Articoli con tag Il Secolo d’Italia

Il Fascismo e le pensioni agli italiani. La verità storica è più forte delle bufale di Aldo Grasso

di Francesco Severini

Il Fascismo e le pensioni agli italiani. La verità storica è più forte delle bufale di Aldo Grasso

Fonte: secolo d’Italia

Sulla prima pagina del Corriere della sera del 7/11/2018 Aldo Grasso confuta la “bufala” (secondo lui) delle pensioni introdotte dal fascismo in Italia, spiegando ai lettori che tra le “cose positive” che il regime mussoliniano ha introdotto non c’è l’Inps, come alcuni ripetono senza documentarsi a dovere. E scrive che l’Inps nacque invece nel 1898, mentre la pensione sociale arriva solo nel 1969, quando il fascismo era caduto da un pezzo. Una ricostruzione non corretta, fa notare il giornalista e scrittore Gianni Scipione Rossi: “Aldo Grasso – scrive Rossi in una nota su Fb – dimentica la sostanziale differenza tra l’assicurazione pensionistica volontaria per operai e impiegati, nata in Italia nel 1898, e quella obbligatoria, nata nel 1919, dunque prima del governo Mussolini”.  Prosegui la lettura »

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Rai, Foa: «Ma quale razzismo, la gente vuole solo essere padrona a casa sua»

Rai, Foa: «Ma quale razzismo, la gente vuole solo essere padrona a casa sua»di Giorgio Sigona

Il presidente della Rai Marcello Foa dà un colpo alla retorica buonista: non c’è xenofobia nelle azioni dei leader populisti europei nei confronti di migranti e rom. L’atteggiamento di sospetto della gente verso i migranti «si basa su una esperienza sociale diretta», ha detto in un’intervista al quotidiano israeliano Haaretz. Invece, ha aggiunto, la persecuzione di ebrei e altre minoranze durante la seconda guerra mondiale «era basata su una ideologia razzista». La verità, ha specificato Foa, è che in molti paesi occidentali «la gente ritiene di non essere più padrona a casa sua e io penso sia un sentimento legittimo». Ci sono – ha aggiunto – «molte organizzazioni internazionali che hanno enormi poteri e nessuno sa nulla di loro, per questo quello che chiamiamo sovranismo è un meccanismo di autodifesa». Secondo il presidente della Rai, scrive Haaretz,  sovranismo significa maggiori controlli sui confini per fermare il flusso dei migranti e meno restrizioni sulle politiche economiche e di bilancio, ma anche che la sovranità va restituita al popolo e levata ad istituzioni internazionali, fra cui la Ue. Sovranismo, argomenta Foa, non significa nazionalismo. «I nazionalisti – spiega – ritengono che il loro paese sia superiore ed abbia un qualche primato morale, economico e culturale sugli altri paesi. Io respingo il nazionalismo, è pericoloso, appartiene ad un’altra era e ha solo causato danni», ha continuato Foa, secondo il quale il sovranismo vuole tornare a nazioni-stato che possono avere fra loro relazioni di commercio e dialogo senza interferenze di meccanismi internazionali.

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/10/rai-foa-ma-quale-razzismo-la-gente-vuole-solo-essere-padrona-a-casa-sua/ Prosegui la lettura »

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Conte vola da Putin: sul tavolo 15 accordi economici

Conte vola da Putin: sul tavolo 15 accordi economici (alla faccia delle sanzioni)Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è arrivato a Mosca. Lo riferisce l’agenzia Tass. Il premier è atterrato all’aeroporto Vnukovo-2. Domani Conte incontrerà il presidente russo Vladimir Putin. Rapporti economici in primo piano, con la firma di una quindicina di accordi (a dispetto delle sanzioni) , e poi le questioni internazionali, Libia in testa, e Siria, Iran, Ucraina.

Ieri, alla Stampa estera, Conte ha spiegato che l’incontro con Putin “sarà un’occasione di rilancio dei rapporti economico-commerciali” e ha anticipato la firma di una serie di intese.

