Milano: Scola celebra il de profundis dell’Occidente, «Allah Akbar» durante l’Ave Maria

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di Gianluca Veneziani

Non sappiamo se Allah esista e se sia grande, ma sappiamo per certo che non è il Dio dei cristiani né il punto di riferimento dell’Occidente. Eppure ieri, in piazza Duomo a Milano, sembrava di essere nel cuore de La Mecca, con l’invocazione dei muezzin che risuonava il grido, per molti non privo di rivolti inquietanti, «Allah Akbar», ossia «Allah è grande». Prosegui la lettura »

Angelino, Disastro dall’Interno

by Emanuele Ricucci

10056-immigrazione-alfano-con-avvio-triton-stop-immediato-mare-nostrumMio padre era poliziotto. Per anni, molti, ha lavorato al Ministero dell’Interno presso la segreteria particolare del Ministro. Ne ha visti di ministri, a rotazione. Legislatura dopo legislatura. Lavorava spesso al loro fianco. Io sono cresciuto con le sue storie, con quelle vicende. Costruivo in me l’immagine di un uomo-istituzione elegante e raffinato, figlio sì della “vecchia politica” ma anche dell’eleganza formale, di una ferrea morale e di un concreto senso logico, carismatico. Per carità, come saggiamente riporta il detto metropolitano, “la gente che ha rovinato il mondo ha la cravatta e non i tatuaggi” però da quelle storie, di quella figura mi ero dipinto un’immagine diversa. Quella sorta di incantata allegoria che arriva ad oggi, quando bruscamente si scioglie, fino al Governo Renzi, quello dei senza cravatta, giovani dentro, superyeah!, ai Grillini, quelli senza etica né estetica, fino ad arrivare a lui, Alfano.

Angelino è un fenomeno e non lo sa. Ma non è un gioioso accostamento. Insomma, per fenomeno non s’intende il giovanotto dall’aria spensierata e gagliarda che ballava YMCA al raduno delle giovani marmotte del suo partito, al Sestriere, in occasione della scuola politica del NCD.
Angelino è un fenomeno vero, o almeno ne è parte; rappresenta esattamente quel disinteresse disincantato e disilluso tipico dei sinistri politicamente corretti (con la sambuca) de noantri. Quelli dal “Naaaa, ma quante sciuocchezze vai dicendo” facile, quelli che ripudiano l’oggettività e la realtà, che negano l’evidenza contribuendo a creare una flaccida e distorta visione globale delle cose. Lui è Angelino, per questo cade sempre dalle nuvole. Come quella volta che annunciò, col piglio di uno che ci sa fare, che non avrebbe dato scampo all’assassino delle tre sorelline di Lecco, che lo avrebbe scovato, acciuffato e gettato in gattabuia. Peccato che, mentre tentava di fare il ministro, i Carabinieri avessero già arrestato la colpevole, la mamma delle tre piccole e da qualche ora per giunta.

Ora, che in un paese globalizzato, iperstressato, mezzo scassato eppure in giro col vestito buono alle cene di galà dell’Unione Europea, gestire l’Ordine Pubblico sia cosa non facile lo sappiamo. Che ci sia la possibilità di infiltrazioni terroristiche, di continui sbarchi di immigrati, di improvvise calate di barbari metropolitani ne siamo ben a conoscenza. Ma che un Ministro dell’Interno arrivi sempre dopo i fuochi d’artificio, è altra cosa. Eppure faceva parte del gioco, anche quando Angelino accettò l’incarico. Proprio quando arrivavi a dire “No, peggio di Mancino nessun’altro”, arriva lui a smentire burocrati, addetti ai lavori e paesani tutti.
Ma qui non si tratta di aggiungersi alla fila di chi va reclamando testa e dimissioni di Angelino, di constatare ciò che già è palese. Mi chiedo, da cittadino, come caspita sia possibile nel senso vero del termine che lui sia lucidamente (ancora) Ministro dell’Interno in un Paese allo stremo, in cui serve polso vero. Suvvia, non facciamo i sofisticati, chiunque se lo starà chiedendo.

Angelino attore, la spalla del duo comico fiorentino Renzi-Alfano. Angelino il “fassista”, da segretario nazionale del PDL, rottamatore di Berlusconi, nuova espressione del centro destra, al pieno sostegno all’elezione renziana del Presidente Mattarella col suo Nuovo Centro Democristiano. Angelino di “Mare Mostrum”. Angelino e il calcio, gli Ultras del Feyenoord e Genny ‘a Carogna. Angelino e le ultime parole famose, più rassicurante di Max Pezzali: andrà tutto bene, giammai potranno esserci infiltrazioni terroristiche tra i migranti in arrivo sulle nostre coste. Angelino che si ricorda delle forze di Polizia – che ormai possono contare esclusivamente sulle loro spalle, sulla loro organizzazione e senso professionale – solo quando gli arrestano qualche schifosissimo tizio implicato con la strage del Bardo o tengono duro alle randellate piene di ganja ed idiozia di qualche rivoluzionario figlio della “Milano bene” portando a casa la pelle e la città. Angelino il twittarore, campione di salto con l’Hashtag.

