Siria: cinque minuti di verità sugli schermi degli Usa

theo_padnosSegnalazione del Centro Studi Federici

La narrazione dell’ostaggio e il silenzio stampa
Theo Padnos, il protagonista dell’intervista che segue, è un giornalista statunitense di Atlanta, rapito in Siria nel mese di ottobre del 2012 e durante due anni prigioniero di al-Nusra, fronte siriano di al-Qaïda. Fu liberato nell’agosto 2014 per intercessione del Qatar. Fox news è il canale televisivo ‘’all news’’ più visto in assoluto negli USA, subito prima della CNN. L’autore dell’intervista a Theo Padnos è il rinomato giornalista Tucker Carlson, conduttore del seguitissimo programma di attualità politica ‘’Tucker Carlson Tonight’’, che va in onda dal 14 novembre 2016.
Questi elementi, uniti all’altalenante, o ambiguo, atteggiamento dell’incipiente amministrazione Trump, soprattutto negli affari internazionali e mediorientali in particolare, dovrebbero aver suscitato l’interesse nei commentatori della nostra stampa mainstream per un’intervista che si può definire strabiliante, proprio per il contesto in cui si svolge. Invece nulla. Silenzio assoluto.  Che il timore di veder rovinare le loro narrazioni mendaci sulla Siria li stia mandando sempre più in confusione?

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L’autore della strage di Primavalle “consulente” per M5S. I Mattei: «Siamo indignati»

di Claudio Marincola e Stefania Piras
Ormai è un uomo libero. Libero di suggerire analisi, divulgare pensieri, dispensare consigli. Se non fosse che le sue riflessioni pubblicate su un sito frequentato dall’intellighenzia grillina stanno ispirando la politica estera del M5S. Lui è Achille Lollo, ex attivista di Potere operaio, autore, reo confesso, della strage di Primavalle, il rogo in cui persero la vita il 15 aprile del 1973 i due fratelli Mattei, figli del segretario della sezione missina: Virgilio e Stefano, di 22 e 8 anni. Riparato in Brasile ormai da…

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Merkel a Trump: “Ci stringiamo la mano?”, ma Donald la ignora

Segnalazione di F.F.

“Mandate delle belle foto in Germania”: così il presidente Trump ha scherzato con i fotografi, durante gli scatti di rito con la cancelliera Angela Merkel alla Casa Bianca

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Fraternità San Pio X verso il “timbro-firma” e la nuova sede romana della “Prelatura conciliare”

http://www.marcotosatti.com/2017/03/20/vaticano-lefebvre-a-un-passo-dalla-firma-dellaccordo-le-foto-della-possibile-nuova-sede-a-roma/

di MARCO TOSATTI

Mi dicono buone fonti che La Fraternità San Pio X e il Vaticano sono a un passo dall’accordo. In realtà, secondo alcuni, mancano solo le firme; e si è in attesa che mons. Fellay dia gli ultimi ritocchi alla sua situazione interna, per giungere poi al grande passo: il rientro totale e ufficiale, come Prelatura personale, dei lefebvriani in seno alla Chiesa di Roma. In questo modo a Francesco riuscirebbe di portare a termine un percorso che aveva avuto inizio nel pontificato di Benedetto XVI, e che si era arenato per questioni teologiche; che però adesso sarebbero superate dalla disponibilità del Pontefice a non chiedere che tutti i puntini sulle “I” siano chiarie e definiti. D’altronde anche mons. Lefebvre scriveva che se il Concilio Vaticano II fosse interpretato nell’ermeneutica della continuità, non ci sarebbe nessun problema per una comunione totale con Roma. E non c’è nessun problema perché all’interno della Chiesa, come già diceva Benedetto, il Concilio sia letto in questo modo. In coda a queste righe riportiamo da “Inter Multiplices Una Vox” delle interessanti considerazioni sviluppate da mons. Fellay nel suo viaggio in Polonia. E anche da queste, sia pure con tutte le cautele del caso, si capisce che il clima può essere maturo per un annuncio importante. D’altronde il Pontefice ha una certa simpatia per i lefebvriani di Lefebvre (meno per i tradizionalisti in casa sua), ereditata, pare, da una buona impressione ricevuta dalla Fraternità quando era arcivescovo di Buenos Aires. Prosegui la lettura »

Gianna Jessen, Dichiarazioni Anticipate di Trattamento e omofobia

AGISCI!