Il presidente del Consiglio ha ribadito l’auspicio, espresso già al G7 in Canada lo scorso giugno, al suo esordio sulla scena internazionale, che si torni presto a un G8 con la Russia, in modo da “poter affrontare e risolvere i problemi che attualmente stentiamo arisolvere perché non siamo tutti attorno al tavolo”. “Sulle sanzioni – ha insistito Conte – la nostra posizione è chiara, non sono un fine ma un mezzo, sono collegate agli accordi di Minsk ma non è con le sanzioni che si risolvono i problemi”. Prosegui la lettura »

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Bologna, nove anni di attentati “rossi” senza colpevoli

Bologna, nove anni di attentati “rossi” senza colpevolidi Massimiliano Mazzanti

Riceviamo da Massimiliano Mazzanti e volentieri pubblichiamo.

Caro direttore, come spesso, anzi, come sempre, a Bologna non è successo niente, quando si dovrebbe far giustizia di episodi gravissimi di violenza politica o di vero e proprio terrorismo di matrice “rossa”. Nella città in cui alle organizzazioni di destra vengono negate sale legittimamente richieste o in cui si grida allo scandalo per uno striscione appeso qua o là, le centrali della violenza comunista possono continuare ad agire impunemente. Ieri, sono stati prosciolti tutti gli “anarchici” inquisiti per gli attentati incendiari compiuti tra il 2010 e il 2011 e che colpirono ristoranti ed enti di varia natura. Attentati tutti uguali nelle modalità, alcuni anche sfacciatmente rivendicati sui siti della “sinistra antagonista”. Sei anni di indagini – l’inchiesta condotta da Enrico Cieri e Antonella Scandellari, due dei pm che conducono l’accusa contro Gilberto Cavallini, era stata chiusa l’anno scorso – letteralmente buttati nel cestino, se non peggio, visto che il gup Antonio Ziroldi non ha ritenuto nemmeno di mandare a processo gli indagati. Appunto: come se nulla fosse successo. Oppure, come se nulla fosse stato effettivamente verificato, nei 10 faldoni di cui si componeva il lavoro degli inquirenti. Una montagna di carta inutile, evidentemente. Prosegui la lettura »

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La bomba di Silvana De Mari in Tv dalla Gruber

Segnalazione di Redazione BastaBugie

A 8 e mezzo su La7 la dottoressa cita il gay Mario Mieli che esaltava la pedofilia… Lilli Gruber rimane spiazzata e senza parole (VIDEO: Silvana De Mari e Lilli Gruber)
da Il Secolo d’Italia

(LETTURA AUTOMATICA)

La psicoterapeuta e scrittrice di romanzi fantasy Silvana De Mari ha fatto saltare sulla sedia Lilli Gruber durante la puntata di lunedì sera di Otto e mezzo su La7.
La De Mari, invitata per parlare di violenza del linguaggio in politica e sui social, ha condannato la dittatura del politicamente corretto e il suo esempio, relativo al circolo Mario Mieli di Roma, ha letteralmente stravolto la scaletta del talk show.
Silvana De Mari è nota per la sua tesi secondo cui l’omosessualità è una malattia psicologica ma non ha parlato di questo nel salotto della Gruber. Riferendosi all’impossibilità di manifestare liberamente le proprie opinioni che è uno dei tratti violenti delle società nelle quali impera il “pensiero unico” ha detto che esiste a Roma un circolo gay ispirato a una figura di intellettuale, Mario Mieli, appunto, morto suicida a 31 anni, il quale era “attratto dall’erotismo dei bambini”.
La De Mari ha riportato citazioni testuali da un libro di Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale. Ha inoltre ricordato che nel corso dei suoi spettacoli Mario Mieli, che costruiva il suo personaggio sulle provocazioni, mangiava i suoi escrementi  e quelli del suo cane per dimostrare che l’amore deve essere libero di manifestarsi in tutte le sue forme, e tra queste forme appunto erano incluse pedofilia e necrofilia. Prosegui la lettura »

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La legge anti-caporalato? La fece il fascismo nel 1926. E la abolì Badoglio

La legge anti-caporalato? La fece il fascismo nel 1926. E la abolì Badogliodi Antonio Pannullo

