Costituzione e Massoneria

Risultati immagini per Costituzione e MassoneriaSegnalazione di Federico Prati

di Paolo Franceschetti

Sommario. 1. Premessa. 2. La prima falla: gli organi costituzionali. 3. La seconda falla. Il sistema dei referendum. 4. La terza falla: la Corte Costituzionale. 5. La quarta falla: i valori massonici della costituzione. 6. Il cosiddetto “diritto al lavoro”. 7. L’effettivo stato di cose. 8. Effetti della normativa a tutela dei lavoratori. 9. Considerazioni conclusive e di diritto comparato.

1. Premessa.
La nostra Costituzione è considerata dalla maggior parte dei costituzionalisti come una legge molto avanzata, fortemente protettiva delle classi deboli e con un bilanciamento quasi perfetto tra i vari poteri.
Rappresenta la legge fondamentale per la tutela dei diritti di qualunque cittadino, nonché il parametro di legittimità cui rapportare tutte le altre leggi.
All’ università questa era l’idea che mi ero fatta sui vari autori, Mortati, Martinez, Barile.
Solo da qualche anno ho cominciato a riflettere sul fatto che qualcosa non va nel modo in cui tutti ci presentano la Carta Costituzionale.
Vediamo cosa. Prosegui la lettura »

Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”

Segnalazione Quelsi

FullSizeRenderdi Gianni Rosa

L’ex Deputata Luxuria lancia il Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”. Matera, innalzata dall’Europa a Capitale della Cultura 2019, i Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993, vilipesi da una rima, rigorosamente baciata, che più di cattivo gusto non poteva essere.

Ma, poi, non era meglio “Tutti i generi portano ai Sassi?”. Certo non avrebbe fatto rima ma la parola “sessi”, che indica il corredo genetico, l’insieme di caratteri biologici e fisici che producono il dualismo maschio/femmina, forse contrasta un po’ con le battaglie della comunità lgbtqi.

Invece, “lgbtqi correct” è stata lo sponsor della mozione Polese, Avv. Rapolla, candidata nella lista proprio di Polese, Socialist&Democrats, ed esponente dell’Arcigay lucana. Anche se la teoria gender non esiste, nel suo post l’aspirante Consigliera comunale abolisce i generi grammaticali. E così le parole “tante/i altre/i” diventano “tant* altr*”. Sarà anche primaver* lucan*, ma speriamo di non finire come la Libia. Durante quella araba, nessun’associazione per i diritti lbgtqi si è scandalizzata per gli eccidi compiuti dagli estremisti islamici ai danni della loro comunità.

Entrambe rendono merito al promotore della mozione, Polese, che, però, non riesce a tenere ferme le proprie posizioni e pur di salire alla ribalta nazionale espunge dal testo della suddetta mozione proprio le criticità che noi avevamo messo in rilievo: corsie preferenziali per l’inclusione lavorativa delle persone lbgtqi; gli ingenerosi, oltre che falsi, giudizi nei confronti della Regione Basilicata ed la passiva accettazione delle iniziative dell’Arcigay lucana, che scompare dal corpo dell’atto. Troppo evidenti le speculazioni e le ‘marchette elettorali’ che, in questo modo, il Consigliere Polese ha fatto pagare all’intero Consiglio.

Adesso ci auguriamo di vedere Polese al Gay Pride materano. Ovviamente, se De Magistris ha sfilato a quello napoletano con dei vistosi orecchini rossi, ci aspettiamo qualcosa di più dal giovane delfino del Presidente.

Redazione | luglio 31, 2015 alle 4:02 pm | Categorie: Uncategorized | URL: http://wp.me/p3RTK9-9NL

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La legge del Vaticano: “Via chi non ha il permesso”

Anche nello Stato governato da Bergoglio vige una legge che permette di respingere chi è senza permesso

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BERGOGLIADI: Immigrati: “Chi li respinge chieda perdono”

Bergoglio si scaglia contro le istituzioni e le persone che respingono i profughi.

di o

Papa Francesco torna a parlare di immigrazione. Dopo il viaggio a Lampedusa e dopo aver invitato i romani ad accogliere tutti i migranti, ecco che il Pontefice lancia un anatema contro coloro che si rifiutano di accogliere gli immigrati: “Vi invito tutti a pregare perche le persone e le istituzioni che respingono questi nostri fratelli chiedano perdono”.