 

“PENSIERI CONTRORIVOLUZIONARI”

ROMA, sabato 18 marzo. Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, interverrà alla presentazione del libro del blog Campari&deMaistre.

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DAL DIVORZIO AL GENDER

GRAVINA DI PUGLIA, sabato 18 marzo.

“Dal divorzio al gender: la disgregazione della famiglia e dell’identità umana alle origini”: conferenza con l’avvocato Massimo Micaletti e Venia Colonna. 

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GUARDA LA LISTA DEGLI EVENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI DI PROVITA

LE NOTIZIE DI PROVITA

UMBRIA: UNA LEGGE ANTI-OMOFOBIA, PRO GAYSTAPO

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GAYSTAPO IN DIFFICOLTÀ: A MADRID MARCIANO PER LA LIBERTÀ

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DAT: IL COMUNE DI VERONA NON LE VUOLE

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FEMMINISMO VIOLENTO E BLASFEMO IN ARGENTINA

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VITA DELLA PERSONA FIN DAL MOMENTO DELLA FECONDAZIONE

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EUTANASIA: MOLTO UTILE PER FARE BUSINESS 

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SI È SPENTO LO PSICOLOGO JOSEPH NICOLOSI

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GIUDICI E ADOZIONI GAY: LA DITTATURA DELLA MAGISTRATURA

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EMBRIONI: SONO COSE DI PROPRIETÀ O FIGLI?

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NO ALL’ABORTO: LE DONNE AFRICANE CONTRO IL NEOCOLONIALISMO

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DEMOGRAFIA – IN ITALIA NASCITE SEMPRE PIÙ GIÙ

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GENDER: LA NORVEGIA BLOCCA IL TERZO GENERE

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Il disegno di legge sulle DAT è approdato alla Camera, in un’aula deserta: erano presenti al primo giorno di discussione circa 20 deputati. Sarà un buon segno? Intanto ProVita ha scritto personalmente a tutti i parlamentari e ha organizzato un flashmob di protesta al Pantheon, per svegliare le coscienze. E, mentre alcuni giudici a Trento, a Firenze e anche a Roma stanno facendo del tutto per sdoganare l’utero in affitto e le adozioni gay, la dottoressaSilvana De Mari è stata indagata per diffamazione e razzismo poiché ha detto la verità oggettiva, nuda e cruda, sulle conseguenze fisiche dei rapporti omosessuali. Insomma, la battaglia per la vita (dall’inizio alla fine) e per il benessere psicofisico dei ragazzini è aperta su più fronti. ProVita si è schierata e combatte, a testa alta. Tu sei dei nostri?

Toni Brandi

Gianna Jessen, con ProVita, di nuovo in Italia

Comincia il 16 marzo il nuovo ciclo di conferenze di Gianna Jessen – organizzato da ProVita con la collaborazione di diverse realtà locali – che toccherà la Toscana, la Campania, la Lombardia e la Liguria.

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ProVita: flashmob contro l’eutanasia! Ecco il video

ProVita ha organizzato una manifestazione al Pantheon per dire NO all’eutanasia, NO alle DAT e invece Sì al diritto di vivere e alla libertà di coscienza dei medici. Ecco il video dell’evento.

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In aggiunta agli articoli pubblicati quodianamente sul sito e alle notizie sulla nostra pagina Facebook, ProVita Onlus ha anche una rivista mensile chiamata Notizie ProVita: articoli inediti, approfondimenti specifici… e molto altro. Non perdertela, richiedila anche Tu!

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Novità editoriale: La Rivoluzione secondo Mons. de Ségur – Numero 52 di Sursum Corda

Dio sia lodato!

Sul sito è disponibile il numero 52 (del giorno 19 marzo 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.


