Articoli con tag Il Giornale

La metapolitica non è una strategia

La destra ha 50 anni ma è ancora Nuova

Il movimento fondato da De Benoist ha previsto populismo, ritorno dell’identità e crisi finanziaria

di Stenio Solinas

Mezzo secolo di un movimento di idee è un arco di tempo significativo e il retrocedere negli anni fino appunto al Maggio Sessantotto per raccontarne non l’altra faccia, quanto la nuova e diversa che in esso si palesava, la «Nouvelle Droite» di Alain de Benoist e del suo Grece (Groupement de Recherches et d’Etudes pour la civilisation Européenne), può assumere il sapore provocatorio di una nemesi, così come quello di un’indebita appropriazione.

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Blitz dei comunisti nel cinema che proietta il film sulle foibe

Il caso a Pordenone. Il Partito comunista distribuisce volantini giustificazionisti al termine della proiezione del film Red Land – Rosso Istria che racconta il dramma delle foibe.

Non c’è critica meno costruttiva di quella dettata dall’odio politico. Il livore ideologico è un sentimento che allontana dalla realtà e dal buon senso.

È simile ad una febbre con allucinazioni. E allora può capitare di perdere il controllo e che di fronte allo stupro e all’infoibamento di una ragazza inerme qualcuno arrivi persino a pensare: “Beh, era una fascista”. Prosegui la lettura »

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Quel partito dei cattolici e le grandi manovre di Chiesa e vescovi che irritano i fedeli

A 100 anni dall’appello di don Sturzo, Bergoglio vuol rifare una Dc pro migranti ed europeista.

Semplice nostalgia della Democrazia Cristiana o tentativo di fermare la Lega di Matteo Salvini? Forse un po’ di tutte e due, fatto sta che da alcune settimane si riparla con insistenza di un prossimo «partito dei cattolici».

E la cosa più significativa è che la direzione viene tracciata dai vescovi. Il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Gualtiero Bassetti, ne aveva già parlato poco dopo le elezioni dello scorso 4 marzo. Allora aveva invocato un impegno più politico da parte della vasta rete di associazioni e movimenti laicali già presenti nella società, ma sull’argomento è tornato di nuovo lo scorso 12 novembre nel discorso all’Assemblea generale dei vescovi italiani, citando anche il beato Giuseppe Toniolo, economista e sociologo che alla fine dell’800 gettò le basi per la Democrazia cristiana, e di cui si è appena celebrato il centenario della morte. Prosegui la lettura »

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Putin dichiara guerra al rap: “Porta al degrado la Russia”

La mossa del Cremlino: sovvenzioni pubbliche per “correggere” i cantanti che esaltano droga e violenza.

«Se è impossibile fermare qualcosa, devi prenderne il controllo». La terza via di Vladimir Putin per affrontare il binomio droghe-concerti rap passa anche da questa tesi, espressa in occasione del consiglio consultivo sulla cultura e le arti.

Allarmato dalla crescente popolarità del rap tra i giovani russi, che porta in dote tutto ciò che riguarda la trasgressione nei locali notturni e il business legato agli stupefacenti, Putin ha smentito i suoi detrattori che già immaginavano un roboante giro di vite con repressione e pugno duro: nulla di tutto ciò. Per affrontare il delicato problema, il presidente propone infatti che i leader culturali escogitino un mezzo per controllare, piuttosto che vietare, la musica popolare. Prosegui la lettura »

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Il concerto di Natale interculturale. E in chiesa intonano “Bella ciao”

Polemiche per il concerto natalizio in una parrocchia a Bologna. In chiesa il coro intona “Bella Ciao”.

Prima il coro dei bimbi sulle note natalizie, poi “bella ciao” e le reprimende per “la limitazione della libertà” che stiamo vivendo “in questo momento storico”.

