Articoli con tag Mattarella

“DICIANNOVI”…

di Alfio Krancic Prosegui la lettura »

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L’Euro che unisce i popoli europei

Scritto e segnalato da Maurizio Blondet

L’EURO CHE UNISCE I POPOLI EUROPEI

(copio e incollo:) Il primo ministro Conte annullerà la visita a Parigi.  Il ministro degli Esteri Moavero convoca l’ambasciatore francese  (Macron  ammassa truppe al confine?).    In  Germania, il ministro degli interni Seehofer si complimenta con Salvini, e spacca con la Merkel. AfD sta per raggiungere lo SPD, sul piano elettorale esarà il secondo partito. “La differenza fra un cambio …

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Fermate l’Italia, voglio scendere

di Roberto Pecchioli

Fermate l’Italia, voglio scendere

Fonte: Ereticamente

Fermate l’Italia, voglio scendere. Uno dei problemi, invecchiando, è non riuscire più a comprendere ciò che vediamo. Sfuggono dalle mani i codici per decifrare la realtà nuova, ci si sente estranei, inadeguati e si finisce per rinchiudersi in se stessi. Se la vedano “loro”, noi rimaniamo spettatori di fatti che accadono nostro malgrado e di cui non sappiamo individuare senso o direzione. Come assistere a un film bengalese in lingua originale. Per questo siamo in tanti a voler scendere.

L’Italietta è diventata Italiaccia. Per un paio di giorni abbiamo avuto tre governi. Quello in carica “per il disbrigo degli affari correnti”, come recita la formula ampollosa e sottilmente umoristica del protocollo ufficiale, quello “del presidente” di Carlo Cottarelli, funzionario del Fondo Monetario Internazionale, nonché quello sgradito a tutte le oligarchie, capitanato dal professor Conte con la partecipazione del bieco bolscevico, fascista e anti europeo Paolo Savona. La formazione gesuitica del capo dello Stato ha permesso di riesumare una categoria teologica caduta nell’oblio, quella dei peccati commessi con pensieri, parole, opere e omissioni. Il processo alle intenzioni del diabolico ottuagenario Savona, pronto ad uscire dall’euro in 48 ore nette (?!) ha tuttavia consentito agli italiani di vederci più chiaro.

Il buon Mattarella si è presentato al popolo per rivendicare lo stop a Savona nel nomedei Mercati, rivelando – santa ingenuità – di chi è garante e presidente. Il commissario europeo con passaporto tedesco, HerrOettinger, colto anch’egli da un attacco di sincerità, ha ringhiato che ci penseranno i Mercati (sempre con la maiuscola!) a insegnare agli italianuzzi, piccoli, neri, sporchi e fetenti a votare come si deve. Persino Juncker, forse tradito dalla birra belga, ha rivelato apertisverbis quanto gli stiano sulle scatole gli abitatori dello Stivale, fannulloni, mantenuti, corrotti (verissimo, ma in affollata compagnia) e tante altre cose. Prosegui la lettura »

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Il terrorismo finanziario tedesco contro la sovranità italiana

di Luigi Tedeschi

Il terrorismo finanziario tedesco contro la sovranità italiana

Fonte: Italicum

La Germania domina l’Europa mediante il terrorismo finanziario, un’arma di distruzione di massa per gli stati, che comporta l’abrogazione della democrazia.  

Era già tutto previsto, trattavasi comunque di una facile profezia.
Il veto di Mattarella è perfettamente coerente con una prassi inaugurata da Napolitano ed ormai consolidata, quella dei governi del presidente. Che tale prassi sia in aperto contrasto con la costituzione, che si destituiscano governi eletti dal popolo e si nominino altri governi “tecnici” su mandato della Germania e si antepongano i diktat europei alla sovranità nazionale è ormai chiaro a tutti. Si è imposto un presidenzialismo di fatto imposto dall’Europa. Ma soprattutto, nominando Cottarelli al posto di Conte, Mattarella ha compiuto una scelta di indirizzo politico che viola palesemente la costituzione italiana.