Novità editoriale: La Rivoluzione secondo Mons. de Ségur 
Per conoscere e contrastare la rivolta di Lucifero contro Dio, la patria, la famiglia, l’umanità. Difensore dell’infallibilità del Papa e della Chiesa, Mons. de Ségur in questo libro affronta La Rivoluzione, nel tentativo di svelare ed abbattere gli errori e le fallacie, gl’inganni e le calunnie, con cui le settarie congiure tentano d’alienare i popoli. Un compendio di dottrina cattolica antirivoluzionaria e di teologia politica.

Gaston de Ségur è stato uno scrittore apologetico ed ascetico, nato dai Conti di Ségur a Parigi il 15 aprile 1820, ivi morto in fama di santità il 9 giugno 1881. Figlio di Sophie Rostopchine, Comtesse de Ségur, fu soprattutto educato dalla madre di costei, convertita anch’essa dallo scisma russo, che lo orientò al sacerdozio. Lasciò il posto da diplomatico d’ambasciata a Roma per entrare in seminario. Sacerdote nel 1847, uditore di Rota a Roma nel 1852, ivi godette l’affettuosa confidenza di Papa Pio IX. Divenuto cieco nel 1853, si dimise, così fu nominato protonotario apostolico e canonico-vescovo del Capitolo di St-Denis. Fu poi cappellano del Collegio Stanislas, ma lavorò moltissimo anche come predicatore e come confessore. Collaborò nella fondazione della Società dei Padri di San Francesco di Sales. Lasciò una sessantina di opere, tutte pubblicate a Parigi, ma tradotte in molte lingue.


Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito (contiene elenco con i link utilizzabili anche per la condivisione sui social):

– Comunicato numero 52. San Giuseppe protettore della Chiesa;

– Triduo a san Giuseppe (dal 16.3 al 18.3);

– Exsurge Domine di Papa Leone X, errori di Lutero n° 14, 15, 16, 17 e 18;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Agatone, parte 7;

– Novena in onore di san Giuseppe sposo di Maria Santissima (dal 10.3 al 18.3);

– Alcune osservazioni sulla Festa di san Giuseppe;

– Sermone per la Festa di san Giuseppe: «Joseph … vir eius, cum esset iustus»;

– Il matrimonio celeste della Vergine Maria e di san Giuseppe;

– Il matrimonio fedele della Vergine Maria e di san Giuseppe;

– Il matrimonio verginale ed amoroso della Vergine Maria e di san Giuseppe;

– Alcuni privilegi di san Giuseppe;

– La Rivoluzione secondo mons. Gaston de Ségur.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti, per le nostre famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


Sursum Corda
Associazione di volontariato No Profit
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud
Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

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Verona, il Circolo Christus Rex riempie la sala con Silvana De Mari e Matteo Castagna

20170319_103135di Redazione

Domenica 19 Marzo 2017, III di Quaresima e giorno di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale, modello di padre per l’unica famiglia, formata da uomo e donna e unita nel vincolo del matrimonio per la procreazione.

Anche quest’anno il “Circolo Christus Rex-Traditio” ha organizzato una giornata di studio, preghiera e azione militante a Verona. Le forti pressioni della lobby hanno impedito la location prevista inizialmente, a dimostrazione di quanto l’argomento “Maschio e femmina Dio li creò″ sia diventato, per qualcuno, un autentico tabù. Ma chi ha tentato l’ennesimo boicottaggio è rimasto sonoramente deluso, perché con un repentino cambio sala, peraltro di soli 100 metri, tutto si è svolto regolarmente. Soprattutto, la sala civica di Via Brunelleschi 12 è stata riempita, non solo dai militanti e sostenitori del gruppo, ma anche dalle persone del quartiere, da esponenti dei “Giuristi per la Vita”e dei “Genitori cattolici”.

