Bergoglio contro il neoliberismo? Ma se tace sull’usurocrazia! (lettera al “Giornale di Vicenza”)

 del Prof. Franco Damiani

 

NEO LIBERISMOHo provato a seguire il consiglio del signor Antonio Baldo e mi sono messo a leggere la “Evangelii gaudium”. Ho dovuto smettere dopo una mezz’oretta in cui non ero arrivato nemmeno a un quinto del testo: un’illeggibile pappardella, brevi cenni sull’universo, un concentrato di neomodernismo della più bell’acqua.

Un apparato di oltre duecento citazioni in cui però non ce n’è NEMMENO UNA di un pontefice anteriore a Giovanni XXIII o di un Concilio diverso dal vaticano II. Affermazioni da brivido sull’ecumenismo, sulla salvezza degli atei, sul “dialogo ecumenico”, sui rapporti con l’Islam e soprattutto con il Giudaismo. Ma, per venire all’economia, su cui il signor Baldo richiama l’attenzione, invitandoci a cogliere la novità del messaggio bergogliesco, oltre ai generici appelli alla bontà e all’amore per i poveri, nemmeno un cenno sul vero cancro che massacra i popoli: l’usurocrazia bancaria che detiene le chiavi del denaro, da essa creato dal nulla e “prestato” agli Stati che ne diventano, assieme ai popoli, schiavi. Il silenzio significa complicità. Questo “Papa” che afferma che “non crede che ci si debba attendere dal magistero papale una parola definitiva o completa” dimentica di essere, almeno materialmente, il vicario di Cristo e il successore di colui cui furono date ambo le chiavi, e cui fu detto ” Tutto quello che legherete sopra la terrasarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo”. Il successore di colui (Pio XI) che nel 1931, nell’enciclica “Quadragesimo anno”, scrisse: « Nel nostro tempo è ormai evidente che la ricchezza e un immenso potere sono stati concentrati nelle mani di pochi uomini. Questo potere diventa particolarmente irresistibile se esercitato da coloro i quali, poiché controllano e comandano la moneta, sono anche in grado di gestire il credito e di decidere a chi deve essere assegnato. In questo modo forniscono il sangue vitale all’intero corpo dell’economia. Loro hanno potere sull’intimo del sistema produttivo, così che nessuno può azzardare un respiro contro la loro volontà”. Un predecessore non ritenuto, come detto, meritevole nemmeno di una citazione. Domandiamoci ancora una volta se quest’uomo, che supplica i potenti del mondo di degnarsi di fare un po’ di spazio a Cristo e che però si inchina davanti agli eredi di coloro che lo uccisero, sia la guida di cui il popolo cristiano ha bisogno, la norma prossima della nostra fede, o non piuttosto un volgare impostore.

 

3 Risposte

  • innanzitutto porgo, con deplorevole ritardo, gli auguri per un Santo 2014 al bravissimo Direttore Castagna & Famiglia, al grande Arai Daniele e agli altri collaboratori del sito. In quanto a Bergoglio, non riesco ano pensare alla espressione scritturistica:” quando vedrete l’abominio della desolazione nel Luogo Santo…”

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