Milano: la marcia dei migranti

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“OPORTET HAERESES ESSE”, (I Cor. 11, 19) et “VERITAS LIBERABIT VOS” (Gv 8, 32)

BERGOGLIO-ECUMENISMO Massoneria Chiesa 567 Rr contr liv

L’EDITORIALE DEL VENERDI 

di Arai Daniele

Tutte le bestialità moderniste, massoniche, ecumeniste conciliari che i cattolici sentirono in questi quasi sessant’anni di dominio modernista, se deviarono tanti, allo stesso tempo appurarono la fede di molti.

Già spiegava il cardinale Newman, venuto dall’eresia anglicana: “nessuna dottrina è definita prima che sia combattuta”.

Certo, tale combattimento è all’insegna della stessa Fede immutabile, indipendente dalla nostra migliore sua comprensione; esso richiede piuttosto di capire e rimanere fermi nei principi di sempre in modo a consolidare la nostra resilienza cattolica.

Ora, più si approfondisce la conoscenza della vecchia eresia ariana e di quella conciliare, che appare nuova, più si vede quanto esse hanno in comune, ritornando sulle stesse confusioni ecumenistiche, che tutto turba perché aliene al principio che la verità viene da Dio agli uomini, mai in senso contrario. Invece, gli eretici seguono «verità» gnostiche proprie. Vedi Bergoglio che ogni giorno ne emette una nuova della sua larva personale.

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Il programma di Attali, già in corso di realizzazione.

 (Gianantonio Valli, SESSANTOTTISMO.  Radici ebraiche di una devastazione“, edizioni Ritter 2014)

“Ogni uomo diventerà un essere senza padre né madre, senza antenati, radici né posterità, un nomade assoluto”.

Il punto non è che un Attali possa enunciare  un simile programma; è la sua “cultura”, perenne volontà del suo popolo di  ridurre gli altri  esseri umani a bestiame. Il punto è che non solo i francesi, ma in vaste maggioranze  invincibili gli  italiani, anzi gli europei, mostrino, votando e manifestando per “Il progresso” e  “L’Europa”,  plaudendo  alle leggi promosse dai radicali e attuate dal partito radicale di massa che è l’asse PD-M5S  (sempre hanno votato insieme su temi di disgregazione morale e legalizzazione dell’aberrante: dalla Cirinnà alla Fedeli,dal gender alle nozze trans,  e presto  l’eutanasia e la legalizzazione della cannabis),  accettando le politiche di “accoglienza senza limiti”, di volere proprio quello.

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Lezioni gender: impossibile esonerare i figli

Se è possibile esonerare i propri figli dalle lezioni di religione, la stessa cosa non vale quando tra i banchi si parla di gender.

 Un caso che fa discutere quello che arriva da Milano, dove la mamma di una bambina di quarta elementare ha scritto alla preside dell’istituto scolastico allarmata da un corso sulla parità di genere, inserito nel piano triennale di offerta formativa, al quale sua figlia avrebbe dovuto partecipare.

La donna, che di professione fa la pedagogista, si è però vista negare la richiesta di esonerare la figlia dalle lezioni. Il corso è obbligatorio. L’unica chance per gli alunni “dissidenti” è quindi quella di restare a casa accumulando assenze perchè, fanno sapere dalla scuola, “non sono previste attività alternative”.

Il corso in questione si chiama “A scuola di parità” e, come riporta La Bussola Quotidiana, “è tenuto dall’Ala Milano Onlus, un’associazione che collabora con l’Arcigay, l’Agedo, la Chiesa Valdese, la Casa dei diritti (il braccio ideologico, pagato con soldi pubblici, dell’assessore milanese Pierfrancesco Majorino), il colosso di preservativi Durex, il network Parks, il sito Pianetagay, l’Unar e varie altre realtà vicine all’universo Lgbt e femminista”. Lo scopo dell’iniziativa, come si legge sulla scheda del progetto, è “la messa in discussione di stereotipi e luoghi comuni”. Tra cui, secondo i propugnatori della teoria del gender, rientrerebbe anche la distinzione tra i sessi.

