di Marcello Veneziani 

La scomparsa della sinistra

Fonte: Marcello Veneziani

A ben vedere, Matteo Renzi è stato l’ultimo tram, l’ultima carta vincente per la sinistra ogm. Dopo di lui il disastro. Neanche la cocente, schiacciante disfatta elettorale dice fino in fondo in che condizioni è oggi ridotta la sinistra. Brandelli incomponibili, branchi vaganti senza direzione e destinazione, assenza totale di leadership e di programmi credibili per il paese, sopravvivenza solo di alcune oligarchie e poi basta. Oggi s’aggrappa a fasi alterne all’antipopulismo o ai grillini.

Con Renzi, seppure per uno spettacolare equivoco, la sinistra toccò il cielo del 40% di consensi con un dito. Breve parabola, poi finita con un tiro al piccione dei più barbari per abbattere il “piccolo tirannello”, che però li aveva portati in cima ai consensi, alla guida pressoché solitaria del Paese. Renzi mancò “l’appuntamento con la storia” quando non ebbe il coraggio e la statura di andare in fondo col suo Partito della Nazione, trasversale, che lasciava alle spalle la vecchia, rancida, rancorosa sinistra antifascista per conquistare la centralità nel Paese. Si spaventò, Renzi, delle ostilità raccolte a sinistra, cercò di recuperare tra i suoi; poi azzoppato dal referendum, tentò vanamente di ricollocarsi nel centro-sinistra, fingendo di essere una specie di Prodi 2.0. E lì via via perse pezzi, riuscendo a perdere le simpatie conquistate al centro e a destra, senza guadagnare la minima simpatia a sinistra. Ma crollato Renzi, la sinistra è in polvere, priva di senso di marcia, fa leva solo sul risentimento verso i populisti. Prosegui la lettura »

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