cercare nella stampa e nel web italiano. La “notizia” che ora pubblichiamo è del 27 dicembre dello scorso anno. Malgrado il tentativo-bavaglio di far adottare dagli Stati una definizione di antisemitismo confezionata in uno dei soliti raduni dove la Lobby sposta suoi sayanim, alla cui esistenza Atzmon crede, insediati nelle istituzioni degli Stati, nel cui nome pretendono di parlare, uomini come Atzmon conservano ancora in Gran Bretagna tutta la loro libertà di pensiero. In Italia non è possibile e non godiamo di questa libertà dopo che la Lobby ha imposto le sue leggi bavaglio, che andrebbero tutte smantellate se un giorno andasse al governo un Movimento serio. Pensavo che potesse essere il M5s… Ma questa è un’altra storia, ossia un’altra serie di post di Civium Libertas o dei MU sponsorizzati. Qui intanto ringraziamo Antonio Palumbo per questa sua nuova traduzione che non ha bisogno di particolare introduzione, se si tengono uniti i vari articoli nella loro Homepage che lega gli uni agli altri i fatti che si succedono in Palestina e fuori di essa e che in Atzmon trovano sempre il più acuto osservatore.

CL
Gilad Atzmon
LA REGIA DEL REGNO UNITO DIETRO LA RISOLUZIONE ONU CONTRO GLI INSEDIAMENTI SIONISTI IN CISGIORDANIA E GERUSALEMME EST

Dieci giorni fa, in maniera piuttosto inaspettata, la prima ministra inglese Theresa May, ha annunciato di aver deciso di accettare la definizione di antisemitismo codificata dalla International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e di inserirla nell’ordinamento giuridico del Regno Unito. Gli ebrei inglesi e da tutto il mondo non stavano più nella pelle dalla contentezza. Stanotte invece apprendiamo che quella della May è stata una mera mossa preventiva. Più che  gli americani infatti, sembra che siano stati i britannici ad aver manovrato dietro le quinte per l’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ Onu, la quale ha portato al pronunciamento in chiave anti-israeliana.

Il quotidiano Haaretz, proprio stanotte ha scritto che sono stati proprio i britannici ad aver incoraggiato la Nuova Zelanda a portare avanti il loro voto a favore della cessazione della costruzione degli insediamenti israeliani dei Territori Occupati e a Gerusalemme Est, nonostante in corso d’opera, fosse venuto a mancare l’appoggio dell’Egitto. I diplomatici israeliani affermano che da informazioni ricevute da ambienti del ministero degli esteri, si evince che alcuni legali e diplomatici britannici stavano lavorando assieme ai palestinesi sul testo di questa risoluzione da molto prima che lo stesso Egitto lo presentasse al Consiglio di Sicurezza mercoledì pomeriggio scorso.

Affiora il sospetto che in tutti questi giorni i britannici avessero lavorato sul testo al posto degli americani per fare in modo che esso fosse gradito al presidente Obama ma senza che quest’ultimo si compromettesse con la diretta stesura di esso.

«Sappiamo bene in che senso leggerla questa risoluzione ONU» dichiara in maniera davvero poco diplomatica un insider del ministero degli esteri israeliano, «appare chiaro che questo testo non sia farina né del sacco palestinese né di quello egiziano ma sia piuttosto un parto delle potenze occidentali».

La diplomazia occidentale dichiara che non c’è nessuna prova del fatto che dietro questa risoluzione ONU ci siano gli americani.

Nelle scorse settimane i sionisti di tutto il mondo hanno pregato la May di adottare nell’ordinamento inglese la definizione di antisemitismo confezionata dalla IHRA. Un notorio cretino, il sionista Manfred Gestenfeld scrive su Jerusalem Post «nel testo della definizione (di antisemitismo) è scritto che è antisemita l’applicazione di due pesi e due misure nel richiedere ad Israele un comportamento che non è richiesto né preteso in qualunque altro paese democratico». La verità della questione è che Theresa May è riuscita a isolare lo stato ebraico assieme ai crimini che esso compie, Gestenfeld pensava che la premier May fosse in procinto di mandare in frantumi una volta per sempre i BDS (Boycott, Disvestment and Sanctions Movement: il movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) . E invece i fatti ci dicono che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha ottenuto molto più di quanto i BDS avessero mai potuto sognare.

Credo proprio che la Lobby Ebraica possa qui concordare sul fatto che ormai l’unico potenziale alleato che hanno nella politica inglese sia Jeremy Corbin assieme a ciò che resta del Partito Laburista.

P.S. mio figlio, stasera, mi fa: «dato che la May ha già rubato a Corbyn la sua retorica di Sinistra, non potrebbe almeno lasciare che si tenga le sue parvenze anti sioniste?».

Gilad Atzmon

– Traduzione italiana di Antonio Palumbo