Archivio per la categoria QUINTA COLONNA

Aboliscono tutto, tranne la Mafia

Continua l’apprezzata rubrica quindicinale curata da Longino, pseudonimo di un personaggio molto noto

QUINTA COLONNA

di Longino

Nuove promesse: gli 80 euro; il reddito minimo garantito; l’aumento delle pensioni minime; la riduzione delle tasse, naturalmente; perfino i bonus per chi tiene in casa un animale domestico. Insieme alle promesse, le cancellazioni: la legge Fornero, il canone a favore della Rai-Tv; il Jobs Act; i vaccini obbligatori; la tassa sui sacchetti. Ne arriveranno certamente altre nelle prossime settimane.

Promettono di tutto e vogliono abolire tutto. Tranne la Mafia. Nei giorni scorsi, in base alle indagini di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro – uno dei pochi che in Italia sa fare il suo mestiere – è stata condotta un’operazione chiamata “Sfinge”: 169 persone arrestate tra Italia e Germania, tra cui qualche politico, per il reato previsto dal 416bis (associazione di tipo mafioso). «E’ la più grande operazione per numero di arresti degli ultimi 23 anni», ha commentato Gratteri. Gli arrestati farebbero parte di una holding criminale, di stampo ‘ndranghetista, ramificata anche nel Nord e nel Centro Italia, tra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Lazio. Prosegui la lettura »

L’ossessione del Cavaliere e un patto da firmare, con penale…

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RUBRICA QUINTA COLONNA

di Longino

Mentre il mondo sembra prepararsi alla guerra – vari sono i fronti aperti: la Corea del Nord, le esercitazioni della NATO in corso da mesi sul fronte dell’Est europeo e in particolare in Polonia, quelle dei sottomarini russi nell’atlantico, il riconoscimento USA di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, che può far esplodere irrimediabilmente il Medio Oriente – e mentre Bergoglio, con il suo discorso nella Santa notte di Natale prende la parola a nome di George Soros e Emma Bonino nella Basilica di San Pietro, paragonando Maria, Giuseppe e il Verbo Incarnato ai migranti, Silvio Berlusconi nel suo programma elettorale propone agevolazioni per chi cura gli animali domestici.

Nulla di strano. Disinteressarsi dei problemi veri e raccattare voti è un aspetto determinante per chi fa politica, specie  in questo caso, considerato che per molti gli animali sono più importanti degli esseri umani. Vittoria Brambilla ringrazia per l’elezione che di certo incasserà. Non osiamo neanche immaginare cosa sarebbe il prossimo Parlamento senza la sua presenza. Prosegui la lettura »

Orizzonti di miserie

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di Longino

Ci si trastulla con lo jus soli – l’arma finale per sancire il meticciato in Italia, come voleva e vuole il Piano Kalergi – e con la legge sul testamento biologico, che vuole eliminare le persone non più socialmente produttive. Rispetto a quest’ultimo tema – scusate la digressione – eroica è l’opposizione dei parlamentari cattolici (cosiddetti), che invece di dimettersi (tanto le loro pensioni di vecchiaia le hanno già acquisite con 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di presenza in Parlamento), partecipano con toni fermi e decisi a conferenze stampa in cui esprimono ferma indignazione. Da ridere, se la situazione non fosse tragica!

A queste tragedie se ne aggiunge un’altra, di dimensioni epocali. Altro che gli sbarchi di immigrati gestiti dal grande business del commercio della carne umana, assecondato dai potentati politici e finanziari mondiali, che vogliono consegnare la civiltà occidentale ad una pseudo-religione che l’ha combattuta per secoli e secoli.