20170319_114322Alle 10.30 il Responsabile Nazionale di “Christus Rex-Traditio” Matteo Castagna ha iniziato la sua relazione introduttiva, parlando della figura di San Giuseppe, della sua Autorità di marito di Maria e di padre putativo di Gesù, cui entrambi si sottomettevano, secondo l’ordine naturale voluto da Dio. Castagna si è soffermato sulla parola sottomissione come atto volontario nei confronti di un giogo soave, di un uomo che fu, in primis, un uomo giusto, saggio, umile ma allo stesso tempo coraggioso e forte sia nell’accettare la castità matrimoniale, che la paternità da una Donna Vergine. Importante il ruolo protettivo nei confronti della Sacra Famiglia, da parte del più grande dei Santi, di colui che ebbe la Grazia di accudire Gesù, Seconda Persona della S.S. Trinità, fanciullo ed accompagnarlo nella sua giovinezza. “Gesù non aveva due San Giuseppe o due Maria, perché la famiglia è da sempre, per natura, formata da un uomo ed una donna. In questo caso eccezionale, per volontà di Dio, con un Figlio consustanziale al Padre Celeste, generato per opera dello Spirito Santo. Grande Mistero della Fede!” Nel citare la splendida devozione del SACRO MANTO, (http://www.preghiereonline.it/index.php?option=com_content&view=article&id=486:-il-sacro-manto&catid=36&Itemid=107) Castagna chiede l’intercessione di San Giuseppe per la famiglia d’oggi e cita il Catechismo di San Pio X quanto al peccato impuro contro natura, ricorda le parole di Santa Caterina da Siena sul “peccato di sodomia che fa schifo anche ai demoni”, le parole di Santa Teresa d’Avila, di San Paolo, S. Tommaso e S. Agostino, San Leone Magno e molti altri Papi, Santi e Dottori della Chiesa. Poi informa del fatto che il Circolo Christus Rex ha formalmente interessato alcuni parlamentari affinché “il giorno di S. Giuseppe torni festivo, magari al posto del primo maggio, dal momento che festeggiare il lavoro che non c’è, appare una presa in giro”. Infine, leggendo gli otto punti del documento appena uscito dei pediatri americani: http://genderfluidbook.blogspot.it/2017/03/gender-i-pediatri-americani-escono-allo.html?m=1 comunica che presto si formerà un gruppo di lavoro internazionale atto a redigere la miglior proposta di legge per estendere il reato di abuso sui minori ai promotori dell’ideologia gender negli asili e nelle scuole primarie, ribadendo con fermezza l’opposizione all’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. Prosegui la lettura »

Invochiamo la protezione di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale e avvocato della Famiglia

È l'ora di san Giuseppe, patrono della Chiesa e avvocato della famiglia. Invochiamo la sua protezione

di Cristina Siccardi

Celebrare la festa di san Giuseppe del 19 marzo (i primi furono i monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399; venne infine promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V e resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio XV) significa rendere onore liturgico al Patrono universale della Chiesa e all’avvocato di ogni famiglia. Oggi più che mai occorre pregare ed implorare la sua intercessione per l’una e per l’altra realtà. Alla Vergine Maria si tributa il culto di iperdulia (al di sopra di tutti i Santi), mentre a san Giuseppe il culto di proto dulia (primo fra tutti i Santi).

Santa Teresa d’Avila affidò sempre a lui la risoluzione dei suoi problemi e dei suoi affanni e mai San Giuseppe la deluse. Lasciò scritto la mistica spagnola: «Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso san Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede». Perciò, «qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada», infatti, «ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare» (Vita, VI, 5-8).

Come implorarlo per le necessità? La Chiesa invita a pregarlo, in particolare, praticando la devozione del Sacro Manto di San Giuseppe (risalente al 22 agosto 1882, data in cui l’Arcivescovo di Lanciano, Monsignor Francesco Maria Petrarca, la approvò: orazioni da recitarsi per 30 giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni del casto sposo di Maria Santissima a fianco e a tutela di Gesù). Un Manto che molto potrebbe ottenere nell’anno del centenario di Nostra Signora di Fatima, perché, proprio a Fatima, anche san Giuseppe apparve. Era il 13 ottobre 1917, ultima delle apparizioni mariane alla Cova d’Iria.

Pioveva a dirotto. Racconterà suor Lucia: «Arrivati (…) presso il leccio, spinta da un istinto interiore, domandai alla gente che chiudesse gli ombrelli, per recitare la Corona. Poco dopo, vedemmo il riflesso di luce e subito dopo la Madonna sopra il leccio» (Quarta Memoria di Lucia dos Santos, in A.M. Martins S.j., Documentos. Fátima, L.E. Rua Nossa Senhora de Fátima, Porto 1976, p. 349). «Cosa vuole da me?». «Voglio dirti che facciano qui una cappella in Mio onore; che sono la Madonna del Rosario; che continuino sempre a dire la Corona tutti i giorni» (Ivi, pp. 349; 351).

