L’usura, per Pound, ha mosso guerra al mondo dal 1694, quando nacque la Banca d’Inghilterra

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Segnalazione di Federico Prati

di Francesco Lamendola – 29/07/2015

Fonte: Il Corriere delle regioni

Ezra Pound era un poeta: e i poeti, qualche volta (non sempre) vedono più  lontano degli specialisti e dei “tecnici”, siano essi specialisti e “tecnici” della politica, dell’economia, della finanza, e perfino della scienza.

Quel che Pound aveva visto con folgorante chiarezza, pur nella modestia della  sua cultura economica e finanziaria, era una cosa fondamentale, che, strano a  dirsi, continua a sfuggire a molti economisti e a molti esperti del mondo  finanziario; a meno che non sfugga loro intenzionalmente: ma allora ci  troveremmo in presenza non di specialisti e di “tecnici” che, per un eccesso di  specialismo, tecnicismo e riduzionismo, hanno perso di vista l’insieme, ma,  molto più semplicemente e banalmente, di corrotti e traditori, che hanno  venduto l’interesse generale in cambio di vantaggi personali. In breve, Pound  si era reso conto che l’intera storia del mondo moderno è la storia di una  lotta continua, incessante, senza quartiere, fra l’usura e il lavoro; guerra  combattuta talvolta con le armi, più spesso con i tassi d’interesse sui  prestiti che le banche concedono ai privati e perfino agli Stati sovrani, i  quali ultimi, in cambio, cedono  gradualmente quote della loro sovranità, indebitandosi sempre di più e  accumulando un peso debitorio che, alla fine, li mette completamente alla mercé  dei creditori.

Oggi la cosa è divenuta talmente palese, che anche l’uomo della strada ha  finito per rendersene conto, o, quanto meno, per averne una certa qual  consapevolezza, e sia pure incompleta e superficiale, sia pure priva di  adeguati riscontri e conoscenze puntuali; negli anni Trenta del XX secolo ciò  poteva anche non essere altrettanto evidente, specialmente per un poeta. Quel  che aprì gli occhi a Pound non fu la crisi del 1929 in se stessa, ma la “scoperta” degli antichi statuti del Monte dei Paschi di Siena: di una banca,  cioè, sorta proprio allo scopo di concedere prestiti a interesse moderato, e  mirante non all’arricchimento sfrenato mediante il nodo scorsoio dell’usura nei  confronti del debitore, ma avente lo scopo preciso di sostenere il piccolo  commercio e la piccola impresa, di sostenere i singoli e le famiglie in  difficoltà, in modo da promuovere, o contribuire a promuovere, il benessere e l’attività produttiva dell’intero corpo  sociale.

Nella loro saggezza, i fondatori del Monte dei Paschi di Siena, nel tardo XV  secolo, avevano visto e compreso che nessun privato e nessun gruppo sociale  possono progredire e avvantaggiarsi, quando l’intera popolazione soffre nelle  strette dell’indigenza; che la povertà sempre crescente dei molti non può  finanziare, all’infinito, l’accumulo di ricchezza di pochi, o di pochissimi,  pena il corto circuito dell’intera struttura sociale e l’insorgere di violenze,  carestie, rivolte, guerre, le quali, comunque, ben difficilmente varranno a  ripristinare l’armonia del corpo sociale, fin tanto che non si deciderà di  agire sui meccanismi perversi della finanza – oggi diremmo: dell’economia  virtuale e speculativa –  tendenti a distorcere il sano ed equilibrato rapporto  fra lavoro, risparmio individuale e benessere collettivo.

Il vero conflitto, dunque, non è – come vorrebbe il marxismo – fra capitale e  lavoro, perché il capitale e il lavoro sono i due termini di una sana e  necessaria dialettica economico-sociale; il vero conflitto, conflitto malefico  e puramente distruttivo, è quello fra lavoro ed usura, intesa, quest’ultima,  nel senso più ampio del termine: ossia tutto ciò che vive, parassitariamente, a  spese del lavoro, e non incrementa la produzione, anzi, la frena e la  scoraggia, né favorisce il risparmio, bensì lo distrugge, perché sottrae  capitali a chi produce e li fa crescere a vantaggio di chi non produce, non  lavora, non risparmia (nel senso intelligente del termine), ma vuole accumulare  una ricchezza sterile e mostruosa, tendenzialmente illimitata, la quale, come  una piovra maligna, assorbe e divora, una dopo l’altra, tutte le parti sane  della società, fino a togliere ogni speranza, non solo di lavoro, ma di un  futuro qualsiasi, alle giovani  generazioni.

