La riforma di Macron: addio a termini “padre” e “madre” nelle scuole

Marine Le Pen ha condannato la riforma, accusando Macron di promuovere la scomparsa, in Francia, di “qualsiasi riferimento morale” e di volere fondare lo Stato su una “radicale filosofia del politicamente corretto”

Il parlamento francese ha recentemente varato una riforma del sistema educativo nazionale, diretta ad “aprire” le scuole del Paese alla “mutata realtà sociale”.

L’Assemblea nazionale ha infatti approvato un emendamento, promosso dal partito del presidente Macron, che vieta al corpo docente, durante le ore di lezione, l’utilizzo delle parole “padre” e “madre”. L’innovazione propugnata da La République En Marche, forza politica di maggioranza capeggiata dall’inquilino dell’Eliseo, dispone la sostituzione di tali vocaboli, bollati dall’esecutivo come “obsoleti”, con i termini “genitore 1” e “genitore 2”. Questi ultimi dovranno inoltre figurare sui documenti ufficiali redatti dalle istituzioni educative.

Mediante la modifica in questione, gli alunni, sia bambini sia adolescenti, scopriranno, a detta della maggioranza, la “verità” riguardo ai recenti mutamenti in ambito familiare verificatisi in Francia. Oltralpe, i matrimoni omosessuali e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso sono infatti legali da sei anni. Di conseguenza, l’esecutivo Macron ha affermato, esortando i parlamentari ad approvare l’innovazione “lessicale” in questione, che i vocaboli “padre” e “madre” sarebbero ormai un “relitto del passato”, suscettibile di “penalizzare le famiglie omosessuali”. Prosegui la lettura »

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L’Europa ormai è paralizzata. Governi in crisi e piazze in fiamme

L’immagine che arriva in queste settimane dai diversi angoli d’Europa non è certamente delle più edificanti. Non c’è un Paese dell’Unione europea che possa dirsi al sicuro da una crisi di governo o da proteste di massa. E da Est a Ovest, le piazze si infiammano e i governi appaiono sempre più fragili. Incapaci di portare avanti la propria agenda e soprattutto pericolosamente inclini a crisi sistemiche e da cui non appaiono mai capaci di uscirne rafforzati.

Le immagini di quanto avvenuto in Albania sono state molto forti. La sede del governo, presa d’assalto nella giornata di sabato, è stato un segnale inequivocabile di quanto il malcontento in Europa stia diventando sempre più violento, feroce. Ma è soprattutto un senso di sfiducia che è sempre più incapace di rimanere incardinato nelle logiche della democrazia liberale. Le strade di Tirana invase da decine di migliaia di manifestanti sono molto simili a quelle che hanno caratterizzato Parigi, ad esempio. I quartieri del centro di Parigi, in questi mesi, sono apparsi non troppo diversi dalle vie della capitale albanese. E i metodi delle proteste sono talmente simili che sembra essersi creato un curioso (e pericoloso) trait d’union fra Paesi e aeree d’Europa che apparivano decisamente distanti sia nei metodi politici che nella cultura democratica. Prosegui la lettura »

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Disponibile il numero 148 di Sursum Corda del giorno 17 febbraio 2019

Indice del Numero 148 di Sursum Corda, 17 febbraio 2019

– Comunicato numero 148. La vicenda della donna adultera;

– Commento di Mons. Garofalo alla vicenda della donna adultera;

– Preghiera ai Santi Faustino e Giovita, Martiri;

– Orazioni a San Valentino, Prete e Martire;

– Alcuni fatti miracolosi su Gesù Bambino, parte 6.

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda.html

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Il Tempo della Settuagesima

Catechismo Maggiore di San Pio X – Delle domeniche di Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima
(nel 2019: 17 febbraio, 24 febbraio e 3 marzo)

29 D. Quali sotto le domeniche che si chiamano di settuagesima, sessagesima e quinquagesima?

R. Si chiamano domeniche di settuagesima, sessagesima e quinquagesima la settima, sesta e quinta domenica avanti quella di Passione.

30 D. Per qual ragione la Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, ed usa paramenti di color violaceo?

R. La Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, che èvoce di allegrezza, ed usa paramenti di color violaceo, che é color di mestizia, per allontanare con questi segni di tristezza i fedeli dalle vane allegrezze del mondo ed insinuare ad essi Io spirito di penitenza.

