DIECI PROVE CONTRO LA TEORIA DARWINIANA

evoluzione-albero-del-maleSegnalazione di Raimondo Gatto

Da un po’ di tempo circola una teoria a proposito dell’evoluzione della specie umana che riscuote un certo successo fra gli atei, i libri di scuola, Marx ed Engels. È di un certo Darwin. Il cognome non me lo ricordo.
Per chi non legge i giornali è forse il caso di fare un riassunto imparziale e il più possibile obiettivo di questa strampalata accozzaglia di panzane.
Tanto tempo fa la Terra era popolata perlopiù da scimmie. Anche da qualche dinosauro e un paio di zanzare giganti, ma perlopiù da scimmie e, quello che è più importante, senza alcuna traccia di vita umana.
Già questo è abbastanza fantasioso: come ci si può immaginare un mondo fatto tutto di scimmie? Impiegati scimmia, partite di calcio fra scimmie, cellulari a forma di scimmia… assurdo. Ma la sfrenata fantasia del signor Darwin non si ferma qui.
Ogni tanto, dice la sua teoria, nasce qualche scimmia disabile. Di solito si tratta di creature sfortunate, ridotte su una sedia a rotelle a sperare che qualcuno gli costruisca degli scivoli per salire e scendere dagli alberi. Naturalmente nessuno vuole riprodursi con loro e la cosa finisce lì.
Ma di tanto in tanto succede che una particolare malformazione renda la scimmia più brava a prendere le banane. Che ne so, un giorno una scimmia nasce col pollice opponibile, raccoglie due quintali di banane in mezza giornata e tutti fanno la fila per riprodursi con lei. Il giorno dopo tutte le scimmie hanno il pollice opponibile. Prosegui la lettura »

Il diktat dell’Ocse al governo: “Aumentare le tasse sulla casa”

h0zQj1485805208-678x381-520x245Segnalazione di Raimondo Gatto

Conti dell’Italia in rosso. Pesano l’immigrazione e la crisi delle banche. Ma a pagare dovrebbero essere i contribuenti. L’Ocse: “Il governo tassi subito gli immobili residenziali”
Ancora tasse. La ricetta per il governo italiano è sempre la stessa, sia che venga dall’Unione europea sia che a proporla sia l’Ocse.

A preoccupare sono il rapporto tra deficit e pil che, secondo l’Economic survey dell’Ocse sull’Italia, si attesterà al 2,3% quest’anno per poi scendere al 2,2% il prossimo, e il rapporto tra debito e pil che, invece, stato stimato al 132,7% nel 2017 e in calo al 132,1% nel 2018. A minacciare maggiormente i conti, però, sono le criticità del sistema bancario e i continui sbarchi di immigrati. Una cattiva gestione che ora l’istituto di Parigi
vorrebbe coprire facendoci aumentare le imposte sulla casa.

L’economia italiana “è in via di ripresa dopo una lunga e profonda recessione” ma la ripresa “è debole e la produttività continua a diminuire”. L’Ocse ha rivisto leggermente al rialzo la stima di crescita del pil allo 0,9% nel 2016 e all’1% nel 2017 rispetto alle previsioni contenute nel Global economic outlook di novembre che stimava una crescita dello 0,8% per lo scorso anno e dello 0,9% per quello in corso. Prosegui la lettura »

Che brutta Fini!

di Marcello Veneziani

Tanto tuonò che piovve sulla testa di Gianfranco Fini un avviso di garanzia per la Tulliani story, da Montecarlo ai Caraibi. È indagato per riciclaggio ma lui, tanto per cambiare, è sereno. Atto dovuto, fiducia nella magistratura e menate rituali varie. Per rispondere con le stesse ovvietà, aspettiamo il corso delle indagini, non ci pronunciamo prima dei giudici.

La “coglioneria” che Fini aveva addotto per giustificare il suo ruolo nella vicenda potrà essere usata come attenuante sotto il profilo giudiziario; ma è un aggravante sotto il profilo politico. Sotto i tuoi occhi di leader e di presidente della Camera accadono tutte queste cose che riguardano direttamente tua moglie e i suoi famigliari e ti coinvolgono perché nascono dal tuo ruolo politico e istituzionale; e tu non se ne accorgi, non dici nulla, non spezzi il circolo vizioso. E non solo. Prosegui la lettura »

Di nuovo Castellucci ed ecco S. Giovanna d’Arco “transgender”

Nel gennaio 2012 il nostro Circolo Christus Rex organizzò una Messa riparatrice allo spettacolo blasfemo di Milano, in cui veniva lanciato dello sterco sul volto di Cristo. Ma a Castellucci piace attaccare la Religione e ci riprova:

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Duole che gli Italiani vengano conosciuti all’estero per la loro blasfemia. Ancor più duole che il nome del nostro Paese sia associato a quello dei suoi “figli” degeneri.

