Archivio per la categoria Cattolicesimo

Fallibilismo ed eresia

Risultati immagini per Sede VacanteL’ANGOLO DELLA TEOLOGIA

di Fra Leone da Bagnoregio

È apparso sull’ultimo numero di Tradizione Cattolica n. 3 – 2017 un articolo a firma di don Mauro Tranquillo dal titolo: “Risposte ad alcune domande sulla situazione della Chiesa”. Formulato in modo da dar risposta ad alcune domande. Se si fosse voluto seguire il metodo tomista, bisognava pure affrontare le questioni “sed contra”; il che non è avvenuto! Ad un attento esame dell’ articolo emergono alcune conclusioni e soluzioni all’attuale situazione ecclesiale alquanto stupefacenti. Tale articolo, essendo molto strutturato, dovrà essere esaminato dettagliatamente. L’autore parte giustamente da alcuni presupposti esatti, però porta a conclusioni errate e/o prive di fondamento.

Innanzi tutto, bisogna premettere che ci si sta soffermando su un problema superato da tempo. Infatti nel suo studio, il novello teologo, ripropone il caso di un papa validamente eletto che incorre in eresia pubblica e manifesta (haeresia superveniens) e pertanto si dovrebbe affrontare l’ipotesi della decadenza “de facto”, oppure la messa in mora per farlo decadere. Questioni già affrontate da numerosi scritti afferenti la la Sede Vacante.
Il problema è superato, in quanto gli eletti al supremo pontificato, almeno dalla morte di Paolo VI, hanno formalmente accettato tutti i documenti conciliari, compresa Dignitatis humanae personae, Unitatis Redintegratio, Nostra Aetate e Gaudium et spes e post conciliari compreso il Novus Ordo Missae, il nuovo diritto canonico e la legittimità di varie canonizzazioni, hanno con fatti e discorsi palesato la loro incondizionata adesione ad un nuovo corso ecclesiale, alla “nuova Roma conciliare” come la definì lo stesso Mons. Marcel Lefebvre. Prosegui la lettura »

“Osservatore Romano” loda il Talmud. Ecco testi anticristiani del Talmud e nel Corano

Segnalazione di Mario Adalvise

Fonte https://gloria.tv/article/6DXXwbPPwtCB3f7ZdAc6rVMPF


Ecco alcune delle citazione violentemente anti-cristiane del Talmud:

Scritti in Periodo pre-cristiano:
-solo gli ebrei sono santi, e l’unico popolo eletto (commenti vari a Es 19,5; Deut 7,6; 10,15);
-solo gli ebrei hanno un’anima spirituale e ad immagine di Dio; gli altri sono simili agli asini, alle bestie (commenti vari a Ez 23,20). -solo gli ebrei sono chiamati sia al regno terreno, e sia al regno eterno, di Dio (commenti a Deut 26,19; Is 60,12);
-Dio ha dato agli ebrei tutti i beni della terra, -Gli ebrei sono destinati a governare il mondo.
-i goym, (=non ebrei) non hanno un’anima spirituale, ma animale (commenti vari a Ez 23,20; Kerituth 6b, p.78); sono diversi dagli animali solo per la forma (Midrasch Talpioth, fol. 225d.). Hanno un anima diabolica e immonda (Zohar I, 131,a), “L’anima degli empi viene da Keliphah, che è morte e ombra di morte” (Emek Hammelech 23,d). -i beni in proprietà ai goym, sono defraudati/rubati agli ebrei (commenti vari a Is 60,5). -i goym sono stati creati da Dio come servi degli ebrei (commenti vari a Giosuè 9,27; Dan 2,27). . .-alla venuta del Messia ogni ebreo avrà 2.800 schiavi (Shabbath 23 b). -i goym sono destinati all’inferno (Rosh Haschanach 17, a). Prosegui la lettura »

“Cosa trattiene il mistero dell’iniquità? Una importante riflessione su 2 Ts 2,3-12”

