PICCOLI SEGNI DI UNA CATASTROFE GRANDE

Risultati immagini per la grande apostasiadi Giulio Giampietro

Mi viene tra mano una copia del Piccolo Missionario, mensile dei missionari comboniani destinato ai giovani. Precisamente, una copia del gennaio 2017, che celebra vistosamente il Novantesimo Anno della rivista (1927 – 2017).

Ricordo, con commozione e gratitudine, che io leggevo il Piccolo Missionario tra il 1950 e il 1960 (scuole elementari e medie), abbonamento donatomi da una anziana zia premurosa della mia formazione.  E infatti anche grazie a quella lettura imparai ad amare e ammirare i missionari cattolici e a considerare un dovere prioritario della Chiesa quello di evangelizzare i popoli pagani e di convertirli, e ancora penso così pur avendo un po’ di cultura in più.

Perciò tutto contento dell’occasione di tornare all’età bella, ho preso a sfogliare il giornaletto.  Ma che cosa ho trovato ?

60 pagine illustrate e colorate, per comunicare che cosa ? Il Nulla. Non si parla MAI di Dio, non si parla di fede, non di conversione; niente di niente su Gesù Cristo (vedi sotto), né sulla Madonna; non si nomina la Chiesa cattolica, niente Papa, niente vescovi e sacerdoti, niente missionari e missionarie, niente martiri e testimoni della fede; nessuna parola sui sacramenti, né Battesimo, né Eucarestia, né altri; silenzio completo sulla morale cattolica. I Novissimi, la vita eterna ? e che roba è ? Ossia non c’è una sola riga, dico una riga, che faccia capire che codesto dovrebbe essere un giornaletto cattolico.  (Qualcuno potrebbe pensare che sia il programma delle Scholas Occurrentes e del loro sponsor). Prosegui la lettura »

FBI NASCONDE LE PROVE CHE OBAMA HA SPIATO TRUMP. ECCOLE.

di Maurizio Blondet

Nessuna presa d’atto dei mainstream sulla notizia che abbiamo dato  ieri:

“Devin Nunes, il presidente della Commissione Intelligence della Camera bassa, ha detto alla stampa: sì, la “comunità d’intelligence” ha raccolto “incidentalmente” telefonate e messaggi. Sì,”membri del transition team di Donal Trump, e possibilmente Trump stesso, sono stati sotto sorveglianza durante l’amministrazione Obama, dopo  l’elezione di novembre”.  Sono stati “monitorati” ma durante una “raccolta incidentale” di dati. Però è stato tutto “legale”.

Oggi siamo in grado di aggiungere: Nunes non voleva affatto fare quella ammissione. Vi è stato obbligato dall’avvocato Larry Klayman, che è presidente di FreedomWatch (un  gruppo  politico repubblicano)  che  ha minacciato altrimenti di “rendere pubblica  l’apparente complicità della Commissione Intelligence della Camera nel nascondere al popolo americano la verità, consentendo all’FBI di continuare l’insabbiamento della ‘inchiesta Montgomery”.

http://www.freedomwatchusa.org/

L‘avvocato Klayman.

Andiamo per ordine. Chi è Montgomery?  Dennis Montgomery: è  un fuoriuscito della Cia e spifferatore di segreti scottanti, per i quali rischia decenni di galera, se non dimostra di aver rivelato i segreti per alte ragioni civiche e morali; Klayman è il suo avvocato difensore.

Due anni fa, su consiglio del  suo avvocato, Dennis Montgomery si è fatto interrogare dall’FBI “in una stanza sicura nel Distretto di Colombia” dove ha raccontato come le “due agenzie di spionaggio, Cia e NSA, avevano sottoposto a sorveglianza sistematica [ascolti telefonici,intercettazione di mail eccetera] americani importanti, fra cui il capo della Corte Suprema, altri membri, 156  magistrati, uomini d’affari noti come Donald Trump”.  Secondo Zero Hedge,  la sorveglianza sistematica è stata “lavorando fianco a fianco con l’ex direttore della National Intelligence di Obama, James Clapper, e l’ex direttore della Cia sotto Obama, John Brennan”. Prosegui la lettura »

Erdogan: “5 figli a testa per invadere l’Europa”

La rivoluzione contro la famiglia, attivata in Occidente con il ’68 e proseguita fino ai nostri giorni con le abominazioni che ben conosciamo, mira al calo demografico che vuole la sostituzione del popolo europeo. La famiglia tradizionale può fermare l’invasione, invertendo la rotta.