Di Romeo Castellucci (nella foto) ci eravamo già occupati. Anzi, se n’era occupata la stampa internazionale per la sua oscena rappresentazione dal titolo Sul concetto di volto di Dio, la cui scena centrale consiste in una gigantografia del Cristo raffigurato da Antonello da Messina nel Salvator Mundi, letteralmente inondato di liquami ed escrementi. Siamo purtroppo costretti a parlar di nuovo di questa sorta d’impenitente iconoclasta, acclamato dalla grancassa mediatica, per denunciare l’ennesima sua opera blasfema, opera che ha massacrato l’oratorio drammatico scritto da Paul Claudel e composto da Arthur Honegger, Giovanna al rogo, evidentemente dedicato a Santa Giovanna d’Arco. Prosegui la lettura »

Norvegia: i luterani cambiano il rito nuziale, prime ‘nozze’ gay

Segnalazione di Corrispondenza Romana

In Norvegia svolta “gay-friendly” delle comunità luterane: per questo è stata addirittura approvata una riforma del rito nuziale, ciò che ha “permesso” lo scorso primo febbraio alla prima coppia omosessuale di “sposarsi” nel tempio di Eidskog, a sud di Oslo. Coppia, peraltro, già rodata – dal 1981! – ed attempata: si è trattato di Kjell Frølich Benjaminsen di 63 anni e di Erik Skjelnæs di 70.

Tanto per non farsi mancare niente, la celebrazione è stata presieduta da una “pastora” donna, Bettina Eckbo, dettasi convinta che i due incarnino «tutti i valori del matrimonio: fedeltà e supporto reciproco nei giorni belli ed in quelli difficili», riducendo le nozze ad una forma di sentimentalismo fuori luogo, trattandosi di una relazione omosessuale, dunque condannata dalla Sacra Scrittura.

Presenti alla “cerimonia” amici e familiari, ma soprattutto i riflettori della grande stampa mediatica, che han provveduto a far da grancassa all’evento. Non a caso. I due non han nascosto il fatto di essere militanti Lgbt: una sorta di “bandiera” insomma delle rivendicazioni gay, pronti, subito al termine della “celebrazione”, a battersi per “l’eguaglianza”. Dal che si capisce donde e perché tanto risalto ad una coppia anagraficamente già così stagionata… (da Osservatorio Gender) Prosegui la lettura »

Ennesima chiesa profanata in India, i colpevoli han 17 anni

Sono stati due 17enni a profanare per l’ennesima volta una chiesa, in India: questa volta è toccato a quella di San Basilio, a Rohini, diocesi di Delhi e sottoborgo nord-ovest della capitale. I due, penetrati all’interno, hanno frantumato un crocifisso ed altri oggetti all’interno, ridotto in briciole i vetri delle finestre e svaligiato le cassette delle offerte.

Le telecamere di videosorveglianza della adiacente scuola parrocchiale li hanno però immortalati ed hanno permesso alle forze dell’ordine di individuarli e di arrestarli lo scorso 11 febbraio. Pare che i due abbiano spiegato di voler commettere “soltanto” un furto: una spiegazione che non convince, visto l’accanimento dimostrato contro immagini sacre.

Intensificata in zona la sorveglianza sulle chiese, predisposti diversi servizi di pattugliamento. Prosegui la lettura »

Gli sforzi superflui di Donald Trump

trumpdi Israel Shamir

Fonte: Comedonchisciotte

Il Presidente Trump aveva pagato  già un bell’anticipo agli ebrei. Aveva fatto (quasi) tutto quello che volevano per lo stato ebraico: aveva promesso di spostare l’ambasciata USA  a Gerusalemme occupata, legalizzando così la loro annessione della città santa; aveva condonato gli insediamenti illegali, aveva concesso loro posizioni  chiave nella sua amministrazione; aveva detto ai palestinesi di non rivolgersi alla  ICC  e di lasciar perdere, aveva anche minacciato di andare in guerra contro l’Iran. Tutto invano. Le organizzazioni ebraiche e tutti i  media ebrei attaccano Trump senza esitazione e senza nessuna considerazione. Il suo primo passo per  frenare la piccola ondata di invasione è stata accolta con veemenza uniforme da tutti gli ebrei.

L’hanno chiamato  nuovo Hitler e l’hanno accusato di odiare i musulmani: cos’altro potrebbe portare il presidente a fermare, anche solo per pochi mesi, la coraggiosa nuova ondata di migrazione in arrivo da sette stati del Medio Oriente?