31 D. Quali cose ci propone la Chiesa a considerare nei divini uffici delle settimane di settuagesima, sessagesima e quinquagesima?

R. Nei divini uffici della settimana di settuagesima la Chiesa ci rappresenta la caduta dei nostri progenitori, e il loro giusto castigo; in quelli della settimana di sessagesima ci rappresenta il diluvio universale mandato da Dio per castigo dei peccatori; in quelli poi dei primi tre giorni della settimana di quinquagesima ci rappresenta la vocazione di Abramo, e il premio dato da Dio alla sua obbedienza e alla sua fede. Prosegui la lettura »

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San Tommaso: Sottomissione degli Imperatori alla Chiesa di Roma

 

• Dopo questi avvenimenti (cfr. Sursum Corda n° 145 e precedenti), essendo stato Giuliano ucciso durante la guerra coi Parti, fu restituita la pace alla Chiesa da Gioviano suo fratello, uomo cattolico; però questi regnò poco tempo. Ma un fatto notevole si riscontra negli Imperatori, da allora fino a Carlo Magno: furono quasi tutti obbedienti ed ossequienti alla Chiesa di Roma, per il suo primato, sia per quanto riguarda il dominio spirituale, come definì il santo Concilio di Nicea, sia per quello temporale. Perciò Papa Gelasio potè scrivere all’imperatore Anastasio che, come insegna la storia, l’Imperatore dipende dal giudizio del Papa, e non viceversa. Anche Valentiniano – che fu l’immediato successore di Gioviano – (a quanto apprendiamo dalla storia ecclesiastica) disse nell’imminenza dell’elezione dell’Arcivescovo di Milano: «Ponete nella sede pontificale una persona a cui noi che governiamo l’impero possiamo piegare il capo sinceramente, e riceverne le ammonizioni quando da uomini sbagliamo, come dal medico riceviamo la medicina». Prosegui la lettura »

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Progressisti sempre più in difficoltà. Il blocco sovranista convince gli elettori

Il blocco sovranista si prepara a essere a seconda forza del Parlamento europeo. I sondaggi dimostrano che dopo il Partito popolare – saldamente in testa in tutto il continente – sono i partiti alla sua destra a essere costantemente in fase di rafforzamento. E a cento giorni dalle elezioni europee, è un dato cui bisogna tener conto. Anche per comprendere quale sarà il futuro dell’Europarlamento e delle politiche della stessa Unione europea.

I sondaggi ovviamente dicono molto, ma non dicono tutto. Perché se è vero che l’Europa si spostando a destra, è opportuno anche capire cosa si nasconde dietro questo cambiamento abbastanza netto della politica del Vecchio Continente. E di sicuro, uno dei dati essenziali da cui partire per comprendere questo convincimento degli elettori a sostenere il blocco sovranista e conservatore – spesso unito in diverse aree di Europa – è quello della stabilità.

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Ci sono più migranti in libreria che in mare

Come giudicare le tonnellate di letteratura paternalistica e scontata? Business osceno

Quando in letteratura si diffondono delle mode sociali, moraleggianti, è sempre brutto segno, soprattutto per la letteratura. Tipo la narrativa operaista, quella femminista, tenendo conto che io sbadiglio perfino con i vinti di Verga (grandissimo scrittore, per carità), con la straccioneria neorealista, per non parlare dei ragazzi di vita di Pasolini, diciamo la verità: chi se li legge più? Sarà perché la letteratura vera è sempre universale, è per questo che Proust se ne fregò perfino della Prima Guerra Mondiale.

 

Come oggi i migranti. Non i migranti di per sé, poverini, ma il romanzo migrante, sarà che tutto ciò che è strappalacrime e edificante mi edifica solo una grande rottura di palle. Con Alessandro Baricco che l’anno scorso cercò perfino di far passare come un romanzo sui migranti che approdano da noi un classico come Furore di Steinbeck, che se non l’avevi mai letto ti faceva passare la voglia, ma per fortuna Furore non è mica quello che ti racconta Baricco, non è un libro di Baricco. Prosegui la lettura »

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Ministro Fontana: “La Lega prepara una stretta alla droga”

L’annuncio : “Ci stiamo lavorando con Salvini”.

