Bruno e Orlando sposi, matrimonio gay a Pineto

Segnalazione di Redazione

ORLANDO E BRUNOPINETO (TE) – “Orlando e Bruno hanno rotto un murocon la forza dell’amore”.  Sono le paroledi don Gianni Di Marco, sacerdote della Chiesa ecumenica cattolica, inseritanel solco delle chiese protestanti e nata in California nel 1984, con le qualiha celebrato il matrimonio religioso tra Orlando e Bruno, storica coppia gayabruzzese che convive da ben 49 anni. Il rito si è svolto ieri pomeriggio,nella sala appositamente adibita di un hotel abruzzese, alla presenza diparenti, amici ed esponenti dell’Arcigay locale, la sezione di Pescara èpresieduta dallo stesso don Gianni, e nazionale come Maura Chiulli, responsabileculturale dell’associazione, la quale ha donato una targa.

Ambiente sobrio emolta emozione hanno accompagnato quella che è stata una giornata storica peril movimento omosessuale italiano. Le decorazioni sono state curate daglistessi sposi che, come professione, hanno svolto quella di fioristi-decoratori;persone conosciutissime ed apprezzatissime da tutti i compaesani. E adessopassiamo a rispondere alla domanda che tutti si stanno ponendo: come è statopossibile che un sacerdote celebrasse delle nozze gay? La chiesa cattolicaecumenica, con il primate messicano monsignor David Kalke, ha nel propriostatuto il riconoscimento delle coppie di fatto, la comunione ai divorziati eil matrimonio tra le coppie dello stesso sesso, per usare una metafora, sonomolto avanti in tema di diritti civili ma nel campo religioso. “E’ il mio primomatrimonio – dice don Gianni che certo non nasconde l’emozione – Sono statoordinato sacerdote lo scorso 28 agosto a Napoli dalla chiesa valdese ed applicoil Vangelo alla parola: siamo inclusivi ed apriamo le nostre porte. A chi cicontesta la validità dei riti che amministriamo, ribadiamo che oltre ad averela piena successione apostolica, ovvero vescovi che nominano i presbiteri, cirifacciamo dichiarazione Dominus Iiesus circa l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e dellachiesa di Giovanni Paolo  II”. Quanto airapporti con la chiesa cattolica “Siamo stati recentemente invitati dalla Curiadell’arcidiocesi di Pescara-Penne alla manifestazione per l’unità di tutti icristiani ed ho partecipato con grande gioia. Del resto noi riconosciamo l’autoritàdel Papa come un primus inter pares”.Gli sposi, Orlando e Bruno, sono arrivati poco prima della cerimonia “Sonoemozionato e contento di Bruno di Febbo, 73 anni di Atri (Te), aspettavo questomomento da 49 anni. Da domani cambieranno tante cose per tutte le coppie comenoi e per le quali lottiamo” poi è stato il momento di Orlando Dello Russo, 68anni che, per l’emozione, è riuscito solo a dire “ti amo” al compagno di unavita. Don Gianni ha officiato la messa nuziale ed al momento dell’omelia hadetto “Cosa dovrei aggiungere a 49 anni di amore? La nostra è una battaglia peril riconoscimento dei diritti in una repubblica che è laica ma usa i voti deicredenti per la politica. Siamo una chiesa povera ma spero che le acquecontinuino a muoversi. Viva l’amore di qualsiasi natura esso sia”. Poi laconsueta benedizione delle fedi con lo scambio degli anelli, la celebrazionedell’eucarestia e il saluto dei neo sposi con la lettura dei messaggi delprimate Kalke, del vescovo di Sicilia della chiesa ecumenica cattolicamonsignor Agostino De Caro e di Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay.“Il matrimonio – ha concluso don Gianni Di Marco – sarà trascritto sul registrodella nostra chiesa e su quello delle unioni civili del comune di Pineto”. Poisulle note di “Dio come ti amo” di Domenico Modugno, canzone con la quale Brunoe Orlando si sono conosciuti, è terminata la messa ed è iniziata la festa conamici e parenti.

Fonte: AdC Agenzia diComunicazione

3 Risposte

  • L’uomo è davvero convinto che Dio davanti a queste perversioni-sataniche rimarrà fermo? O uomo STOLTO! Non sfuggirai davanti all’ira del Signore.

  • Provate a curiosare in fb, c’è un’altra foto in cui uno di questi due mentecatti (quello che somiglia a Giovanardi: similia…?) prende dalle mani del prete (?) nientemeno che la S. Comunione (speriamo che l’Ostia non fosse consacrata), in bocca perché loro sono cattolici. Signore, perdonali perché non sanno quel che fanno.
    Ma noi dobbiamo combattere, senza indecisioni.

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