Oggi ha preso di mira i musulmani, domani prenderà di mira gli ebrei, hanno detto i giornali ebraici. La migrazione è la linfa vitale dell’ America e i  rifugiati musulmani  devono essere i benvenuti per portare più diversità negli Stati Uniti. Prosegui la lettura »

Il dissenso dei grillini è funzionale al sistema di cui ormai fanno parte

beppe-grillo-casaleggio-sicilia-m5s-morte-595x240di Paolo Becchi

Fonte: Paolo Becchi

È solo “questione di feeling”? Quello che sta accadendo in questi giorni nel nostro Paese intorno alla giunta capitolina merita due brevi considerazioni. Non si fa che parlare di quello che sta accadendo a Roma in tutti i giornali e in tutti i programmi televisivi e a tutte le ore. Da vomito cerebrale. Sembra che in Italia non esista che Roma, non è più la “Roma ladrona” del Bossi doc, ma la Roma a 5 stelle… cadenti, e per la verità molto scadenti. Quello che è scappato dalla bocca dell’assessore all’Urbanistica lo pensano molti romani e molti italiani. Feltri è andato sopra le righe? Forse, ma con un linguaggio colorito ha detto in fondo le stesse cose dell’assessore. Anzi, l’assessore ha fatto addirittura capire di più. Vale a dire che il M5S, attraverso la costruzione del nuovo stadio, sta legittimando la più grande speculazione fondiaria del Secolo. Lo scandalo vero è questo!Passiamo alle due considerazioni.

La prima considerazione che intendo fare è: non si può criticare il M5S senza finire nelle liste di proscrizione? L’Ordine dei giornalisti, che secondo me andrebbe sciolto, riceve un messaggio intimidatorio da parte del vice presidente della Camera, onorevole Di Maio, e possibile futuro presidente del Consiglio, e il ’residente dell’Ordine esegue – perdonate il gioco di parole – gli ordini, senza batter ciglio? Ma ce ne rendiamo conto? Se lo avesse fatto Berlusconi ci sarebbe stata l’insurrezione. Questo riguarda i giornali. Passiamo alle televisioni. Chi, come me, ogni tanto ci va, accetta le regole del gioco e non lo trucca. Il M5S, invece, pone lui le condizioni del gioco, impedendo qualsiasi dibattito. Quando i pentastellati vanno in televisione tutto è artificialmente costruito, e se per caso qualche ospite non è gradito perché potrebbe metterli in difficoltà, si pone come condizione l’allontanamento della persona che potrebbe disturbare, come è successo a me in questi giorni. È questa la democrazia pentastellata? Se questo funziona già oggi che il M5S sta all’opposizione, che cosa succederà domani se dovesse andare al governo? Si dirà che questo è un caso personale: e no, questo è il sintomo di un partito che vuole impedire il dibattito pubblico, e questo non è caso personale.

Ma vorrei anche avanzare una seconda considerazione. Giornali e televisioni criticano il M5S, presentandosi come campioni di libertà; non si lasciano apparentemente intimidire, ma in realtà per molti versi non stanno facendo altro che pubblicità al M5S, che può con i suoi proclami di nuovo presentarsi come forza antisistema, che odia televisioni e giornali, quando ormai rilasciano interviste a tutti i giornaloni su cui sputano sentenze e vivono da mattina a sera in televisione, dettando persino le regole per la loro partecipazione. Altro che antisistema: è a tutti ormai evidente che il M5S è diventato la valvola di sfogo del sistema, che impedisce nel nostro Paese lo sviluppo di una forza sovranista e identitaria contro l’euro e l’Unione Europea. I tradizionali mezzi di comunicazione non riescono più a costruire un consenso e allora costruiscono un dissenso apparente, un dissenso del tutto funzionale al sistema. Azzuffatevi pure sulla Raggi, così Grillo alla fine potrà presentare quella che lui stesso in una telefonata con Sgarbi avrebbe definito «depensante» come la vittima di una campagna giornalistica scandalistica. Dimenticando che il sindaco, intanto, è iscritto nel registro degli indagati per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Insomma, dimenticando che in questo caso non è «una questione di feeling, solo di feeling».

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Fraternità, addio!

E’ un addio che noi abbiamo detto da tempo, constatando quello che lo stesso Mons. Fellay ha ammesso, ovvero che oramai, di fatto, da anni ci sono rapporti normali con il Vaticano, che però è occupato dai modernisti. Se ne aggiungono altri. Motivati e seri, sebbene ancora incompleti, a nostro giudizio. (IL CIRCOLO CULTURALE CHRISTUS REX)

Segnalazione di F.A.