Potrebbe sembrare tutto normale, se ci trovassimo alla festa di Natale del circolo del Pd o in una vecchia casa del popolo. E invece si tratta di una normale domenica pomeriggio di dicembre nella parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù a Bologna. Due bandiere della pace a sinistra, l’immagine della vergine a destra, il crocifisso al centro. Il gruppo di cantori degli adulti intona (in chiesa) l’inno dei partigiani quando (forse) ci si attenderebbe solo un normale “Tu scendi dalle stelle”. E tutti applaudono.

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Macron boicotta pellegrinaggi in treno per Lourdes

Invece farebbe bene ad andarci assieme alla nonna, chissà che non avvenga il miracolo…(n.d.r.)

A lanciare l’allarme è Coordinamento Nazionale Pellegrinaggi Italiani che teme la soppressione del servizio di treni speciali per Lourdes in partenza dall’Italia

di Giorgia Baroncini

Ora Emmanuel Macron boicotta i pellegrinaggi in treno a Lourdes. Il presidente francese ha pensato di bloccare i treni che trasportano i pellegrini al santuario mariano. Prosegui la lettura »

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Semaforo verde della Vigilanza. Foa è il nuovo presidente Rai

Semaforo verde della Vigilanza. Foa è il nuovo presidente RaiUna grande vittoria per lui e per chi ha creduto nella sua professionalità indiscutibile. Un giornalista molto bravo, allievo di Montaanelli, che dà fastidio a globalisti e mainstream. Attendiamo fiduciosi un Direttore Generale in discontinuità con il politicamente corretto. Buon lavoro Marcello! (Matteo Castagna)

Forza Italia dice sì: Foa è il nuovo presidente Rai

La Commissione di Vigilanza ha dato semaforo verde alla nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai con 27 voti favorevoli, tre contrari, una scheda bianca e una nulla. Giornalista e scrittore, ha la cittadinanza svizzera e quella italiana, essendo nato a Milano e cresciuto a Lugano. Sposato e con tre figli, è laureato in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano. Esperienze significative degli ultimi anni, preceduti da una lunga carriera agli “Esteri” e da una precoce attenzione per multimedialità e giornalismo digitale, sono la direzione del sito web de “Il Giornale” e l’incarico di direttore generale sia di Timedia Holding Sa di Melide (Svizzera) sia del “Corriere del Ticino”, oltre che la fondazione dell’Osservatorio Europeo di Giornalismo e dell’Observatoire arabe du journalisme. Prosegui la lettura »

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L’ultima della UE: il web senza immagini (e senza idee). Si chiama censura. Io non ci sto. E tu?

di Marcello Foa

Schermata 2018-06-24 alle 16.16.34Ci stanno provando in tutti i modi da tempo, negli Stati Uniti e, soprattutto, in Europa. Chi segue questo blog sa come la penso: da quando l’establishment ha perso il controllo della Rete e soprattutto dei social media, veicolando idee non mainstream e favorendo l’affermazione di movimenti alternativi, quelli che vengono sprezzamentemente definiti “populisti”, ogni pretesto è buono per favorire misure per limitare la libertà di pensiero. Ci hanno provato usando l’ariete delle “Fake news” e il tentativo è ancora in corso, in queste ore stanno usando un altro grimaldello, il copyright.

Come ha denunciato, in perfetta solitudine, Claudio Messora su Byo Blu   la Commissione Affari Legali del Parlamento europeo, su proposta dell’immancabile commisario tedesco Oettinger,  ha dato il primo via libera alla legge sul Copyright, che di fatto, se verrà approvata anche in Aula,  permetterà di introdurre misure censorie.

L’articolo 11, instaura la cosiddetta “tassa sui link”. Non stiamo parlando, a scanso di equivoci di film o di canzoni o di interi libri, ma stiamo parlando del testo che, citato testualmente si riferisce, “anche ai più piccoli frammenti di articoli contenenti notizie”, che “devono avere una licenza”. Avete presente quel piccolo testo di anteprima che appare a fianco o sotto a un link, in mancanza del quale nessuno sano di mente si sogna di cliccare? Ecco, anche quello dovrebbe disporre di un’adeguata licenza!