Quella dei tecnici è infatti una scelta eminentemente politica che destituisce la sovranità popolare. Così si esprimeva Marco Della Luna nel libro“Traditori al governo” (Arianna Editrice 2013), in relazione alla nomina del governo Monti da parte di Napolitano: “… Nel caso della situazione italiana, e in generale di un sistema complesso come è complesso ogni Paese, i problemi sono molti (non solo economici, ma anche sociologici, idrogeologici, legislativi), sono non chiari ma controversi nella loro individuazione e nelle loro cause; non vi è una tecnica precisa e condivisa (perché, anche all’interno della scienza tecnica economica vi sono scuole totalmente divergenti sia nell’analisi delle cause che nelle ricette, anzi il nocciolo delle scelte è tra opposti modelli economici); non si tratta solo di risolvere problemi, ma di scegliere che obiettivi perseguire, che priorità fissare, quali classi sociali tassare, quali privare di assistenza, quale modello di sviluppo (o modestamente di sopravvivenza) adottare, e forse ancor più se difendere una certa indipendenza nazionale oppure no, se accettare o respingere un’ architettura eurofinanziaria ad egemonia tedesca, come contestare e modificare l’attuale struttura dell’Eurosistema. Tutte queste scelte sono scelte prettamente politiche, non tecniche; e, in base alla Costituzione italiana e ai principi generali della democrazia rappresentativa, solo un governo politico, con un mandato popolare, può essere legittima¬mente posto a compierle. Non un tecnico o un governo di tecnici. E infatti il governo Monti ha compiuto, con l’avallo esplicito e ripetuto di Napolitano, una serie di scelte pesantemente politiche, ideologiche, classiste, e ben poco “tecniche”. La tesi del governo dei tecnici è un balla per coprire una palese e fondamentale in¬costituzionalità, non sanabile a posteriori da un voto parlamentare, tanto più che i parlamentari e i partiti non erano liberi e sereni, ma erano tenuti sotto varie minacce, interne ed esterne, dallo spread allo scioglimento anticipato prima della maturazione della pensione”. Prosegui la lettura »

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Punto di non ritorno

di Marcello Veneziani

La tela di Penelope. Si tesse di giorno, si disfa di sera. O se preferite, si annuncia un altro aborto di Stato. Dopo tre mesi si profila difficile l’impresa di Cottarelli, che pure sembrava partito con tutte le benedizioni giuste, eccetto un trascurabile particolare, il popolo sovrano. Quel ciondolino fastidioso lì, chiamato Italia. E invece è ancora in alto mare, e si corre a fari spenti nella notte in una via romana piena di buche e agguati. Il Tessitore, Mattarella, ha perso il bandolo, ha fatto errori vistosi, forse mal consigliato, è riuscito a far saltare prima la padella, poi la brace e ora rischia di restare col cerino in mano mentre lo spread cresce col panico. Non sa più che pesci pigliare, avanza il baratro, si agitano spettri di elezioni al solleone.

Qualunque cosa accada sappiamo che ormai abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. Un abisso incolmabile si è scavato tra il Blocco Unico del Potere e l’Italia intera. Il Blocco Unico comprende il Pd, la Grande Stampa, la Grande Finanza, la Casta, i Palazzi, a partire dal Quirinale… Poi c’è tutto il resto. Che non è solo la Piazza, il popolo grillino e leghista, i militanti, ma anche i tanti refrattari, gli indipendenti, i disgustati bilaterali, i tanti che vivono, pensano, lavorano fuori dal Blocco Unico.

Stava nascendo per la prima volta un governo di assoluta minoranza, emanazione del Blocco Unico, a dispetto del voto e dell’Italia. Altre volte i governi tecnici di Palazzo avevano almeno una foglia di fico in Parlamento. Stavolta non c’è manco quello, pure il Pd che era l’azionista unico di riferimento ha capito che è meglio sfilarsi, anche perché Cottarelli annuncia solo tagli, lacrime e sangue. All’inizio Mattarella aveva scartato pure l’ipotesi di un governo di centro-destra che aveva la maggioranza relativa del parlamento. E invece ha poi varato un governo oligarchico, la coalizione Pd-Potentati. Prosegui la lettura »

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Il nobel economia Krugman contro la scelta di Mattarella. Ecco perché l’antipolitica vince sull’establishment

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Nobel economia Krugman contro Mattarella. Preferisce l’euro alla democrazia

Nobel economia Krugman, dure critiche a Mattarella: preferisce l’Euro alla democrazia. Krugman non è un populista ma fa capire perché la scelta è sbagliata

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Salvate il soldato Mattarella da chi vuole difenderlo a tutti i costi

Segnalazione Linkiesta

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Salvate il soldato Mattarella da chi vuole difenderlo a tutti i costi

Le scelte del presidente della Repubblica hanno scatenato un conflitto senza precedenti. Una lotta che vede combattere sedicenti difensori delle istituzioni contro chi si sente espropriato dell’investitura popolare. Ma il Colle, sede della concordia nazionale, non può diventare un campo di battaglia. (di Alessandro GiuliLEGGI)

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Il no di Mattarella? Tra scelte politiche e poteri forti

Risultati immagini per Mattarella e i poteri fortiScritto e segnalato da Marco Milioni

I motivi per cui il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha de facto detto no ad un esecutivo composto da Lega e M5S con Paolo Savona all’Economia e Giuseppe Conte premier sono oggetto di uno scontro durissimo. E lo saranno a lungo. E come succede in casi del genere i motivi di scelte tanto drastiche scatenano reazioni di ogni tipo: ci sono gli insulti sul web. C’è la critica dura e meditata di un costituzionalista di rango come Massimo Villone, sino a giungere ai j’accuse di Massimo Fini e Ugo Mattei. Il tutto lascia intuire che la posta in gioco sia altissima.

