Meno immigrati e meno tasse. Ecco le priorità degli italiani

di Francesco Curridori

I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti

Gli sbarchi sembrano essere diminuiti ma la preoccupazione degli italiani verso i migranti continua.

I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti.

Per il 20% dell’ elettorato di centro-sinistra (circa due milioni di italiani orientati a sinistra) vedono con allarme la condivisione con famiglie di immigrati di strumenti di welfare come la sanità pubblica e gli alloggi popolari. “L’ immigrazione è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente. Si tratta di un argomento trasversale che tocca soprattutto le fasce medio-basse della popolazione”, spiega al Messaggero Enzo Risso, direttore dell’ istituto demoscopico triestino SWG. Se il lavoro è considerato la prima emergenza dal 54% degli italiani, un freno all’immigrazione è gradito al 28% degli elettori. Non solo. Il tema delle tasse è considerato il più importante (58%) ma “Pensare prima agli italiani” è il secondo per ordine di importanza (48%) e contribuisce a determinare la scelta di voto del 30% degli italiani. “Una linea più dura come quella rappresentata dallo slogan Fermare gli immigrati raccoglie un consenso inferiore del 5% circa rispetto al più morbido Pensare prima gli italiani”, aggiunge Risso. Secondo Antonio Noto, direttore di Ipr, “il contrasto all’ immigrazione piace moltissimo agli italiani ed è una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani. Sarà certamente uno dei temi che determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo”. Prosegui la lettura »

Presentata la mappa con i Paesi più e meno religiosi del mondo

Il britannico Telegraph ha presentato la mappa del livello di religiosità nei vari Paesi del mondo.

La mappa è stata redatta sulla base di tre sondaggi di WIN/Gallup International condotti nel 2008, 2009 e 2015. Ciascuno degli intervistati ha risposto “sì” o “no” alla domanda se si considera religioso.

Come mostra la mappa, le regioni più religiose sono l’Africa e il Medio Oriente, anche se il Sud-Est Asiatico e l’America Latina non sono molto staccate

Il Paese in assoluto più religioso è l’Etiopia, dove il 99% degli abitanti si considera credente; va notato che nel Paese ci sono sia cristiani sia musulmani. Hanno la stessa percentuale di persone che si dichiarano credenti il Malawi, il Niger, lo Sri Lanka e lo Yemen. In Somalia i credenti sono il 98%, in Afghanistan il 97%.

L’Europa occidentale, settentrionale e centrale sono in maggioranza atee, anche se la Polonia si mostra fuori tendenza con l’86% di persone che si considerano religiose.

La religione è importante in molti Paesi dell’Europa meridionale: il 74% degli italiani e il 71% dei greci si considerano persone religiose.

D’altra parte i Paesi meno religiosi includono il Giappone (13%), l’Estonia (16%), la Svezia (19%), la Norvegia (21%) e la Repubblica Ceca (23%), tuttavia la Cina supera tutti con solo il 7% di credenti.

In Russia il 70% dei cittadini si considera religioso. In Ucraina questa cifra è pari al 73%, mentre per la vicina Bielorussia i dati mostrano una netta discrepanza: solo il 34% si dichiara credente. Negli Stati Uniti si considerano religiosi il 56% degli abitanti.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201801165523289-Telegraph-religione-fede-ateismo/ Prosegui la lettura »

POLEMICA dei compagni sodomiti sul convegno di domani di Costanza Miriano

di Redazione

Il Consigliere Comunale di Verona Andrea Bacciga e “Christus Rex – Traditio” ironizzavano su Facebook nei giorni scorsi, usando il titolo di un libro presentato all’Università di Verona,  ovvero“Dillo tu a mammà”, organizzato da una sottosezione dell’Arcigay, aggiungendo la frase “che per ogni vostro convegno noi ne faremo 100!”.

Il Corriere di Verona, inserto del Corriere della Sera, che non era presente alla conferenza stampa di presentazione a Palazzo Barbieri, ha preso a pretesto quello scambio di battute social per aizzare la polemica (come da articolo sopra riportato). E che polemica sia!

L’Amministrazione Comunale patrocina e sostiene le nostre idee sulla Famiglia, non quelle dei diversamente etero. Di più, con il suo programma il Sindaco Federico Sboarina ha, di fatto, riportato d’attualità le mozioni pro famiglia tradizionale già votate dal Consiglio Comunale scaligero nel lontano 1995, grazie al supporto ed all’opera d’influencers dei tradizionalisti cattolici.

