Articoli con tag Italicum

Verso la fine dell’Occidente?

di Luigi Tedeschi

Verso la fine dell’Occidente?

Fonte: Italicum

Con l’implosione dell’Occidente finirà anche l’Europa?

La decisione di Trump di far ritirare gli USA dall’accordo sul nucleare con L’Iran, con il relativo ripristino dell’embargo economico, può determinare una frattura gravida di conseguenze nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Probabilmente la rottura di Trump, con la dottrina dell’America First, rispetto alla politica estera di Obama, comporterà la fine dello stesso Occidente, come area geopolitica che si è identificata nell’alleanza atlantica tra USA ed Europa occidentale, sorta alla fine della seconda guerra mondiale.

Con Trump si riafferma l’unilateralismo americano in politica estera e tramonta il multilateralismo di Obama, quale fase della geopolitica americana caratterizzata dal declino del primato mondiale degli USA, dovuto all’emergere di nuove potenze continentali, quali la Russia, la Cina, l’India e in misura minore dello stesso Iran. Le potenze emergenti hanno determinato la fine dell’epoca dell’espansionismo americano su scala globale, affermatosi a seguito del crollo dell’URSS.

Lo stesso ruolo dell’Europa nel mondo ha subito un drastico ridimensionamento, sia economico che politico. L’Europa infatti non è una istituzione politica unitaria, ma solo una unione economico – monetaria, che dal punto di vista geopolitico non è stata in grado di affrancarsi dal predominio americano. Pertanto l’Europa è rimasta fortemente coinvolta nel declino americano nel mondo, scontando le conseguenze della propria subalternità. Prosegui la lettura »

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La Repubblica di Platone: una filosofia contro il mondo moderno

di Luca Leonello Rimbotti

La Repubblica di Platone: una filosofia contro il mondo moderno

Fonte: Italicum

Utopia letteraria, oppure vero manuale di costruzione del politico? Tra questi due poli si è spesso mossa la critica all’opera più graffiante e incisiva di Platone, considerando volta a volta questo testo capitale come un’esercitazione retorica, oppure una prova ontologica, o invece, cosa che è da condividere, un vero manifesto di politica universale, capace di costituire in ogni tempo un codice di esemplare tenuta sociale. Altre volte invece, come nel caso del liberale Popper, Platone e la sua “Repubblica” hanno recitato la parte del nemico pubblico numero uno, l’ideologia che, proponendo una società ben organizzata in sé, salda e solida e quindi chiusa ai pericoli e ai mali esterni, più di altre mette in pericolo le beatitudini della “società aperta”.

Il catalogo delle posizioni che la “Repubblica” platonica sciorina è di quelli difficili da digerire per chi abbia lo stomaco egualitario, pacifista e progressista. Impossibile non vedere che il classicismo antico e la degenerazione postmoderna sono su posizioni antitetiche. Per occhi borghesi e moderati, cosmopoliti e “buonisti”, il pensiero di Platone rappresenta lo scandalo massimo: esso tratteggia al sommo grado la comunità, e quindi liquida a priori l’individualismo, che invece è il grande rifugio delle impotenze liberali. Questi sono alcuni dei punti più qualificanti del politico platonico, che costituiscono – come giustamente, dal suo punto di vista, rilevava Popper – quanto di più inassimilabile alla mentalità dei “democratici” post-moderni: la rigida e severa paideia, l’educazione e la selezione cui Platone affidava nella “Repubblica” la crescita delle classi dirigenti della città ideale; la soppressione dell’individualismo dinanzi al prevalere degli interessi di comunità; la comunanza, addirittura, delle donne e dei beni; l’abolizione della proprietà privata; il predominio dello Stato “organico” sul singolo individuo, di cui non si conoscono diritti, ma unicamente doveri; il tipo di governo, gerarchico, aristocratico ed elitario, al quale partecipano i filosofi e niente affatto la massa del popolo. Tutto questo scandalizza la tempra ipocrita e fraudolenta dei “democratici” moderni, che spacciano le loro oligarchie alto-borghesi per governi “del popolo” e barattano le loro dittature finanziarie per servizi resi alla maggioranza. Prosegui la lettura »

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Fake News e verità indotte

di Enrica Perucchietti

Fake News e verità indotte

Fonte: Italicum

Intervista a Enrica Perucchietti, autrice del libro “Fake News”, Arianna Editrice 2018, a cura di Luigi Tedeschi 

  1. Secondo il pensiero di Walter Lippmann, la nostra percezione della realtà è condizionata da immagini, concetti, valori morali non acquisiti direttamente, ma trasmessici da altri. Pertanto, la narrazione dei fatti è necessariamente soggettiva, una rappresentazione della realtà formatasi attraverso stereotipi, assunti quali canoni interpretativi della realtà stessa. Nella fluidità della odierna comunicazione telematica quindi nuovi stereotipi si sostituiscono a vecchie forme di manipolazione della realtà. Occorre allora concludere che se la percezione della realtà è sempre mediata dal succedersi ininterrotto di stereotipi culturali nel tempo, ogni verità scaturisce da parametri selettivi di interpretazione della realtà stessa. In tal caso le post – verità virtuali della tecnologia mediatica, non finiscono per essere equiparate alle concezioni metafisiche del sapere filosofico e/o alle verità trascendenti proprie delle fedi religiose?

Il rischio esiste. Eppure la verità è una, con le sue infinite sfumature, al di là degli stereotipi o degli archetipi culturali che ognuno di noi ha ereditato o in cui è stato indottrinato. Concordo con il filosofo Alain De Benoist secondo cui l’intento della post-verità sarebbe quello di screditare la verità presentandola come un “grande racconto” al quale non si può più credere proprio perché ognuno si è costruito la propria verità soggettiva. Sarebbe il trionfo relativismo: tutto diventa “relativo”, virtuale e pertanto caotico. A questo punto di spaesamento collettivo ecco che il Potere garantisce l’esistenza della propria verità tramite l’azione di vigilanza dei media mainstream e delle leggi introdotte per garantire l’ordine. Si vuole cioè che ognuno di noi diffidi sempre più delle notizie che può trovare sul web anche qualora siano documentate e vere e più in generale dell’informazione alternativa per fare esclusivo riferimento alle notizie “certificate”: ci si deve affidare solo a quello che il Partito dice e ha deciso per tutti. Gli altri saranno complottisti, webeti e avvelenatori di pozzi. Prosegui la lettura »

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