Archivio per la categoria Cultura

Fallibilismo ed eresia

Risultati immagini per Sede VacanteL’ANGOLO DELLA TEOLOGIA

di Fra Leone da Bagnoregio

È apparso sull’ultimo numero di Tradizione Cattolica n. 3 – 2017 un articolo a firma di don Mauro Tranquillo dal titolo: “Risposte ad alcune domande sulla situazione della Chiesa”. Formulato in modo da dar risposta ad alcune domande. Se si fosse voluto seguire il metodo tomista, bisognava pure affrontare le questioni “sed contra”; il che non è avvenuto! Ad un attento esame dell’ articolo emergono alcune conclusioni e soluzioni all’attuale situazione ecclesiale alquanto stupefacenti. Tale articolo, essendo molto strutturato, dovrà essere esaminato dettagliatamente. L’autore parte giustamente da alcuni presupposti esatti, però porta a conclusioni errate e/o prive di fondamento.

Innanzi tutto, bisogna premettere che ci si sta soffermando su un problema superato da tempo. Infatti nel suo studio, il novello teologo, ripropone il caso di un papa validamente eletto che incorre in eresia pubblica e manifesta (haeresia superveniens) e pertanto si dovrebbe affrontare l’ipotesi della decadenza “de facto”, oppure la messa in mora per farlo decadere. Questioni già affrontate da numerosi scritti afferenti la la Sede Vacante.
Il problema è superato, in quanto gli eletti al supremo pontificato, almeno dalla morte di Paolo VI, hanno formalmente accettato tutti i documenti conciliari, compresa Dignitatis humanae personae, Unitatis Redintegratio, Nostra Aetate e Gaudium et spes e post conciliari compreso il Novus Ordo Missae, il nuovo diritto canonico e la legittimità di varie canonizzazioni, hanno con fatti e discorsi palesato la loro incondizionata adesione ad un nuovo corso ecclesiale, alla “nuova Roma conciliare” come la definì lo stesso Mons. Marcel Lefebvre. Prosegui la lettura »

Il bollino rosso del politicamente corretto

Il bollino rosso del politicamente corretto

di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani

C’è un oscuro desiderio di censura che attraversa l’Occidente, i suoi media, le scuole e le università. È una censura liberal o radical, nel segno del progresso e della libertà.

Si accanisce non con estremisti e malfattori ma con fior di scrittori, poeti e letterati del passato, come Shakespeare, Dante, Ovidio, Euripide. O con artisti che ebbero vite violente o descrissero scene violente. All’università di Cambridge, per esempio, alcuni grandi classici, incluso Shakespeare, sono stati dotati di un bollino rosso.

L’obiettivo? Ammonire gli studenti per evitare che rimangano sconvolti dalla lettura di «rappresentazioni della violenza sessuale»Ma da Cambridge alla Columbia University, da Parigi alle sedi nostrane della cultura e della letteratura, contagia teatri e musei, scuole e cinema. Prosegui la lettura »

Anno zero

di Marcello Veneziani

Anno zero

Fonte: Marcello Veneziani

Il nostro Millennio è diventato maggiorenne. Ha compiuto 18 anni e può dunque votare, patentarsi, è l’anno zero della vita adulta. Degli anni precedenti eredita il disagio.

Se al giro di boa dell’anno volessimo dire in sintesi qual è la chiave del malessere del nostro presente, come potremmo delinearlo? È la quadratura di un circolo vizioso composto da oppressione fiscale, tirannia del market, perdita del confine, intolleranza permissiva.

Proviamo a spiegarci partendo dal più semplice.

Lo Stato come principio d’unità al di sopra delle parti e come spirito pubblico non c’è più da un pezzo. E lo Stato sociale, come sostegno e garanzia per i popoli e i cittadini, fu aggredito, prosciugato e svilito negli anni, prima attraverso le sue caricature obese di tipo assistenziale – che dettero luogo allo statalismo e al parassitismo pubblico – poi attraverso lo smantellamento, lo spostamento dell’asse dal pubblico al privato, l’onda liberista, il precariato universale e il mercatismo. Prosegui la lettura »

Sei italiani su dieci non leggono???

Immagine correlataSegnalazione Linkiesta

Un botta e risposta tra 

Sei italiani su dieci non leggono. Meglio. Leggere non serve a nulla

Sempre la solita solfa. I giornali, durante le festività, non sapendo come riempire le pagine, invece di approfittarne per parlare di cose serie, ripropongono di anno in anno questioni già sentite e articoli già scritti, mutando appena qualche virgola. Negli ultimi giorni è in voga il canto funebre, su spartito fornito dall’Istat, per lamentarsi delle mancate letture degli italiani. Dati alla mano – ovviamente, nessuno parla di come sia stato condotto il sondaggio –, pare che sei italiani su dieci non leggano. L’altro tema che ritorna, più o meno ogni trimestre, insieme a questo, è quello secondo cui la maggior parte di noi non sarebbe in grado di comprendere un testo di media complessità. Il Corriere fornì recentemente anche un esempio, per chiarire cosa si intenda con questa astrusa formula di “un testo di media complessità”. Riportò un brano da La scuola cattolica di Albinati. Provai anch’io a leggerlo, per vedere se lo comprendevo ma, sinceramente, forse non arrivai alla fine perché mi addormentai prima.

