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“I fascisti marciano per Varsavia”. “L’Europa bianca”: il ministro polacco ritiene che la marcia di estrema destra sia splendida”. “La più grande marcia nazionalista in Europa”. Con questi titoli la stampa europea ha commentato ieri la celebrazione del Giorno dell’indipendenza nella capitale polacca.

In occasione del novantanovesimo anniversario del ritorno alla sovranità, a Varsavia si sono tenuti ieri eventi, incontri e ben dodici cortei, ma tutto è stato eclissato dalla marcia di estrema destra, enorme per gli standard locali: secondo le stime della polizia, c’erano 60mila partecipanti, secondo le stime degli organizzatori, 100 mila.

Con bengala e passamontagna, i manifestanti urlavano slogan quali: “sarà bianca l’Europa delle nazioni fraterne!” e “al diavolo i profughi!” e “non arcobaleno, ma la Polonia nazionale” e “preghiamo per un olocausto islamico”.

I media dei principali paesi dell’Europa occidentale sono in stato di shock. Non capiscono come mai in un paese pioniere della libertà dell’Europa dell’est, quale la Polonia, che nel 1980 è diventata il centro di frattura interna del socialismo, sia possibile che si verifichi una cosa del genere. Che improvvisamente sia successo proprio ai polacchi: i quotidiani della stampa occidentale sono perplessi. Se osserviamo lo sviluppo della politica interna, nazionale ed estera dell’ultimo quarto di secolo in Polonia, vediamo che tutto ciò ne è il risultato diretto.

Gli ultimi 27 anni in Polonia sono stati vissuti dolcemente, alla deriva di una messianica euforia: “abbiamo distrutto il comunismo mondiale! Ci sono grati tutti! Noi siamo il popolo liberatore!”

Poi la Polonia ha assunto l’attuale ruolo di paese attaccabrighe, che richiede risarcimenti da Germania e Russia, appaltando miliardi di dollari in missili americani in caso di attacco russo. Infine, ha distrutto i monumenti sovietici. Questo etnico narcisismo lo chiamano patriottismo. E la xenofobia è stata orientata verso i russi e la Russia. In Polonia nel prossimo futuro potrebbe crescere “l’attaccabrighe europeo” vero e proprio, molto più reale di quello della piccola Ungheria, la Polonia potrebbe diventare il centro di gravità di tutta l’ultra destra europea.

Tra l’altro, i media europei sono spaventati che la desta si trovi sotto la protezione del governo e che alla marcia abbiano partecipato persone da tutto il resto d’Europa, dall’Italia alla Gran Bretagna. Vogliono la Polonia, bianca, cristiana e mono-etnica, in maniera assoluta.

Però l’invecchiamento della popolazione continua, viene bilanciato solo dalla vicina Ucraina, ma di ucraini per un bel pò ne avranno abbastanza. Eppure la Polonia si oppone all’accoglienza dei rifugiati. Se diventa l’epicentro nascente della tendenza nazionalista europea, di tutto il sistema dell’ultra-destra e ultra-sinistra in Europa, di Le Pen in Francia e Alternativa per la Germania, il crollo avverrà presto.

Non si può non ricordare che in Polonia, e in tutta l’Europa dell’Est in generale, questi movimenti non sono certo cresciuti da soli. 

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201711135273241-marcia-fascisti-europa-polonia-ultradestra-nazionalista-governo-protezione-stampa/