Non tutto quello che viene scritto è anche opinione della Redazione, come avviene per tutti gli articoli riportati con altra fonte. In generale, però, la riflessione è interessante e condivisibile nel suo insieme.

di Fra Cristoforo

Ritengo importante, prima della pubblicazione dello Spiffero che sarà prossimamente, darvi una interpretazione di questo passo di San Paolo che reputo di natura capitale. Vi ho sempre detto che è fondamentale imparare a leggere questi tempi che viviamo con la Luce della Parola di Dio. Altrimenti non c’è scampo. Non ci capiamo nulla. Solo la Parola può illuminarci e aiutarci a dare un senso a tutto ciò che accade. Perchè è già Scritto! E’ tutto già profetizzato nella Scrittura.

Questo brano di San Paolo è davvero misterioso. Molti biblisti si sono addentrati nella ricerca di un significato a questi versetti. Ma senza un risultato concreto. Hanno abbozzato teorie, a volte anche interessanti, ma nessuna spiegazione esaustiva a questo testo. Credo che i tempi siano maturi. E abbozzo una interpretazione. Prosegui la lettura »

6/01: EPIFANIA DI NOSTRO SIGNORE

Risultati immagini per L'epifania

Il nome della festa.

La festa dell’Epifania è la continuazione del mistero di Natale; ma si presenta, sul Ciclo cristiano, con una sua propria grandezza. Il nome che significa Manifestazione, indica abbastanza chiaramente che essa è destinata ad onorare l’apparizione di Dio in mezzo agli uomini.

Questo giorno, infatti, fu consacrato per parecchi secoli a festeggiare la, Nascita del Salvatore; e quando i decreti della Santa Sede

obbligarono tutte le Chiese a celebrare, insieme con Roma, il mistero della Natività il 25 dicembre, il 6 gennaio non fu completamente privato della sua antica gloria. Gli rimase il Nome di Epifania con la gloriosa memoria del Battesimo di Gesù Cristo, di cui la tradizione ha fissato a questo giorno l’anniversario.

La Chiesa Greca dà a questa Festa il venerabile e misterioso nome di Teofania, celebre nell’antichità per significare un’Apparizione divina. Ne parlano Eusebio, san Gregorio Nazianzeno, sant’Isidoro di Pelusio, e, nella Chiesa Greca, è il titolo proprio di questa ricorrenza liturgica. Prosegui la lettura »

La bibbia non e’ una favola – Video ultima scoperta in Palestina: un sigillo conferma veridicità del Testo Sacro

GerusalemmeSegnalazione di F.F.

Importante scoperta a Gerusalemme nella zona del Muro del Pianto, dove sorgeva il tempio di Salomone: il sigillo del governatore che cofnerma quanto scritto nella Bibbia

di Paolo Vites

Non è certo la prima scoperta archeologica che conferma cose scritte nella Bibbia, non solo nell’Antico testamento, ma anche riguardo la vita di Gesù (ad esempio la celebre lapide di Nazareth di epoca romana, risalente al 41 d.C. che condanna alla pena capitale chi “asporta cadaveri dai sepolcri”, un evidente riferimento alla resurrezione del Cristo o le prove dell’esistenza di Ponzio Pilato e di Caifa). La Terra Santa continua a rivelare segreti nascosti che uno dopo l’altro dimostrano che, con buona pace di tanti, il libro sacro è tutto tranne che una favoletta. L’ultima scoperta della serie è un sigillo risalente a 2700 anni fa, trovato durante degli scavi nella zona del Muro del Pianto, dove si trovava l’antico tempio di Salomone. Sul sigillo una scritta in ebraico antico che dice che apparteneva “al governatore della città di Gerusalemme”. Prosegui la lettura »

The 1956 Reform Revealed a New Ecclesiology

Segnalazione di Tradition in Action

Dr. Carol Byrne, Great Britain

It is an unfortunate fact that most Catholics today, even among traditionalists, have no conception of the true nature and extent of the 1956 Holy Saturday reform. There is still virtually no grasp of what was at stake: the intended subversion of the traditional rite by progressivist reformers through the medium of “active participation.”