Diciotto milioni di italiani rischiano la povertà e l’esclusione sociale. Il 30% sul totale della popolazione, in base ai dati diffusi dall’Istat nei giorni scorsi, riferiti al 2016, con un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il peggioramento interessa soprattutto i residenti del Nord-Ovest (da 18,5% a 21,0%), mentre per il Sud è prossimo a coinvolgere il 50% dei cittadini. Un baratro nel quale si trovano milioni di famiglie con i loro bambini. E’ sempre l’Istat ad affermare che il 20% della popolazione composto dagli italiani più poveri dispone del 6,3% dei redditi totali, mentre il 20% più ricco ne possiede quasi il 40%. Prosegui la lettura »

L’uomo che giocava con gli spiriti

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di Longino

Renato Renato Renato, ti voglio bene non l’hai capito… Renato Renato Renato, se non mi baci non vivo più… Renato Renato Renato, a casa tua tu mi hai invitato… Renato Renato Renato, e ci ho trovato papà e mammà. Scommetto che nessuno bacia come te… però chissà perché non lo dimostri a me, se tu ti decidessi a dirmi almeno un sì… io non sarei ridotta così. La Mina di cinquant’anni fa cantava questa canzoncina, che divenne sigla famosa delle partecipazioni di Renato Balestra ad una trasmissione di Piero Chiambretti e così canta tutto il centro-sinistra oggi: al posto di Renato, c’è  Romano, il prode Romano, l’uomo di tutte le stagioni. E’ tutta una cantata…

Classe 1939, Romano – il salvatore della Patria – ha un curriculum gigantesco. E’ stato economista, docente universitario, presidente dell’Istituto di Ricostruzione Industriale dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato nel Governo Andreotti IV, fino a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1996 al 1998. Furono questi due anni intensi  – naufragati per il tradimento di Massimo D’Alema, dicono le cronache – durante i quali Romano si adoperò meticolosamente e puntigliosamente per  lo sciagurato ingresso dell’Italia nell’area dell’euro, che fece sprofondare l’economia italiana e determinò il declino degli anni successivi, che ancora si vive. Prosegui la lettura »

La donna conturbante

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di Longino

Si aggira per le strade d’Italia, d’Europa  e del mondo intero – le strade che si percorrono per frequentare isalotti buoni, come il Global Board dell’Open Society Foundations di George Soros – una donna con i turbanti. Uno per ogni occasione. C’è quello per le serate di gala, quello per le interviste televisive, quello per i tavoli per la raccolta firme, quello per i comizi e così via.

La principessa, così la chiamava l’uomo del suo passato, ormai sepolto, che la lanciò nel futuro portandola per mano, ha iniziato ad indossare il copricapo caratteristico dei musulmani e di molti indù – una fascia di mussolina o di seta attorta più volte attorno a una calotta – quattro anni fa, per celare la calvizie causata dalla chemioterapia. Il tumore ai polmoni, d’un tratto, è scomparso – ha raccontato – ma il turbante è rimasto. E’ diventato un marchio di fabbrica, per la gioia di tanti.

Risparmiare i soldi per il parrucchiere? Con le indennità che incassa per i suoi innumerevoli mandati parlamentari, iniziati nel lontano 1976, questo sarebbe l’ultimo dei problemi.  Un vezzo, allora? Un segno distintivo? Un modo per farsi notare? Di pubblicità non ha bisogno, in verità. Tutti la conoscono e la rispettano. Riversano tanto ammmore per questa eterna ragazza della porta accanto che nei sondaggi, tra i personaggi politici che ricevono il consenso degli italiani, se va male si piazza al secondo posto, dopo il Presidente del Consiglio di turno e molto prima del Presidente della Repubblica, carica alla quale approderà. Prima o poi. Prosegui la lettura »

Autonomia e dignità

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di Longino*

Una farsa! Così l’hanno definito in molti il referendum che si è svolto domenica 22 ottobre in Veneto e Lombardia.
E’ proprio così? Da che cosa nasce questo livore nei confronti di un’iniziativa condivisa da milioni di persone che l’hanno fatta vivere? Si può affermare che si è assistito ad una semplice prova di propaganda elettorale o le motivazioni sostanziali erano vere? Che male ci sarebbe, poi, a fare
propaganda, se questa – guarda caso – coincide con un sentimento di popolo?
I dati relativi alla partecipazione e all’espressione del voto sono esplicativi e univoci in questa direzione. In Lombardia, l’affluenza è stata pari al 40% degli aventi diritto (un dato largamente superiore alle più rosee previsioni), che si sono espressi per il sì con una percentuale del 95%. In Veneto, ha votato – ed il risultato è clamoroso – la maggioranza assoluta degli aventi diritto (oltre il 60%, con una percentuale a favore superiore al 98%).

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