Archivio per la categoria Avvenimenti

No, non è l’Isis!

di Miguel Martinez

No, non è l’Isis!

Fonte: kelebek

Non è l’Isis, è la Germania.

L’altro giorno le autorità (mica i profughi siriani) hanno abbattuto la cattedrale del paesino di Immerath, nella Renania.

Perché era sulla linea di espansione di questa miniera di lignite a cielo aperto: Prosegui la lettura »

Siria: Assad condanna l’offensiva turca

 © EPASegnalazione di F.F.

Presidente da Damasco, ‘Ankara sostiene i terroristi dell’Isis’

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http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/21/siria-assad-condanna-loffensiva-turca_69e1abb9-11a1-432d-a4ef-f788b80f2f41.html

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Il Tar vuole mettere il velo al codice civile, anche se…

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Il Tar vuole mettere il velo al codice civile, anche se un giudice dice no

articolo di Antonio Amorosi e l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro, in prima pagina e a pag. 2 in edicola oggi sul quotidiano La Verità 


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Gli “scheletri nell’armadio di USA e Arabia Saudita rivelati dall’ex primo ministro Qatar

Zero Hedge – Il Qatar confessa i segreti della guerra siriana in un’esplosiva intervista virale.

Un’intervista televisiva in cui un alto funzionario del Qatar svela i retroscena della guerra in Siria è presto divenuta virale nei social network arabi, in concomitanza con il disvelamento di un documento top secret dell’NSA che conferma come l’opposizione armata in Siria fosse sotto il diretto comando dei governi esteri fin dai primi anni del conflitto.

Secondo un noto analista e consulente economico di affari siriani con stretti legami con il governo di Assad, questa esplosiva intervista costituisce un'”ammissione pubblica ad alto livello delle collusioni e del coordinamento tra i quattro paesi per destabilizzare uno stato indipendente, [che potrebbe implicare] un sostegno a Nusra /Al Qaeda.” In particolare, “quest’ammissione contribuirà ad aprire un caso per quello che viene ritenuto da Damasco come un attacco alla propria sicurezza e sovranità, e che contribuirà a fornire la base per richieste di riparazioni”.Conferenza stampa di Londra del 2013: lo sceicco Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, primo ministro del Qatar, con il segretario di Stato americano John Kerry. Una mail di Hillary Clinton del 2014 conferma che il Qatar sponsorizzava l’ISIS in quel periodo.

Mentre la guerra in Siria si avvia gradualmente alla conclusione, nuove rivelazioni emergono a scadenza quasi settimanale sotto forma di testimonianze di alti funzionari coinvolti nella destabilizzazione della Siria e talvolta persino di messaggi e-mail con ulteriori dettagli su manovre segrete volte a rovesciare il governo di Assad. Sebbene gran parte di queste informazioni non faccia che confermare quanto noto già da tempo a coloro che non hanno mai accettato la propaganda semplicistica che ha dominato i media mainstream, i pezzi del puzzle continuano ad incastrarsi, fornendo agli storici del futuro un quadro più completo delle vere motivazioni dietro questa guerra.

Questo processo di chiarezza è stato facilitato, come previsto, dal continuo conflitto tra gli ex-alleati del Gulf Cooperation Council (GCC), Arabia Saudita e Qatar, i quali si lanciano entrambi accuse reciproche di aver finanziato i terroristi dello stato islamico e di al-Qaeda (il che, ironicamente, è vero in entrambi i casi). E così, davanti agli occhi di tutto il mondo vengono fuori tutti gli scheletri nell’armadio di un GCC ormai in fase di implosione, poiché per anni quasi tutte le monarchie del Golfo hanno finanziato movimenti jihadisti in paesi come Siria, Iraq e Libia.

L’alto funzionario del Qatar è l’ex-primo ministro Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani in persona, colui che ha supervisionato le operazioni in Siria per conto del Qatar fino al 2013 (anche in qualità di ministro degli esteri) che qui vediamo con l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton in questa foto del gennaio 2010 (per inciso, il comitato della Coppa del Mondo del Qatar 2022 fece una donazione di 500.000 dollari alla Clinton Foundation nel 2014).In un’intervista alla TV del Qatar, bin Jaber al-Thani rivela che il suo paese, al fianco dell’Arabia Saudita, della Turchia e degli Stati Uniti, ha rifornito di armi i jihadisti fin dall’inizio di questi eventi (nel 2011).

Al-Thani ha anche paragonato l’operazione segreta a “una battuta di caccia” — in cui la preda era il Presidente Assad insieme ai suoi sostenitori — una “preda” che per sua ammissione è riuscita a sfuggire (poiché Assad è ancora saldo al potere: il termine usato è “al-sayda “, che nel dialetto del Golfo Arabo generalmente serve a designare la caccia di animali o prede per sport). Per quanto Thani abbia negato ogni credibile accusa di aver personalmente appoggiato l’ISIS, le parole dell’ex-primo ministro suggeriscono che vi sia stato un sostegno diretto del Golfo e degli Stati Uniti ad Al-Qaeda in Siria (al-Nusra) fin dai primi anni della guerra, e insinuano persino che il Qatar sia in possesso di “documenti” e prove a dimostrazione che la guerra sia stata provocata per causare un cambio di regime.