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

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Terrorismo a Londra: quando una foto vale più di tante parole…

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Potrebbe esser stata una londinese doc con la stessa indifferenza? Certo, coi tempi che corrono, ma non lo è… Prosegui la lettura »

“Ti riempio di botte”: minacce all’inviato di Report che indaga su abusivismo nel Gargano

Il servizio è stato girato qualche giorno fa nel Gargano e andrà in onda con la nuova stagione di Report che partirà lunedì 27 marzo alle 21.30 su Rai3. Il problema dell’abusivismo va da Nord a Sud del Paese ed a vari livelli e gradi rimane un cancro per il Paese (N.d.r.)

“Vedi, te lo dico un’altra volta. Spegni la telecamera, non te lo dico più. Sennò faccio uscire i cani, eh. Ti avviso! Te ne stai andando bello pulito, pulito. Sennò ti riempivo di botte che neanche te lo immagini!”. Questa la risposta fornita all’inviato di Report che indaga sull’abusivismo al Parco Nazionale del Gargano. Prosegui la lettura »

David Rockefeller è morto, un criminale elogiato anche da Mattarella

Segnalazione dell’Avv. Antonio Serena

dell’Avv. Marco Mori

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Se n’è andato uno dei peggiori criminali della storia moderna. Una persona che con le sue azioni economiche in ambito finanziario ha causato la morte di milioni di persone nel folle desiderio, confermato anche davanti all’ONU, di arrivare ad un nuovo ordine mondiale. La storia non si scrive mai mentre la si vive, ma solo successivamente. Oggi dunque Rockefeller muore senza che nessun media nazionale evidenzi la verità, benché curiosamente hanno ricordato la circostanza che fu proprio lui a fondare due associazioni (eversive) come la Commissione Trilaterale ed il gruppo Bilderberg. Fa quasi ridere pensare che anni fa parlare di tali associazioni era considerato complottismo, mentre oggi sono state letteralmente “sdoganate”.

A riprova di tale “sdoganamento” basta ricordare che proprio pochi mesi fa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto l’ardire di elogiare pubblicamente al Quirinale questo personaggio infame. Rileggiamo cosa scrivevo all’epoca di quello che, nei fatti, ha rappresentato il più solenne inchino della nostra nazione ai poteri sovranazionali di natura finanziaria che oggi ci governano con l’appoggio di una politica collaborazionista. Prosegui la lettura »

Verona, aspettiamo i comodi dei 4 amici al bar della politica

alberto-giorgetti-flavio-tosidi Matteo Castagna per il quotidiano on-line www.vvox.it

A due mesi dal voto comunale ben dieci candidati e nessuna certezza. Appesi tutti al terzo mandato di Tosi, che realistico o no contribuisce allo stallo

In data ancora da definirsi, ma compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, saranno chiamati alle urne gli elettori di oltre mille Comuni italiani, tra cui in Veneto Verona, Padova e Belluno, per eleggere i nuovi sindaci e consigli comunali. Nel capoluogo scaligero ben dieci sono i candidati, cui si andranno ad aggiungere quello del Pd che uscirà dalle primarie del 2 aprile e, con ogni probabilità, il candidato tosiano. Che potrebbe ancora, proprio così, essere l’attuale primo cittadino, Flavio Tosi. Come, fra l’altro, da richiesta al premier Gentiloni da parte dell’Anci Veneto per emanare l’agognata legge sul terzo mandato consecutivo. Che, a dispetto della tempistica ormai giunta in zona cesarini, non sarebbe un’ipotesi tramontata. Anzi, non lo è, nel senso che il suddetto governo non ne ha smentito la possibilità, e dunque nella politica veronese più o meno tutti credono che possa ancora avverarsi.

Il primo a candidarsi, con tanto di programma scritto e dettagliato, è stato l’ex presidente dell’Agec, Michele Croce, con la sua civica “Verona Pulita”: nessuna alleanza coi partiti, come ha più volte dichiarato. Sempre fra le civiche c’è Marco Giorlo, già consigliere del Pd ed ex assessore allo sport con Tosi, che corre con la lista “Tutto cambia”, sebbene al momento non abbia ben chiarito cosa ed in che maniera si debba cambiare. Il Movimento 5 Stelle schiera Alessandro Gennari, che al momento ha caratterizzato il suo programma più sul livello delle circoscrizioni che non a quello di città internazionale. I sondaggi, comunque, lo danno forte di un competitivissimo 16%, sulla scia dell’ascesa del suo movimento.