Spiega Messora, che così continua: Prosegui la lettura »

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Viviamo in un totalitarismo glamour

di Diego Fusaro

Viviamo in un totalitarismo glamour

Fonte: Il Giornale

Diego Fusaro, 35 anni, docente all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP), è un filosofo che ha fatto del pensare altrimenti e ostinatamente contro il fondamento della sua riflessione, riuscendo però a scardinare il muro di gomma del pensiero unico imperante e del politicamente corretto.

La ragione c’è, ci spiega. Il sistema mediatico si configura come totalitarismo glamour, tratto tipico della società dei consumi, e deve dunque presentarsi ospitale per essere più convincente e, di conseguenza, tende ad accogliere tutti. Ha sempre funzionato così.
All’inizio della sua carriera, o anche di recente, lei ha vissuto dei momenti Off?

Le idee non dominanti, quelle per intenderci della classe non dominante sono da sempre non dico ostracizzate, ma quanto meno diffamate o considerate false in quanto tali. Quindi vivo e ho vissuto continuamente momenti Off.

Canone, forma e “mestiere” sono spesso osteggiati in ogni ambito artistico. Oggi tutto è performance, provocazione solipsistica, destrutturazione nella cultura del jet-set. Gli antichi modelli estetici dei popoli, ispirati al sacro e in grado di innescare empatia con il pubblico sono considerati con snobismo. Secondo lei sarebbe opportuno e, in ogni caso, possibile recuperare una dimensione estetica votata al Bello? Prosegui la lettura »

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Buone notizie contro Gay Pride, dittatura omosex, “nozze” sodomite

Segnalazione Redazione BastaBugie
Notizie dal mondo gay (un po’ abbattuto e sempre meno gaio): niente patrocinio ai Gay Pride per Trento, Genova e Lombardia, Bermuda controcorrente abroga le nozze gay, Corte Suprema Usa dichiara che un pasticciere può rifiutarsi di fare torta per ”nozze” gay
da Il Giornale

(LETTURA AUTOMATICA)

Niente patrocinio al Gay Pride, è una manifestazione divisiva e pertanto non va sostenuta.
Il governatore Attilio Fontana non intende concedere il logo regionale alla sfilata arcobaleno in programma il 30 giugno a Milano, lo ha confermato in un’intervista pubblicata ieri dal sito Lettera43.
É la linea che ha seguito peraltro anche a Varese, dove è stato sindaco per due mandati. «Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità. Le scelte in questo campo devono rimanere personali, sbandierarle è sbagliato. Il Gay Pride è divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere». Intende invece confermare la scelta dell’ex presidente Roberto Maroni che alla vigilia del corteo contro la legge sulle unioni civili (il ddl Cirinnà) nel 2016 illuminò il Pirellone con la scritta «Family Day».
«Lo rifaremo – assicura Fontana -, quella non è una scelta divisiva, è una scelta politica. Tutti riconoscono il valore della famiglia. È nella Costituzione, è uno dei fondamenti della nostra civiltà ed è uno dei principali punti di riferimento del programma dell’amministrazione precedente e di questa». Parole che fanno infuriare la Pd Monica Cirinnà firmataria del decreto sulle unioni civili: «Lombardia nel Medioevo dei diritti grazie a Fontana. E questa sarebbe la parte più progredita del Paese?». Applausi al governatore leghista dagli esponenti del centrodestra, si ribellano la sinistra e le associazioni gay. Ed è continuato anche ieri il botta a risposta a distanza tra Fontana e il sindaco sul tema profughi. Il presidente ha precisato che l’ipotesi di premi a Comuni che non accolgono per ora «è una proposta dell’assessore De Corato, la valuteremo. Ma con Sala la pensiamo in maniera diametralmente opposta». […] Prosegui la lettura »

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