The perfect ‘insider job’

While virtually the whole Church was peacefully following the Roman Rite under Pius XII without evincing the least dissatisfaction, the Congregation of Rites was enthusiastically stirring the pot that would later be served up at Vatican II.

barren interior of a well lit futuristic churchThe 1956 reforms paved the way for the church of the future – empty and stripped of sacrality

That this was originally the work of the 1948 Commission is obvious from the fact that the 1955 Decree Maxima Redemptionis was signed by Card. Micara in his dual capacity as Pro-Prefect of the Congregation of Rites and President of the Commission. Fr. Löw was not only a member of the Commission but, as Vice-Relator of the Congregation of Rites, he was also responsible for editing and presenting the Commission’s ideas to the rest of the Congregation.  Prosegui la lettura »

Due “vescovi conciliari” italiani aderiscono alla professione di verità cattolica sul matrimonio sacramentale

Anche per questa segnalazione, vale il discorso fatto nel precedente post. Osserviamo doverosamente che stanno crescendo le voci di dissenso nei confronti di Bergoglio e dei suoi insegnamenti anche da parte di alcuni vescovi che appartengono alla sua Chiesa, quella conciliare. Noi speriamo che sia solo un primo passo verso quello fondamentale del rifiuto del Concilio come tradimento del Cattolicesimo, dell’uscita dalla sua gerarchia con relativa dichiarazione pubblica di Sede Vacante, allargata ad una presa di posizione netta verso tutti gli ordini riformati, come invalidi. Veri vescovi eventualmente pronti a riordinare e riconsacrare chi desidera sinceramente la vita religiosa cattolica ci sono. Se ne contano almeno una quindicina nel mondo. Quindi, coraggio! L’aiuto di Dio non mancherà.

Segnalazione Corrispondenza Romana (i titoli ecclesiastici usati in questo articolo sono da riferirsi alla Chiesa conciliare non a quella Cattolica, n.d.r.)

Due vescovi italiani hanno aderito alla professione di verità sul matrimonio sacramentale di tre vescovi del Kazakistan, resa pubblica il 2 gennaio 2018. Nella professione di verità, i vescovi Jan Pawel Lenga, Tomash Peta e Athanasius Schneider si dicono “costretti in coscienza a professare, di fronte all’attuale dilagante confusione, l’immutabile verità e l’altrettanto immutabile disciplina sacramentale riguardo all’indissolubilità del matrimonio secondo l’insegnamento bimillenario ed inalterato del Magistero della Chiesa. “

I due nuovi vescovi che hanno sottoscritto il documento sono mons. Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio e mons. Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Prosegui la lettura »

Il Kazakistan: un bastione di fedeltà nella confusione presente

Ci sembra doveroso notare come, a prescindere da tutti i distinguo che sono da fare, non solo nel mondo del cattolicesimo integrale (come avviene dai tempi del Concilio Vaticano II) vediamo che anche nel mondo del giornalismo e della cultura non progressisti si levano voci di dura critica a Bergoglio e ai suoi sodali, ma sullo stesso piano si pone anche una parte crescente dell’ “episcopato conciliare” e dei loro fedeli, pur con tutti i suoi limiti, di cui abbiamo già parlato su questo sito e altrove. Anche i cosiddetti movimenti pro-life, in passato spesso proni ad ogni sussulto d’Oltretevere esprimono pubblicamente disappunto e disorientamento nei confronti della “nuova Chiesa” e del suo capo, cercando, per forza di cose, la tradizione. Noi ci limitiamo a constatarlo ed a sperare, col tempo, in qualcosa di progressivamente più deciso e soprattutto di determinante. Nel frattempo preghiamo e rassicuriamo che è proprio nella Tradizione Cattolica la risposta agli interrogativi, ai dubbi ed alle inquietudini di questi tempi. 