Sabato prossimo, ha ricordato il pontefice durante l’Udienza Generale di oggi, “ricorrerà la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Preghiamo per tanti fratelli e sorelle che cercando rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perchè siano sempre rispettati nella loro dignità”.

Infine, Francesco ha incoraggiato “l’opera di quanti portano loro un aiuto e auspico che la comunità internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate”.

Alle parole del Papa ha respinto prontamente il leader della Lega Nord, Matteo Salvini: “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano? Il problema è che i rifugiati sono un quarto di quelli che arrivano, noi non abbiamo bisogno di essere perdonati”.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/17/immigrati-la-strigliata-di-francesco-chi-li-respinge-chieda-perdono/1141540/

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Ira dello Zimbabwe «E chi è il leone Cecil? Se moriamo noi nessuno ne parla»

leonePersino lo Zimbabwe si scandalizza di fronte a certi occidentali, per i quali è più importante un animale di un essere umano (animalisti, ecologisti e compagnia…). Qui oramai sono rimasti pochi a scandalizzarsi per le centinaia di migliaia di aborti volontari, ma tanti sono coloro che “lottano” in difesa di cani e gatti… 

«E chi è il leone Cecil?». Zimbabwe scandalizzato per le reazioni occidentali: «Se moriamo noi, nessuno si lamenta»

di Leone Grotti

Il paese africano è dominato dalla infinita dittatura di Robert Mugabe e solo il 20 per cento della popolazione ha un lavoro. La popolazione gradirebbe dall’Occidente ben altre attenzioni

«E chi è il leone Cecil?». La risposta che il ministro dell’Informazione dello Zimbabwe, Prisca Mupfumira, ha dato ai giornalisti occidentali che gli chiedevano un commento sull’uccisione del famoso felino del parco nazionale Hwange, dice molto della frenesia eccessiva che ha travolto i media occidentali.

DIFFERENZE. Mentre davanti allo studio dentistico di proprietà del cacciatore del Minnesota Walter Palmer, ora accusato di bracconaggio per aver ucciso Cecil in modo illegale, si riunivano centinaia di persone per protestare e augurargli di «marcire all’inferno» ed «essere impiccato», le ultime notizie sul caso venivano appena accennate nelle pagine interne dei giornali locali.

«TUTTO PER UN LEONE?». Nel paese dove l’80 per cento della popolazione non ha un lavoro, la morte di un felino, per quanto meraviglioso, non sembra un grande problema. «State dicendo che tutto questo casino riguarda un leone morto? I leoni in questo paese vengono uccisi tutti i giorni», spiega a Reuters Tryphina Kaseke, che vende abiti usati nella capitale Harare. «Che cos’ha di speciale questo [esemplare]?». Prosegui la lettura »

Hammers, Sickles, Synod and Professors

Segnalazione di don Anthony Cekada

Hammers, Sickles, Synod and Professors

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Francis Watch 16

Bp. Donald Sanborn and Fr. Anthony Cekada

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It may be summer vacation for many, but the crew of Francis Watch can’t take any time off, because Francis doesn’t!

This month’s episode begins with a detailed look at a surprising National Geographic story on Francis and his methods. We learn that Francis anticipated being elected, and that he is much less “spontaneous” than we are led to believe and is instead a “chess player” who is fully aware of how his moves and words will be followed and scrutinized.

