Come avevano sostenuto inascoltate alcune personalità della cultura ed esponenti dell’opposizione politica, questa dei migranti installati nei centri d’accoglienza in aree urbane, è una vera e propria bomba sociale pronta ad esplodere. Gli ultimi episodi accaduti in varie zone d’Italia (dalle aggressioni agli autisti a Parma, alle intemperanze degli eritrei a Roma, alla violenza e stupro su una coppia di turisti polacchi a Rimini) confermano questa previsione e la rendono molto attuale.

La propaganda “buonista” dei media che fino ad oggi ha cercato di occultare il fenomeno ed offrire un aspetto positivo dell’ondata  migratoria  per farla  considerare “una risorsa” e non un problema, attualmente non riesce più a convincere nessuno. Gli stessi esponenti del PD  adesso cercano di “nascondere la mano” e fingere di voler mettere argine al fenomeno che rischia di far montare la rabbia contro loro stessi e la loro gestione demenziale. Il rimedio che propongono è quello dello “jus soli”, una forma di cittadinanza automatica preventiva che avrebbe l’effetto di attirare  ancora di più masse di migranti in cerca di una “sistemazione” sociale con contributi a carico del paese ospitante.

I cittadini italiani ormai dovrebbero aver imparato a conoscere chi sono i responsabili, mandanti ed complici di questa scellerata politica immigrazionista che sta devastando l’assetto sociale delle varie comunità: sono i governi del Pd, gli Alfano, i prefetti”,il vero braccio armato del governo sui territori, con l’avallo di tutta la sinistra mondialista ed i suoi esponenti istituzionali dalla Boldrini a Mattarella, Renzi, Gentiloni, Pisapia, Bonino, ecc.. quella sinistra dei principi “buonisti” ed universalisti che plaudiva all’accoglienza e che di fatto ha sempre difeso e si è resa complice dei grandi interessi delle mafie e degli scafisti che hanno creato l’enorme business sulla tratta di esseri umani.

Non è un caso che sono sempre più numerosi e frequenti gli episodi di protesta dovuti all’esasperazione della gente per le condizioni di degrado ed insicurezza in cui si trovano le nostre città, condizioni aggravate per effetto dei migranti accampati nei centri di accoglienza e quasi sempre mal disposti a rispettare non soltanto le leggi ma anche le elementari regole di decenza, quelle che richiedono di non urinare o defecare per strada, di non ubriacarsi di non schiamazzare e di non molestare le donne.

Le barricate contro l’insediamento di nuovi migranti nei territori non sono più episodi spot guidati da parti politiche notoriamente poco tolleranti ma piuttosto effettuate da aggregazioni spontanee di cittadini esasperati che esigono il rispetto dei propri diritti.

La sinistra mondialista ha da sempre sostenuto a spada tratta l’immigrazione incontrollata, l’abolizione delle frontiere, il diritto dei migranti ad entrare ed insediarsi dove meglio aggrada loro, la necessità di accogliere tutti, di offrire alloggio e mantenimento a queste persone a carico delle collettività.

Questa posizione ideologica rientra nella logicadelpiano mondialistadi utilizzare le ondate migratorie per i propri fini:in primis di rendere un servizio al grande capitalesovranazionaleche può utilizzare la mano d’opera dei migranti a basso costo, oltre ad ottenere una generale riduzione della media dei salari, migliorando il proprio margine di profitto. Questo senza tralasciare  poi la prospettiva  di fare dei migranti una massa sociale, una nuova classe su cui puntare per ottenere il consenso politico e da utilizzare come ariete contro le resistenze antiglobaliste e sovraniste.

D’altra parte l’abbattimento delle frontiere e l’accoglienza migratoria è predicata dal Papa Bergoglio, dall’ONU, dal FMI e dai principali  organismi finanziari come Goldman Sachs e dalla Open Society di George Soros. Organismi questi che a loro volta stipendiano una quantità di persone ed organizzazioni preposte ad agevolare l’ondata migratoria in tutta Europa, dalle ONG che prelevano i migranti dalla costa libica fino a organizzazioni come “No Borders” i cui militanti manifestano  a Ventimiglia o al Brennero contro le barriere ed i confini.

Cara di Mineo

Dalle molte situazioni di violenza e di degrado si rende evidente l’impossibilità di integrare soggetti che, a prescindere dalla loro razza o religione, sono totalmente diversi e spesso incompatibili con l’italiano o l’europeo per usi, costumi, abitudini e cultura. Come dimostrato dalle esperienze di altri paesi europei come il Belgio, l’Olanda, la Svezia ed il Regno Unito, dove si sono formate della zone fuori controllo autogovernate dalle stesse comunità straniere (quasi sempre islamiche) che, divenute maggioranza, adottano le loro leggi e le loro usanze anche del tutto in contrasto con le leggi del paese ospitante. Situazioni queste in cui il preteso“multiculturalismo”, feticcio idelaizzato dalla sinistra mondialista, si ritorce contro la società ospitante alterandone le regole e la cultura originaria.

Forse non ci avevano pensato i teorici dell’immigrazionismo buonista. Costoro consideravano che spostare masse di persone da un continente all’altro, sradicandole dal loro habitat normale, fosse come spostare dei soprammobili, senza considerare che le persone possiedono intrinsecamente una loro cultura, modo di vita, forma mentis e costumi che non possono essere improvvisamente cancellati per omologarli ad una cultura e regole a loro estranee.

Strano ma questo elemento di differenza fra le persone e le cose non lo avevano proprio considerato: “le razze non esistono, tutti apparteniamo alla stessa razza”, recita il mantra universalista.  Sarà vero me le differenze rimangono ed i conflitti fra razze, culture e religioni sono purtroppo una costante della Storia con buona pace dei mondialisti e del Papa Bergoglio che nega anche l’evidenza.

di Luciano Lago

Fonte: controinformazione