Stabilito questo, va detto che in merito la città di Romeo e Giulietta è tornata isola felice, pur in un contesto generale, nazionale e internazionale ove la sovversione dell’ordine divino e naturale è stata legittimata. Sebbene a fruire di questa sorta di legalizzazione, stando ai dati, sia stata una grande operazione propagandistica, ma solo una minoranza della minoranza sodomita ne abbia approfittato. Altre sarebbero state le priorità, in primis le famiglie numerose. Quindi noi sosteniamo il Consigliere Comunale Andrea Bacciga che intende portare anche in Università la voce della famiglia come sancita dal diritto naturale e dalla Costituzione italiana. Già Pio XII ne elogiava l’art. 31 nel suo discorso ai rappresentanti delle famiglie numerose del 20/01/1958. Del resto, ci siamo, aumentiamo il proselitismo, non vorranno avere l’esclusiva e propinare soltanto l’ideologia gender… Prosegui la lettura »

Il ’68, quell’anno che pesa ancora

di Marcello Veneziani

Il ’68, quell’anno che pesa ancora

Fonte: Marcello Veneziani

Cinquant’anni fa, di questi tempi, prendeva corpo e aria la Contestazione globale, che poi diventò più semplicemente il ’68. Sarà il tormentone di quest’anno, ani è già iniziato.

Il ’68 fu l’ultima rivoluzione in Occidente anche se non fu cruenta, non buttò giù stati, poteri e regimi e non cambiò il sistema che voleva abbattere. Ma mutò radicalmente i costumi e il linguaggio, la scuola e l’università, la famiglia e il rapporto tra le generazioni, il sesso e il ruolo femminile.

Tutto questo non avvenne nel 1968, ma quell’anno fu considerato l’apice, il punto d’avvio, benché segnali lo avessero preceduto. Il ’68 fu un evento che designò poi un’epoca. Cambiò il mondo.

Se credete alle coincidenze simboliche, nel ’68 morirono tre simboli della vecchia Italia che credeva in Dio, nella patria e nella famiglia: Padre Pio, il santo da Pietrelcina, Giovannino Guareschi, il cantore del mondo piccolo di don Camillo e di Peppone, e Vittorio Pozzo, il mitico commissario della nazionale che vinse due campionati mondiali e faceva cantare ai calciatori prima di giocare gli inni patriottici. Era il loro doping, come le stimmate di Padre Pio e il Candido di Guareschi. Prosegui la lettura »

Usa, allarme per nuova arma russa Guerra Fredda con il terzoincomodo?

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In America scatta un nuovo allarme sulla Russia e sulla sua minaccia nucleare. Questa volta si tratta della flotta di sottomarini di Mosca che, secondo i siti che hanno interpretato la bozza del Nuclear Post Review pubblicato dal Pentagono e ottenuto per primo dall’Huffington Post, avrebbe ottenuto un livello ancora maggiore di pericolo per la sicurezza degli altri Stati. “Oltre a modernizzare i sistemi nucleari sovietici “legacy”, la Russia sta sviluppando e dispiegando nuove testate nucleari e lanciatori. Questi sforzi comprendono numerosi aggiornamenti per ogni ramo della triade nucleare russa di bombardieri strategici, missili a terra e missili terrestri. La Russia sta inoltre sviluppando almeno due nuovi sistemi di trasmissione intercontinentale, un veicolo di planata ipersonica e un nuovo siluro autonomo intercontinentale con armi nucleari”. Si tratta di una bozzacome ricordato da Franco Iacch per Il Giornale. E dunque, come tutte le bozze, potrebbe tranquillamente essere modificata e potrebbe essere rimosso il contenuto riguardante la Russia. Ma se così non fosse, allora il Pentagono avrebbe certificato l’esistenza dell’Ocean Multipurpose System Status-6, che i militari Usa chiamano in codice “Kanyon”, e certificherebbe il raggiungimento, da parte di Mosca, di un ulteriore standard di espansione del proprio arsenale atomico e delle proprie capacità balistiche.  Gli Stati Uniti sono preoccupati per il costante sviluppo da parte della Russia di “capacità nucleari sempre più diversificate ed in espansione”, e, come spiegato da Defense News, con “la percezione di Mosca secondo cui potrebbe condurre un attacco nucleare come un modo per ‘ridurre l’escalation’ di un conflitto a condizioni favorevoli alla Russia”. Prosegui la lettura »