Bishop Donald Sanborn and Father Anthony Cekada also discuss: Prosegui la lettura »

PRODROMI PRO RESTITUTIONE SANCTAE ECCLESIAE CATHOLICAE

Risultati immagini per Christus RexL’editoriale di questa settimana è particolarmente importante perché affronta tematiche di fondamentale attualità, quali lo status di Sede Vacante e la necessità di preparare il terreno per il ritorno del Papa, nonché quella di superare certo clericalismo e certi difetti, presenti anche nel mondo tradizionale, per trovare quell’unità nella Verità, che è anche unità di intenti nelle modalità operative. Vuole essere un primo contributo, di discussione e dibattito fra quanti hanno a cuore il bene della Chiesa e delle anime. Se ne invita l’attenta lettura perché questi contenuti sono troppo spesso sottaciuti. 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dopo il contributo del Circolo Christus Rex alla Buona Battaglia per la piena ripresa della retta via che porti alla Restaurazione della Santa Chiesa Cattolica, vediamo ora le questioni da chiarire per seguire un piano di azione cattolico.

Chi ci segue sa che riconosciamo lo status di “Sede Vacante” attuale. Questo non può essere visto in nessun modo come stato cui la Chiesa possa adagiarsi, tutto al contrario, è lo stato, alla stregua di quello di sbandati senza padre, da superare con urgenza estrema come sia la causa di una grave malattia o paralisi fisica.

Per farlo è necessario identificare bene quale sia stata la causa di questo vuoto maligno e quali i rimedi per superarlo. Si tratta di diagnostici da molto tempo conosciuti, ma che niente hanno risolto perché applicati in un modo disconnesso che moltiplica i dubbi ed estende le confusioni: si contesta il varo deliberato e sistematico di dottrine e di liturgie di marchio modernista e perciò contrarie alla Fede, ma nello stesso tempo si ritiene di non poter parimenti contestare la loro causa ovvero la legittimità dei loro autori. Prosegui la lettura »

Profughi gratis all’Università solo per il merito di essere profughi: e gli italiani?!

Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

immigrati-4E pensare che il tormentone dei sessantottini era proprio questo: rendere l’accesso all’istruzione universitaria paritario per ogni classe sociale, al fine di mettere in condizione di studiare tanto il figlio dell’operaio quanto quello del notaio. Poi il “6 politico” avrà esiti caprini, come l’attuale classe dirigente dimostra, ma quella è un’altra storia; tuttavia il presupposto etico che desse pari opportunità a tutti gli italiani era giusto, poiché garantito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione (il riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi, purché capaci e meritevoli mediante borse di studio, assegni ed altre provvidenze da attribuirsi per concorso”).

Ma quali sarebbero i meriti dell’esser “profugo” se non qualcosa di perversamente simmetrico al demerito non esserlo?

Ebbene, il concetto di “pari opportunità”, che giustamente impone a due nuotatori di partire dallo stesso trampolino, non può coincidere con l’ingiustizia di mettere le cavigliere ad uno dei due per farlo rallentare: perché è esattamente questo ciò che si è deciso di fare sulla pelle degli studenti italiani i quali, pur vessati dalla situazione economica che noi tutti respiriamo e che conta quotidiani suicidi, saranno in questo modo discriminati sulla base di una presunta abbienza, teorica ed intangibile, a tutto vantaggio di studenti “profughi” la cui indigenza è, a sua volta, pura coreografia ideologica.

Ora, tale rilievo sfata anzitutto il falso mito dello straniero che viene in Italia a fare lavori pesanti, visto che lo si vuole a tutti i costi distrarre da essi per farlo studiare a spese della collettività. Di seguito, avalla la logica di un’ipotesi progettuale secondo la quale si sta facendo di tutto per svantaggiare gli italiani nell’accesso ai loro stessi diritti e nella gestione dirigenziale del loro stesso paese.
Tale sensazione, rimasta latente per via dell’inusitatezza logica di un simile disegno politico, è oramai suffragata da tante di quelle evidenze che risulta difficile dubitarne.
La precedenza nell’assegnazione delle case popolari, gli sgravi fiscali evidenziati dalla proliferazione degli esercizi commerciali gestiti da stranieri a fronte della chiusura di quelli nostrani; il mantenimento dei clandestini in costosi resorts mentre i nostri connazionali vengono lasciati a dormire nelle auto; l’apertura dei concorsi pubblici nella pubblica amministrazione persino ai rifugiati, ed ora anche un accesso allo studio privilegiato.