Articolo pubblicato sul sito spagnolo Syllabus

Tutto sembra indicare che stiamo assistendo alla lenta e penosa morte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per mano degli astuti modernisti romani e dei liberali oggettivamente traditori della Fraternità, forse soggettivamente ingenui, Dio lo sa.
Tutta una serie di interviste a Mons. Fellay e a Mons. Pozzo stanno preparando l’opinione pubblica a dare il benvenuto alla notizia dell’erezione della prelatura San Pio X.

A quel punto, dopo molti anni di persistente lavoro, il diavolo avrà raggiunto il suo scopo: demolire il gran baluardo creato da Mons. Lefebvre in difesa della Tradizione e per combattere il modernismo scatenatosi nel concilio Vaticano II.

Mons. Fellay, in tutte queste interviste e nei suoi discorsi, basa la sua argomentazione su due temi fondamentali.

Il primo è che oggi Roma accetta di discutere quello che ieri era l’indiscutibile Vaticano II.
Per Mons. Fellay, questo sarebbe un segno che a Roma sarebbero disposti a correggere gli errori del Vaticano II. Ma discutere qualcosa significa solo due cose: o riprovare e condannare quello che si discute o approvarlo ed accettarlo. Discutere non equivale necessariamente a condannare.
Per Mons. Fellay, discutere significa anche mettere in dubbio. Ma non è così che l’intendono i modernisti a Roma. Loro, infatti, sapendo esattamente cosa significa il Concilio, intendono applicarlo fino alle sue ultime conseguenze, e ne hanno il potere, nonostante ci sia un piccolo gruppo che osa dire qualcosa contro.

L’unica cosa che dovrebbe dire la Fraternità a Roma è: rigettiamo categoricamente il Concilio.
Com’è possibile discutere qualcosa che tanti seri studi teologici – anche da parte della Fraternità – hanno abbondantemente dimostrato che debba condannarsi e che non ha valore come magistero della Chiesa?
Com’è possibile discutere e non rigettare decisamente ciò che Mons. Lefebvre indicò come il male peggiore di tutta la storia della Chiesa?

Lo stesso Segretario dell’Ecclesia Dei, Mons. Pozzo, ha appena detto, senza discussioni: “Un buon cattolico non può rifiutare il Concilio”. Pertanto il Concilio, in sé, continua ad essere inamovibile e indiscutibile.

La Fraternità ha accettato di entrare nella logica della ratzingeriana “ermeneutica della continuità”, per “interpretare cattolicamente” ciò che è premeditatamente infestato di errori. A questo modo essa condivide il machiavellismo dei liberali romani, per imporre il soggettivismo invece della dottrina oggettiva.

Qualche volta, Mons. Fellay, seguendo Mons. Williamson,  ha detto che il Vaticano II è una torta in cui qualcuno ha messo e mescolato del veleno, e che quindi è tutto da buttare. Ma poi, dimenticando quelle parole, ha affermato che il 95% del Vaticano II è buono e accettabile. Oggi dice di essere disposto a discuterlo, che non significa certo che bisogna rifiutarlo.
Il fatto è che Mons. Fellay, come Eva, si è messo a discutere col diavolo, e il diavolo è così astuto che ha saputo intrappolare questi orgogliosi liberali della Fraternità nelle sue scenografie seduttrici, con la famosa promessa: “non morirete”.

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“Le foibe non esistono”. Nell’Emilia che da 70 anni odia gli esuli istriani

http://m.ilgiornale.it/news/2017/02/15/le-foibe-non-esistono-nellemilia-che-da-70-anni-odia-gli-esuli-istrian/1364298/

Volantini negazionisti dove nel ’47 i partigiani buttarono il latte pur di non darlo ai profughi

di Stefano Zurlo

Sembrano pezzi da museo. Fossili di un’ altra epoca. Zavorra delle ideologie. E invece no: quei fogli in vista sulla bacheca del Comune sono cronaca.

 Non un frammento di storia, ma materia incandescente di polemiche ancora attualissime. Sarà che a San Cesario sul Panaro, nella pianura piatta che corre da Modena a Bologna, la macchina del tempo è andata in tilt. Chissà. Certo, fa impressione leggere quel che i compagni di Rifondazione comunista hanno attaccato al muro. «Le foibe – è l’ incipit – sono una menzogna fascista».

Cosi, bastano poche parole per oltraggiare dopo settanta anni i profughi sopravvissuti alle carneficine lungo il confine orientale e costretti poi a lasciare le loro terre. Altro che giornata del ricordo: il 10 febbraio diventa l’occasione per ribaltare la storia, anzi per seppellirla di nuovo sotto i dogmi del negazionismo più sfrenato. «Nella foiba di Basovizza – si legge in questo stupefacente documento – quando si è scavato alla ricerca di corpi sono stati trovati i resti di alcuni soldati tedeschi e alcune carcasse di animali». Prosegui la lettura »