San Bernardino da Siena, che tanto si era impegnato sul fronte della questione  sociale, e tanto si era adoperato per il prestito a basso tasso d’interesse,  scagliandosi contro usurai ed Ebrei, muore nel 1444; il Monte dei Paschi di  Siena viene fondato nel 1472, con la precisa finalità di soccorrere il lavoro e  di favorire il piccolo risparmio, vale a dire come un vero e proprio monte di  pietà, con la missione di soccorrere le classi e le persone disagiate. Le due  date non sono lontane, le finalità sono pressoché identiche, come pure il  luogo: tutte queste sono delle mere coincidenze? Ed è forse una coincidenza il  fatto che si sia messo il silenziatore sull’aspetto sociale ed economico  dell’apostolato di San Bernardino, così come si è scagliato l’anatema, o si è fatto  cadere il velo dell’oblio, sulla dimensione sociale ed economica degli scritti
di Pound e dei discorsi da lui pronunciati alla radio italiana durante la  Seconda guerra  mondiale, nei quali denunciava l’affarismo delle grandi banche e la volontà  del governo americano di scendere in guerra, apparentemente per la difesa della  libertà e della democrazia, ma in effetti per ripristinare il sistema mondiale  della speculazione finanziaria e dell’usura, messo in crisi dal sorgere del  modello alternativo rappresentato dal fascismo?

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Psicologi contro il gender

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di Federico Cenci – 29/07/2015

Fonte: Zenit

Risposta di un gruppo di professionisti al presidente dell’Ordine degli  Psicologi delle Marche, secondo cui “non esiste l’ideologia gender”. Il primo  firmatario Paolo Scapellato: “In corso un conflitto antropologico”

•Non solo genitori e insegnanti, contro il gender prende posizione anche il  mondo della scienza. Un nutrito gruppo di psicologi marchigiani ha deciso di  intervenire per districare con una luce scientifica l’oscura matassa dell’ideologia. Tutto ha avuto inizio poco dopo la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni, quando un milione di persone ha urlato il proprio  disappunto nei confronti dell’indottrinamento ideologico degli alunni.

Vera e propria sollevazione popolare che, com’era prevedibile, ha scatenato  polemiche. Nell’acceso dibattito si è lanciato anche il dott. Luca Pierucci,  presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, che si è unito al coro dei  detrattori. Usando un’argomentazione molto in voga in alcuni ambienti culturali – “Non esiste l’ideologia del gender” – Pierucci ha contestato quanti sono  scesi in strada. E li ha ammoniti, a nome del suo Ordine, che “non si possano e  non si debbano utilizzare e distorcere informazioni basate su ricerche e studi  scientifici a fini propagandistici e confusivi”.

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Notte fonda per il Sionismo

CANDELABRO

Segnalazione di Federico Prati

di Andrea Muratore – 20/07/2015

Fonte: L’intellettuale dissidente

Israele risulta la grande perdente dei negoziati sul nucleare iraniano e  oramai nel paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da  ultima spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla  psicosi iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti,  razzisti e guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate.

Le manifestazioni di gioia incontenibile del popolo iraniano nelle piazze di  Teheran saranno ricordate a lungo. Rappresentano la vittoria del buon senso,  della diplomazia e, per una volta, della giustizia sull’oscurantismo e la bieca  propaganda del terrore. L’Iran vive un momento catartico, un pesante debito con  la giustizia viene pagato e si infligge un colpo durissimo alle ambizioni dei  Neocon americani di lanciare la guerra definitiva, finale aggredendo la nazione  persiana.

