Articoli con tag Matteo Salvini

Orbán all’Europarlamento: “Non accettiamo minacce e ricatti. Non saremo patria di immigrazione”

Il premier ungherese interviene davanti alla plenaria di Strasburgo “per difendere l’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea”

STRASBURGO – Dopo aver anticipato parzialmente il suo discorso con diversi post sul proprio profilo Facebook, il premier ungherese Viktor Orbán ha parlato oggi a Strasburgo al Parlamento europeo nell’audizione sul rapporto Sargentini in cui si deciderà se sanzionare o meno Budapest sulla violazione dello stato di diritto. “Voi vi siete fatti già un’idea su questa relazione, e il mio intervento non vi farà cambiare opinione, ma sono venuto lo stesso. Non condannerete un governo, ma l’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia patria”, ha detto il primo ministro ungherese, che ha difeso il proprio operato soprattutto per il largo consenso che il suo governo riscuote in patria. E proprio confortato dal consenso interno, Orban non ha avuto problemi a schierarsi direttamente contro le istituzioni europee: “L’Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario”.  Il leader di Fidesz, che a Bruxelles fa parte della famiglia del Partito popolare europeo, ha affermato come le misure sull’immigrazione siano state prese sulla base della volontà espressa dal popolo ungherese: “Siamo noi a difendere le nostre frontiere e solo noi possiamo decidere con chi vivere. Abbiamo fermato centinaia e migliaia di migranti clandestini e abbiamo difeso l’Ungheria e l’Europa. Gli ungheresi hanno deciso che la nostra patria non sarà un paese di immigrazione”. Prosegui la lettura »

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Salvini ha annunciato entro l’autunno accordi di espulsione e rimpatrio di migranti

salvini migranti espulsione rimpatrioFOTO CREDITANDREAS SOLARO Matteo Salvini (Afp)

L’intervista del ministro dell’Interno a Rtl, dove ammette che per ora l’unico accordo che funziona è quello con la Tunisia. Ma non basta

“Stiamo lavorando per fare quello che in vent’anni non si è fatto: accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze”. E sono Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Sudan, Niger. Entro l’autunno “saprò dire quanti e di che tipo ne ho fatto”. Lo ha annunciato Matteo Salvini in un’intervista a ‘L’Indignato speciale’ su Rtl 102,5.

Un dossier “che ho sulla scrivania da tre mesi, da tre mesi stiamo aprendo cassetti, archivi, accordi verbali con alcuni Paesi africani del 1999, ma poi si è persa la firma, il capitolato, non si sa che fine abbiano fatto”. Per il ministro dell’Interno, attualmente quello che funziona “decentemente” è l’accordo con la Tunisia, “noi organizziamo due charter a settimana per un’ottantina di espulsioni. Se espelliamo ogni settimana tra tunisini, nigeriani ed altri cento, ci mettiamo ottant’anni a recuperare i cinque, sei, 700 mila immigrati entrati negli ultimi anni.

E quindi questo è un dossier su cui sto lavorando, su alcuni Paesi – dice ancora il leader leghista – siamo già abbastanza avanti,. In Tunisia ci andrò a settembre perché i tunisini sono arrivati in più di quattromila quest’anno ed è la nazionalità più presente. In Tunisia non c’è la guerra, non c’è la carestia, non c’è la peste bubbonica e quindi non si capisce perché questi ragazzi debbano scappare”. Prosegui la lettura »

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Occhio al “The Movement” di Salvini con Bannon

Salvini ha chiuso col botto una settimana cruciale della sua lotta politica e di governo: diventando l’uomo più importante che la neonata formazione sovranista ispirata da Steve Bannon, “The Movement”, può contare a livello europeo. Una contromossa probabilmente assai più pesante dello stesso video Facebook che ha letteralmente mandato ai pazzi le opposizioni di centrosinistra (ma pure qualche alleato di governo…), in risposta all’assedio giudiziario delle procure di Genova (sui conti della Lega) e di Agrigento e Palermo (sulla questione Diciotti) che nei giorni scorsi sembrano aver suonato la carica all’attacco finale al ministero degli Interni.

L’annuncio dell’adesione di Salvini alla creatura dell’ex consigliere di Trump va messa da subito in un contesto internazionale ed elettorale: Bannon sta tessendo le fila di un’aggregazione sovranista attraverso il Vecchio continente in vista delle europee di maggio. E infatti sta girando l’Europa in adeguata compagnia. Prosegui la lettura »

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Flat tax e reddito minimo, cosa ci sarà nella manovra

Il governo alla prova della legge di Bilancio: “Flat tax e reddito minimo non alternativi, ma manterremo conti in ordine”

di Chiara Sarra

“Faremo sorridere gli italiani”. Dopo il vertice di maggioranza in vista della manovra economica.