Insomma, gli italiani non leggono e parte la reprimenda. Istintivamente sorrido. E quindi? Quale malsana idea anima la nostra intellighenzia per indurla a pensare che chi legge sia un uomo migliore, o più intelligente? Ma, poi, leggere cosa? Leggere Balzac rende migliori? O leggere un testo di ingegneria edile?

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“Dante, la Divina Commedia tra Sacra Scrittura, Patristica e Scolastica”, del Prof. Luciano Pranzetti

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di Matteo Castagna

Un nostro caro ed affezionato lettore, il Professor Luciano Pranzetti, mi ha regalato quattro libri di cui è autore, sulla Divina Commedia, sulle figure di Dante e Virgilio. Una quadrilogia con dedica, di cui colgo l’occasione per ringraziare perché si tratta di un grandissimo lavoro di ricerca, che solo chi ama la letteratura e la teologia può scrivere.

Nel primo testo, “DANTE, LA DIVINA COMMEDIA TRA SACRA SCRITTURA, PATRISTICA E SCOLASTICA” (volume I, INFERNO, seconda edizione ampliata) si trova, oltre alle note dell’autore, alla spiegazione dell’iconografia di copertina, alla legenda delle sigle presenti nello studio, un’ampia e particolareggiata introduzione. Prosegui la lettura »

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

di Alexander Dugin

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

Fonte: Barbadillo

Pubblichiamo l’intervista integrale dell’Economist al filosofo Alexander Dugin.

The EconomistQual è il tratto distintivo dell’identità russa e in che modo è differente dall’identità europea?

Alexander Dugin: Prima di tutto, per capire quale sia la differenza tra l’identità russa e quella europea, dobbiamo comprendere cosa sia l’identità europea, e non è semplice farlo per due ragioni. Prima di tutto, ora, l’identità europea, da ciò che riesco a capire, è definitivamente distrutta. Per questo il concetto di identità è giudicato dall’agenda progressista come qualcosa che dovremmo superare. L’identità liberal europea consiste nel negare qualsiasi identità, come se fosse una trasgressione. Essere Europei oggi significa non essere Europei, ma essere dalla parte degli immigrati, dei musulmani e di tutti tranne che degli Europei. Ogni volta che qualcuno si definisce come un cittadino legato alle proprie radici e alla propria cultura, non sembra un semplice conservatore, ma un nazista. Sei irrimediabilmente etichettato come estremista. Oggi l’identità europea è negazione. Ovviamente non è sempre stato così. La vera differenza con l’identità russa è che noi neghiamo questa negazione. Non ci vergogniamo di essere Russi. Non abbiamo alcun senso di colpa. Non ci pentiamo di nulla. Questa è la differenza: per essere tedesco oggi devi vergognarti di ciò che ha fatto la Germania. Essere la Gran Bretagna oggi significa avere rimorso per tutto ciò che l’Impero britannico ha fatto in passato. Essere Americani vuol dire vergognarsi della parte meridionale della storia, della tratta degli schiavi. Non abbiamo rimorsi, quindi siamo immediatamente marchiati per il fatto che abbiamo una appartenenza, e questo è un crimine per il mondo occidentale moderno. Non è sempre stato così. Prima, l’Occidente accusava l’Oriente o i cattolici incolpavano gli ortodossi per molte ragioni. C’erano già le tensioni geopolitiche, ma erano diverse. Per noi oggi l’identità ha un valore. Prosegui la lettura »

La scuola alleva dementi

di Marcello Veneziani

La scuola alleva dementi

Fonte: Marcello Veneziani

Non c’è giorno che qualcuno non mi racconti – tramite e-mail, telefono, a voce – un assurdo episodio capitato a scuola a suo figlio, sua figlia, suo nipote.

Episodi diversi ma il filo conduttore potrebbe avere il seguente titolo: molestie mentali. Ovvero se non accetti di compilare nella tua testa il modulo prestampato di pensieri forzati, vieni escluso, umiliato, accusato.

Il tema è sempre dentro quell’ossessivo perimetro in cui si muovono mass media, istituzioni, operatori della scuola (ho difficoltà a chiamarli docenti, perché ho troppo rispetto della figura storica dell’insegnante): sul piano sociale la parola obbligata è accoglienza, sul piano storico la memoria unica è il nazi-fascismo, sul piano sessuale la chiave è tutto ciò che sconfina, contrasta, sfascia la famiglia, la nascita, la differenza dei sessi e dei ruoli in un intreccio di femminismo, sessolibero e omofilia.