“Un atteggiamento prevaricatore” e contrario all’articolo 26 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo che attribuisce ai genitori “la priorità di diritto nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli”. Questo il commento di Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, il quale si è detto pronto a supportare legalmente questa “sacrosanta” causa.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2017/05/18/lezioni-gender-impossibile-esonerare-i-figli/1398825/

Autocoscienza dei popoli

Autocoscienza dei popoli

Ora vi racconto alcune cose a cui ripensavo questa mattina, e visto che tante persone che leggono quello che scrivo vivono in Russia da tanto tempo o sono Russi mi smentiranno se esagero. Alla fine degli anni ’90andavo già avanti e indietro dalla Russia ed ho conosciuto alcuni Italiani che ci andavano più spesso di me per lavoro o addirittura ci vivevano. Lo spirito di queste persone, con rarissime eccezioni, era in niente diverso da quello del governatore britannico della Tanzania. L’opinione comune era che i Russi non valessero niente, non sapessero fare niente e non avessero nemmeno voglia di provarci e potessero quindi avere una remota utilità solo mettendoli in quindici a fare il lavoro che avrebbe fatto un Italiano per aiutarci a prendere roba dal loro paese (perché loro, ovviamente non erano neanche capaci di raccogliere le pepite nel loro cortile) e portarla da noi. Oggi può sembrare una cosa folle, ma non dimentichiamo che negli anni Novanta noi avevamo il boom delle PMI e dei distretti industriali e loro erano nella crisi più nera.

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Ora i Rothschild hanno i codici nucleari francesi e il ricatto hacker dissimula tutto. E’ un mondo sano

di Mauro Botarelli 

Ora i Rothschild hanno i codici nucleari francesi e il ricatto hacker dissimula tutto. E’ un mondo sano

Fonte: Rischio Calcolato

Stamattina, con un cerimonia ufficiale all’Eliseo, Emmanuel Macron è divenuto il nuovo presidente della Francia. Francois Hollande, suo predecessore, prima di scivolare nell’oblio della storia e nell’anonimato politico, gli ha consegnato i codici nucleari: dunque, la maggioranza del mondo saluta e festeggia il fatto che da oggi la Banca Rothschild abbia in mano le chiavi della deterrenza atomica francese. E, state certi, che siamo bel al di là del simbolismo. Per almeno tre motivi. Primo, fino alla fine dei luglio in Francia è ancora in vigore lo stato di emergenza proclamato dopo le stragi del 13 novembre 2015: di fatto, il capo dell’Eliseo ha poteri assoluti. Macron porrà fine a questo status, dopo le celebrazioni del 14 luglio? Può essere, certo se l’Isis tornasse casualmente a farsi vivo entro quella data, la ragion di Stato Imporrebbe di no.



Secondo, mentre il potere assoluto finisce nelle mani di un uomo che è diretta emanazione di uno dei più alti poteri finanziari e della Massoneria francese – roba seria, non i grembiulini di provincia che tanto preoccupano Ferruccio De Bortoli -, da qualche giorno a La Sauterraine, nel cuore della Francia, i 278 dipendenti della GM&S hanno dato vita a una forma estrema di protesta: minacciano di far esplodere la loro fabbrica con bombole di gas, atto estremo di luddismo 2.0 per opporsi alla chiusura e alla delocalizzazione in Paesi con minore costo del lavoro e di produzione. Insomma, siamo al paradosso e al paradigma di un Paese non solo spaccato in due ma, dove, i partiti referenti storici di quei lavoratori pronti a distruggere – fisicamente – il proprio posto di lavoro, hanno spianato le porte dell’Eliseo a Macron, il socialisti in toto e Jean-Luc Mélenchon gran buona parte.

Il collante di questo corto circuito? L’antifascismo d’antan, declinato ora in anti-populismo e anti-protezionismo. I lavoratori minacciano nel quotidiano il sacro fuoco della rivolta ma, nell’urna, hanno votato il capo dei pompieri. Terzo, nel silenzio generale di tutti i media mondiali, il 26 aprile scorso, il generale Viktor Poznihir, capo delle Operazioni del Direttorio della Forze armate russe, parlando alla Moscow International Security Conference, ha detto qualcosa che dovrebbe aver fatto saltare tutti sulla sedia: “Il Comando generale dell’esercito russo ha concluso che Washington stia preparando un attacco nucleare preventivo contro la Russia”. Ora, a parlare non è stato un deputato pazzo ma uno dei primi vertici delle forze armate. E ricordate la frase che è regola aurea per Vladimir Putin: “Cinquanta anni fa, la vita nelle strade di Leningrado mi ha insegnato una cosa: se una guerra è inevitabile, allora attacca per primo”.

