L’ex boss si racconta nel libro del giornalista Coltro: la vita senza protezione, il business dello smaltimento, il ruolo delle grandi imprese

di Marco Milioni

rifiuti perrella

Più di vent’anni fa il pentito Nunzio Perrella, ex camorrista dal «colletto bianco», spiegava agli inquirenti il perimetro degli affari legati allo smaltimento illecito dei rifiuti. Un oligopolio al tempo intoccabile, che dalla metà degli anni Novanta sino ai giorni nostri non è stato praticamente scalfito. Anzi, si è espanso ed evoluto in senso scientifico. Il giornalista veneto Paolo Coltro, nel suo libro “Oltre Gomorra” da poco in libreria, ritrae questo limbo in cui il tempo sembra essersi dilatato sino a interrompersi, con lo stesso approccio di chi sta dietro ad un obiettivo grandagolare, vale a dire mai dimenticando “the big picture”, come dicono gli anglosassoni – e non è un caso che lo scrittore sia anche un fotografo. Nelle sue pagine trasforma la memoria di Perrella in una sorta di flashback nel quale la narrazione del secondo e l’analisi giornalistica del primo si fondono in un tutt’uno.

Vvox ha avuto la possibilità di parlare con Perrella, che vive da tempo in Veneto, «una regione di cui, durante la mia attività, ho potuto conoscere con un certo dettaglio vicende di peso come l’operazione Cassiopea». Dice di sapere bene chi sono tra i tanti «il vicentino Carlo Valle e la Servizi Costieri» che compaiono a fianco della Ecoveneta-Maltauro in una delle inchieste più importanti sulla gestione allegra dei rifiuti nel Nordest e nel resto del Paese, che fu condotta fino a sentenza definitiva grazie all’opera della procura di Venezia nell’ambito dell’affaire Nuova Esa. Ma al di là dei casi specifici sulle imprese settentrionali che hanno invaso di rifiuti illegali prima il Nord e poi il Sud (di cui il libro contiene un elenco preciso e ragionato), il pentito «oggi uscito dal programma di protezione» spiega, senza entrare nel dettaglio per ragioni di incolumità, come abbia avuto inizio la collaborazione con lo scrittore di natali vicentini: «Mi sono avvicinato a lui in punta di piedi. All’inizio Coltro pareva preoccupato, talvolta avevo l’impressione fosse un po’ incredulo. Ma siccome è una persona scrupolosa un po’ alla volta il ghiaccio si è rotto anche perché con pazienza ha avuto la possibilità di riscontrare punto dopo punto tutto ciò che io menzionavo. Io vengo da una vita difficile, per molti aspetti la mia scuola è stata la strada, parlo più o meno solo napoletano anche se so farmi capire. Ma entrambi siamo persone puntigliose, che quando si impegnano in un qualche cosa di serio pensano che debba essere fatto bene sino in fondo. Di qui siamo partiti per arrivare un po’ alla volta fino alla fine del libro. E ne avremmo ancora da dire».  CONTINUA SU: http://vvox.us9.list-manage.com/track/click?u=15cab36632ab2c19158e4bd2e&id=de4549a567&e=cf8baa9aa7