La buona stampa cattolica

La Rivoluzione secondo Mons. de Ségur (testo donato alla Biblioteca Civica di Verona dal Consigliere Comunale Andrea Bacciga, n.d.r.)
Per smascherare e contrastare la rivolta dei satanassi contro Dio, la patria, la famiglia, l’umanità. Difensore dell’infallibilità del Papa e della Chiesa, Mons. de Ségur in questo libro affronta La Rivoluzione, nel tentativo di svelare ed abbattere gli errori e le fallacie, gl’inganni e le calunnie, con cui le settarie congiure tentano d’alienare i popoli. Un compendio di dottrina cattolica antirivoluzionaria e di teologia politica. 
 
Chi è Maria? Catechismo mariano
Catechismo mariano composto da 235 articoli, semplici ma eruditi. Un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte. 
 

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“Sì, c’è un abisso tra noi e gli africani. L’Occidente ha una cultura superiore”

Segnalazione di F.F.

Anna Bono: “Impossibile integrare gli immigrati, non c’è lavoro”

di Paolo Bracalini

«Il dibattito sull’esistenza di razze lo lascerei all’accademia, non è certo la sostituzione etnica il problema, ma la coesistenza di comunità diverse per cultura e tradizioni.

Sarebbe utile, per capire, rileggere alcuni testi da tempo accantonati come politicamente scorretti, perché dimostrano la superiorità culturale dell’Occidente, di civiltà, non razziale». Per Anna Bono, già ricercatrice in Storia e istituzioni dell’Africa all’Università di Torino autrice del saggio controcorrente Migranti!? (Edizioni Segno), tra Europa e il Terzo mondo (i «paesi cesso» di cui parla lo sgarbato Trump) esportatore di immigrati, c’è un abisso. «È l’abisso tra la civiltà occidentale cristiana e il resto del mondo, non solo l’Africa – spiega la Bono -. I diritti dell’uomo, universali e inalienabili, le libertà personali, il valore di ogni vita, questa è la tradizione occidentale. Dall’altra parte invece c’è una tradizione di diritti legati agli status, a sua volta determinati principalmente da fattori quali il sesso e l’anzianità di nascita, quindi una tradizione di discriminazioni e limitazioni delle libertà personali: in Africa il tribalismo, in India le caste, dappertutto l’inferiorità e lo sfruttamento di donne e bambini». Prosegui la lettura »

“Troppi immigrati, la razza bianca va difesa”

Il candidato del centrodestra alla Regione Lombardia: “Ci sono troppi immigrati”. Poi la precisazione: “È stato un lapsus”. Ma la sinistra va subito all’attacco

di Claudio Cartaldo

Scoppia il caso sulle parole di Attilio Fontana. Intervistato da Radio Padania, infatti, il candidato del centrodestra ha espresso il suo parere sul boom di migranti sbarcati in Italia.

Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano – ha detto – dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”.

Ed è proprio quel “razza bianca” ad aver sollevato un polverone. L’ex sindaco di Varese è stato ospite di Roberto Maggi durante la trasmissione “Sulla strada della libertà” della radio leghista. “Uno stato serio – ha detto Fontana – dovrebbe programmare e dire: noi vogliamo e riteniamo giusto che possono essere accolti 1, 100mila, 10 milioni di immigrati, dire come vogliamo assisterli, quali case, lavori e scuole vogliamo dare loro, a quel punto chiedere ai cittadini se sono d’accordo“. E ancora: “È un discorso demagogico e inaccettabile quello di dire che dobbiamo accettarli, è un discorso a cui dobbiamo reagire, dobbiamo ribellarci: non possiamo accettarli tutti. Vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale e etnica, perché loro sono molti più di noi, perché loro sono molto più determinati di noi nell’occupare questo territorio. Di fronte a queste affermazioni dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle, perché qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma logici e razionali: non possiamo perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte, decidere se la nostra etnia, razza bianca, società deve continuare ad esistere o deve essere cancellata, è una scelta. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire noi vogliamo autoeliminarci vorrà dire che noi che non vogliamo autoeliminarci ce ne andiamo da un’altra parte“.

