Articoli con tag Centro Studi Federici

Torino: le priorità arcobaleno del M5S

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 97/18 del 14 dicembre 2018, San Valeriano

Torino: le priorità arcobaleno del M5S

Segnaliamo l’ennesima iniziativa della giunta grillina di Torino all’insegna della negazione di ogni principio naturale e cristiano. 

Nasce il primo housing sociale per persone lgbt in difficoltà

Saranno accolti giovani allontanati dalla famiglia per il loro orientamento sessuale, anziani soli e poveri, persone trans discriminate nell’accesso alla casa, rifugiati perseguitati

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Strenne natalizie

Centro Librario Sodalitium: STRENNE NATALIZIE
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NOVITA’: Storia Sociale della Chiesa vol. 4 (5/7)
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Opera completa: Storia Sociale della Chiesa – voll. 1, 2, 3 e 4
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fonte: http://www.centrostudifederici.org/strenne-natalizie-4/

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Un nuovo volume della Storia Sociale della Chiesa di Mons. Benigni

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 94/18 del 7 dicembre 2018, Sant’Ambrogio

Un nuovo volume della Storia Sociale della Chiesa di Mons. Benigni

Il “Centro Librario Sodalitium” ha pubblicato il quarto volume dell’opera Storia Sociale della Chiesa di Mons. Umberto Benigni. Consigliamo a tutti i lettori l’acquisto di questa opera fondamentale del prelato fondatore del Sodalitium Pianum, che potrebbe essere una bellissima strenna natalizia.

Mons. Umberto Benigni, Storia Sociale della Chiesa vol. 4, L’apogeo, 18,00 euro
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Volumi precendenti:
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Prefazione al quarto volume

“miseramente in rovina”
Con queste celebri parole Papa Leone XIII – il vescovo di Umberto Benigni a Perugia, il Pontefice che lo chiamò a Roma – descriveva la Cristianità nell’enciclica del 1 novembre 1885, Immortale Dei.

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Terra Santa – Nuove prevaricazioni contro la Chiesa Cattolica

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzasoldats-israeliens-patrouillent-vallee-Jourdain-22-octobre-2018_0_729_486
Comunicato n. 93/18 del 5 dicembre 2018, San Saba

Terra Santa – Nuove prevaricazioni contro la Chiesa Cattolica

La sicurezza è un pretesto dell’esercito israeliano per occupare terre
Il Patriarcato latino protesta contro l’appropriazione delle proprietà nella valle del Giordano settentrionale. Da oltre 40 anni è usato come campo di addestramento; a nulla sono valsi gli atti di impugnazione in tribunale. Vicario di Gerusalemme: Voci di malattie e morti fra i civili, anche bambini, causate dalle armi usate nelle esercitazioni.

Gerusalemme (AsiaNews) – I militari israeliani, con il pretesto “della sicurezza e dell’interesse nazionale”, agiscono in una sorta di “impunità” contro la quale non si può “fare nulla”, nemmeno ricorrere in tribunale. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale di Gerusalemme, commentando la decisione dei vertici dell’esercito con la stella di David di persistere nell’occupazione dei terreni della Chiesa nella Valle del Giordano settentrionale. Prosegui la lettura »

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Rassisti!

dvd_meppel111411326-1-1200x800Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

 Rassisti!

In alcuni Paesi, come i Paesi Bassi e il Belgio, è San Nicola che porta tradizionalmente i doni ai bambini, aiutato da Pietro il Moro (Zwarte Piet), un servo moresco impersonato da un uomo bianco che si dipinge il volto di nero, indossa una parrucca con capelli ricci e si tinge le labbra di rosso.

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Terra Santa – Rinasce il convento sul Giordano

Segnalazione del Centro Studi Federici 64447

Non più mine nel convento francescano in riva al Giordano

Procede veloce l’opera di sminamento della superficie di Qasr Al Yahud, nei pressi di Gerico (Territori palestinesi), località sulla sponda occidentale del fiume Giordano ove si ricorda il battesimo di Gesù. L’area, luogo di scontri durante la guerra arabo-israeliana del 1967, conserva ancor oggi memoria delle battaglie. Arrivare sul posto, significa percorrere un viaggio nel tempo e nella storia. Camminare sui sentieri polverosi fiancheggiati da numerosi santuari e cappelle, attraversare i luoghi percorsi da Gesù e dagli apostoli e prima ancora da Elia, guardare il Giordano e la Giordania dall’altra parte, colpisce per il senso di pace.

Eppure, a ricordare che questo non sempre è stato territorio di pace ci sono i numerosi cartelli che avvisano ancora, a distanza di oltre 51 anni, della presenza di mine, segno della follia dell’uomo. Nonostante i cartelli gialli, la sensazione di vita che riprende, la forza che spinge a rinascere, è palpabile.

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Moschea dei pakistani a Cagliari. Cosa pensano di Asia Bibi?

Risultati immagini per Asia BibiSegnalazione del Centro Studi Federici

Cagliari, apre la nuova moschea in via XX Settembre
Il taglio del nastro al civico 41 di via XX Settembre è arrivato poco prima delle 13. 
A Cagliari è stata aperta una nuova moschea grazie all’impegno della comunità musulmana bengalese e pakistana. 
“Si tratta di un luogo di culto e non di una moschea vera e propria”, spiega il coordinatore della comunità musulmana di Cagliari Hassan Laoudini, nato in Marocco e residente nel capoluogo da 25 anni. 
Questo centro sarà aperto a tutti e consentirà di diminuire i disagi nell’altro punto di preghiera in via del Collegio”. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il console del Bangladesh in Sardegna Salvatore Floris, il direttore della diocesi, don Marco Lai, e i consiglieri comunali Matteo Massa e Alessio Alias.
 