Quanto alla manfrina delle facilitazioni estese alle ragazze incinte e alle neomamme che integrerebbero il provvedimento, è solo un diversivo mediatico per depistarne il focus operativo e renderlo meno indigesto; tantopiù che anche il parametro della maternità pende tutto a favore degli immigrati, essendo noto quanto più prolifici e meno scrupolosi nel programmare i figli essi siano rispetto a noi italiani.

Che il disegno sia oramai adamantino nella sua follia nichilista è fuor di dubbio; ma la maldestria dei sinistri politici che lo portano avanti dovrebbe facilitarci l’individuazione dell’area a cui questi appartengono per contrastarne elettoralmente il peso.
Quindi non stiamoci a pensare tanto.

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Perché la Prima Comunione va fatta da piccoli

Risultati immagini per prima comunione da piccolidi Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Un anno prima dell’apparizione della Santa Vergine nel 1917 ai pastorelli di Fatima, l’angelo del Portogallo diede la prima comunione a Giacinta (7 anni) e Francesco (9 anni). Lucia (12 anni) l’aveva già fatta. La Santissima Vergine li inviterà ad “offrirsi a Dio, accettando le sofferenze che Dio vorrà mandare loro in riparazione per i peccati”, a consacrarsi al Suo Cuore Immacolato e a “recitare ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori”. I tre bimbi risponderanno con un “Sì” generoso.  Grazie ai tre piccoli e alle loro penitenze,  il Portogallo fu preservato da due guerre mondiali e Maria promise che questa nazione non avrebbe mai perso il dono della Fede.

San Pio X, col Decreto “Quam Singulari” (1910) abbassò a 7 anni l’età della prima comunione dei bambini. Voleva che “si portassero i piccoli all’Altare”, dall’età di discrezione, “quando si arriva a discernere il bene dal male”. “L’età della discrezione tanto per la Confessione quanto per la Comunione è quella in cui il fanciullo comincia a ragionare, cioè verso il settimo anno… anche al di sotto”. – Congregazione disciplina dei Sacramenti, 1910. / “L’obbligo della Confessione e della Comunione comincia non appena un certo uso della ragione rende capaci di peccare” – IV Concilio Lateranense.

Benedetto XV (1922). L’onnipotenza della preghiera dei bambini sul cuore di Dio è legata alla presenza in loro della Grazia – l’innocenza -.  “L’onnipotenza mediatrice delle vostre preghiere è figlia della vostra innocenza. Perché la voce di un cuore rimasto puro è molto più efficace della voce di un cuore pentito e nuovamente purificato”. Che ricevano Gesù prima del primo peccato! “Presto!” (Pio XI).

Oggi, più che mai. I bambini sono molto più precoci che 100 anni fa. Bombardati dal peccato ben prima dell’uso della ragione. Tv e media sollecitano molto presto, e male. Mai come oggi, il Maligno si è cosi accanito nei confronti dei piccoli per strappare loro l’innocenza il più presto possibile. Egli teme il primo bacio di Gesù ad un’anima innocente e fa del tutto per farla cadere nel peccato mortale prima. Oggi, i bimbi di tre anni sanno già distinguere fra bene e male.   Prosegui la lettura »

SOS Partita IVA, parla Andrea Bernaudo, “Ora potere ai contribuenti!”