Il “caporale” è la figura di intermediatore illegale tra latifondista e manodopera non specializzata. È una piaga presente da sempre, e in Italia si è saldata con la criminalità organizzata, soprattutto nel centrosud. La parola “caporalato” è tornata in questi giorni sotto i riflettori a causa degli incidenti che hanno visto coinvolti lavoratori stagionali stranieri in Puglia, ma è un male antico, un male “liberale”. Nel 2016 la Camera approvò la cosiddetta legge anti-caporalato, che però evidentemente non ha avuto effetto sul fenomeno, probabilmente a causa degli scarsi controlli da parte delle autorità. La rivista e blog Italia coloniale però, diretta da Alberto Alpozzi, ci ricorda che il caporalato fu combattuto e sconfitto, come la mafia del resto, dal fascismo, che nel 1926 varò la legge 563, detta “legge sindacale”, perfezionata e modificata fino al 1938 con altre norme tese a “contemperare secondo equità gli interessi dei datori di lavoro con quelli dei lavoratori tutelando, in ogni caso, gli interessi superiori della produzione”. Italia coloniale, nel pezzo a firma Maria Giovanna Depalma, ricorda anche che queste rivoluzionarie normative, inserite nel Codice corporativo e del lavoro fascista, valevano oltre che in Italia anche nelle colonie, cosa che contribuì ad abolire nell’Africa italiana la schiavitù e la servitù della gleba, fiorenti fino alla conquista da parte dell’Italia dell’Africa orientale.

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Salvini cita Lui: “Molti nemici, molto onore”. Ma la frase non è del Duce…

Salvini cita Lui: “Molti nemici, molto onore”. Ma la frase non è del Duce…di Antonio Pannullo

Adesso chissà quante glie ne diranno a Salvini: “Tanti nemici, tanto onore!”. Lo scrive il vicepremier Salvini, su Facebook, postando un articolo di stampa che riporta notizia dei vari attacchi al ministro dell’Interno, negli scorsi giorni, dai settori cattolici a quelli della sinistra. In realtà il motto di Mussolini non era “tanti nemici”, ma “molti nemici”, tuttavia il senso è quello.

E inoltre non è neanche la prima volta che Salvini utilizza questa frase, he poi è una frase di di semplice buon senso: il leader della Lega la utilizzò almeno un’altra volta, nel febbraio 2015, riferendosi alle critiche dei buonisti su di lui che sottolineava che c’erano italiani in povertà mentre lo Stato pagava gli alberghi ai clandestini. La frase, essendo di sicura efficacia, è stata utilizzata da molte persone, ed è erroneamente attribuita a Giulio Cesare, come molti altri motti del Duce. Ma non è neanche sua. Questa bella frase è quasi certamente stata inventata da un uomo che di nemici nella sua vita ne ebbe davvero tanti: il condottiero tedesco Georg von Frundsberg (1473-1528), ovviamente sconosciuto in Italia. Era un generale del Sacro Romano Impero della nazione tedesca che combatté per la casata Asburgo, e in particolare per l’imperatore Massimiliano I. Tutta la vita Georg la trascorse combattendo quasi ininterrottamente per gli Asburgo, soprattutto in Italia. Sembra che proprio a Vicenza, combattendo contro i veneziani nella battaglia di La Motta, veneziani che erano in numero soverchiante, il condottiero disse al suo servo che gli aveva fatto notare la sproporzione: “molti nemici di von Frundsberg, molto onore!”. Era il 1513.

Oggi c’è una statua in suo onore al Museo militare di Vienna, voluta da Francesco Giuseppe, e durante la Seconda Guerra Mondiale una divisione Waffen SS ebbe il permesso di fregiarsi del titolo di Frundsberg. Il condottiero tedesco è stato dimenticato, ma la frase è rimasta, così come sono rimaste e sono state utilizzate le frasi inventate dagli Arditi durante la Grande Guerra, motti ripresi da Mussolini e rilanciati per la loro validità e per il messaggio di cui erano portatori. Tra queste, “Chi si ferma è perduto”, “Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora”, etc. Insomma, le frasi, i motti, gli slogan si direbbe oggi, raramente appartengono alla persona che li ha resi famosi, ma il merito di Mussolini e di altri leader è certamente quello che di aver valorizzato quei concetti che toccano le corde emotive dell’uomo e che in definitiva sono valori eterni. Tornando a Salvini, siamo pronti a scommettere che la bufera per il suo utilizzo di certe espressioni continuerà. Ma scommettiamo anche che Salvini, per rimanere nella metafora, “se ne frega”.

