Archivio per la categoria Mostri conciliari

La vittima di pedofilia attacca Bergoglio: “Perchè ha fatto scadere la Commissione anti abusi?”

Segnalazione di Alberto Z.

Marie Collins, vittima di abusi da parte di un prete cattolico, attacca Papa Bergoglio:”Al momento la Commissione è solo sulla carta, un nome vuoto, perchè di fatto non è stato ancora nominato nessun membro”

di Franco Grande

Marie Collins contro Papa Bergoglio.“Al momento la Commissione è solo sulla carta, un nome vuoto, perchè di fatto non è stato ancora nominato nessun membro”, ha twittato la mite signora irlandese, vittima di un abuso sessuale all’età 13 anni da parte di un prete cattolico.

La Collins, nel 2014, fu chiamata a fare parte della Pontificia Commissione, scaduta il 17 dicembre, ma si è dimessa da quell’incarico non senza polemiche per le troppe omissioni della Curia. Marie Collins chiedeva venisse istituito una specie di tribunale per i vescovi che avevano dato copertura ai preti pedofili per evitare scandali ma non se ne fece nulla. Stavolta, invece, il bersaglio è Papa Francesco, reo di avere fatto scadere la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori senza aver previsto un suo rinnovo e aver, quindi, nominato nuovi membri. Dal Vaticano il cardinale O’Malley, presidente della Commissione, ha ricevuto assicurazioni che la struttura avrebbe continuato a lavorare come prima, mentre Padre Hans Zoellner, gesuita della Gregoriana in prima linea sul tema degli abusi, ripete che le nomine sono ancora al vaglio del Papa e che la struttura è ancora in piedi. Prosegui la lettura »

Ex musulmani contro Bergoglio: “Propone il Corano come salvezza”

Nell’articolo vengono usate le cariche ecclesiastiche cattoliche in riferimento ai conciliari, che, però, come sappiamo, non lo sono (n.d.r.).

La lettera indirizzata a papa Bergoglio e pubblicata online sta raccogliendo adesioni. Gli autori: “Non capiamo la Sua posizione sull’islam”

di Giuseppe De Lorenzo

La lettera ha un destinatario chiaro: papa Francesco. E a redigerla è un gruppo di musulmani convertiti al cattolicesimo che vedono la loro scelta traballare di fronte “all’insegnamento” del Pontefice “riguardo l’islam”, considerato troppo debole e incapace di definire la religione di Allah per quello che “non può che essere”: ovvero “l’Anticristo”.

Si tratta di una sorta di “correzione filiale”, come quella pubblicata nel luglio scorso e che infoltisce il cerchio delle critiche intorno a Francesco. Ma se quel documento firmato da teologi e sacerdoti, così come i Dubia presentati da quattro cardinali o la professione di verità scritta da tre vescovi del Kazakistan, prendevano di mira l’Amoris Laetitia e le aperture sulla comunione ai divorziati, questa volta i fedeli contestano la posizione assunta dal Papa (anche nell’Evangelii Gaudium) nei confronti della religione di Maometto. Prosegui la lettura »

Tutti i preti conciliari dovranno ripetere solo ed esclusivamente le parole del “Leader Maximo”

Risultati immagini per Bergoglio leader maximo

LA “PRAVDA”

Pensate che ora il Vaticano ha istituito pure un’App che tutti i sacerdoti conciliari del mondo possono scaricare, dove ogni settimana vi è già una predica già pronta per la Domenica. Preparata dai delegati di Bergoglio. Con i temi di Bergoglio. Con le parole di Bergoglio. Oggi scaricare questa predica è facoltativo. Tra qualche mese sarà caldamente suggerito. Tra un anno “sarà imposto”. Perché tutti i sacerdoti, saranno obbligati a ripetere, ogni Domenica, solo ed esclusivamente le parole del “Leader Maximo”…

LEGGI SU:

http://www.lastampa.it/2018/01/02/vaticaninsider/ita/news/nasceclerus-app-unapplicazione-per-aiutare-i-preti-nelle-omelie-PltkmjF2y7eDyx2Fq4zWnO/pagina.html Prosegui la lettura »

