Articoli con tag Cina

La Cina si sta comprando l’Italia (e noi glielo lasciamo fare, perché siamo nei guai)

Segnalazione Linkiesta

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La Cina si sta comprando l’Italia (e noi glielo lasciamo fare, perché siamo nei guai)

Qualche settimana fa, il vertice Conte-Trump, ora quello tra Tria e Xi Jinping. Con l’obiettivo di cercare sponde potenti, in vista di una possibile tempesta finanziaria. In cambio di qualunque cosa. (di Alberto NegriLEGGI)

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Ehi, la sapete una cosa? Vi hanno mentito a proposito dell’Iran!

di André Vltchek

Ehi, la sapete una cosa? Vi hanno mentito a proposito dell’Iran!

Fonte: Comedonchisciotte

Avete già preso in considerazione la possibilità che tutto quello che i media occidentali vi hanno detto su come va il mondo, non sia che menzogna e pura invenzione?

Io sono sicuro che voi l’abbiate fatto, perlomeno in questi ultimi tempi, nei quali la follia della propaganda occidentale diventa talmente chiara ed evidente.  Ma quanto è vasto l’indottrinamento al quale siete stati sottoposti?

Se voi vivete in Europa o in America del Nord, fino a che punto siete stati avvelenati dalle menzogne in merito a Cuba ed al Venezuela, in merito a Russia e China, Corea del Nord e – senza dubbio – in merito all’Iran?

Ritenete di essere ancora recuperabili?

Se voi poteste vedere la verità, e confrontarvi con la realtà, sareste ancora capaci di riconoscerla, o la percepireste come propaganda e menzogna?

Io ho appena lasciato Teheran, città con una storia e una cultura formidabili, debordante di musei, di teatri, di parchi meravigliosamente mantenuti e cosparsi di sculture di arte moderna. E’ una città con trasporti pubblici moderni ed interamente sovvenzionati, composti di una metropolitana altamente tecnologica, autobus ecologici e treni che collegano le periferie. Una città con grandi alberi, angoli tranquilli, caffè eleganti e persone estremamente educate e amabili. Prosegui la lettura »

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Il mondo si è trasformato ma pochi in Occidente lo hanno compreso

di Martin Sieff

Il mondo si è trasformato ma pochi in Occidente lo hanno compreso

Fonte: Controinformazione

Il mondo è cambiato e nessuno nell’Occidente lo ha notato. L’India e il Pakistan si sono uniti alla Shanghai Cooperation Organization. L’Organizzazione, a 17 anni dalla sua fondazione avvenuta il 15 giugno 2001, si è tranquillamente affermata come la principale alleanza e raggruppamento di nazioni in tutta l’Eurasia. Ora la stessa si è espansa da sei a otto paesi, due dei nuovi membri sono le gigantesche potenze regionali con armi nucleari dell’Asia meridionale, India, con una popolazione di 1.324 miliardi e il Pakistan, con 193,2 milioni di persone (entrambe nel 2016).

In altre parole, la popolazione combinata delle potenze facenti parte dello SCO, che già erano di oltre 1,5 miliardi di persone, è praticamente raddoppiata in un colpo solo. Prosegui la lettura »

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Cristiani in piazza in Vietnam contro il regime comunista

Cattolici in piazza in Vietnam, a Binh Thuan, ad Hà Tinh e Vinh, ad esempio, con rosari, bandiere vaticane e striscioni, per protestare contro la concessione di terre ai comunisti cinesi e contro la legge liberticida sulla sicurezza informatica, autentica censura ad Internet: chi si colleghi ai siti cattolici rischia il processo.Già le forze dell’ordine hanno effettuato migliaia di arresti tra i manifestanti in tutto il Paese, il regime ha già minacciato una dura repressione. Il che non ha intimorito la Chiesa: il Vescovo emerito di Kontum, mons. Michael Hoàng Duc Oanh, ha chiesto anche per iscritto al presidente Tran Dai Quang di rispettare la volontà ed i diritti del popolo, di rilasciare quanti siano stati fermati, nonché di mantenere così la pace sociale.

Il Vescovo emerito ha anche criticato i sacerdoti membri dell’Assemblea nazionale, del tutto irreggimentati e per questo espressisi a favore della nuova normativa sul web: «Tradiscono la nostra fede ed il nostro Paese», ha detto il Vescovo. Prosegui la lettura »

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I cattolici perseguitati nella Cina capital-comunista

Segnalazione del Centro Studi Federici

Nuove persecuzioni del regime capital-comunista cinese contro i cattolici, senza nessuna reazione dei farisei dell’Occidente e in particolare dei radical-chic italiani.
Cina, continua la persecuzione: abbattuta Via Crucis
 
Un sito popolare tra i cattolici delle province di Henan, Hebei e Shanxi è stato abbattuto di notte. Si vuol “permettere al cattolicesimo di esistere ma non di svilupparsi”
 