Dopo l’addio di Roberto Maroni, l’ex sindaco di Varese è in pole position per conquistare la guida della regione più importante d’Italia. Dopo la rottura del centrosinistra su Giorgio Gori, lo sfidante del Pd che non verrà appoggiato da LeU di Pietro Grasso, i sondaggi danno in vantaggio il centrodestra. Ed è proprio Gori il primo a replicare alle posizioni di Fontana espresse a Radio Padania: “C’è chi parla di forconi e razza bianca – ha detto il sindaco di Bergamo – Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa, senza isterismi e demagogia“.

Fontana poi ha precisato: “È stato un lapsus, un errore espressivo, intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società”. Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini, leader della Lega. “Al governo normeremo ogni presenza islamica nel Paese. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. E’ in corso un’invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c’entra niente e c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”.

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Verona, Bacciga e Castagna con Costanza Miriano sulla vera femminilità e famiglia naturale

di Redazione (in foto Andrea Bacciga e Matteo Castagna)

Si è tenuta ieri a Palazzo Barbieri la conferenza stampa di presentazione del convegno di COSTANZA MIRIANO che si terrà GIOVEDI 18 GENNAIO alle ore 18.00 in sala Lucchi (P.le Olimpia n. 3 – Verona) sul tema dell’ anti-femminismo e della famiglia naturale. Due tematiche sulle quali la scrittrice e giornalista RAI ha pubblicato libri, uno dei quali fu donato alla Biblioteca Civica della città di Romeo e Giulietta dal consigliere comunale Avv. Andrea Bacciga, che modererà l’incontro, incalzandola su queste tematiche, con stile frizzante e non certo scontato.

Il Comune di Verona, Assessorato alla Cultura, ha concesso il Patrocinio perché l’evento è in linea con il programma elettorale della Giunta scaligera, insediatasi da pochi mesi e guidata dal sindaco Federico Sboarina, “col quale vi era sintonia sull’intendere la Famiglia, sia sul piano religioso che politico da ben prima della campagna elettorale” – dice Matteo Castagna, Responsabile del Circolo Christus Rex – Traditio – e che ora, assieme alla maggioranza si sta impegnando, per quanto possibile, alla valorizzazione ed al sostegno dell’unico modello voluto da Dio e sancito anche dalla Costituzione, che è la cellula fondamentale della nostra civiltà”. Alla domanda di un giornalista, Castagna ha risposto: “La distanza tra le nostre posizioni religiose e quelle della relatrice sono evidenti e permangono, ma né noi né lei abbiamo mentalità settaria e riteniamo di poter realizzare un evento importante su un tema fondamentale per il bene comune, partendo da presupposti ampiamente compatibili”.

Ne hanno già dato notizia il TG Verona di Telenuovo ieri pomeriggio e il quotidiano L’Arena di oggi:

http://www.tgverona.it/pages/658667//attualita/_quando_eravamo_femmine_c_era_la_famiglia.html

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La democrazia nella sua forma migliore: voto di scambio a Casini

di Maurizio Blondet

La democrazia nella sua forma migliore: voto di scambio a Casini

Fonte: Maurizio Blondet

La mattina, La Stampa (e chi se no)   rivela “un rapporto del Senato Usa”  che espone le  ingerenze della Russia sulle nostre prossime elezioni il 4  marzo. C’è “ il sospetto, ripreso da un articolo del Telegraph, che i leghisti abbiano preso anche soldi.  «Mentre non ci sono prove conosciute – prosegue il rapporto – che M5S abbia ricevuto fondi da fonti legate al Cremlino, un funzionario della sicurezza italiana ha detto a Business Insider che “alcuni dei nostri partiti sono vulnerabili alle infiltrazioni. Non hanno l’ esperienza, gli anticorpi, per contrastare servizi di intelligence così formidabili”».

I tiggì serali accennano a queste ingerenze di Mosca. E subito dopo mostrano, in video, le ingerenze di Macron sulle nostre elezioni: plateale e comicamente spudorata. “L’Italia entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni, la sua azione in Italia, in Europa, con la presidenza del G7 e al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha consentito di avviare una nuova dinamica”,  ha detto l’uomo Rotschild. E temendo di non essere stato chiaro:  “Spetterà al popolo italiano esprimersi,  ma consentitemi di dire che l’Ue ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questi ultimi mesi. Il mio auguro è che potremo continuare il lavoro che abbiamo cominciato”.