“Spunto di Riflessione: migranti, ecologia ed ecumenismo. La sintesi del neovangelo della neochiesa”

Risultati immagini per la neochiesaSegnalazione di F.F.

di Fra Cristoforo

Tante volte abbiamo parlato di questi temi. Ma oggi è diventato proprio un martellamento continuo. E’ in corso infatti un cambiamento totale di rotta. Il Vangelo NON DEVE ESSERE PIU’ PREDICATO! Chiunque oggi nella Chiesa Cattolica si azzarda a predicare il Vangelo, viene preso per “integralista”, “moralista”, “fariseo”. Chiunque si azzarda a ricprdare l’insegnamento bimillenario della Chiesa Cattolica, è preso per “conservatore”, “anti-misericordioso”. Coloro che oggi voglio restare fedeli all’Insegnamento della Chiesa, sono emarginati, sospesi, “arginati”.

Oggi in quasi tutte la Parrocchie senti la stessa musica che Bergoglio ripete ormai quotidianamente. Nelle prediche non senti altro che parlare di migranti, di ecologia, di ecumenismo, di ponti, dialogo, aperture ecc…

I Parroci che non si allineano prima o poi vengono rimossi e lasciati senza incarichi. Perchè TUTTI nella neochiesa devono ripetere a pappagallo il neovangelo. Dove di Gesù Cristo…manco l’ombra. Prosegui la lettura »

Fratello errore e sorella apostasia – l’eretico “don” Fredo Oliviero cancella il Credo

I titoli ecclesiastici sono da attribuire alla “Chiesa conciliare”, non alla Chiesa cattolica. Questo signore ne è un limpido esempio.

Segnalazione di Nicola Pasqualato

https://4.bp.blogspot.com/-bed_leaFnyE/WkqaDC6tKaI/AAAAAAAADbA/SJgkPvUyfu0Auy2gjdJu8sHssBcwpj7AACLcBGAs/w1200-h630-p-k-no-nu/Don%2BChiaffredo%2BOlivero.jpg

Nella chiesa di San Rocco a Torino, la notte di Natale, padre Chiaffredo Olivero ha pensato bene di infondere pace e serenità nei fe…

CONTINUA SU:

https://opportuneimportune.blogspot.it/2018/01/fratello-errore-e-sorella-apostasia.html?spref=fb&m=1 Prosegui la lettura »

The 1956 Reform Revealed a New Ecclesiology

Segnalazione di Tradition in Action

Dr. Carol Byrne, Great Britain

It is an unfortunate fact that most Catholics today, even among traditionalists, have no conception of the true nature and extent of the 1956 Holy Saturday reform. There is still virtually no grasp of what was at stake: the intended subversion of the traditional rite by progressivist reformers through the medium of “active participation.”

The perfect ‘insider job’

While virtually the whole Church was peacefully following the Roman Rite under Pius XII without evincing the least dissatisfaction, the Congregation of Rites was enthusiastically stirring the pot that would later be served up at Vatican II.

barren interior of a well lit futuristic churchThe 1956 reforms paved the way for the church of the future – empty and stripped of sacrality

That this was originally the work of the 1948 Commission is obvious from the fact that the 1955 Decree Maxima Redemptionis was signed by Card. Micara in his dual capacity as Pro-Prefect of the Congregation of Rites and President of the Commission. Fr. Löw was not only a member of the Commission but, as Vice-Relator of the Congregation of Rites, he was also responsible for editing and presenting the Commission’s ideas to the rest of the Congregation.  Prosegui la lettura »

Gesù diventa ‘Perù’ in una canzone di Natale per rispetto dei bambini islamici. E scoppia la polemica

Segnalazione di Paolo Suine

https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/12/30/143603984-bb128873-f885-46bb-914f-8cfee255fd48.jpg

Se ne sono accorti i familiari di alcuni bimbi che l’avevano intonata a casa. La preside dell’istituto: “Non ero a conoscenza del fatto”. A Trieste una “raccolta di giochi usati per i bambini italiani meno fortunati”. Il post dell’assessore comunale Lorenzo Giorgi scatena l’ira degli internauti