La Top Three: “Leggo deliranti dichiarazioni di indignazione perché abbiamo avuto abilità di arrestare un sospettato di terrorismo” (abilità?) , “ Con la nuova agenda #UE per l’immigrazione abbiamo cominciato ad abbattere muro di #Dublino. Equa distribuzione dei migranti grande risultato” (equa distribuzione?) e su tutti: “Abbiamo approvato una buona legge elettorale che dà stabilità, rappresentanza e anche le preferenze (preferenzi ndr). Con #italicum la #giustadirezione” (buona legge elettorale che da rappresentanza?)
Un Disastro dall’Interno. Ma è mai possibile, senza risultare anacronistici, demodé o fuori luogo, interrogarsi se Angelino sia la persona più adatta a gestire gli “affari interni” di questo paese?

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Il “card.” Burke e la IV epistola di Cassiodoro agli enologi

Cassiodoro Verona FedeleA poche ore dalla pubblicazione di questo articolo, ci informano che la “messa” con omelia su Cassiodoro presso la chiesa di Monteforte è stata annullata…

di Matteo Castagna

Foto a lato della recensione di “Verona fedele”, settimanale diocesano (08/02/2015)

Ebbri di Concilio e di Recioto”. Non potrebbe esservi titolo migliore per la performance conciliare prevista per questo fine settimana nella zona di Monteforte/Soave/San Bonifacio, in provincia di Verona.

Mentre qualche anno fa l’attuale “vescovo” di Verona Giuseppe Zenti si fece nominare “Cavaliere dello Snodar” (vino Recioto della Valpolicella) dall’omonima confraternita di burloni, con tanto di cerimoniale pubblico, ora, nella Valle più ad est della città, il “card.” Leo Burke, baluardo dei conciliar-conservatori, delle “vedove ratzingeriane” e di alcuni pseudo-tradizionalisti, non odorerà l’incenso delle funzioni “extra-ordinarie” dell’unica fede conciliare, ma sorseggerà “nettare Soave” come testimonial di una tre giorni su Cassiodoro, alla 46^ Festa del Vino di Monteforte d’Alpone (VR). Prosegui la lettura »

Il “fare” di Tosi. Ma fare che?

Risultati immagini per siamo abituati a fare tosidi Alessio Mannino

Il candidato governatore ex leghista è contrario a fermare le opere sotto indagine. Con argomenti discutibili.

L’avevamo già pizzicato, a sostenere tesi discutibili sul rapporto fra politica (decisioni istituzionali) e magistratura (sentenze giudiziarie). Quella volta Flavio Tosi aveva commentato la condanna in primo grado del suo ex vicesindaco Vito Giacino come se, di fatto, non contasse nulla, perché «si è innocenti fino alla sentenza definitiva». Bella castroneria: si chiama “condanna” per qualcosa, mica così, a buffo. Oggi il candidato del «fare» alla guida della Regione Veneto ci regala un’altra perla. Alla tribuna elettorale su Rai 3 ha messo in chiaro che per lui il Mose, la Pedemontana, la Valdastico Sud, la Nogara mare e le altre infrastrutture in costruzione nel Veneto non si devono fermare in quanto sotto inchiesta dei giudici perché «se si fa così, in Italia, non se ne fa nemmeno una». Prosegui la lettura »

Miti laicisti: Ipazia

Risultati immagini per IpaziaSegnalazione del Centro Studi Federici

Riproponiamo un nostro comunicato del 2010 su Ipazia, in quanto periodicamente la cultura ufficiale promuove la “canonizzazione laica” del personaggio. Uno degli ultimi esempi è un articolo della Stampa del 1/5/2015: “Ipazia, la filosofa pagana uccisa dai talebani cristiani”.
 
Il mito di Ipazia, di don Francesco Ricossa (n. 64 della rivista Sodalitium)
Lo storico medievista Franco Cardini è noto come cattolico, e persino, per quel che valgono certe etichette, tradizionalista, e lui stesso si presenta come cattolico praticante.
Certuni si sono stupiti di alcune sue dichiarazioni, in margine al cosiddetto “caso Williamson”, con le quali Cardini si diceva d’accordo con Gad Lerner nel definir Gesù Cristo ebreo e non cristiano, essendo il cristianesimo invenzione di Paolo di Tarso (leggi: San Paolo), tesi questa di cui fu autore un ebreo, e mille volte confutata. Scrive Cardini:

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I “frutti” dell’accoglienza catto-comunista

immigrato

 

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Carlo Di Pietro parla di Fatima alla trasmissione “La strada dei miracoli”

Risultati immagini per Carlo Di Pietro parla di Fatima alla trasmissione "La strada dei miracoli"di Redazione

Chi avesse perso la diretta del 19 Maggio 2015, ha la possibilità di ascoltare qui la registrazione dell’intervento del giornalista e scrittore Carlo Maria Di Pietro, collaboratore di Radio Spada e di Agere Contra, che è stato invitato su RETE 4 a parlare di Fatima, del Terzo Segreto, della teoria della sostituzione di suor Lucia e che con un Rosario in mano, alla fine conclude lasciando a bocca chiusa un Alessandro Cecchi Paone già pronto al consueto show anticattolico.