oprattutto, il corso storico che ha portato all’annullamento delle insensate  sanzioni all’Iran rappresenta un punto di svolta storico e un punto di partenza  per una nuova visione dello scenario mediorientale. In questi giorni si sta  aprendo finalmente la stagione propizia per rompere definitivamente l’abbraccio  mortale tra Occidente (USA in primis, dunque il carrozzone delle nazioni  europee ad essi legati) e Israele, già fortemente allentatosi negli ultimi  mesi. La nazione sionista risulta la grande perdente dei negoziati e oramai nel  paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da ultima  spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla psicosi  iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti, razzisti e  guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate. Accusare di  terrorismo internazionale un Iran attivo più di ogni altro attore nella lotta  all’ISIS, a cui invece  Tel Aviv fa numerosi favori con i raid aerei illegali contro Assad e  Hezbollah, è qualcosa di insostenibile.

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[VIDEO] La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole

La Concia conciata per le feste

 

 

Segnalazione di Carlo Di Pietro

 

di CdP Ricciotti.

Potenza, 28 luglio 2015. La Basilicata è la prima regione italiana ad approvare una mozione contro l’insegnamento del gender nelle scuole. In passato la Regione Lombardia aveva voluto una mozione a sostegno della famiglia naturale, suscitando l’ira dell’Arcigay: “abominevole, intrisa di odio”.

A dare la notizia in anteprima è il portale Notizie ProVita dell’omonima Associazione no profit che si occupa di promuovere i valori della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Riferisce Notizie ProVita: “Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle Istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender”.

Ancora: “La signora On. Paola Concia, nella foto, era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.”

 

Il Consigliere regionale Aurelio Pace ha dato la notizia su Facebook: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”.

“Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle Istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender”, commenta ProVita.

La mozione intende impegnare il Governo Regionale affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

– non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012); – sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione; – si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica; – si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

Segue il testo completo della mozione approvata.

Il Consigliere regionale Gianni Rosa (FdI) ha diffuso sulla sua pagina Facebook il documento ufficiale dove si elencano i votanti a favore e contro, così commentando la notizia: “Mozione per evitare l’introduzione della teoria gender nelle scuole lucane, approvata. Che esista o no, questa teoria, è bene puntualizzare la nostra posizione. Ecco chi ha votato contro!”.

Parte della stampa locale, impegnata in una campagna di boicottaggio, aveva precedentemente affermato che “non esiste alcuna teoria del gender”, cercando di minimizzare la cosa ed aprendo una vera “caccia alle streghe” su internet; ProVita, come pure la votazione politica contro tale teoria, hanno invece dimostrato che esiste eccome (qui il dossier dettagliato) e che la politica è ancora attenta alle questioni etiche, oltre i diktat di partito e le pressioni di lobbies.

Su Youtube è possibile visionare l’intervento del Consigliere regionale Pace poco prima della votazione favorevole alla sua mozione: https://www.youtube.com/watch?v=9ou65W2-q2s.

 

 

 

 

 

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The Roman Canon: Deplorable Impoverishment?

Segnalazione di don Anthony Cekada

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Fr. Cekada on Chapter 12, part 1

Work of Human Hands

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In this month’s episode of Work of Human Hands host Stephen Heiner and guest Father Anthony Cekada tackle one of the longest and most important chapters in the book, Chapter 12, which addresses the Canon of the Mass.

Father begins by addressing what a “canon” is, why the change to the term “Eucharistic Prayer” was so important, and then also speaks about the Prefaces and the Sanctus, the necessary bridge to the Canon from the Secret, which is where we finished our last episode.

Father addresses the vileness with which the would-be reformers speak about the Roman Canon (“outdated,” “superstitious,” “folkloric,” among other terms) and more importantly, why changing THIS part of the Mass was so very important.

If you’d like to obtain a copy of Work of Human Hands to follow along, you may do so atSGG Resources.