L’onorevole Alberto Giorgetti è stato indicato direttamente da Silvio Berlusconi per Forza Italia, ma non è dato a sapersi con quali proposte. Sostiene di dialogare con Tosi, evidentemente per alzare la posta, nonostante vi siano sondaggi che relegano il partito azzurro ampiamente sotto il 10%. Al centro troviamo poi Stefano Casali, capogruppo tosiano in Regione, ma contemporaneamente candidato sindaco con la civica “Verona Domani”: non avendo ancora tagliato ufficialmente il cordone ombelicale, non si sa bene in cosa si differenzierà, cosa proporrà.

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http://www.vvox.it/2017/03/22/verona-aspettiamo-i-comodi-dei-4-amici-al-bar-della-politica/ Prosegui la lettura »

Sigfrido Ranucci: «Report non cambierà, ma non imiterò Milena»

2577da76df0935b92df38087801b5b12_XLRiprende lunedì 27 Marzo alle 21.30 il celebre programma di giornalismo d’inchiesta (N.d.r.)

Ranucci, 55 anni, già autore dal 2006, assume la guida del programma dopo vent’anni di conduzione firmata da Milena Gabanelli. L’esordio lunedì 27 marzo

di Paolo Conti

«È un’occasione professionale straordinaria ma la responsabilità è pesantissima. Arrivare dopo i vent’anni di Milena Gabanelli autrice e conduttrice di Report, una professionista che è stata candidata persino alla presidenza della Repubblica, è un po’ come guidare l’Inter subito dopo Mourinho».

Sigfrido Ranucci, 55 anni, alla Rai dal 1989 e dal 2006 coautore di Report, gioca la carta dell’ironia in vista dell’esordio di lunedì 27 marzo su Raitre in prima serata. Milena Gabanelli ha clamorosamente scelto di cambiare rotta nell’ottobre 2016 «prima che siano altri a segnalarmi scricchiolii e stanchezze». Dunque nuova sigla, nuova scenografia «ma nella continuità», assicura Ranucci che ha al suo attivo 16 premi giornalistici e un anno e mezzo di vita sotto scorta, tra il 2009 e il 2010, dopo un’inchiesta in Sicilia su Vincenzo Ercolano (rinviato a giudizio per mafia nel 2015 e beni patrimoniali sequestrati per 23 milioni).

Timore del confronto?

«Diciamo che cercheremo di limitare i danni…. Abbiamo una squadra forte, il vero valore aggiunto realizzato da Milena in vent’anni di lavoro. Possiamo contare anche su un pubblico più attento e preparato che ci aiuterà a correggerci, se sarà necessario».

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http://www.corriere.it/spettacoli/17_marzo_21/report-non-cambierama-non-imitero-milena-7272261c-0e6e-11e7-bc58-c287e833415a.shtml&ct=ga&cd=CAEYByoUMTI3NjQzNzMyNjg4MjkxNDIxNTkyGTQxY2ZiY2MyN2M3YTVjOGM6aXQ6aXQ6SVQ&usg=AFQjCNH_XOL7p_lT6iA1J5W_qkLqKbHLRA

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La Commissione europea disarma i cittadini

Segnalazione D.B.M.

La Charanzová spiega i retroscena della direttiva “disarmista”

15 febbraio 2017
La
              Charanzová spiega i retroscena della direttiva
              "disarmista"
Un membro di Firearms united ha intervistato Dita Charanzová, relatrice del gruppo parlamentare Alde in seno al Parlamento europeo, sulla direttiva europea “disarmista”. Interessanti retroscena…

Dita Charanzová, relatrice del dossier per il gruppo ALDE (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa), intervistata da Firearms united, ripercorre la genesi del provvedimento votato pochi giorni fa dal comitato Imco e che sarà votato il mese prossimo al Parlamento europeo.

Come ha vissuto l’Iter nel suo ruolo di relatrice?
Devo dire che in tutto il tempo che ho passato a Bruxelles – prima come membro della Rappresentanza Permanente della Repubblica Ceca presso l’UE, poi come europarlamentare – non ho mai avuto a che fare con un dossier che sia stato così pesantemente politicizzato, in particolar modo verso la fine dell’Iter. Ho trovato tutto ciò estremamente frustrante. La Commissione ha fatto enormi pressioni sull’Europarlamento affinché venisse adottato un testo che contenesse il maggior numero possibile di restrizioni.
Per esempio: uno dei punti fermi del processo legislativo in Europa è la preparazione e la presentazione del cosiddetto ‘Impact Assessment‘: una valutazione dell’attuale situazione e una stima, curata da esperti, dell’impatto dei cambiamenti legislativi proposti in termini di rapporto costo-benefici. La Commissione non ne ha mai presentato uno, in questo caso, limitandosi a fare riferimento ad alcuni studi che però si limitano ad analizzare una piccola parte dei problemi a cui questa proposta si riferisce. Lo ‘Impact Assessment‘ gioca un ruolo fondamentale nell’Iterlegislativo dell’Europarlamento. Ecco perché ne ho fatto più volte richiesta alla Commissione, anche nel corso di numerose sedute pubbliche del comitato IMCO.