Insomma, mentre giocano a fare la guerra con la Nord Corea, un giorno dialogando e l’altro minacciando, negli USA c’è qualche pazzo che sta lavorando invece per indurre il Cremlino ad adottare la dottrina dell’attacco preventivo esso stesso? Il tutto, con la NATO sempre più attiva ad Est, nel Baltico e ora nell’Artico, in chiave anti-russa e con un nuovo asse che Washington benedice: oggi Martin Schulz e la SPD hanno subito una pesante batosta nel loro feudo del Nord Reno-Westfalia, dove la CDU di Angela Merkel è accreditata al 36%, mentre i socialdemocratici al 30% hanno perso 9 punti percentuali rispetto a 5 anni fa. Con l’atlantista, europeista e russofobo Emmanuel Macron all’Eliseo e la Cancelliera destinata a vincere un altro mandato a settembre, l’asse renano rischia di pesare più a livello geopolitico esterno che economico e riformista in sede UE.

 

Non so se avete visto il film “La regola del sospetto”, dedicato all’addestramento di una recluta della CIA e al piano diabolico del suo addestratore. Bene, quest’ultimo era interpretato da Al Pacino e la sua battuta mantra era: “Nulla è come appare”. Che dire, ad esempio, dell’attacco hacker a livello mondiale di venerdì scorso? Un qualcosa dall’impatto enorme, capace di colpire 100mila sistemi in 150 Paesi: si passa dal sistema sanitario inglese al ministero dell’Interno russo, da grandi major e siti istituzionali e ONG. Un attacco su base planetaria e con la richiesta di riscatto in bitcoin: o paghi 300 euro o il sistema non riparte. L’incubo materializzatosi durante le elezioni presidenziali USA, ancorché senza mezza prova reale, adesso diventa realtà. A livello globale.

E con il Russiagate appena ripartito, dopo il siluramento da parte di Donald Trump del capo dell’FBI, James Comey, l’uomo che doveva proprio indagare le presunte collusioni tra staff del presidente e uomini del Cremlino. Guarda caso, l’altro defenestrato del caso, l’ex capo della Sicurezza nazionale, Mike Flynn, ha declinato l’invito a comparire inviatogli dal Senato: come dire, ho qualcosa da nascondere. O, in subordine, voglio garanzie ferree. E chi è riuscito a bloccare “Wannacry”, l’attacco più potente ed esteso di sempre? Qualche agenzia di intelligence? La cyber-war degli Stati colpiti? No, un gruppo di hacker facenti capo Malware Tech, i quali hanno reso nota la cosa via Twitter: “Così oggi posso aggiungere ‘ha accidentalmente fermato un cyberattacco mondiale’ al mio curriculum”, ha scritto l’hacker sulla piattaforma di Jack Dorsey.

Altro eroe della giornata è un collega di @malwaretechblog, tale Darien Huss, il quale lavora per la compagnia di sicurezza californiana Proofpoint e ha trovato e attivato – pensa che proverbiale colpo di culo – una sorta di pulsante di autodistruzione contenuto all’interno del virus. Cosa ci dice questa storia? Che o le cyber-intelligence di mezzo mondo sono da cacciare a calci in culo o gente come quegli hacker va assunta. E, soprattutto, il loro lavoro finanziato. Sempre di più. Tanto, c’è l’eco della stampa di tutto il mondo che batte la grancassa, a partire dal Russiagate, ora destinato a gonfiarsi ancora. Eh già, perché l’hackeraggio, come quasi tutto, ha il suo rovescio della medaglia: da un lato crea danni, dall’altro business per contrastarlo. E questi grafici