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http://www.repubblica.it/cronaca/2017/12/30/news/gesu_sostituito_con_peru_in_canzone_per_rispetto_bambini_islam_-185500133/ Prosegui la lettura »

Il miserrimo presepe esposto nella Basilica di Fatima

Segnalazione di www.unavox.it 

NUOVI PRETI DELLA NUOVA CHIESA

Il miserrimo presepe esposto nella Basilica di Fatima


Notizia tratta dal sito Tradition in action


La foto sopra riproduce la miserevole natività piazzata recentemente nella Basilica di Fatima, in Portogallo. Essa è opera dell’“artista” contemporaneo portoghese Paulo Neves, incaricato per la bisogna dai preti della Basilica.

Osservare tale scultura significa rendersi conto di trovarsi al cospetto di un piano preordinato volto a banalizzare e a sabotare in termini modernisti e progressisti lo spirito del Natale.

Se ne traggono le seguenti considerazioni:

Primo: le due sculture hanno fattezze essenzialmente simili, di tipo chiaramente femmineo, tale che si può considerare che intendano esprimere implicitamente la moderna concezione femminista.
Poste a comporre la scena del presepe, esse appaiono come un’espressione moderna del lesbismo che propugna le pseudo famiglie omosessuali composte da lesbiche che pretendono tuttavia di poter adottare un bambino.
Non v’è dubbio che in questo modo si intende strumentalizzare il Natale per realizzare la demolizione della dottrina cattolica.

Secondo: le due sculture hanno fattezze volutamente inusuali, soprattutto in riferimento a Fatima e al Portogallo, tali da non richiamare due personaggi umani, in questo caso una donna e un uomo, bensì due figure idolatriche del tipo di quelle presenti nell’Isola di Pasqua, che si trova dall’altra parte del globo e comunque senza alcun rapporto né col Portogallo, né tampoco col Natale.
Così presentata, la scena finisce col rappresentare un improbabile mito pagano, tra l’altro noto solo allo scultore e forse ai suoi committenti, piuttosto che l’incarnazione di Dio.
In ogni caso, il richiamo, invece che natalizio, è piuttosto tribale.

Terzo: a partire da questi presupposti, è manifesta la totale mancanza di sacralità nella scena. Non solo le fattezze delle sculture non richiamano neanche lontanamente la compenetrazione soprannaturale e la tenerezza naturale dei due santi genitori del Figlio di Dio venuto a farsi Uomo per noi, ma il contesto suggerisce una sorta di indifferenza di fronte ad un evento che non è neanche tale alla vista di quella culla anonima che tutto sembra tranne che la mangiatoia sulla quale venne adagiato il Bambino Gesù, posto sulla paglia, simbolo del mondo vegetale, e riscaldato-adorato dal bue e dall’asinello, simboli del mondo animale.
In tal modo viene annullato il significato del Natale come evento soprannaturale che tutta la natura riconosce come tale e di fronte al quale si prostra adorante: uomini semplici e re potenti compresi.

Quarto: la staticità della scena, con la ripetitività indifferenziata delle sculture lignee, suggerisce un irrealismo che contrasta volutamente col realismo proprio della Natività del Signore, così che invece di suggerire l’ordinato disegno divino soprannaturale, la scena suggerisce un disordinato disegno umano al livello più basso della naturalità… come la si riscontra nella demenziale scultura moderna esposta vanagliosiosamente in molte piazze delle nostre moderne abbrutite magalopoli.

Un moderno “capolavoro” esposto su una piazza di Parigi

Quinto: la fattezza delle sculture è tale da suggerire ancora una volta il pauperismo caratteristico del nuovo andazzo papale, come se il Natale di Cristo non avesse un minimo splendore terreno e come se la stessa Natività dovesse sottostare all’abbrutimento sentimentaloide a cui si vorrebbe ridurre tutta l’arte sacra elaborata dagli artisti cristiani per mostrare ai fedeli la maestà, la bellezza e la magnificenza del divino.