Luigi Di Maio rassicura “i mercati e soprattutto le famiglie con figli disoccupati e con genitori che non riescono ad andare in pensione o hanno nonni che hanno una pensione minima”.

“Reddito cittadinanza e flat tax non sono alternativi”, ha promesso il vicepremier M5s parlando delle misure più care alle due anime del governo. Poco prima a Radio Radicale aveva parlato di una “rivoluzione copernicana nello spendere i soldi degli italiani”: “Tutte le risorse disponibili si cominciano a spendere per un paese che per anni ha visto andare i soldi alle banche e invece adesso si comincia a spendere per gli italiani”, ha spiegato. Il tutto – promette – “con una legge di bilancio coraggiosa e che terrà i conti in ordine”: “L’obiettivo è realizzare le misure economiche, non sfidare l’Europa sui conti”.

La manovra conterrà comunque – assicurano da Palazzo Chigi – tutti i temi economici affrontati dal contratto. “Nella legge di Bilancio deve esserci il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero, gli aiuti alle imprese”, ha detto Di Maio, “Tutto questo è possibile se iniziamo a cambiare il paradigma, se mettiamo al centro i cittadini. Fare reddito di cittadinanza in Italia significa aiutare le imprese e gli artigiani, perché quella gente che sarà destinataria del reddito spenderà soldi, si formerà per nuovi lavori e potremo reinserirla eliminando una parte di povertà in Italia. È quello il fattore che ci sta portando in una condizione sociale per cui le diversità aumentano”. Prosegui la lettura »

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C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?

di Francesco Lamendola

C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?

Fonte: Accademia nuova Italia

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nega ai clandestini della nave Diciotti di sbarcare dal porto di Catania, dopo aver dato il permesso di scendere a terra ai bambini non accompagnati e alle persone con problemi di salute, e la procura di Agrigento apre un fascicolo su di lui; ipotesi di reato: sequestro di persona, abuso d’ufficio, incitamento all’odio razziale.

Ci si chiede, intanto, perché la nave Diciotti abbia preso a bordo quei clandestini, che si trovavano in acque territoriali maltesi; perché abbia replicato lo stesso copione dei primi di luglio, quando ebbe luogo una vicenda pressoché identica. Errare humanum, perseverare diabolicum. Identico anche l’atteggiamento dell’Unione europea: tante belle parole e nessuna disponibilità concreta; anzi, la seconda volta meno della prima. I tre interlocutori che alla fine si sono fatto avanti sono stati l’Irlanda e l’Albania, e quest’ultima non è neanche membro dell’Unione, più la Chiesa cattolica: come se non si sapesse che domani, o dopodomani, gran parte di quei clandestini saranno a spasso per l’Italia, ad ingrossare il già pauroso esercito che scorrazza dalle Alpi alle Sicilia, libero di rubare, spacciare, rapinare, sfruttare il racket della prostituzione, stuprare e ammazzare: seicentocinquantamila anime, cifre ufficiali del ministero.

Quello precedente al governo giallo-verde, sia ben chiaro; perché  se fossero state fornite da questo governo, chi ci avrebbe creduto? E il bello è che sono cifre immensamente inferiori alla realtà. Gli italiani sono tenuti al buio, da anni vengono sistematicamente ingannati; non hanno il diritto di sapere. Si fa loro credere che quanto sta avvenendo è qualcosa di naturale, e, comunque, d’inevitabile; che si può, sì, “governare i flussi” (ma è mai stato fatto?), non però arrestarli, perché così vuole la Storia, e così vogliono anche l’Umanità, la Solidarietà, la Civiltà, il Cristianesimo e la Chiesa cattolica: quella di Bergoglio, però, cioè quella taroccata e apostatica, non quella vera. Già: però il signor Soros è venuto in Italia ed è stato ricevuto a Roma, dal premier Gentiloni, come se fosse un Capo di Stato. Si sono parlati a porte chiuse e non è chiaro cosa si siano detti. Soros, per chi non lo sapesse, oltre a essere il grande sponsor delle o.n.g. che ci scodellano i migranti dalla sponda africana alla nostra, è anche quel signore che, con le sue speculazioni, ha causato al nostro Paese un immenso danno finanziario, negli anni passati. È anche un signore che è ricercato da alcuni Stati europei, come l’Ungheria e la Russia, nei quali il suo ritratto figura sulle segnalazioni dei delinquenti pericolosi e notori, e, se osasse mettere il naso da quelle parti, verrebbe immediatamente arrestato e processato. Soros è uno dei più grandi criminali della finanza mondiale, però questo non viene detto dai nostri mass-media, forse perché, in tema di migrazioni e di globalizzazione, parla lo stesso linguaggio del signor Bergoglio, l’altro grande impostore, colui che sta distruggendo scientemente la Chiesa cattolica, per eseguire lo sporco lavoro che gli è stato affidato dalla massoneria ecclesiastica. Ma per i nostri mass media, padroni incontrastati del discorso perché operanti in regime di monopolio, non solo senza concorrenza, ma anche senza il minimo contraddittorio, Bergoglio è già santo adesso, in vita, e Soros è un grande filantropo, un amico dell’umanità. Prosegui la lettura »