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Perché i “matrimoni gay” sono dannosi alla società

Segnalazione di Redazione BastaBugie

 
Video imperdibile (con testo italiano): lo Stato deve promuovere il matrimonio tra uomo e donna, non le unioni omosessuali
da Notizie ProVita

Il matrimonio tra uomo e donna non può essere confuso con o equiparato ad altre unioni, in particolare alle unioni gay.
E’ quanto viene spiegato da un video interessante che ci è stato segnalato, proveniente dagli Stati Uniti, realizzato dal Michael Brown e adesso sottotitolato in italiano. Il video spiega chiaramente perché lo Stato deve promuovere il matrimonio tra un uomo e una donna e perché invece non ha alcun senso promuovere le unioni tra persone dello stesso sesso.
Il matrimonio fra uomo e donna è garanzia del perpetuarsi delle generazioni, è il luogo dove vengono garantiti nel migliore dei modi l’esistenza e il benessere dei bambini, ed è fonte di tutta una serie di benefici sociali e individuali, in ogni ambito.
E’ per questo che deve essere riconosciuto dallo Stato e promosso. In effetti, lo Stato, come spiegato nel video, può adottare solo tre possibili comportamenti di fronte a un fenomeno: la promozione, la permissione, o la proibizione. Il matrimonio tra uomo e donna, a causa della sua positiva rilevanza sociale, non può che essere promosso. L’unione di due persone dello stesso sesso invece non deve in alcun modo essere promossa socialmente, in quanto non ha una funzione sociale positiva, e ancor meno deve essere equiparata al matrimonio.
Ecco il video in questione [attivare i sottotitoli cliccando la prima delle icone in basso a destra]:

https://www.youtube.com/watch?v=2cqaGLecee0

Nota di BastaBugieecco una nostra traduzione (grazie all’amica Federica) del video sopra riportato

Il matrimonio dovrebbe essere limitato ad un uomo ed una donna? Perché il Governo promuove il matrimonio tra un uomo e una donna? Non è semplicemente perché due persone si amano. NO. E’ invece per il mantenimento e la stabilizzazione della nostra società. Questa visione del matrimonio è scritta nella natura biologica dei fatti.
Ma abbiamo alcuna valida ragione per mantenere una cosi ristretta definizione? Oppure è arrivato il momento in cui il governo deve rivedere ed espandere la visione del matrimonio in modo da includere (in questo sacramento/istituzione) coppie dello stesso sesso?
Quando si considera il comportamento dei cittadini, il Governo ha solo 3 opzioni: esso può promuovere, permettere o vietare un comportamento. Ad esempio, lo stato promuove il lavoro della Polizia, permette molte (la maggior parte delle) occupazioni, ma vieta il commercio di droghe. Perché? Perché il commercio di droghe danneggia la società. Mentre il lavoro della polizia beneficia la società. Allo stesso modo il governo promuove il matrimonio naturale, permette molte (la maggior parte delle) relazioni dello stesso sesso, ma vieta l’incesto e la pedofilia. Perché? Perché l’incesto e la pedofilia danneggiano la nostra società, mentre il matrimonio naturale beneficia la nostra società.
Ecco la ragione:
– il matrimonio naturale crea (da vita) figli;
– è il miglior (più stabile) contesto per far crescere i figli;
– protegge le donne;
– rende responsabili gli uomini;
– diminuisce il tasso di crimine, il tasso di povertà e quindi riduce la spesa e il deficit dei governi.
In sintesi il matrimonio naturale mantiene e stabilizza la nostra società. Tutti beneficiano di questo, persino le persone che non si sposano.
Ora analizziamo il matrimonio dello stesso sesso. Che benefici fornisce? Nessuno. Il matrimonio dello stesso sesso non solo non offre alcun beneficio alla società, ma di fatto, la danneggia.
Promuovere il matrimonio dello stesso sesso di fatto modifica il fine ultimo dell’istituzione civile del matrimonio. Il matrimonio naturale è il centro di creazione delle generazioni future e forma i bambini per divenire ottimi cittadini. Il matrimonio dello stesso sesso semplicemente convalida il partner sessuale.
E’ statisticamente provato che il matrimonio naturale crea il miglior contesto familiare (di crescita) per i bambini. Se alteriamo lo scopo primario del matrimonio, la fascia più danneggiata saranno i bambini.
Ogni bambino non ha diritto ad una mamma e un papà? E cosa dire sui matrimoni naturali che non creano bambini? Questi sono l’eccezione, non la regola. L’unica relazione che fa naturalmente nascere bambini è quella tra un uomo e una donna.
Dove il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è promosso:
– la scuola sottopone i tuoi figli all’obbligo di argomenti omosessuali;
– il tuo lavoro e le tue tasse finanziano relazioni omosessuali;
– la tua libertà di parola è compromessa;
– e la tua libertà di culto religioso è annullata.
Il governo non ha una valida ragione per promuovere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nessuna. Ma ha ogni ragione per continuare a promuovere il matrimonio naturale.
Cosa si può dire sull’uguaglianza: la legge già tratta ogni cittadino ugualmente! Ogni cittadino può sposare ogni persona del sesso opposto. Ma è giusto promuovere il matrimonio naturale e non promuovere il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Si. La legge tratta ogni persona allo stesso modo, ma non tratta ogni comportamento allo stesso modo. I matrimoni tra lo stesso sesso e i matrimoni naturali rappresentano comportamenti differenti con risultati differenti, quindi la legge tratta questi comportamenti differentemente.
Non è questa una discriminazione contro gli omosessuali? No. Questa (impostazione) discrimina i comportamenti, non le persone. Per esempio, ti senti discriminato quando il governo promuove il lavoro della polizia, ma tu non sei un membro del corpo di polizia? NO. Per niente. Noi tutti beneficiamo quando il lavoro della polizia è incoraggiato. Allo stesso modo, quando una persona non sposa qualcuno del sesso opposto, questa non viene discriminata quando il governo promuove il matrimonio naturale. Infatti noi tutti beneficiamo quando il matrimonio naturale è incoraggiato.
Cosa si può dire riguardo alla tolleranza? I promotori del matrimonio dello stesso sesso devono essere più tolleranti. Le relazioni omosessuali sono già tollerate, le coppie omosessuali possono già impegnarsi tra loro fino a che morte non li separi, senza il bisogno dell’approvazione del governo. Solo l’unione tra un uomo e una donna deve essere promosso, perché esso solo è il fondamento della crescita e della civilizzazione della società.
Questo non è bigottismo, ma biologia.