I rapporti col pubblico sono stati problematici in questo Iter. Prima di presentare la proposta di modifica della direttiva, la Commissione ha aperto due consultazioni col pubblico – ma non sembra essersi curata delle oltre 28.000 risposte. Perché tali consultazioni sono state aperte, allora?
È una buona domanda – da fare alla Commissione. L’ho fatta spesso nel corso di numerose sedute pubbliche, ma non ho mai ricevuto risposta.

Qual è la funzione della Commissione Europea in seno al processo legislativo Ue?
Alla Commissione è in capo l’iniziativa legislativa. Ciò significa che può presentare proposte legislative, ma non può approvare nessun procedimento da sola. In pratica, la Commissione Europea prepara le proposte di legge assieme a materiale tecnico redatto da esperti in supporto alla stessa – quali appunto lo ‘Impact Assessment‘ – e presenta il tutto al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo.
Questi ultimi hanno il diritto di decidere sull’approvazione o sul respingimento delle proposte della Commissione. Nel corso dei procedimenti, la Commissione Europea può fornire informazioni tecniche e pareri di esperti su richiesta dell’Europarlamento o del Consiglio. Se lo ritiene appropriato, la Commissione può anche ritirare le sue proposte.
Nel caso della proposta di modifica della direttiva europea sulle armi, tuttavia, è stato tutto il contrario – letteralmente.
Abbiamo chiesto ripetutamente alla Commissione Europea di produrre un ‘Impact Assessment‘ che indicasse quante armi da fuoco e quante persone sarebbero state interessate dalle proposte restrittive, e quanti crimini e atti terroristici siano stati commessi con le tipologie di arma da fuoco interessate dalle restrizioni proposte. Non abbiamo mai avuto risposta. Quando abbiamo insistito, anziché presentare un ‘Impact Assessment‘, la Commissione Europea ha trasposto le nostre domande in forma di questionario, poi sottoposto agli Stati membri, e ci ha fornito le loro risposte. In base ai risultati del questionario, il numero di persone che sarebbero state negativamente colpite dalle proposte restrittive ammontava almeno a diverse centinaia di migliaia.
Non si è trattato di una procedura standard, sotto nessun punto di vista. I rappresentanti della Commissione hanno cambiato le carte in tavola all’ultimo minuto in fase di negoziato, più volte, e senza avere alcuna giustificazione.
I rappresentanti della Commissione in fase di negoziato non erano preparati sulla materia: in un caso, hanno addirittura cercato di rispondere ad una mia obiezione citando una definizione presa pari pari da Wikipedia. Fortunatamente non sono stata l’unica a stancarsi presto di questo comportamento, e la specifica richiesta in questione è stata poi respinta.

Secondo lei, perché la Commissione sta insistendo? Qual è il motivo politico?
Non intendo dar spazio a teorie cospirazioniste, ma uno dei motivi per cui la Commissione sta insistendo così tanto è che, al momento, questo Dossier rappresenta l’unica proposta di normativa che – almeno ufficialmente – si propone di affrontare problema del peggioramento della sicurezza pubblica in Europa. Che poi essa possa essere veramente efficace o meno, alla Commissione importa solo il fatto che non hanno altre carte da giocare.
Non è inoltre un segreto che dietro le pressioni della Commissione ci sia la Francia, che ha un bisogno disperato di presentare qualcosa, qualsiasi cosa, ai suoi cittadini prima delle elezioni presidenziali del prossimo mese di aprile.
Purtroppo, alla fine, anche la relatrice principale del Dossier (Vicky Ford, n.d.t.) e i relatori di alcuni altri gruppi parlamentari sono stati costretti a cedere alla pressione della Commissione Europea. Ma io non ho voluto cedere, perché prima di tutto io rappresento in Europa i cittadini cechi e i loro legittimi interessi.