Se i committenti della Basilica di Fatima volevano esprimere in maniera moderna il senso del Natale, con questa commissione sembra che ci siano riusciti, offrendo ai fedeli un’immagine della Natività che oscilla tra il pagano, il tribale e l’informe, tale da suggerire il massimo della desacralizzazione tipica dell’apostasia moderna, dove il divino diventa una mera scusa per l’esaltazione della più miserrima delle fumisterie umane e della più deplorevole delle titaniche presunzioni dell’uomo moderno teso a misconoscere e a combattere vanamente Iddio… che si tratti di pseudo artisti, di pseudo preti o di pseudo vescovi.

Ma alla fine, il Cuore Immacolato di Maria trionferà!

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Il presepe choc: famiglia di colore (e musulmana)

Chi sostiene che il Papa insegna e andrebbe ascoltato solo quando parla “ex cathedra” si dovrà ricredere, almeno di fronte all’evidenza…(n.d.r.)

di Rachele Impero

La provocazione è decisamente forte: Giuseppe e Maria hanno la pelle nera e, nella vita di tutti i giorni, invece di andare in chiesa vanno alla moschea.

Infatti il padre e la madre di Gesù sono interpretati da una coppia senegalese di religione musulmana che vive in provincia di Pisa da più di vent’anni. Il bambinello, invece, è la loro Diarra, una bambina di cinque mesi nata lo scorso agosto. La rappresentazione del presepe vivente è andata in scena ieri pomeriggio a San Miniato Basso, paesone della provincia di Pisa, dove già alcuni anni fa un presepe, non quello vivente però, aveva fatto discutere e non poco per la presenza di due pastori che si davano teneramente la mano in prossimità della capanna: una presenza gay friendly che sollevò un polverone e fece storcere il naso ai più tradizionalisti della Curia locale, visto che l’allestimento era stato fatto proprio nelle stanze del Seminario vescovile. Quella provocazione non piacque. Prosegui la lettura »

Dietro il pauperismo bergoglione? Un consigliere da 35.000 euro al mese…

Risultati immagini per Papa francesco e il card. MaradiagaL’amico e primo consigliere di Bergoglio, Oscar Maradiaga, predicava il pauperismo ma riceveva mezzo milione l’anno da un’Università dell’Honduras. L’inchiesta completa su L’Espresso in edicola da domenica

di Emiliano Fittipaldi
( I titoli ecclesiastici attribuiti nell’articolo sono da intendersi rivolti alla “Chiesa conciliare, non alla Chiesa Cattolica, n.d.r.)
Quando ha finito di leggere l’inchiesta del visitatore apostolico che lui stesso aveva spedito in Honduras lo scorso maggio, papa Francesco si è messo le mani sullo zucchetto. Aveva appena scoperto che il suo amico e primo consigliere – il potente porporato Oscar Maradiaga, acceso sostenitore di una Chiesa povera e pauperista e nel 2013 promosso proprio da Bergoglio coordinatore del Consiglio dei cardinali – aveva ricevuto per anni circa 35 mila euro al mese (a cui aggiunge una “tredicesima” da 54 mila euro a dicembre) dall’università cattolica di Tegucigalpa.

Bergoglio non poteva immaginare nemmeno che vari testimoni, sia ecclesiastici sia laici, accusassero Maradiaga per alcuni investimenti milionari in società londinesi poi scomparse nel nulla, né che la Corte dei Conti del piccolo paese dell’America centrale stesse indagando sull’utilizzo di enormi somme di denaro girate dal governo honduregno alla “Fondazione per l’educazione e la comunicazione sociale” e alla “Fondazione Suyapa”, entrambe facenti capo alla Chiesa locale e quindi allo stesso Maradiaga.

«Il papa è triste e addolorato, ma anche molto determinato a scoprire la verità», spiegano ora da Santa Marta. Non solo sull’utilizzo finale dei pagamenti da capogiro ottenuti dal cardinale (solo nel 2015, si legge in un report interno dell’Università visionato dall’Espresso, il porporato ha ricevuto quasi mezzo milione di euro, cifra che secondo alcune fonti avrebbe incassato per un decennio come “Gran Cancelliere” dell’ateneo); ma anche per altri dettagli assai spiacevoli contenuti nell’istruttoria condotta dal vescovo argentino Jorge Pedro Casaretto.