Titolo originale: Matrimonio si, unioni gay no
Fonte: Notizie ProVita, 03/07/2015

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Il FMI stronca Renzi: 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi

  1. Segnalazione Quelsi
    by Antonio Iatalese

    Renzi-Padrone

    È del 27 luglio la notizia che il Fondo Monetario Internazionale stima in 20 anni (VENTI ANNI!!!) il tempo necessario affinché nel nostro paese il livello occupazionale torni quello che era presente prima della crisi. Insomma la strada della ripresa è ancora lunga e il nostro sistema ha bisogno di riforme per poter rilanciare il mercato del lavoro. In seguito a questa presa di posizione mi sarei aspettato programmi di approfondimento dedicati a questa stroncatura delle politiche del Governo Renzi da parte del Fondo Monetario Internazionale, titoloni di giornali, dibattiti, polemiche ma non c’è stato niente di tutto ciò!

    La notizia è passata in sordina, quasi in secondo piano. Forse perché il periodo estivo suscita il disinteresse dei più su simili problemi o probabilmente perché la stampa italica continua a dare fiducia al fiorentino e non da il dovuto risalto alle notizie che potrebbero disturbare il suo esecutivo. Eppure la notizia è di quelle allarmanti e certifica che senza un’adeguata inversione di rotta il nostro paese è destinato ad una lenta risalita. Una risalita tanto lenta che provocherà l’esclusione dal mondo del lavoro di un’intera generazione, quella dei ragazzi dai 25 ai 35 anni, con tutte le conseguenze sociali che da ciò derivano.

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La nuova “messa”, i nuovi preti e i nuovi vescovi non sono validi

MESSA ANTICA
Una spiegazione semplice ed efficace sull’invalidità della nuova “messa” cui va aggiunta la lettura del “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” e dei sacramenti dell’ordine sacerdotale e della consacrazione episcopale. Ecco i motivi della drastica riduzione della visibilità della Chiesa:

di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

 

Hanno cambiato le parole della Consacrazione. Invalidità della nuova messa.

“Non voglio dimostrarvi, ma mostrarvi” –Fellini.

 

Per fare il Sacramento c’è bisogno di 3 elementi: materia, forma, intenzione. Se cambia una delle tre, non c’è Sacramento. Diventa invalido, inesistente.