A questo punto Lucia chiese se poteva guarire malati e convertire peccatori, la Madonna disse che non tutti avrebbero ricevuto la grazia: «Devono emendarsi; chiedano perdono dei loro peccati» e, con un aspetto più triste, non «offendano più Dio Nostro Signore, che è già tanto offeso» (Ivi, p. 351). In seguito la Madonna aprì le mani, che emanavano luce, e le fece riflettere e proiettare nel sole. Lucia allora gridò a tutti di guardare l’astro in cielo. Mentre la Madonna si elevava congedandosi, il riflesso della sua luce continuò a proiettarsi nel sole. E accanto al sole apparvero ai veggenti: san Giuseppe, il Bambino Gesù, la Madonna, vestita di bianco, con il manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino benedicevano il mondo: la Sacra Famiglia si presentò nel suo splendore celeste per assicurare la protezione in terra. Poi Maria Vergine divenne Addolorata, con aspetto simile alla Madonna del Carmine.

In seguito iniziò il miracolo danzante del sole. Padre premuroso e sollecito, san Giuseppe, a differenza di una certa letteratura modernista che lo tratteggia soltanto come uomo di tenerezza, fu assai forte e coraggioso (si pensi all’aver preso in sposa, contro il suo pubblico onore, la Vergine Maria in attesa di Gesù, oppure alla fuga in Egitto) e fu uomo mistico, visto che in più occasioni gli fu dato il privilegio di conoscere la volontà di Dio attraverso gli angeli. San Giuseppe, che ebbe così alta dignità e così alta responsabilità di capo della Sacra Famiglia, proteggendo la sua sposa e il Figlio di Dio, se invocato dai credenti e, principalmente, dai puri di cuore e, dunque, in grazia di Dio, non abbandonerà la Sposa di Cristo ai peccati e agli errori dei nostri tempi, sia clericali che civili. Ricorrere a lui significa affidarsi al giusto difensore celeste.

Pio IX, l’8 dicembre del 1870, quando proclamò san Giuseppe patrono della Chiesa universale, disse: «In modo simile a come Dio mise a capo di tutta la terra d’Egitto quel Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, affinché immagazzinasse frumento per il popolo, così, all’arrivo della pienezza dei tempi, quando stava per mandare sulla terra suo Figlio unigenito Salvatore del mondo, scelse un altro Giuseppe, del quale il primo era stato tipo e figura, che rese padrone e capo della sua casa e del suo possesso e lo scelse come custode dei suoi principali tesori».

Allo stesso modo Leone XIII, nell’enciclica Quamquampluries del 15 agosto 1889, afferma: «è affermata l’opinione, in non pochi Padri della Chiesa, concordando su questo la sacra liturgia, che quell’antico Giuseppe, nato dal patriarca Giacobbe, aveva abbozzato la persona e i destini di questo nostro Giuseppe e aveva mostrato col suo splendore, la grandezza del futuro custode della sacra famiglia». La stessa interpretazione venne espressa da Pio XII quando istituì la festa di san Giuseppe artigiano nel 1955. Possa il paterno discendente del Re Davide infondere nei responsabili terreni della Chiesa e nei genitori un poco del suo virile coraggio proveniente dalla sua indefettibile Fede.