Chi non si riconosce in questa nuova scuola dell’obbligo ideologico ha un menu fisso di attributi a disposizione: razzista, xenofobo, omofobo, sessista, femminicida, fascista. Non è uno che la pensa diversamente, ma uno che pensa scorrettamente, e dunque finisce diritto nella palestra correttiva; e se non accetta la rieducazione, la riabilitazione coatta, viene emarginato. Prosegui la lettura »

Francia: maestro sospeso e trasferito per aver letto la Bibbia in classe

Segnalazione di Redazione BastaBugie

A vicende come queste si ispira il film capolavoro God’s not dead 2 (appena uscito in dvd e di cui nel 2018 sarà proiettato nei cinema americani il terzo episodio)
da Tempi

Un insegnante francese di una scuola elementare, Matthieu Faucher, 37 anni, è stato multato e trasferito per aver osato leggere in classe alcuni passi della Bibbia e aver mostrato il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Il Vangelo secondo Matteo.
Accade in Francia, a Malicornay, 300 chilometri a sud di Parigi. La vicenda risale a gennaio, quando un ispettore dell’Educazione nazionale, dopo una segnalazione anonima di un comitato di genitori, inizia a indagare sul maestro. Al fianco dell’insegnante si schierano altri genitori che invece ne apprezzano la passione e l’inventiva: in classe legge sì la Bibbia, ma anche Sherlock Holmes e Harry Potter e coinvolge gli alunni in attività extra scolastiche come il canto. Tutto ciò che si viene a scoprire su Faucher è questo. Oltre al fatto che non è cattolico, è padre di tre figli che non ha fatto battezzare. Prosegui la lettura »

Cultura e senso del limite: Darnton racconta l’altra faccia della censura

di Stenio Solinas

Cultura e senso del limite: Darnton racconta l'altra faccia della censura

Fonte: Il Giornale

Una volta letto I censori all’opera, di Robert Darnton (Adelphi, 364 pagine, traduzione di Adriana Bottini, 30 euro), l’impressione che se ne ricava è che L’Ancien Régime settecentesco fosse più liberale dell’Inghilterra imperiale del XIX secolo e delle democrazie popolari del Novecento.

 Sembra un paradosso, ma la sua verità ha a che fare con l’essenza stessa delle forme del politico rispettivamente incarnate da quei tre sistemi, e quindi dal tipo di controllo istituzionale e ideologico-culturale da essi esercitato.

Partiamo dall’ultimo, ovvero il più vicino a noi nel tempo, non fosse altro perché, almeno superficialmente, è quello che maggiormente conosciamo. Andando ad analizzare la censura nella Germania dell’Est dal secondo dopoguerra fino alla caduta del Muro, ciò che Darnton fa emergere è la pianificazione, la letteratura pianificata come qualsiasi altra attività e mirante alla costruzione di una forma di espressione improntata al realismo socialista. Un piano, insomma, di ingegneria sociale nel quale l’aspetto censorio assumeva le forme di una gigantesca burocrazia che si sovrapponeva non tanto e non solo al mercato editoriale, ma all’editoria, di Stato, e alla stessa scrittura. Per esempio, il piano relativo al 1989, l’anno delle celebrazioni del quarantennale della Ddr che si sarebbe poi rivelato anche l’ultimo della sua esistenza, prevedeva 625 titoli, per un totale di 11 milioni di copie. Nei romanzi storici sarebbero stati espressi i sentimenti «di energico antifascismo», in quelli contemporanei «la missione storica della classe operaia nelle lotte per il progresso sociale». L’assenza, nel piano, di «una quota adeguata di storie di operai impiegati nell’industria e di contadini alla guida di trattori», e di cui comunque ci si scusava, veniva compensata dalla promessa di «pubblicazione di antologie della letteratura proletaria del passato». Si sottolineava, comunque, come autori, case editrici e funzionari fossero tutti insieme all’opera per portare la letteratura a nuovi vertici di eccellenza. Non per nulla c’erano circa 100 titoli e un milione di copie in più rispetto all’anno precedente… Prosegui la lettura »

Verona: Assessore alla Cultura e Biblioteca Civica con Bacciga contro le polemiche sterili del maistream

L’Assessore Francesca Briani (foto a lato): “Mi auguro che questa polemica sterile si concluda al più presto”

di Mirko Cristani

A seguito delle polemiche che ha suscitato la donazione di quindici libri da parte del Consigliere Comunale Andrea Bacciga alla Biblioteca Civica di Verona, il funzionario, Agostino Contò, mette ordine sulla questione.

Sulla vicenda innescata dall’esponente della lista Battiti Verona Domani, in queste ultime settimane abbiamo dato voce a diverse fonti. Pungenti le dichiarazioni accusatorie della minoranza. Stando alle parole del portavoce del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, la donazione di questi libri: “è un tassello che aiuta a delineare la vera faccia dell’Amministrazione Sboarina”.

Tra i 15 testi consegnati, il fumetto dedicato a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, assassinato nel 1975, L’albero e le radici dell’ordinovista Franco Freda e Militia dell’ex SS belga Leon Degrelle.

“La situazione sta letteralmente sfuggendo di mano perché si cerca di orientare le nuove generazioni ad un pensiero medioevale, condannato storicamente e soprattutto intollerante” conclude Fantinati.

CONTINUA SU: http://www.veronanews.net/civica-si-placano-le-polemiche-sui-libri-donati-dal-consigliere-bacciga/ Prosegui la lettura »