Col Decreto sui Giacobiti (Eugenio IV) e De Defectibus (San Pio V), la Chiesa definì la forma della Consacrazione in modo irriformabile: “Questo è infatti il Mio Corpo’ [Hoc est enim Cor- pus Meum] e ‘Questo è infatti il calice del Mio Sangue, del nuovo ed eterno Testamento; Miste ro della Fede, che sarà versato per voi e per molti in remissione dei peccati.” [Hic est enim Calix Sanguinis Mei, Novi et Aeterni Testamenti; Mysterium Fidei, qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum].   Se un’omissione o alterazione è compiuta nella formula di consacrazione che implichi un cam- bio di significato, la consacrazione è invalida”. Omettere la parola“ infatti”(enim) NON cambia il significato, ma cambiare “che sarà versato per voi e per molti”, SI! «Se 1 parte sostanziale del- la forma sacramentale è soppressa , il senso essenziale delle parole è distrutto e dunque il sa- cramento è invalido. » San Tomaso d’Aquino, Summ theol, III, q.60, a.8.

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Gender: la Basilicata dice no, trasversalmente (anche con voti PD)

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Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender.

La signora On. Paola Concia, nella foto, era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.

Il consigliere Aurelio Pace ha commentato: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”

Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender.

La mozione intende impegnare il Consiglio affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

«- non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

«- sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

«- si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

«- si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.»

Redazione

Ecco il testo completo della mozione:
Premesso che:
– la “Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione italiana, art. 29);
– con l’espressione “società naturale”, i Padri costituenti, mediante la Carta fondamentale, hanno voluto chiaramente affermare che la famiglia è una realtà che preesiste al diritto, una oggettiva realtà che il diritto non crea;
– la famiglia è inequivocabilmente una realtà, un “elemento fondamentale” dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana;
– la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita;
– la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e, in quanto tale, “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”, come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10.12.1948, art. 16, § 3);
– è compito della famiglia – “società naturale fondata sul matrimonio” fra un uomo ed un donna – trasmettere la vita, i valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo ed il benessere dei propri componenti;
– le istituzioni devono, perciò, provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per garantire quanto finora premesso e non per, al contrario, finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso;
– non si ha intenzione di sollevare polemiche politiche bensì di sollecitare l’aula al rispetto, alla luce di quanto finora esposto, della vita umana, delle famiglie, dei bambini e, infine, del diritto.
Considerato che:
– ci troviamo, oggi e purtroppo, davanti ad alcuni interrogativi mai sorti prima poiché oggettivamente illogici ed anti-scientifici: Maschio o femmina si nasce o si sceglie di diventarlo? O, più in generale, che cosa è la persona umana? È una struttura dotata di una precisa identità sessuata, maschile o femminile, oppure è un’entità astratta, modellabile nel tempo in base al desiderio ed alla libera scelta dell’orientamento sessuale di un soggetto?
– è nostro dovere non glissare su tali pretestuosi interrogativi ma tutelare società, famiglie e bambini, preso atto dell’esistenza della “teoria del gender” che pone gli interrogativi su accennati e numerosi altri ancora;
– la “teoria del gender” afferma, infatti, che le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio “genere”, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé;
– la “teoria del gender” vuole, come imposizione dall’alto, che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”;
– basti pensare che Simone de Beauvoir, ideologa del “genere”, pronunciò la famosa frase “donne non si nasce, lo si diventa”;
– tali teorie non sono solamente contrarie al diritto naturale (tutelato dalla Carta fondamentale secondo le intenzioni esplicite dei Padri costituenti), ma sono anche anti-scientifiche. L’umanità è sempre stata caratterizzata da un chiaro dimorfismo sessuale (differenza morfologica fra individui appartenenti alla medesima specie ma di sesso differente), maschio/femmina, il cui determinante biologico è rappresentato dal cromosoma Y: la sua presenza costruisce il maschio, la sua assenza realizza la femmina;
– la promozione della “teoria del gender” nelle scuole potrebbe essere attuata mediante progetti chiamati educativi, che vorrebbero promuovere codeste pretese per renderle invece “norma”;
– le famiglie ordinariamente non hanno neanche idea di cosa sia questa “teoria del gender” e di cosa si vuol insegnare, oggi ed in futuro, ai propri bambini, così sottoponendo, di fatto, genitori e figli ad un vero inganno voluto dalla disinformazione sull’argomento;
– in alcune scuole vengono proposte, e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come “Perché hai due mamme”, “Perché hai due papà” o altre che promuovono apertamente la transessualità come “Nei panni di Zaff” o “Il bell’anatroccolo” che indirettamente invitano i bambini e gli studenti a “scegliere il proprio genere”, ignorando le proprie origini biologiche;
– questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e l’innocenza dei bambini;
Bludental- il sesso rimanda a criteri biologici, ovvero tutte quelle caratteristiche anatomiche e fisiologiche che indicano se si è maschi o se si è femmine, mentre il “genere” sarebbe un costrutto psicologico che cambierebbe e si modificherebbe a seconda delle epoche e dei contesti culturali.
Ciò premesso e ciò considerato, i firmatari si impegnano affinchè nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:
– non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);
– sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;
– si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;
- si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