E’ la  democrazia nel punto più alto della sua maturità, quella che ci porta alle elezioni. Dove un giornale-megafono dei neocon  può buttare lì calunnie contro Lega e 5 Stelle (“c’è il sospetto…”, “mentre non ci sono prove…”), nella più bella  tradizione giornalistica mainstream, tutti riconosciamo che queste non si chiamano “fake news” né ingerenze.  E’ la nuova frontiera della democrazia, che ci sta difendendo con ogni mezzo contro “i populisti” e “i sovranisti”.

Non hanno voti loro, se non li aiutra il Partito.In una  democrazia così completamente matura e sviluppata, è inevitabile che  esistano circostanze che, all’ingenuo e rozzo populista, possono  sembrare  misteriose. Come la questione dei “seggi sicuri”, dei “seggi blindati”.

Per esempio, titolo di qualche giorno fa: “La Bonino pretende  10 posti sicuri,  il Pd  gliene offre 4. I Radicali fissano il prezzo per entrare in coalizione coi dem”. O quello di ieri:  “Renzi regala seggi sicuri a Casini e alleati”,  o per Dagospia: “Renzi affida a Pierfurby un seggio blindato Pd”: “Quello di Bologna, storica roccaforte rossa. Un democristiano  candidato con la sinistra” nella roccaforte  suddetta.

All’ingenuo  sorge una vera tempesta di domande. Non dovrebbe essere il contrario? Voglio dire: non dovrebbero essere la Bonino e Cappato, e tanto più Casini, a portare i “loro” voti al Pd che ne ha tanto bisogno? Perché invece sono loro ad aver bisogno dei  voti del Pd, e Renzi li “blinda” in seggi dove sa che  esistono (ancora?) elettori Pd  che meccanicamente, se il Partito glielo ordina, votano  anche una scolopendra  o un millepiedi?

Da questa domanda ne nascono mille altre: vuoi vedere che Bonino e Cappato,  Tabacci e  Casini, non hanno elettori? Che, lasciati a concorrere liberamente nel libero mercato democratico, non li vota nessuno?   Ma allora: perché Renzi li vuole assolutamente con sé? A cosa gli servono?

La mente si smarrisce negli ardui segreti  della democrazia veramente matura. Casini, ammanicato com’è da decenni  nella Roma che conta, con un ex suocero che è il più ricco palazzinaro  d’Italia, non ha almeno una sua “clientela” sicura e abbastanza numerosa da non dover temere la trombatura, se si espone al suffragio popolare? E Bonino e Cappato, tanto mediatici, onnipresenti nelle battaglie per “i diritti” accolte dalla stampa con commossa partecipazione,  tanto amati dai giornalisti avanzati, e persino benedetti da El Papa  – ebbene, han bisogno dei  voti  dei compagni  precettati?

Se no, finirebbero nel nulla? Tornerebbero a  vita privata?  Scomparirebbero dal Parlamento, dai talk shows, dalle  “alleanze di  governo”  pagate con posti e segretariati?

A  questo punto, l’ingenuo è tentato di rivolgersi direttamente ai compagni elettori di Bologna, dell’Emilia,  coi loro “seggi sicuri”, e implorarli: compagni, liberateci da questi qui! E’ in vostro potere! Rendetevi conto,  questi nessuno li vota, se non voi! Sarebbe così facile….Non sentite sul  volto il vento asprigno della indipendenza politica, che rende il popolo capace di liberarsi dei suoi oppressori? Non provate l’ebbrezza di votare  il riscatto anziché la servitù? Di  far funzionare, una volta, la democrazia nel senso più  elementare? Mettetevi una mano sulla coscienza e votate secondo coscienza!