Un uomo fidato di Francesco che ha messo nero su bianco gravi accuse rivolte da molti testimoni (ne sono stati auditi una cinquantina, tra personale amministrativo della diocesi e dell’università, sacerdoti, seminaristi, oltre all’autista e al segretario del cardinale) pure al vescovo ausiliare di Tegucigalpa Juan José Pineda, fedelissimo di Maradiaga e di fatto suo facente funzioni in Centro America.

Francesco, studiato il dossier arrivatogli brevi manu sei mesi fa, ha avocato a sé ogni decisione finale.

Maradiaga, salesiano come l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, è nato in Honduras 75 anni fa. Il suo compleanno cade il 29 dicembre, e tra qualche giorno dovrà consegnare le dimissioni sulla scrivania di Francesco, che deciderà o meno se confermargli gli incarichi. Maestro elementare prima e professore di matematica alle medie poi, il porporato è un uomo coltissimo, parla correntemente cinque lingue, è esperto di teologia morale e filosofia e grande appassionato di musica. Diventato celebre in America latina come nemico giurato della corruzione e paladino dei più indigenti, nel 2013 Francesco, che ne apprezza le doti intellettuali e di governo, lo ha voluto a capo del gruppo di consiglieri che sta mettendo a punto la riforma della curia romana.

Le accuse sono plurime. «Ci sono spese per amici intimi di Pineda, come un messicano che si fa chiamare “padre Erick”, ma che non ha mai preso i voti» spiega un sacerdote. «Il personaggio si chiama Erick Cravioto Fajardo e ha vissuto per anni in un appartamento adiacente a quello del cardinale, a Villa Iris. Recentemente Pineda, che ha vissuto con lui sotto lo stesso tetto, gli ha comprato un appartamento in centro e una macchina. I soldi, temiamo, vengono dalle casse dell’università o da quelle della diocesi. Abbiamo denunciato questo rapporto stretto e disdicevole anche in Vaticano. Il papa sa tutto».

I testimoni auditi dal visitatore Casaretto hanno parlato anche di investimenti milionari catastrofici: Maradiaga avrebbe girato somme ingenti della diocesi ad alcune finanziarie londinesi come la Leman Wealth Management (il cui titolare, a leggere i registri della Company House dell’Inghilterra e del Galles, è tal Youssry Henien), e adesso parte dei soldi dati in affidamento (e depositati su conti di istituti tedeschi) sarebbero scomparsi.

Non solo. Nel rapporto di Casaretto si ipotizzano pure buchi importanti nell’impero mediatico messo in piedi dall’arcivescovado e controllato dalla Fondazione Suyapa (che gestisce giornali e televisioni della diocesi), mentre il vescovo Pineda è stato recentemente indicato dai giornali locali come il regista di operazioni finanziarie spericolate e come destinatario di fondi pubblici (pari a un milione di euro) per fumosi progetti destinati «alla formazione dei valori dei fedeli e alla comprensione delle leggi e della vita sociale». Spese che, secondo gli accusatori, non sono state mai supportate da giustificativi validi.

In Vaticano sono preoccupati pure per l’apertura, da parte della Corte dei Conti dell’Honduras, di un’inchiesta contabile sulla diocesi per gli anni 2012-2014: i giudici del Tribunal superior de Cuentas vogliono capire se le decine di milioni di lempiras girate ogni anno dal governo a favore alla Fondazione per l’Educazione e la Comunicazione sociale, il cui rappresentante è ancora Maradiaga, sono state usate per i progetti previsti dalla legge.  Finora la chiesa non ha consegnato – si legge in una lettera dei magistrati ottenuta dall’Espresso – gli attivi e i passivi e i vari giustificativi di spesa.

Presto si capirà se Bergoglio considererà le pesanti accuse credibili o meno.

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