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Così l’ex pm Nordio smonta le accuse a Salvini: “Un paradosso”

Il magistrato Carlo Nordio sull’indagine contro Salvini: “L’idea che le Procure possano intervenire nelle scelte migratorie è non solo bizzarra, ma irrazionale e ingestibile”

di Claudio Cartaldo

Carlo Nordio è il magistrato che negli anni ’80, solo per citare un caso, condusse le indagini sulle Brigate rosse venete e sui sequestri di persona.

Di toghe e politica se ne intende, visto che negli anni ‘90 dovette pure interessarsi anche di Tangentopoli. Bene. Oggi Nordio firma un editoriale sul Messaggero che in qualche modo “smonta” l’indagine aperta dal pm Luigi Patronaggio contro Matteo Salvini.

Andiamo con ordine e, per quanto possibile, lasciamo che sia lo stesso ex magistrato a parlare. Innanzitutto Nordio fa notare che l’iscrizione nel registro degli indagati del ministro dell’Interno sarebbe arrivata dopo la deposizione dei funzionari del Viminale ascoltati a Roma dal procuratore di Agrigento. “La prima osservazione – scrive l’ex magistrato sul Messaggero – è che questi verbali dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l’indagine“. Ma passiamo oltre. E entriamo nel merito della accuse rivolte a Salvini, indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio. Prosegui la lettura »

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Matteo Castagna a Canale italia: “Bergoglio chiarisca sulle coperture”. “Salvini? Il popolo è con lui”

di Lucia Rezzonico

Ieri, Domenica 26 Agosto, il nostro Responsabile Matteo Castagna è stato nuovamente ospite della trasmissione “Notizie Oggi” su Canale Italia, emittente nazionale e internazionale (grazie al satellite) condotta da Gianluca Versace. Il video integrale della trasmissione si trova in cinque parti sul sito internet www.canaleitalia.it al link “programmi”  e poi “Notizie Oggi” del 26 Agosto.

Versace ha nuovamente presentato, come nel corso della puntata del 13/08 l’importante ed interessante, ma non facile saggio di Castagna: “CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO” (Edizioni Solfanelli) che si può acquistare inviando una mail coi propri dati a christusrex@libero.it  ed effettuando il pagamento di € 17,00 + 2 di spese di spedizione (€ 19,00 in tutto) o recandosi in posta o presso le tabaccherie con Lottomatica e caricando la Postepay n. 4023600944551516 e C.F.: RNLSLV72B64L781I oppure con bonifico bancario intestato a Matteo Castagna: IT30G0622511731615257645207  oppure direttamente presso la casa editrice Solfanelli: http://www.edizionisolfanelli.it/cattolicitraeuropeismo.htm

Anche questa volta, ospite lo scrittore Luciano Lincetto, poi l’imprenditore Biolcati ed un esponente curdo.  Prosegui la lettura »

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Non moriremo Saviano

Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. E ora lo fa anche lo scrittore che odia Salvini

di Alessandro Sallusti

Roberto Saviano, probabilmente dal suo attico di New York dove vive ben protetto (o forse da qualche amena, segreta e blindata località vacanziera) scrive che Matteo Salvini andrebbe arrestato perché – impedendo lo sbarco dei 177 immigrati salvati in mare dalla nostra Guardia costiera – sta violando la Costituzione su cui ha giurato da ministro.

Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. Saviano odia Matteo Salvini, è un suo diritto garantito dalla Costituzione, la quale è stata pensata anche per permettere a gente come lui – e a tutti gli ignoranti, arroganti, stupidi e incattiviti – di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Ma per fortuna la Costituzione dice anche altre cose. Per esempio – articolo uno – che la sovranità appartiene al popolo, non agli scrittori e neppure ai magistrati. E il popolo ha deciso che al governo ci andasse Salvini, non gli amici di Saviano. Amici, tipo la Boldrini, che proprio per le loro idee sull’immigrazione sono stati sonoramente bocciati.

Andiamo oltre. La Costituzione determina e regola diritti e doveri dei cittadini italiani, non di quelli della Tunisia o del Niger. Ovviamente – articolo due – impone a chiunque di rispettare i diritti inviolabili dell’uomo, che nel caso degli immigrati in questione non sono quelli di sbarcare a Catania ma di essere salvati, accuditi, e curati. Cose che sono avvenute e stanno avvenendo in condizioni di massima sicurezza a bordo della nave Diciotti. E siamo pure nel pieno rispetto dell’articolo dieci, che recita: «…la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali», visto che il salvataggio di questi disperati è avvenuto in acque maltesi e che pertanto il loro approdo – in base proprio ai trattati – non è Catania ma doveva essere Malta o, in subordine, in quota parte tra tutti i Paesi della Comunità europea. Prosegui la lettura »

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Italia sfida la Ue con piano Marshall da 82 miliardi

Italia sfida la Ue con piano Marshall da 82 miliardiSegnalazione Wall Street Italia

Dopo il collasso del Ponte Morandi, che ha provocato la morte di almeno 43 persone, il governo Conte ha elaborato un maxi piano di investimenti da 82 miliardi per rinnovare le infrastrutture italiane.

Poco dopo il crollo del viadotto dell’A10 a Genova, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, leader della Lega, ha attribuito la responsabilità della catastrofe alle politiche di austerity imposte dall’Ue.

Da lì nasce l’idea del governo giallo verde: investire tutti i soldi necessari per assicurare la sicurezza delle strade, delle ferrovie, delle scuole, degli ospedali, a prescindere dai limiti dei vincoli di bilancio giudicati “folli” da Salvini e da altri esponenti euro scettici della maggioranza.

Allo stesso tempo l’UE ha negato qualsiasi colpevolezza, ricordando che la Commissione europea aveva anzi assegnato 2,5 miliardi di euro di sovvenzioni all’Italia tra il 2014 e il 2020 nel quadro del piano Juncker volto proprio a finanziare i lavori di miglioramento delle infrastrutture o di creazione di nuove strutture.

Un progetto di investimenti da 82  miliardi di euro

Dopo la tragedia di Genova il ministro delle Finanze Giovanni Tria, che finora si è mostrato relativamente accondiscendente nei confronti all’Europa, ha citato la cosiddetta “regola d’oro” cara all’ex premier Gordon Brown e esortato le autorità nazionali e i suoi colleghi a mettere in piedi un piano ambizioso di rinnovamento del sistema dei trasporti e delle infrastrutture del paese, senza occuparsi del deficit di bilancio italiano.

Ricorrendo alla regola d’oro il governo si autorizza momentaneamente a oltrepassare i vincoli di bilancio, ma circoscritti a delle spese di investimenti. La coalizione italiana vuole riprendere in mano il progetto del governo precedente guidato dal premier Gentiloni, che prevedeva per l’appunto 82 miliardi di euro di investimenti a lungo termine.

Ma non si conosce ancora la strategia del governo per poter affrontare tali spese ingenti.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/italia-sfida-ue-con-piano-marshall-da-82-miliardi/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+WallStreetItalia&utm_content=23-08-2018+italia-sfida-la-ue-con-piano-marshall-da-82-miliardi+primo-piano

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Servizi segreti, Salvini licenzia i due capi di Aise e Dis

Risultati immagini per Di Maio, Salvini e ConteIl ministro dell’Interno, a settembre, vuole sostituire Pansa e Manenti confermati dopo le elezioni dal governo Gentiloni

di 

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha deciso di licenziare due degli uomini al vertice dei servizi segreti: Alessandro Pansa, cioè il capo del Dis, il coordinamento dell’intelligence, e Alberto Manenti, che oggi guida l’Aise, il servizio estero. A giugno il governo Conte ha confermato per un secondo mandato di due anni, non rinnovabile, Mario Parente […]

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https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/aise-e-dis-salvini-licenzia-due-capi-dei-servizi-segreti/ Prosegui la lettura »

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