In base alla traduzione di Zero Hedge, pur riconoscendo che Stati del Golfo hanno armato i jihadisti in Siria con l’approvazione e il sostegno degli Stati Uniti e della Turchia, al-Thani afferma: “Non voglio entrare nei dettagli, ma disponiamo della documentazione completa sul nostro intervento [in Siria].” Sostiene che sia il re Abdullah dell’Arabia Saudita (che ha regnato fino alla morte nel 2015) sia gli Stati Uniti hanno riservato al Qatar un ruolo di primo piano nelle operazioni segrete per condurre una guerra per procura.

I commenti dell’ex-primo ministro, per quanto molto rivelatori, sono volti a difendere e giustificare il sostegno dato dal Qatar al terrorismo, e ad accusare Stati Uniti ed Arabia Saudita di aver scaricato sul Qatar tutta la responsabilità della guerra contro Assad. Al-Thani spiega che il Qatar ha continuato a finanziare le truppe ribelli in Siria, mentre altri paesi riducevano man mano il loro sostegno su larga scala, e per questo motivo si scaglia contro gli Stati Uniti e i Sauditi, che inizialmente “erano con noi nella stessa trincea”.In una precedente intervista alla TV statunitense cui è stata data pochissima visibilità, al-Thani ha risposto al giornalista Charlie Rose che gli chiedeva delle accuse di sostegno del terrorismo da parte di Qatar che “in Siria, tutti hanno commesso errori, incluso il vostro paese”. Ha inoltre detto che all’inizio della guerra in Siria, “tutto ciò che contava passava attraverso due centrali operative: una in Giordania e una in Turchia”.

Qui sotto la parte principale dell’intervista, tradotta e sottotitolata da @ Walid970721. Zero Hedge ha revisionato e confermato la traduzione, ma, come confermato dal primo traduttore informale, al-Thani non dice “signora”, ma “preda” [“al-sayda”] — a significare che sia Assad che i siriani erano considerati come cacciagione da questi paesi esteri.

Fonte: controinformazione.info

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Gay U.S. Olympian Will Refuse to Meet Vice President Mike Pence at 2018 Games in South Korea

Segnalazione di Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/01/AP-Steven-Senne-1.png

The reportedly first openly gay U.S. Winter Olympian, American men’s figure skating champion Adam Rippon, has criticized the selection of Vice President Mike Pence as the leader of the U.S. Olympic delegation to the 2018 games in South Korea and said he will not meet with the veep.

TO BE CONTINUED:

http://www.breitbart.com/sports/2018/01/17/gay-u-s-olympian-rips-selection-vp-pence-lead-u-s-delegation-says-he-wont-meet-vp/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180117 Prosegui la lettura »

Russiagate: accordo Bannon con Mueller

 © EPASarà interrogato da investigatori e per ora evita il gran giurì

(ANSA) – NEW YORK, 17 GEN – Steve Bannon ha raggiunto un accordo con il procuratore speciale che coordina le indagini sul Russiagate, Robert Mueller: l’ex stratega della Casa Bianca sarà interrogato dagli investigatori, evitando per il momento di dover comparire di fronte a una giuria. Un segnale che Bannon si sta preparando a cooperare con le indagini e che preoccupa non poco la Casa Bianca.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/17/russiagate-accordo-bannon-con-mueller_0b1705b8-fe52-436f-a93e-5b3fc0ecf549.html Prosegui la lettura »

Spia USA in Russia: meglio non toccarli affatto i russi

George Friedman il fondatore di una delle più grandi e famose società di intelligence private del mondo, la Statfor, ha deciso di raccontare le sue impressioni dopo un viaggio in Russia.

A seguito della sua visita, Friedman si è reso conto che gli Stati Uniti non comprendere appieno la Russia ed è improbabile che lo facciano in futuro.

Allo stesso tempo, egli ammette che le azioni americane contro la Russia sono ora troppo inefficaci e non portano l’effetto desiderato.

“I russi a livello di geni sono più duri degli americani”, ha detto l’esperto.

Inoltre, Friedman sottolinea che in questo momento le sanzioni occidentali contro la Russia sono quasi inutili e non hanno alcun effetto sulla Russia ma agiscono negativamente sugli Stati Uniti e l’Europa.In conclusione egli ha osservato che nel caso di azione militare degli Stati Uniti contro la Russia ai soldati americani sarà fornito un solo preciso piano d’azione: o uccidere immediatamente i russi o non toccarli affatto. E dato che è molto difficile uccidere i russi, Fridman consiglia vivamente di non cercare lo scontro con loro.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201801165522879-racconto-viaggio-agente-russia/ Prosegui la lettura »

Meno immigrati e meno tasse. Ecco le priorità degli italiani

di Francesco Curridori

I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti

Gli sbarchi sembrano essere diminuiti ma la preoccupazione degli italiani verso i migranti continua.