P.S: anche questo era un motto degli Arditi della Grande Guerra…

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/07/salvini-cita-lui-molti-nemici-molto-onore-ma-la-frase-non-e-del-duce/ Prosegui la lettura »

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Macchina del fango: il ministro della Famiglia è “fascista e omofobo”

Macchina del fango: il ministro della Famiglia è “fascista e omofobo”“Quando uno dei nostri arriva a fare il Ministro e mantiene le posizioni, è un dovere di tutti noi, in quanto Cattolici, fare quadrato e sostenerlo, senza se e senza ma, ciascuno secondo il suo stato e le sue possibilità”. (Matteo Castagna, 1/06/18)

di Redazione de Il Secolo d’Italia

Ad aprire le danze della demonizzazione è Repubblica, occupandosi di Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, con un articolo che elenca i motivi di “allarme” e “preoccupazione” che renderebbero l’esponente del governo Conte pericoloso per l’Italia. Cominciamo: si è sposato con doppio rito, tridentino e civile; ha scritto un libro sul calo demografico; si è espresso contro i matrimoni omosessuali; apprezza Marine Le Pen e Putin. Siete preoccupati? Se non lo siete abbastanza arriva subito il “piatto forte”. E cioè la partecipazione a un convegno di Fortezza Europa, associazione di Verona, moderato dal frontman della banda musicale Hobbit, Emanuele Tesauro. E poi il tifo per l’Hellas Verona che gli ultrà neri della curva sud definiscono la “squadra a forma di svastica”.

Queste sarebbero le ombre che gravano sul neoministro della Famiglia, il quale, intervistato dal Corriere, chiarisce che la questione dei matrimoni gay non è nel contratto di governo e quindi non se ne occuperà. Quanto alle sue dichiarazioni, non sono contro i gay, ma tese a sottolineare che la famiglia è la comunità più importante. In ogni caso alla domanda “come si comporterà con le famiglie arcobaleno”, la sua risposta è “perché esistono le famiglie arcobaleno? Per la legge non esistono”. Una risposta subito rilanciata dai media e che è destinata a suscitare scalpore. Tra i suoi obiettivi, annuncia ancora, potenziare i consultori per dissuadere le donne ad abortire e abbassare  l’Iva su tutti i prodotti che riguardano l’infanzia. “Non ho mai detto – chiarisce – che le donne non possono abortire, ma metterò in atto delle politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti”.

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/06/macchina-del-fango-il-ministro-della-famiglia-e-fascista-e-omofobo/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Prosegui la lettura »

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Franceschini e Gentiloni fuori con tutti gli scatoloni!

Buone notizie: Franceschini e Gentiloni fuori con tutti gli scatoloni!di Gioacchino Rossello

Finalmente alcune buone notizie: Paolo Gentiloni se ne torna a casa con tutti gli scatoloni appresso.  Il premier uscente (e speriamo non più rientrante!) prima di togliere il disturbo ha riunito dipendenti e collaboratori di palazzo Chigi per il discorso di commiato: “Grazie, è stato un grandissimo onore”, ha sussurrato ai presenti nella sala Verde. Applausi di circostanza e via. Come tutta la compagine di governo. Spazzata dal voto degli italiani.  Alcuni, come la Fedeli o Galletti, si erano portati avanti già da qualche giorno. E così anche Dario Franceschini, che l’11 maggio scorso aveva voluto dare di persona “un abbraccio affettuoso e un saluto” ai dipendenti del Mibact, ma che solo oggi però ha chiuso l’ufficio. L’ormai ex ministro dei Beni Culturali non ha resistito al richiamo dei social e, con un tweet con tanto di foto ha immortalato se stesso con l’ultimo scatolone. Prosegui la lettura »

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Il Corriere della Sera si schiera: “L’islamismo uccide la nostra civiltà”

http://www.secoloditalia.it/files/2018/02/gori-vuole-il-patto-con-lislam.png

l’analisi del rapporto con i cittadini islamici che vivono in Italia, dalle colonne del Corriere del professor Angelo Panebianco, centra la questione Islam

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