parlano molto, molto chiaro al riguardo. Caso strano, poi, l’attacco è arrivato a ridosso del G7 economico in corso in Italia ed ecco che, appena diffusasi la notizia, la prima gallina che canta ha fatto l’uovo: “Parleremo di cybersecurity, ci aspettiamo dei progressi. Mi attendo una buona discussione”, ha dichiarato il segretario al Tesoro USA, Steven Mnuchin, arrivando al Castello Svevo di Bari per il secondo giorno dei lavori. A stretto giro di posta, ecco il ministro italiano, Pier Carlo Padoan, dichiarare che “siamo d’accordo su molte cose, sulla riforma delle banche multiregionali di sviluppo e sulla lotta al cyber crime, che è molto attuale”. Immediato anche l’intervento dell’UE, lesta nel sottolineare i pericoli di questa nuova frontiera del terrorismo e anche l’Europol, la quale dopo aver definito l’accaduto “senza precedenti”, ha dichiarato per bocca del suo direttore esecutivo, Rob Wainwright intervistato oggi dalla britannica ITV, che “il rischio ora è che i computer non funzionino lunedì mattina”. Millennium bug 2.0? Mancano poche ore e vedremo ma mettete in fila un po’ di cose. Offensiva hacker senza precedenti, attraverso un malware noto come “Wannacry” e nato – per ammissione dei pirati stessi – delle informazioni rese note da Wikileaks sulle attività di spionaggio della CIA.

Et voilà, se servisse, Juliane Assange – minacciato dagli USA rispetto al suo status di rifugiato e definito dalla CIA una sorta di “servizio segreto non statale ma ostile” – e la sua attività sono pronti a finire sul banco degli imputati. L’attacco del secolo, che ha piegato le difesa di tutte e intelligence mondiali, è stato fermato da due nerd californiani: cazzo, vuoi non investire in massa nel settore, ora che dalla mitica Silicon Valley arrivano latrati di crisi? Terzo, per quanto sia stata colpita anche la Russia, un attacco simile resta nell’immaginario collettivo e, se il Russiagate dovesse trovare ossigeno grazie al media, potrebbe diventare una manna da vendere all’opinione pubblica in chiave anti-russa. Le autorità sovranazionali recalcitranti, vedi G7 o UE, ora non potranno più perdere tempo nel priorizzare il sistema, dando mano libera di fronte alla gravità della minaccia: ma combattere gli hacker vuol dire anche usare censura e blocchi preventivi, quindi strumenti di propaganda fondamentali.

E poi guardate questi grafici,





relativi al casinò cinese che in questi giorni sta inviando sinistri crepitii e ricordate cosa ha detto l’Europol, ovvero che il rischio è che, pur ripristinando, poi i pc non partano. E su quali sistemi di basano le Borse? Non è che l’attacco hacker di venerdì sia stata solo una straordinaria simulazione per un’emergenza che ormai si vede prossima e che si deve, almeno nel breve termine, coprire nella sua reale natura ed enitità? Per carità, la storiella dei nerd che salvano il mondo con un colpo di culo è affascinante, quasi cinematografico ma tendo a uniformarmi alla corrente di pensiero di Al Pacino in versione addestratore CIA. Anche perché questo altri altre grafici,



ci parlano la lingua di un canarino nella miniera che sta ansimando non poco, a dispetto della narrativa dei grandi media. Primo, al netto dell’inversione della curva sui tassi cinesi a 5 e 10 anni avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì scorso, il primo grafico può essere riassunto con le parole del CIO del River Asset Management, Eric Peters, proprio venerdì scorso: “Quello a cui stiamo assistendo sui mercati non ha precedenti.. Nessun trader ha un modello per questo. E ciò che rende le cose così difficili per ottenere un modello tale è che per la prima volta ci troviamo di fronte alla fine di un ciclo basato su decisioni prese a Pechino”. Secondo, al mondo ci sono oggi più indici che titoli statunitensi quotati (tranquilli, è un mondo splendido e assolutamente sostenibile). Terzo, la capitalizzazione delle cosiddette “Big 5” del Nasdaq ha superato la scorsa settimana i 3 trilioni di dollari, bel oltre il 10% dell’intero equity market statunitense. Avanti a colpi di buybacks come se non ci fosse un domani? Ma la FED non doveva continuare ad alzare i tassi?