Le autorità di Anyang, provincia di Henan (Cina), hanno fatto demolire le 14 stazioni della Via Crucis collocate lungo il sentiero che conduce al più antico luogo di pellegrinaggio della zona, il santuario di Nostra Signora del Monte Carmelo a Tianjiajing, un sito popolare tra i cattolici delle province di Henan, Hebei e Shanxi, che era stato fatto costruire dal sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere padre Stefano Scarsella, allora vicario apostolico del nord Henan (tra il 1903 e il 1905).
I pannelli di ardesia, che rappresentavano vari momenti della Passione di Cristo, corredati da disegni e graffiti realizzati con lo stile cinese e arricchiti da commenti devozionali, sono stati abbattuti con bulldozer e martelli pneumatici, alcune settimane dopo che i funzionari cinesi avevano detto al Vescovo Joseph Zhang Yinlin di Weihui (Anyang) di smantellare la Via Crucis senza specificarne il motivo.

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Silenzio dei media italiani su Tienanmen: il regime cinese ha vinto

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Corriere, Repubblica e gli altri si sono dimenticati del 29esimo anniversario del massacro in Cina, ma ci hanno parlato dello sciopero contro i robot a Las Vegas, la difesa delle sbronze universitarie da parte del premio Nobel Malala, una nuova bevanda del Giappone, ecc.
di Leone Grotti

(LETTURA AUTOMATICA)

Più di 115 mila persone in piazza per ricordare uno dei più grandi massacri della storia contemporanea ordinati da un regime totalitario contro il suo stesso popolo. È successo a Hong Kong, dove una miriade di giovani e anziani per il 29mo anno consecutivo hanno acceso una candela a Victoria Park per «resistere all’autoritarismo» e condannare il partito comunista cinese, che il 4 giugno 1989 ordinò all’Esercito di liberazione del popolo di massacrare gli studenti riuniti pacificamente in Piazza Tienanmen a Pechino.

NEANCHE UNA RIGA SUI GIORNALI ITALIANI
È un evento. In un mondo dove si accusano i giovani di essere menefreghisti, preoccupati solo dell’istante e privi di memoria storica, a decine di migliaia scendono coraggiosamente in piazza (Hong Kong non è certo libera dall’influenza della Cina continentale) per denunciare uno dei più grandi orrori della storia, frutto di uno dei regimi più sanguinari della storia, e… nessuno ne parla. Sfogliando le pagine dei principali quotidiani italiani si scopre infatti che nessuno oggi ha dedicato neanche una riga all’evento.
Peggio. Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Foglio, Giornale, Libero, Sole 24 Ore, Fatto Quotidiano: nessuno ha trovato spazio – neanche una breve, neanche un box, neanche una foto, neanche una riga – per ricordare il 29esimo anniversario del massacro. Nelle edizioni del 3-4-5 giugno i principali quotidiani italiani hanno dedicato articoli agli argomenti più disparati: lo sciopero contro i robot a Las Vegas, la difesa delle sbronze universitarie da parte del premio Nobel Malala, le critiche all’ex portavoce di Blair perché non faceva i mestieri di casa, il successo delle tribù Ogiek del Kenya e quello della nuova bevanda alcolica del Giappone. Ma sui tragici fatti di Piazza Tienanmen neanche una parola. Prosegui la lettura »

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Messico: si fingono trans per essere eletti con le quote rosa

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): in Cina niente censura web su contenuti LGBT, a Madrid i Popolari impongono l’ideologia gender nelle scuole, Luxuria e il diritto alla comunione
da Tempi

(LETTURA AUTOMATICA)

Diciassette dei diciannove trans non sono trans, ma si sono dichiarati trans solo per essere eletti come donne. Lo scioglilingua serve a descrivere la paradossale situazione venutasi a creare a Oaxaca, Messico, nelle elezioni municipali e raccontata sul Foglio.
Quando furono presentate le liste, le associazioni che riuniscono le persone transessuali avevano esultato per un numero così alto di candidati. Poi, l’amara sorpresa. Non si tratta di trans ma di furbi maschietti che, approfittando dell’articolo 16 della nuova legge che tutela le scelte di queste persone, si sono dichiarati donne così da aumentare le loro possibilità di essere eletti grazie alle quota rosa.
Oh-oh, qualcosa non torna. Quando si sono accorti dell’imbroglio, le associazioni si sono arrabbiate. «Si è identificato che 17 delle 19 candidature approvate non formano parte della comunità̀ transgender», ha detto la leader Naomy Méndez. Da qui una denuncia alle autorità̀ federali, che hanno avviato un’indagine.
La cosa verrà risolta con l’obbligo per i candidati di presentarsi non come un nome fittizio, come è successo, e di dover fare campagna elettorale qualificandosi pubblicamente come transessuali davanti agli elettori.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

http://www.bastabugie.it/it/edizioni.php?id=561

Titolo originale: Maschietti che si fingono trans per essere eletti con le quote rosa