Segnalazione Quelsi

by Cristiano Mario Sabbatini

downloadAndrea, abbiamo sempre seguito su queste pagine l’evoluzione di SOS Partita Iva e vogliamo, in questa estate calda, apparentemente piatta dal punto di vista delle proposte e delle iniziative, chiedere a te, in qualità di Presidente dell’Associazione che più di tutte in questo anno si è segnalata per avere a cuore la causa dei contribuenti di questo paese a che punto è lo stato dell’arte e come vi muoverete da settembre in poi per continuare di questo passo?
Abbiamo registrato un grande entusiasmo sulla nostra iniziativa. Da tutta Italia ci arrivano messaggi di disponibilità ad aprire comitati locali dell’associazione.
Stiamo studiando la formula più semplice ed immediata per dotarci di una struttura a livello nazionale.
Abbiamo iniziato a contattare tutti quelli che ci hanno lasciato i propri recapiti; sono molti e ci stanno sollecitando a costituire un movimento politico che abbia come obiettivo principale la difesa dei diritti del contribuente produttivo italiano contro l’oppressione fiscale e burocratica è un’ipotesi alla quale stiamo lavorando e sulla quale faremo una riflessione dopo la pausa estiva.

Bene, come tutti sanno non ci piacciono i giri di parole, avete un piano preciso su come rilanciare e sostenere in modo più organizzato le proposte fin qui messe in tavolo, a partire da quella sull’abolizione del Solve et repete a finire per l’ultima sullo scorporo dall’INPS dei contributi dei lavoratori autonomi?
Noi abbiamo adottato un metodo nuovo. Procediamo per obiettivi precisi attraverso i quali è possibile scardinare il sistema violento con il quale lo stato italiano soffoca cittadini e imprese.
Sul terreno dei diritti dei contribuenti in questi anni si sono esercitati in tanti, soprattutto nell’area liberale e libertaria.
Visti i risultati, noi crediamo che si debba cambiare strategia.
Oltre alla denuncia, alla protesta o all’incitamento vano ad ipotesi di scioperi fiscali irrealizzabili, si devono mettere sul tavolo proposte di legge.
Noi ne abbiamo prodotte subito 2:
La prima consiste nell’abolizione del “solve et repete” dall’ordinamento tributario. Per restituire ai contribuenti italiani il diritto alla presunzione d’innocenza che vige per i presunti assassini, ma non vale per i contribuenti italiani, considerati dei presunti evasori a cui si puó violare privacy, patrimonio e proprietà privata in pendenza di giudizio. Una barbarie che elimineremo e che rappresenta una chiave di volta per ridiscutere e riequilibrare il rapporto tra stato e cittadini, nel rispetto dello statuto del contribuente e di principi elementari di uno stato di diritto.
La seconda proposta consiste nell’abolizione del monopolio INPS per tutte le partite IVA prive di una cassa ad hoc. Libertà di scelta del proprio futuro è l’obiettivo della proposta.
Concorrenza tra lo stato e forme di previdenza privata (banche ed assicurazioni) e tra privati, tutto a beneficio dei contribuenti.
L’INPS si sta mostrando un carrozzone inaffidabile che spreme i lavoratori autonomi con aliquote fino al 33% sul reddito, ma che non è più in grado di garantire nulla. Molti economisti annunciano una bomba sociale di qui a pochi anni. Annunci e conti non collimano con la legittima aspettativa dei contribuenti ad una pensione dignitosa, occorre sganciare tutti dal monopolio INPS.
Stiamo anche pensando di organizzare una grande manifestazione di piazza dei contribuenti italiani. Ce ne fu una soltanto in Italia, nel 1986, ma la situazione non è certo migliorata.
Una mobilitazione contro un’imposizione fiscale totale (Total Tax Rate) da record mondiale al 68,5% e contro i metodi di riscossione anticostituzionali utilizzati dal fisco.
Una grande iniziativa per restituire rispetto e dignità ai contribuenti italiani e, aggiungo, anche per conferirgli il ruolo che meritano nella gestione del potere. Perchè continuare ad esser sudditi e vacche da mungere dell’apparato statale, parastale e parassitario?