 

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Siria cristiana: la ricostruzione dopo i lutti

66_bigSegnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo gli appunti di viaggio in Siria di un collaboratore del blog oraprosiria.
 
Deo gratias, Siria
Nella regione montuosa a nord di Damasco, gli amici ci conducono a visitare luoghi cristiani sereni, lindi, preservati dalla guerra come la deliziosa Maarat; o Deir Mar Elias, con la vertiginosa scalinata che conduce alla antica grotta che ospitava il profeta Elia nel suo ritiro nel deserto, dove è quasi percepibile la sua presenza immersa nel dialogo con il Signore, nell’immenso silenzio dell’infinito che si stende tutto attorno; il monastero della Madonna di Saydnaya, che ha resistito grazie allo strutturarsi di gruppi di autodifesa che più volte hanno respinto l’infiltrarsi nelle milizie islamiste; e la grandiosa statua di Gesù benedicente, donata dai Russi, dall’alto di Deir Cherubim che spazia sull’orizzonte intero, ancora oggi meta di pellegrini a cui ci uniamo con un certo stupore. Le tracce del Cristianesimo in Siria sono tutt’altro che scomparse!

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Le ingiustizie e discriminazioni in Terra Santa

Risultati immagini per È l’unica ong di matrice cattolica che offre tutela legale ai palestinesi in Terra Santa: la Società St. Yves, attiva da 27 anni e con due sedi, a Gerusalemme e Betlemme, è sempre più un riferimento in casi di ingiustizie e discriminazioni.Segnalazione del Centro Studi Federici

Società St. Yves. Dalla giustizia la pace
È l’unica ong di matrice cattolica che offre tutela legale ai palestinesi in Terra Santa: la Società St. Yves, attiva da 27 anni e con due sedi, a Gerusalemme e Betlemme, è sempre più un riferimento in casi di ingiustizie e discriminazioni.
 
Penalizzazioni nell’assistenza sanitaria, mancati permessi per entrare in Israele, demolizioni di case e scuole, confische di terre: sono i problemi di palestinesi e residenti a Gerusalemme con cui ha a che fare ogni giorno la Società St. Yves. Fondata nel 1991, è l’unica organizzazione di matrice cattolica per i diritti umani in Terra Santa. Fu il patriarca latino dell’epoca, mons. Michel Sabbah a volerla, su proposta di colei che ne fu poi la prima direttrice, Lynda Brayer. «Eravamo alla fine della prima intifada e c’era bisogno di organizzazioni per i diritti umani», spiega l’attuale direttore, l’avvocato Raffoul Rofa. 
Il primo caso gestito da St. Yves fu nel 1991 contro il ministero della Difesa israeliano. Si chiedeva che anche ai palestinesi della Cisgiordania fossero distribuite le maschere antigas, visto che si temeva un attacco chimico dall’Iraq. La Corte suprema accolse la petizione e ordinò ai militari di distribuire maschere antigas. Da quel momento è iniziata l’azione dell’organizzazione che ogni anno fornisce assistenza legale a migliaia di persone in diversi ambiti, dalla salute, alla libertà di movimento, alle discriminazioni in materia fiscale. Oggi «St. Yves» conta venticinque impiegati, tra cui dieci avvocati, nei due uffici di Gerusalemme e Betlemme. 
L’organizzazione prende il nome da sant’Ivo di Bretagna, un aristocratico e dottore in Legge del XIII secolo, famoso difensore dei poveri e considerato il patrono degli avvocati. «Operiamo a Gerusalemme Est – continua Rofa – e nell’Area C della Cisgiordania meridionale (sottoposta al pieno controllo dell’amministrazione militare israeliana – ndr). A Gerusalemme Est ci occupiamo delle questioni legali relative alla residenza dei palestinesi e alle riunificazioni familiari». Dopo la Guerra dei sei giorni (1967), Israele ha infatti concesso ai palestinesi di Gerusalemme lo status di «residente permanente», ma una legge emanata successivamente stabilisce che il palestinese che abbia lasciato Gerusalemme per sette anni, non necessariamente continui, o che abbia acquistato un’altra cittadinanza per naturalizzazione, possa vedersi revocato il suo status di residente.

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Crimini impuniti: i bimbi uccisi a Gorla

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PENSIERO UNICO – MORTI DI SERIE A E MORTI DI SERIE B

Segnalazione del Centro Studi Federici

Milano, Gorla e la strage dei 184 innocenti
Il cielo è maledettamente azzurro su Milano, la mattina del 20 ottobre 1944. Così azzurro che la maestra della scuola elementare Francesco Crispi, in zona Gorla, è preoccupata: «È troppo terso, potrebbero bombardare. Noi siamo costretti ad andare a scuola, ma voi che potete…», dice incontrando sul ponticello del naviglio Martesana la piccola Graziella Ghisalberti, 7 anni, per mano con sua mamma e il cuginetto Edoardo di 6. Invece Graziella ed Edoardo, con i loro grembiulini neri, varcano il portone, come tutti i giorni da quando sono rientrati dalla Brianza, dove erano sfollati per paura della guerra: «Tanto ormai la guerra è finita», ripetevano gli adulti. E invece la guerra a Milano doveva dare l’ultimo colpo di coda, il più devastante.
In classe seconda quel giorno si imparano le maiuscole e Graziella ha appena completato una pagina intera di D… Un gesto che ancora oggi che di anni ne ha 77 ripete spesso col dito, tracciando sul tavolo tante immaginarie D maiuscole… «In quel momento, alle 11 e 14 – racconta – suonò il piccolo allarme, stavano arrivando gli aerei americani, dovevamo correre tutti giù nel rifugio sotto la scuola». 

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