Fonte: Tempi, 11 maggio 2018

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Gli Stati Uniti ci stanno facendo a pezzi, ma in Italia non se n’è accorto nessuno

di Fulvio Scaglione

Gli Stati Uniti ci stanno facendo a pezzi, ma in Italia non se n’è accorto nessuno

Fonte: linkiesta

Mentre l’Italietta bon ton se la spassa discettando di populismo e sovranismo, l’Impero colpisce ancora. Mike Pompeo, il segretario di Stato venuto dalla Cia (dove lascia, come nuovo capo, tale Gina Haspel, ai tempi neocon molto attiva nelle torture e ora infatti confermata in carica con i voti decisivi dei Democratici), annuncia contro l’Iran “le sanzioni più dure della storia”, che potrebbero essere annullate solo se gli ayatollah prendessero gli opportuni provvedimenti. Tipo sparire dalla faccia della terra o convertirsi al buddismo. Alla base del dissidio con l’Iran c’è, com’è noto, l’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 da Usa, Ue, Russia e Onu. Per quasi tutto il mondo l’accordo funziona e, come minimo, ha sbarrato all’Iran la strada verso il nucleare militare per 15-20 anni. Per tre Paesi è invece un pericoloso disastro. Tre contro tutti, ma nei tre, accanto a Israele e Arabia Saudita, c’è l’Impero, quindi il tavolo salta. Brutto ma gli imperi fanno così.

Nello stesso discorso, però, Pompeo a nome dell’amministrazione americana ha spiegato con chiarezza la sorte che attende noi: “Capiamo le difficoltà finanziarie ed economiche che ciò impone ai nostri amici, ma dovete sapere che riterremo responsabile chi farà affari proibiti con l’Iran. So che gli europei vogliono conservare l’accordo nucleare ma ora sanno qual è la nostra posizione”.

È bellissimo. Perché Pompeo, quando parla di “affari proibiti”, intende gli affari proibiti dagli Usa e dalle sanzioni da loro decise, non affari illeciti o criminali in assoluto. 5 miliardi di effettivo interscambio commerciale, altri 25 tra protocolli e intese già firmati e da implementare. Per dare un’idea: 30 miliardi era il valore della Legge di stabilità italiana del 2018.

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Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

di Henry Tougha

Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

Fonte: Voci dall’Estero

Una fonte mainstream quale il Bloomberg dichiara ufficialmente morto il sogno americano di imporre il proprio sistema di controllo mondiale. La Russia, dopo essersi ripresa dal crollo dell’Unione Sovietica, assieme a una nuova potenza come la Cina, sono sfuggite alla guida statunitense creando poli alternativi di influenza. Naturalmente Bloomberg assume un punto di vista assolutamente favorevole e roseo sul nuovo ordine mondiale pacifico e collaborativo che gli Stati Uniti avrebbero tentato di perseguire e considera negativamente la sua fine, gettandone la responsabilità sull’autoritarismo e le mire di potenza di Cina e Russia. In sostanza però questa rinuncia ufficiale all’ambizione di integrare questi paesi sotto l’impero americano non significa pace: secondo Bloomberg la conseguenza sarà che gli USA dovranno impegnarsi in maniera sempre più aggressiva a difendere militarmente l’impero americano finora consolidato. 

di Hal Brands, 27 settembre 2017

La politica estera americana ha raggiunto uno  storico punto di svolta, e qui è la sorpresa: non ha molto a che vedere con l’estenuante e controversa presidenza di Donald Trump. Prosegui la lettura »

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Israele prepara la guerra?

di Alastair Crooke

Israele prepara la guerra?

Fonte: Aurora sito

Il generale Mattis dichiarava al Comitato delle forze armate del Senato degli Stati Uniti che crede che uno scontro militare tra Israele e Iran in Siria sia sempre più probabile: “Posso vedere come potrebbe iniziare, ma non sono sicuro quando o dove“. Questo non dovrebbe sorprendere. Chiunque sbirci attraverso la membrana della bolla occidentale, può vedere le principali dinamiche “colmarsi e rafforzarsi” in modo tale da chiudersi inesorabilmente su Israele. Diventa “inesorabile”: non tanto perché gli Stati del Medio Oriente desiderano la guerra (non la vogliono); ma perché Israele si sente culturalmente costretto a legarsi al presidente Trump e alla sua squadra di estremisti collocandosi a primo collaboratore nella “guerra” degli Stati Uniti per respingere Cina, Russia, Iran e farne del loro progetto commerciale un’entità inefficace ed indebolita. La retorica belluina di Pompeo e Bolton può sembrare un elisir inebriante per certi israeliani; ma semplicemente il Medio Oriente non è il posto in cui collaborare a tale nuova “guerra” ibrida statunitense contro le nuove dinamiche emergenti. Prosegui la lettura »

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