 

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Il settimanale “Oggi” pubblica la lettera di richiesta scomunica di Bergoglio

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Papa Francesco è scomunicato in quanto simpatizza per il comunismo. Ora aspettiamo un nuovo Conclave e un nuovo Papa

di Luciano Gallina

IL 18 LUGLIO 2015, è stata inviata questa lettera al Card. Gerhard Ludwig Müller presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede, chiedendo che venga dichiarata pubblica la SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE di Jorge Mario Bergoglio, in considerazione del  decreto dal Santo Uffizio (scomunica comunisti e catto-comunisti.) del 1º luglio 1949, quindi “rinforzata” il 4 aprile 1959, con il decreto confermato da Giovanni XXIII DUBIUM.
Quindi la dichiarazione di SEDE VACANTE e la conseguente convocazione del Conclave.
Detta lettera è stata inviata per conoscenza anche a tutti i vescovi delle Diocesi d’ItaliaEminenza Reverendissima,
Nel Sito del Vaticano, alla pagina che riguarda la CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, trovo scritto l’origine e i compiti dell’Istituto.
Per il caso in oggetto trovo riportato quanto segue:
L’Ufficio Dottrinale si occupa delle materie che hanno attinenza con la promozione della dottrina della fede e della morale. A tale scopo:
– cura la preparazione di documenti dottrinali;
– interviene nei confronti delle posizioni difformi dall’insegnamento del Magistero;
– esamina gli scritti e le opinioni che appaiono contrarie alla retta fede;
– esamina sotto l’aspetto dottrinale i documenti degli altri Dicasteri;
– valuta le richieste di “nihil obstat” per le varie nomine ed onorificenze.
È ben nota la recente visita in America Latina di Jorge Mario Bergoglio, così come il regalo che il Presidente Boliviano gli fece: un oggetto rappresentante il simbolo comunista ossia, falce e martello, con il Cristo adagiato sul martello e come Calvario la falce.
I Cattolici Apostolici Romani sono edotti che chiunque, e in qualsiasi modo voti, collabori, simpatizzi, promuova, propaghi ecc. l’ideologia comunista, è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.
Tale Scomunica è stata decretata dal Santo Uffizio il 1º luglio 1949, quindi “rinforzata” il 4 aprile 1959, con il decreto confermato da Giovanni XXIII DUBIUM.
Inoltre, è scomunicato automaticamente con scomunica “latae sententiae”: chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1).
Considerato l’atteggiamento e le esternazioni espresse da Jorge Mario Bergoglio durante il ricevimento del crocifisso blasfemo, nonché le risposte alle domande poste dai giornalisti sull’aereo di ritorno a Roma, si può affermare che egli è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.
In tale situazione, ove Jorge Mario Bergoglio è scomunicato, decade ipso facto non solo come PAPA ma anche come membro del Corpo Mistico della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Da parte del Collegio Cardinalizio manca solamente la dichiarazione di SEDE VACANTE e la conseguente convocazione del Conclave.
In attesa della dichiarazione e convocazione di cui sopra.
Sia Lodato Gesù Cristo

Cordialmente Luciano Gallina
Treviso

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