Come giudichi, allo stato attuale, la reazione e l’interesse che i partiti ed i corpi intermedi della società hanno profuso per sostenervi in queste sacrosante battaglie di civiltà giuridica e civile?
Finora abbiamo registrato un sostegno importante e totale del Tea Party Italia, sull’abolizione del “solve et repete” Rete Liberale e Alleanza dei Contribuenti sono con noi.
Per quanto riguarda i partiti politici la mia militanza nell’area liberale del centrodestra mi ha consentito di suscitare un interesse in quel campo – ho partecipato a degli incontri ai quali sono stato invitato ad illustrare le nostre proposte – ma non ho ancora avuto modo di parlare con il presidente Berlusconi che ritengo, ancora oggi, il leader di quello schieramento politico.

Non accettiamo risposte diplomatiche e sappiamo che non sono da te …
Solo l’incontro con Berlusconi potrà essere chiarificatore per noi su quale ruolo il centrodestra vorrà giocare nella difesa dei diritti del contribuente. Certo non possono aspettarsi da noi deleghe in bianco. Le politiche fiscali di Tremonti, anche con l’appoggio della Lega, hanno contribuito a mortificare i diritti del contribuente produttivo italiano, non certo a difenderli o ad aumentarli. Del resto dall’altra parte c’è il Pd e la sinistra che sono sempre stati culturalmente avversi a chi produce, ma il centrodestra non può cullarsi su questo e deve mettere in campo idee forti, tornare sui propri passi, ammettere gli errori fatti e porvi rimedio con proposte concrete e immediatamente realizzabili.

Veniamo al Governo. Dopo un anno e mezzo Renzi si è accorto di dover abbassare le tasse e annuncia 50 miliardi di euro di taglio delle stesse, da qui alla fine della legislatura. A che gioco sta giocando secondo te il Presidente del Consiglio? Sta solo cercando di prepararsi il terreno comunicativo per terminare tranquillamente la legislatura? cosa ne pensi del suo operato?
Premesso che il taglio dell’Irpef e delle aliquote sui contributi previdenziali lo ha annunciato per il 2018, il che mi fa pensare che sia più una manovra per suscitare speranza e attesa che una reale volontà di tagliare le tasse, noi registriamo oggi quello che realmente accade.
Cottarelli, che si stava occupando di tagliare la spesa pubblica improduttiva, le società partecipate a vario titolo da regione, province e comuni e tutti gli enti pubblici dipendenti, è stato gentilmente messo alla porta.
Nella delega fiscale leggo di provvedimenti lunari circa la tassazione dei prelievi bancomat non giustificati. Questa roba è incostituzionale e non credo verrà approvata, ma come il “solve et repete” dà la misura della considerazione di questo governo per chi produce in Italia.
In sintesi il presupposto è che i soldi che hai in banca che, per inciso, sono già stati tassati, non siano i tuoi e che quindi tu debba giustificare come li spendi. Una follia tipica da regime di polizia tributaria.
Il fisco italiano considera i contribuenti produttivi non come coraggiosi capitani d’impresa – micro-piccola o media che sia – ma degli evasori da spiare e da perseguitare, ecco perché ora dobbiamo alzare la testa e reagire.

Invece sull’operato di chi dovrebbe rappresentare un’alternativa concreta all’attuale maggioranza di governo? Cosa faresti al posto di uno dei leader attuali di un centro-destra in cerca di autori?
Non credo che si possa continuare con sparate demagogiche sul “no euro” o sollecitare solo i bassi istinti. L’elettorato di centrodestra, per quanto spaesato, sa ragionare e non credo si fidi di chi sa solo urlare. Sul fronte italiano partirei dalla difesa dei diritti del contribuente contro l’oppressione fiscale e burocratica, ma lo farei sul serio. Ad esempio sostenendo la nostra proposta di abolizione del “solve et repete”, anzichè utilizzare la leva populista contro equitalia. Sarebbe un segnale concreto, immediatamente percepibile da tutti i contribuenti. Il potere debordante all’Agenzia delle Entrate e all’ente riscossore è lo stato italiano con le sue leggi che glielo ha conferito, quindi sono le leggi che vanno cambiate.
Noi non ci facciamo illusioni, continuiamo ad impegnarci giorno per giorno e non deleghiamo.

Cristiano Mario Sabbatini | luglio 30, 2015 alle 5:40 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-9Nn

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