I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti.

Per il 20% dell’ elettorato di centro-sinistra (circa due milioni di italiani orientati a sinistra) vedono con allarme la condivisione con famiglie di immigrati di strumenti di welfare come la sanità pubblica e gli alloggi popolari. “L’ immigrazione è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente. Si tratta di un argomento trasversale che tocca soprattutto le fasce medio-basse della popolazione”, spiega al Messaggero Enzo Risso, direttore dell’ istituto demoscopico triestino SWG. Se il lavoro è considerato la prima emergenza dal 54% degli italiani, un freno all’immigrazione è gradito al 28% degli elettori. Non solo. Il tema delle tasse è considerato il più importante (58%) ma “Pensare prima agli italiani” è il secondo per ordine di importanza (48%) e contribuisce a determinare la scelta di voto del 30% degli italiani. “Una linea più dura come quella rappresentata dallo slogan Fermare gli immigrati raccoglie un consenso inferiore del 5% circa rispetto al più morbido Pensare prima gli italiani”, aggiunge Risso. Secondo Antonio Noto, direttore di Ipr, “il contrasto all’ immigrazione piace moltissimo agli italiani ed è una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani. Sarà certamente uno dei temi che determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo”. Prosegui la lettura »

Usa, allarme per nuova arma russa Guerra Fredda con il terzoincomodo?

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In America scatta un nuovo allarme sulla Russia e sulla sua minaccia nucleare. Questa volta si tratta della flotta di sottomarini di Mosca che, secondo i siti che hanno interpretato la bozza del Nuclear Post Review pubblicato dal Pentagono e ottenuto per primo dall’Huffington Post, avrebbe ottenuto un livello ancora maggiore di pericolo per la sicurezza degli altri Stati. “Oltre a modernizzare i sistemi nucleari sovietici “legacy”, la Russia sta sviluppando e dispiegando nuove testate nucleari e lanciatori. Questi sforzi comprendono numerosi aggiornamenti per ogni ramo della triade nucleare russa di bombardieri strategici, missili a terra e missili terrestri. La Russia sta inoltre sviluppando almeno due nuovi sistemi di trasmissione intercontinentale, un veicolo di planata ipersonica e un nuovo siluro autonomo intercontinentale con armi nucleari”. Si tratta di una bozzacome ricordato da Franco Iacch per Il Giornale. E dunque, come tutte le bozze, potrebbe tranquillamente essere modificata e potrebbe essere rimosso il contenuto riguardante la Russia. Ma se così non fosse, allora il Pentagono avrebbe certificato l’esistenza dell’Ocean Multipurpose System Status-6, che i militari Usa chiamano in codice “Kanyon”, e certificherebbe il raggiungimento, da parte di Mosca, di un ulteriore standard di espansione del proprio arsenale atomico e delle proprie capacità balistiche.  Gli Stati Uniti sono preoccupati per il costante sviluppo da parte della Russia di “capacità nucleari sempre più diversificate ed in espansione”, e, come spiegato da Defense News, con “la percezione di Mosca secondo cui potrebbe condurre un attacco nucleare come un modo per ‘ridurre l’escalation’ di un conflitto a condizioni favorevoli alla Russia”. Prosegui la lettura »

“Sì, c’è un abisso tra noi e gli africani. L’Occidente ha una cultura superiore”

Segnalazione di F.F.

Anna Bono: “Impossibile integrare gli immigrati, non c’è lavoro”

di Paolo Bracalini

«Il dibattito sull’esistenza di razze lo lascerei all’accademia, non è certo la sostituzione etnica il problema, ma la coesistenza di comunità diverse per cultura e tradizioni.

Sarebbe utile, per capire, rileggere alcuni testi da tempo accantonati come politicamente scorretti, perché dimostrano la superiorità culturale dell’Occidente, di civiltà, non razziale». Per Anna Bono, già ricercatrice in Storia e istituzioni dell’Africa all’Università di Torino autrice del saggio controcorrente Migranti!? (Edizioni Segno), tra Europa e il Terzo mondo (i «paesi cesso» di cui parla lo sgarbato Trump) esportatore di immigrati, c’è un abisso. «È l’abisso tra la civiltà occidentale cristiana e il resto del mondo, non solo l’Africa – spiega la Bono -. I diritti dell’uomo, universali e inalienabili, le libertà personali, il valore di ogni vita, questa è la tradizione occidentale. Dall’altra parte invece c’è una tradizione di diritti legati agli status, a sua volta determinati principalmente da fattori quali il sesso e l’anzianità di nascita, quindi una tradizione di discriminazioni e limitazioni delle libertà personali: in Africa il tribalismo, in India le caste, dappertutto l’inferiorità e lo sfruttamento di donne e bambini». Prosegui la lettura »