Ora sarebbe importante riuscire a capire se il niet del capo dello Stato abbia davvero solo delle generiche correlazioni con la necessità di tutelare i risparmiatori o se sotto ci sia dell’altro. Anzitutto chi sono i risparmiatori cui si riferisce Mattarella? Sono i signor Bianchi e le signore Rossi che hanno messo via un po’ di Btp? Sono i grandi stake-holder che di mestiere fanno profitto col debito pubblico delle nazioni? Per cercare di fare un po’ di luce in questo antro occorre dare conto di una indiscrezione che gira da diverse ore tra i parlamentari veneti eletti di recente tra palazzo Madama e Montecitorio. Una indiscrezione secondo cui persone vicinissime a Mattarella avrebbero sconsigliato al capo dello Stato di permettere che un ministro considerato poco incline ai desiderata dei grossi investitori sui titoli di Stato mettesse gli occhi sul bauletto che al dicastero dell’Economia contiene uno dei segreti meglio custoditi e più oggetto di polemiche degli ultimi anni: quello dei derivati sottoscritti dallo Stato a garanzia del debito pubblico. Prosegui la lettura »

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DIETRO LE QUINTE/ Fra spread e crack bancari: quella telefonata di Draghi al Colle…

Mario Draghi (Lapresse)Sergio Mattarella ha spiegato direttamente agli italiani il perché del suo no alla poltrona di ministro dell’Economia a Paolo Savona, evocando la tutela del risparmio.

Non si può dubitare della buona fede personale e istituzionale di un presidente della Repubblica come Sergio Mattarella: se ha detto in diretta tv che la nascita del governo Lega-M5S con Paolo Savona all’Economia avrebbe messo a rischio i risparmi degli italiani bisogna credergli e rispettare le sue scelte. Una democrazia funziona così: l’impeachment va bene per un presidente che tradisce il suo Paese, non per uno che si assume le sue responsabilità ultime. E poi il parere finale, al Quirinale, è quasi sicuramente giunto dal presidente della Bce, Mario Draghi: chi, tutt’oggi, avrebbe potuto ignorarlo?

Nelle prerogative costituzionali del Capo dello Stato c’è la valutazione ultima di ciò che è bene per il Paese: lo confermano i giuristi e lo dice una lunga esperienza. Resta il fatto che per la seconda volta in sette anni il Quirinale ha dovuto esercitare questa autorità legittima, ma inequivocabilmente eccezionale: in entrambi i casi sotto la pressione dello spread sovrano in peggioramento.

Il riaccendersi dell’emergenza è la prima e più importante differenza fra l’intervento deciso di Giorgio Napolitano nel 2011 sul governo Berlusconi e quello di Mattarella ieri sera contro l’alleanza Lega-M5s: perché nel 2018 l’Italia è ancora a rischio-spread? In mezzo c’è stato il riformismo tecnocratico di Mario Monti e poi il quinquennio di governo da parte del Pd: come mai il rapporto debito/Pil è rimasto critico, il primo non è stato neppure intaccato e il secondo non è stato davvero rilanciato come altrove in Europa?

CONTINUA SU: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2018/5/28/DIETRO-LE-QUINTE-Fra-spread-e-crack-bancari-quella-telefonata-di-Draghi-al-Colle-/822893/ Prosegui la lettura »

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Peccato!

L’OPINIONE

di Marco Cedolin

Peccato!

Fonte: Il Corrosivo

Sono fermamente convinto del fatto che con l’aborto (assai poco spontaneo) del possibile governo Salvini-Di Maio, l’Italia abbia perso una grossa occasione per provare a rialzare la testa e porre un freno alla devastazione progressiva del Paese.
Personalmente non avrei mai dato il mio voto al M5S o alla Lega, troppo assente sul dramma dell’immigrazione selvaggia e troppo condiscendente con la UE il primo, scarsamente attenta in materia di povertà e lavoro e priva di qualsiasi sensibilità ambientalista la seconda.
Però nel tentativo di fare sintesi fra i propri rispettivi programmi, le due forze politiche erano riuscite a dare vita…
ad una sorta di contratto che tutto sommato mi convinceva (e avrei votato volentieri) perché attraverso l’intervento altrui suppliva alle mancanze di ciascuno. Una possibilità concreta per il Paese, insomma, cosa che però purtroppo hanno intuito anche i grandi poteri sovranazionali che per mano di Mattarella hanno proceduto alla soppressione.
E ora cosa succederà?
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