Il compensoMa ecco che, appena pronunciata la parola “coscienza”,  l’ingenuo torna in sé e vede quanto è stato ingenuo.  Qui, non si tratta di voto d’opinione o di “coscienza”. Qui,  siamo nel voto di scambio. Dovete compensare Casini perché vi ha tolto il Partito dai guai  quando è stato messo da Renzi a capo della Commissione Banche, e  ha chiuso le indagini senza vostro danno. E non solo: gli elettori dei seggi sicuri emiliani sanno che devono far durare  il Partito e il suo sistema di potere così com’è, perché è nel loro interesse. L’interesse più concreto: altrimenti ci perderebbero personalmente: soldi, impieghi. Quasi tutti costoro  “lavorano” nel sistema Coop Rosse, che abbiamo visto  accaparrarsi il miliardo di commesse per la pulizia delle scuole, e il miliardo e passa per le famigerate casette a  danno dei terremotati, immane scandalo impunito. Senza Renzi e  Casini, senza Boschi e Tabacci  al governo, queste commesse se le prendono altri, non  sia mai.

Insomma compagni dei “seggi sicuri”, quando uno perde l’ingenuità capisce che le Coop equivalgono alla Mafia. Non sparano? Certo, perché  non sono contrastate. Non hanno alle calcagna carabinieri, poliziotti, procuratori. Anzi, sono coperte.  Solo ieri  si è saputo che Renzi ha consentito al  suo amicone  De Benedetti un guadagno da 600 mila euro, avvertendolo in anticipo della “riforma” delle banche popolari, e che fa  la magistratura? “Apre un fascicolo” sì,   ma non contro i due compari per insider trading, bensì contro ignoti per “violazione del segreto d’ufficio”: questa notizia di reato era stata seppellita nelle carte della Commissione (di Casini), e un ignoto ha osato rivelarla! Scandalo.

A colazione con Matteo, a cena con la Boschi.Ché poi, giusto tra parentesi: quei 600 milioni che Renzi ha fatto guadagnare a De Bendetti con la soffiata, vanno aggiunti agli altri 600 milioni che la ditta di De Benedetti, Sorgenia, ha preso in prestito dal Montepaschi e non ha mai restituito: primo dei grandi debitori insolventi e miliardari, che hanno dissestato la banca senese e  hanno  lasciato il conto da pagare ai piccoli trinariciuti.

Mi devo pure correggere: ho detto che il Sistema Pd non spara,  perché non contrastato. Non spara, ma quando bisogna, ha gente capace di suicidare un dipendente  non omertoso. E solo  mesi dopo, quando ne parlano i giornali esteri, ecco il PM  che non aveva trovato niente di strano elle immagini: “Già identificati i due uomini, saranno risentiti”.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/mps-david-rossi-presunto-suicidio-video-pm-le-due-persone-identificate-nel-video-saranno-risentite-632e6abb-afc3-4514-9c4d-3e3e0a64a2dc.html

Già. Alla neo-mafia che dei “seggi sicuri” tutto è permesso. Anche la ministro dell’Istruzione senza istruzione alcuna, messa lì solo per far passare il gender nelle elementari.  Alla Lorenzin che ha consegnato i piccoli italiani alla Glaxo,  e denuncia  il Codaconsche ha documentato  ne sono morti tredici; e poi ha il coraggio di scrivere contro Salvini: “ La Lega gioca per qualche voto in più sulla salute degli italiani, sulla salute dei nostri figli. L’Italia va vaccinata dagli incompetenti».

Parlano coprendo le bocche.Lei invece è competente…  Adesso con la Bonino-Tabacci, il mostro geneticamente modificato, nella vostra maggioranza, con il democristiano Casini, e domani alleandovi a Berlusconi come “ci chiede  l’Europa”, state rifacendo – anzi avete già perfezionato – Il centro, la grande palude che governava” ai tempi  della Dc collusa col Pci, spartitoria, opaca, autrice della “strategia della tensione”  perché “l’antifascismo”  era il collante e l’alibi che legittimava  i governi più criminali di un’epoca.  Perché chi ha il potere non ha più bisogno nemmeno di un’ideologia, di una coscienza. Insomma il Pd totale, che è tutto perché occupa tutte le posizioni, il liberismo globalizzato e l’individualismo nichilista, complice del Big Pharma  come del big business, l’europeismo  Macron…. Perfetto per l’Italia d’oggi  pennellata da Marcello Veneziani: “più vecchia, salvo lifting e trapianto: un po’ più porca, un po’ più ladra, culturalmente de sinistra, moralmente fintobigotta e pure trans, civilmente incivile, sostanzialmente paracula”.

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