Segnalazione Corrispondenza Romana (i titoli ecclesiastici dell’articolo sono riferiti alla Chiesa conciliare, non a quella Cattolica, n.d.r.)

di Emmanuele Barbieri

La Professione delle verità immutabili riguardo al matrimonio sacramentale del 31 dicembre 2017, in cui Tomash Peta, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana, Jan Pawel Lenga, Arcivescovo-Vescovo emerito di Karaganda e Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana, si dicono «costretti in coscienza a professare, di fronte all’attuale dilagante confusione, l’immutabile verità e l’altrettanto immutabile disciplina sacramentale riguardo all’indissolubilità del matrimonio secondo l’insegnamento bimillenario ed inalterato del Magistero della Chiesa», conferma come il Kazakistan rappresenti oggi un esemplare centro di resistenza cattolica agli errori che serpeggiano ai vertici della Chiesa.

La dichiarazione dei tre vescovi cattolici si aggiunge alla Correctio filialis de haeresibus propagatis a papa Francesco del 24 settembre 2017, sottoscritta da 250 studiosi, e alla Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa diffusa da trentasette movimenti pro-life e pro-family con il titolo “Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano”. Prosegui la lettura »

La cittadinanza in Regno Christi e l’immigrazione selvaggia

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di Matteo Castagna

Ha ragione Diego Fusaro laddove dice che, nel discorso di Natale, Bergoglio ha effettuato una “vera e propria omelia per lo ius soli: “Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto, sono i primi ad abbracciare colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza”. Legge del cuore (Hegel) e batticuore per l’umanità (ancora Hegel) non servono a nulla, senza considerare gli obiettivi rapporti di forza: i quali ci dicono che dare la cittadinanza a tutti è il primo passo per annichilire il concetto di cittadinanza e renderci tutti schiavi apolidi e migranti. La mondializzazione non vuole rendere cittadino chi ancora non lo è. Vuole rendere non-cittadino chi ancora lo è. Questo il punto. Insomma, l’omelia di Francesco, stavolta, sembra ispirarsi a Soros più che a Cristo“.

Sicché l’ultima spinta mondialista dell’anno viene proprio d’Oltretevere, in linea con le posizioni della sinistra che si lagna perché non è passata la legge che istituisce lo ius soli. Domani, infatti, Mattarella scioglierà le Camere e non ci sarà, quindi, più il tempo per votare alcunché. Ma, in questo modo, l’occupante del Soglio Pontificio non solo offre la sponda a “Liberi e Uguali” del Presidente del Senato, ma a tutta quella galassia che va dai centri sociali alla Cirinnà, dai catto-comunisti storici ai liberal di Emma Bonino. Del resto, per quest’ultima, che ricordiamo piangente di gioia al passaggio della legge che apre le porte all’eutanasia, Bergoglio ha sempre avuto parole d’elogio, considerandola tra i “grandi della Terra”.  Prosegui la lettura »

26 Dicembre: S. Stefano Protomartire ora pro nobis

Risultati immagini per Santo Stefano ProtomartireSegnalazione di Luciano Gallina

“A Gerusalemme il natale di Santo Stefano Protomartire, il quale fu lapidato dai Giudei non molto dopo l’Ascensione del Signore”.

Onnipotente e sempiterno Iddio, che col sangue del beato Stefano Levita accogliesti le primizie dei Martiri, concedi, te ne preghiamo, che sia nostro intercessore Colui che supplicò anche i suoi persecutori il Signor nostro Gesù Cristo, il quale con Te vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia. (San Pio X, con decreto del 3/01/1914, ha concesso 300 giorni di Indulgenza a chi recita la suddetta antifona con la sua preghiera una volta al giorno; e l’indulgenza plenaria il 26 Dicembre e il 3 Agosto)

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di Redazione

† Gerusalemme, 33 o 34 ca

La celebrazione liturgica di s. Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio.  Prosegui la lettura »