di Redazione

Come previsto, è bastata una delegazione di soli 5 cattolici tradizionalisti per mandare in tilt i parrocchiani del paese di Arcole (provincia di Verona, diocesi di Vicenza) e per far desistere dal promesso confronto pubblico “don” Diego Castagna, attore di un Gesù fintamente crocifisso in una Via Crucis per i migranti, contro il femminicidio e per il diritto al lavoro.

Cosa c’entreranno questi temi con la Via Crucis, che dovrebbe essere una pia devozione alla Passione di Nostro Signore morto in Croce dopo atroci sofferenze per la redenzione del mondo in espiazione dei suoi tanti peccati? Perché questa teatralizzazione sacrilega di un momento così doloroso e solitamente votato alla penitenza?

Ieri mattina, dopo averlo concordato telefonicamente, ci siamo recati davanti alla chiesa di Arcole per chiedere queste cose al protagonista di questo show, dopo che già il giornale L’Arena della Vigilia di Pasqua aveva scritto, in termini generali, della nostra disapprovazione, così come, con maggiori chiarimenti, il quotidiano on-line www.veronanews.net .  Anche alcuni quotidiani nazionali e la politica ne hanno parlato con toni polemici, in linea coi nostri. Prosegui la lettura »

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