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CHRISTOPHER DAWSON SUL «GIUDIZIO DELLE NAZIONI» E DELLA NEOEDUCAZIONE

quattro-cavalieri-dellapocalisseL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dopo il Brexit potrà sembrare strano ripetere, come ho fatto in recenti articoli, che nessuno meglio dello storico cattolico inglese Christopher DAWSON può parlare dell’Europa. Basta leggere i titoli dei suoi molti libri: The Age of Gods (1928). Reissued by the Catholic University of America Press (2012); Christianity and the New Age (1931); The Making of Europe: An Introduction to the History of European Unity; The Spirit of the Oxford Movement (1933); Enquiries into Religion and Culture (1933). Medieval Religion and Other Essays (1935); Religion and the Modern State (1936); The Judgment of the Nations (1942); Religion and Culture (1948);  Religion and the Rise of Western Culture (1950); Understanding Europe (1952); Dynamics of World History (1957); The Movement of World Revolution (1959); Progress and Religion: An Historical Enquiry (1960); The Historic Reality of Christian Culture (1960); The Crisis of Western Education: With Specific Programs for the Study of Christian Culture (1961); The Dividing of Christendom (1965); The Formation of Christendom (1967); The Gods of Revolution (1972); Christianity and European Culture: Selections from the Work of Christopher Dawson edited by Gerald J. Russello, reissued by the Catholic University of America Press (1998).

Nel suo celebre «The Making of Europe» (1932), prima dell’ultimo mezzo secolo affermava, senza rischio di grandi controversie, che l’Europa deve la sua esistenza politica all’Impero Romano e la sua cultura e unità spirituale alla Chiesa cattolica. Affermazione accompagnata da una nota d’implicito riconoscimento che la politica, la cultura e l’unità che animavano tanti, se non tutti i popoli dell’Occidente, erano le stesse dell’Europa, la cui forza espansiva era nelle sue idee sul palcoscenico globale. Allora l’eurocentrismo associato al Cristianesimo era un modello quasi inevitabile in scala planetaria; modello abortito? Ecco la realtà attuale. Prosegui la lettura »

Giorgio Ponte: omosessualità a dosaggio omeopatico

CELqlkBWAAEpBPVSegnalazione di Gianni Toffali

di Elisabetta Frezza

Nel proclamarsi con fierezza “omosessuale a favore della legge naturale” c’è qualcosa che non torna, c’è un ossimoro piuttosto bizzarro: come dire tifare per la naturalità del consorzio umano da una sbandierata condizione contronatura. Epperò, al di là del profilo anche un po’ paradossale, si tratta di un affaire insidioso per la manovra che plausibilmente sottende. Presentare infatti costoro quali paladini della causa significa riconoscere loro la patente della normalità, accettare pubblicamente l’omosessualità come stato naturale, far passare sotto sotto il messaggio che la sodomia di per sè è cosa buona e giusta, se praticata senza pretese esorbitanti. Si supera così, anche per i cattolici o sedicenti tali, la barriera del suono. Il catechismo e San Paolo in primis.

Nessuno che dica che questi omosessuali per bene, per così dire “addomesticati”, rimangono nella devianza e nel peccato, per loro stessa ammissione? Nessuno che si renda conto che – religione a parte – farli pontificare così costituisce un subdolo sistema per omosessualizzare omeopaticamente la nostra società, già martellata per ogni via, mediatica e istituzionale, dal pensiero unico gay-friendly?

Pare di no, se è vero che la Manif plaude agli homovox, note testate in quota cattolica concedono ampio spazio a queste figure di gay presentabili, finto-ragionevoli, urbani, civili, bravi e buoni. Si veda, per fare un esempio, la passione di Tempi per Dolce&Gabbana (il quale Tempi, peraltro, si astiene dal considerare le confuse affermazioni sul desiderio di avere un figlio, nonché altre esternazioni sconcertanti), chiamati addirittura a cantare il Te Deum a fine anno dalle pagine della rivista.

Il che potrebbe indurre a formulare un’ipotesi inquietante: che questo tentativo di normalizzare gli omosessuali per bene sia una dinamica già avviata anche in certa parte della Chiesa, forse in qualche modo già soppesata e approvata, in linea con le esternazioni papali ad alta quota?

E infatti Delaume-Myard, tra le altre cose, alla Manif dice anche: “Vorrei rivolgere un pensiero al mio amico Bobby che lotta come noi negli Stati Uniti contro le lobby gay perché non vogliamo che la donna sia considerata una merce, non vogliamo che i bambini siano volontariamente privati di un padre o di una madre, oppure di entrambi”. Se la piglia con le lobby gay, sospendendo ogni giudizio sul singolo omosessuale. Lezione imparata.

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