Clicca qui per il Video: http://www.dailymotion.com/video/x2qs3zz

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Oggi Verona festeggia il suo patrono, San Zeno

Risultati immagini per San Zenodi Redazione

Oggi la città di Verona festeggia il suo Santo Patrono  e il quartiere di San Zeno fa festa. Iniziano, all’ombra della Basilica, le cinque giornate di musica e sapori organizzate per la ricorrenza che, oggi, vedrà chiusi scuole e uffici pubblici.

Fino a domenica, il centro del quartiere da piazza San Zeno a Piazza Pozza e Piazza Corrubio, si animerà con stand, giochi e dimostrazioni sportive per i più piccoli.

La Basilica è aperta alla venerazione del corpo del Santo in cripta. Noi Cattolici tradizionalisti ricordiamo San Zeno con un Santo Rosario e con le preghiere a Lui dedicate, affinché interceda in nostro aiuto.

di Antonio Borrelli

La festa liturgica di San Zeno è il 12 aprile; nella diocesi di Verona, però, la ricorrenza è stata spostata al 21 maggio, a ricordo del giorno della traslazione delle reliquie nella basilica, avvenuta il 21 maggio 807. Prosegui la lettura »

Il sentimentalismo, ovvero la ‘teologia del sentimento’ che porta ad eresia e scisma

Il sentimentalismo, ovvero la ‘teologia del sentimento’ che porta ad eresia e scismaA cura di Carlo Di Pietro

Introduzione.

Questo breve estrapolato dal «Dizionario di Teologia Dommatica» (1952, Piolanti, Parente, Garofalo, Editrice Studium Roma) spiega con relativa semplicità come si può arrivare all’eresia (materiale o formale) ed allo scisma (o atteggiamento scismatico) attraverso il sentimento.

Alla luce dei fatti, si può sostenere che oggigiorno il «sentimentalismo» sembra aver causato numerosi “piccoli” scismi all’interno della Chiesa, tante eresie, di fatto provando a minare l’Unità e la Santità della Chiesa stessa, in contesti più o meno vasti.

Tuttavia, laddove non ricorrono le note distintive (una o più di una) che caratterizzano la Chiesa, ovvero Unità, Santità, Cattolicità, Apostolicità, lì c’è un problema che, nella storia, all’occorrenza, abitualmente i Pontefici (e/o i Vescovi – Chiesa docente) hanno sanato, talvolta tempestivamente, altre volte nei tempi comunque necessari ed opportuni ad evitare il divampare di eresie e scismi. Prosegui la lettura »

La famiglia è il più grande nemico del mercato globale. Per questo la odiano

Risultati immagini per contro il mercato globaleSegnalazione di Federico Prati

di Benedetta Scotti

(cinquepassi.org) – Nella biblioteca di una nota scuola di business un giovane universitario compila nervosamente il suo Curriculum Vitae. Appena sotto il proprio nome ha aggiunto: “celibe”. Incuriosito, un amico gli domanda il perché di quell’informazione specifica. Il giovane, come sorpreso dall’ingenuità della domanda, replica che spera, in tale modo, di aumentare le chances di essere assunto: “Se non hai famiglia, l’azienda sa che sei più flessibile in termini di orari e di spostamenti. Così hai più possibilità di essere selezionato”. Risposta emblema di quella mutazione socio-economica che potremmo riassumere così: dal “tengo famiglia” al “non tengo famiglia”. Da principio e fine dell’agire economico a deprecabile fardello e impedimento.
Con un’affermazione forse ardita, potremmo dire che oggigiorno la famiglia, economicamente intesa come prima scuola di solidarietà e di ponderato uso delle risorse, è un elemento eversivo, nel senso che è estranea ai meccanismi che regolano il mercato globale. Infatti, la naturale propensione al risparmio e la struttura solidaristica del focolare domestico mal si conciliano con un sistema economico costruito su una spesa consumistica senza limiti e fondato su uno spirito di competizione esasperante. Inoltre, i tempi e le logiche della vita familiare sono incompatibili con i – troppo spesso – massacranti ritmi di lavoro imposti dal mercato, da accettare docilmente pena il benservito per mancanza di competitività. Come suggerisce l’episodio (reale) del giovane studente alle prese con il curriculum, in Occidente il non tenere famiglia è divenuto un vero e proprio vantaggio competitivo. Ma come si è potuti arrivare al “non tengo famiglia”? Prosegui la lettura »