Capite che una bella prova generale di caos informatico (e informativo) appare salutare? Così come innalzare sull’altare del male assoluto gli hacker e la loro attività, garantendosi così anche il ricasco politico della russofobia. Magari il casinò non salta oggi, magari nemmeno domani: meglio, però, avere qualcosa da regalare all’opinione pubblica. Tanto più che quel qualcosa garantisce affari d’oro e un ampliamento pressoché senza limite dell’attività repressiva sul web. E’ un mondo molto strano: i Rothschild con i codici nucleari francesi, la Russia spinta verso una guerra che non cerca e l’establishment politico-finanziario che si crea nemici ad hoc per nascondere il fatto di essere esso stesso il primo antagonista del popolo. Che lo vota, però, come accaduto con Macron. Forse conviene alzare ora bandiera bianca.

Chiesa ed Omosessualità: tra fake-news e omoeresie

Segnalazione di Corrispondenza Romana
Negli ultimi giorni, i due termini per antonomasia opposti e inconciliabili, Chiesa ed Omosessualità, sono tornati ad essere prepotentemente accostati e far parlare di sé, per via di due episodi differenti ma analoghi in quanto ad endorsement nei confronti dell’omosessualità: il primo, la decisione di alcune parrocchie italiane di aprire le proprie porte in occasione della Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia che si celebrerà in tutto il mondo il prossimo 17 maggio; il secondo, le sconcertanti dichiarazioni rilasciate su Facebook da Padre James Martin, consulente della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede per il quale alcuni santi potrebbero essere stati gay.

 

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”Matrimonio Trans” e ”Matrimonio Single”: due (brutte) facce della stessa medaglia

di Rodolfo de Mattei

Dal “matrimonio trans” di Aversa al matrimonio single” di Napoli. Nello spazio di pochi giorni la regione Campania si è resa protagonista, suo malgrado, di due fatti, l’uno più singolare dell’altro, che in breve tempo sono rimbalzati sulle prime pagine e le home page dei principali organi d’informazione.
Il primo episodio ha avuto luogo ad Aversa, in provincia di Caserta, dove Alessia Cinquegrana, ex miss Trans riconosciuto di sesso femminile nonostante non si sia mai nemmeno sottoposto ad intervento chirurgico, si è “sposato” in municipio con il compagno Michele Picone. Al termine della cerimonia, la coppia, circondata da giornalisti e telecamere, ha dichiarato di voler presto fare un passo ulteriore cercando di “adottare una bambina”.
Il secondo episodio, altrettanto folle, si è svolto pochi giorni dopo a Napoli dove Nello Ruggiero, parrucchiere 40enne di Sant’Antonio Abate, è convolato a nozze con sé stesso, pronunciando il fatidico sì davanti ad amici e parenti accorsi per lui presso La Sonrisa, il castello reso celebre dal programma Tv “Il Boss delle cerimonie”. Prosegui la lettura »

La BCE, con la Grecia, ci guadagna

Cominciamo a ricordare – perché è la  dimenticanza che ci rende più servi – cosa fu quello che la Banca Centrale Europea (e i politici  UE) chiamarono “il salvataggio concesso” ad Atene. La BCE lanciò il SMP (Securities Market Programme) che consiste  nel  comprare il debito greco sul mercato secondario.

Cosa è il mercato secondario? E’ quello dove la banche vendono e  comprano  i titoli degli stati.  Trattandosi di titoli greci, soprattutto le banche – tedesche e francesi –  avevano fretta di vendere. Se non ci fosse stata la BCE a  comprarli,  avrebbero dovuto non vendere, ma svendere quei titoli che allora nessuno voleva.

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Crotone, il business della ‘ndrangheta sulla pelle dei migranti

Arrestati il governatore della Confraternita Misericordia e il parroco di Isola Capo Rizzuto. Il clan Arena sarebbe entrato nella gestione del Cara più grande d’Europa attraverso la Confraternita, che gestisce un business milionario, anche in un immobile confiscato

Cattura

Isola Capo Rizzuto era diventata l’isola del tesoro per la Confraternita Misericordia. Un tesoro nascosto tutto nel Centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Crotone, il Cara più grande d’Europa. In grado di attirare milioni di euro di fondi Ue. E anche le attenzioni della ‘ndrangheta, che dal 2006 al 2015 solo con il business dei migranti a Crotone avrebbe incassato 36 milioni di euro.

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