I possessori d’armi della Repubblica Ceca hanno reagito in maniera furiosa alla proposta della Commissione – così come gli appassionati d’armi di molti altri Paesi europei, compresi alcuni che non fanno parte dell’Unione, come la Svizzera. Tali reazioni non hanno solo preso di mira il dossier, ma l’intera Unione Europea.
Sì. Una parte dell’Europarlamento conosce i rischi: gli europarlamentari del gruppo ALDE stanno facendo notare che la Commissione Europea, con questo Dossier, sta trasformando tantissimi cittadini onesti in nemici dell’Unione senza motivo.
Ma ci sono anche molti europarlamentari che sostengono la proposta uscita dall’IMCO, perché la Commissione ha emesso una dichiarazione secondo cui se gli europarlamentari si rifiuteranno di approvare il documento, saranno accusati di rifiutarsi di proteggere i cittadini europei dalla minaccia del terrorismo.
In questo modo rischiamo di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Abbiamo bisogno di una proposta legislativa che migliori la sicurezza comune – e in tal caso sarei la prima a votare a favore.
La direttiva europea sulle armi potrebbe migliorare la sicurezza comune senza limitare le libertà civili dei cittadini dell’Unione – ad esempio facendo sì che le armi da fuoco vengano disattivate irreversibilmente in tutti i Paesi membri.
Ma la strada intrapresa dalla Commissione è quella sbagliata. Affinché la direttiva europea sulle armi sia funzionale ed efficace, dovrebbe essere redatta seguendo lo stesso Iter che ha portato alla nascita delle attuali leggi sulle armi in vigore nella Repubblica Ceca: basare le proposte sui fatti, ragionarci a lungo, e non prevedere più restrizioni ai diritti dei cittadini di quanto non siano assolutamente necessarie per la sicurezza di tutti. È per questo che ho fatto pressione nel corso dell’intero processo legislativo.

Quali sono i prossimi passi?
La prossima fase del procedimento legislativo è il voto al Plenum dell’Europarlamento, nel mese di marzo; in tal sede tenterò di proporre emendamenti che raddrizzino alcune delle storture che permangono nel testo uscito dall’IMCO.
Dico che “tenterò” perché le regole del Plenum dell’Europarlamento non consentono ai singoli europarlamentari di proporre emendamenti: solo un intero gruppo politico, o un gruppo di almeno 40 europarlamentari, ha tale facoltà. Quindi cercherò di ottenere il sostegno di un numero congruo di colleghi.
Non posso fare speculazioni su quelli che saranno i risultati, perché ci sono tantissimi fattori che possono entrare in gioco per influenzarli – e sicuramente accadrà. Ma il processo legislativo non è ancora concluso, quindi bisogna continuare a combattere.
Nel caso il voto al Plenum del Parlamento Europeo non fosse in nostro favore, il passo successivo potrebbe essere il ricorso alla Corte Europea di Giustizia – e io sarei certamente a favore di tale ricorso.

Favorevoli

Ecr: Raffaele Fitto, Remo Sernagiotto (Conservatori e riformisti)
Efdd: Isabella Adinolfi, Laura Agea, Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rosa d’Amato, Eleonora Evi, Laura Ferrara, Giulia Moi, Piernicola Pedicini, Dario Tamburrano, Marco Valli, Marco Zullo (M5S)
Gue/Ngl: Eleonora Forenza, Curzio Maltese (Tsipras), Barbara Spinelli (indipendente)
Ppe: Alberto Cirio, Elisabetta Gardini, Fulvio Martusciello, Alessandra Mussolini, Aldo Patriciello, Salvatore Domenico Pogliese, Massimiliano Salini (Forza Italia)
S&D: Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Sergio Cofferati, Silvia Costa, Andrea Cozzolino, Nicola Danti, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Michela Giuffrida, Roberto Gualtieri, Cecile Kashetu Kyenge, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Massimo Paolucci, Pina Picierno, Gianni Pittella, Daniele Viotti, Flavio Zanonato, Damiano Zoffoli (Pd)
Verdi: Marco Affronte (ex M5S)

Contrari

Enf: Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Matteo Salvini, Lorenzo Fontana, Angelo Ciocca (Lega Nord)

L’esito era praticamente scontato, nonosante le vigorose critiche di una quarantina di deputati europei nella discussione preliminare di questa mattina. La bozza di direttiva europea votata nelle scorse settimane dal comitato Imco è stata approvata dal plenum del Parlamento europeo, con 491 voti favorevoli, senza alcun emendamento. 123 deputati hanno votato per il respingimento totale, mentre 178 hanno appoggiato la proposta dell’eurodeputata ceca Dita Charanzova per votare gli emendamenti migliorativi. I singoli Paesi membri hanno 15 mesi di tempo per provvedere al recepimento.

 

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“ULTIMA PRIVATIZZAZIONE, POI SIAMO NUDI”

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/ultima-privatizzazione-nudi/ Prosegui la lettura »