Guerra a droga e spacciatori. Questa la prossima battaglia della Lega, come annunciato nelle scorse ore dal ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, intervistato dal Corriere della sera. L’esponente del Carroccio ha confermato l’intento del suo partito e del governo di attuare una vera e propria stretta alla circolazione di sostanze stupefacenti: “L’idea è quella di ripensare profondamente il sistema della prevenzione e dell’assistenza. Ma anche rivedere norme come la ‘modica quantità’. Da un lato – prosegue il ministro –  fa pensare che ci sia una quantità ammissibile, dall’altra impedisce di togliere gli spacciatori dalle strade”.

Per Fontana “la modica quantità è un aiuto prezioso per gli spacciatori che difficilmente si fanno trovare con dosi superiori. Così vengono arrestati e in serata sono già liberi”.

Ma la proposta del leghista rischia di scontrarsi con i progetti degli alleati 5 stelle. Da circa un mese, i pentastellati hanno presentato al Senato un ddl che punta a depenalizzare la coltivazione e e l’uso ricreativo della cosiddetta “cannabis light”, un’idea che non piace per niente né al vice premier Matteo Salvini, né allo stesso Fontana: “Devo anche dire che la cosiddetta canapa legale, sorretta da importanti investimenti in marketing, credo non trasmetta un buon messaggio”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ministro-fontana-la-lega-prepara-una-stretta-alla-droga/

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Ora Salvini può vincere le Politiche

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 12/02/2019

L’affermazione della Lega in Abruzzo come primo partito della coalizione di centrodestra era data per scontata, ma solo Paolo Becchi, sulle colonne di questo giornale, aveva intuito che la Lega da sola sarebbe diventata il primo partito delle Regione superando il Movimento 5 stelle. Il valore politico di queste regionali è pertanto nazionale.

Non è rilevante la semplice consacrazione di Salvini come leader indiscusso della coalizione di centrodestra. Il dato saliente è un altro: se in Abruzzo la Lega sfiora da sola il 30%, a livello nazionale non può non avere almeno il 38-40%. Quella soglia che grazie ai meccanismi della legge elettorale, il Rosatellum, consente di vincere le elezioni politiche.

E qui si aprono scenari molto concreti. Berlusconi se in una terra amica come l’Abruzzo non raggiunge, come pare, le due cifre e si ferma sotto il 10% è destinato ad estinguersi con il suo partito o comunque diventa irrilevante per il nuovo progetto politico di Salvini. Berlusconi non può nemmeno dire di aver fatto vincere un suo candidato in Abruzzo, perché il Presidente vincente è di Fratelli d’Italia. Forza Italia, a parte la Liguria con un Toti peraltro molto vicino alla Lega, non controlla più nessuna Regione. Tutto è cambiato anche rispetto alle elezioni regionali in Molise e in Friuli di dieci mesi fa, dove Forza Italia superò almeno al Sud la Lega, la quale ora ottiene addirittura più voti di quelli che un tempo prendeva Berlusconi. Prosegui la lettura »

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La Rai ha speso soldi pubblici per un documentario ‘gender’

La regista è Adele Tulli, figlia di Serena Dandini.

Un docu-film a difesa dell’ideologia “gender”, contro gli stereotipi di genere, che servirà ad attaccare il senatore Simone Pillon. Viene descritto così “Normal”, lavoro cinematografico diretto da Adele Tulli, figlia della conduttrice Serena Dandini.

Il corto sarà proiettato al Festival del cinema di Berlino,  che si sta svolgendo proprio in questi giorni.

Ma la notizia più sconvolgente è stata data nelle scorse ore dal quotidiano “La Verità” e ripresa da “Libero”. Per realizzare il progetto, la figlia della giornalista (nota per essere un’icona della galassia femminista) avrebbe ottenuto il sostegno economico dalla Rai. Soldi dalla televisione di stato, insomma, a cui si andrebbero a sommare i finanziamenti dati dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un investimento pubblico per fare propaganda politica e ideologica e mettere alla berlina gli organizzatori del “Family day”.

 

fonte – https://vocecontrocorrente.it/la-rai-ha-speso-soldi-pubblici-per-un-documentario-gender/

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