Il Bergoglione su socialisti, atei, concubinari e chi più ne ha, più ne metta. E l’esempio di Monsignor Fiodelli, del 1956

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

BERGOGLIO - FIORDELLILa voce del “Padre comune” sui concubinari e gli scomunicati

Ecco un’altra perla del contro-magistero bergogliesco:

Ricordo quando da bambino si sentiva dire nelle famiglie cattoliche, e anche nella mia: No, a casa loro non possiamo andare, perché non sono sposati per la Chiesa, o perché sono socialisti o atei! Era come una esclusione. No, non potevi andare! … Adesso, grazie a Dio  non si dice quello, no? Non si dice! C’era come una difesa della fede, ma con i muri: il Signore ha fatto dei ponti … Il cristiano che vuol portare il Vangelo deve andare  per questa strada: sentire tutti! Ma adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi cinquanta anni, sessant’anni sono un bel tempo, perché non si dice più quello.

 

Ci piace a questo punto ricordare la lettera che S.E. Mons. Pietro Fiordelli, Vescovo di Prato, inviò il 12 Agosto 1956 a don Danilo Aiazzi, Parroco di Santa Maria del Soccorso, e che ordinò di leggere dai pulpiti di tutte le chiese della città:

 

Oggi, 12 agosto, due suoi parrocchiani celebrano le nozze in Comune rifiutando il matrimonio religioso. L’ Autorità Ecclesiastica ha fatto ogni sforzo per impedire il gravissimo peccato. Questo gesto di aperto, sprezzante ripudio della Religione è motivo di immenso dolore per i sacerdoti e per i fedeli. Il matrimonio cosiddetto civile per due battezzati assolutamente non è matrimonio, ma soltanto inizio di uno scandaloso concubinato. Pertanto lei, signor Proposto, alla luce della morale cristiana e delle leggi della Chiesa, classificherà i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2357 del Codice di Diritto canonico, considererà a tutti gli effetti il signor *** come pubblico peccatore e la signorina *** come pubblica peccatrice. Saranno loro negati tutti i SS. Sacramenti, non sarà benedetta la loro casa, non potranno essere accettati come padrini a battesimi e cresime, sarà loro negato il funerale religioso. Solo si pregherà per loro perché riparino il gravissimo scandalo.

 

Due Chiese, due magisteri.

 

¯Mauro Bellandi e Loriana Nunziati. Mons. Fiordelli è deceduto a Prato nel 2004, n.d.r.

 

Fonte: http://opportuneimportune.blogspot.it/2014/01/la-voce-del-padre-comune-sui.html

 

2 Risposte

  • Eh sì, erano altri tempi… tempi migliori però! TEMPI in cui l’Iddio Onnipotente veniva prima di ogni altra cosa, era costantemente presente nei pensieri e nei cuori dei cattolici, che attorno a Lui facevano ruotare la loro vita. C’era più fede… più timor di Dio ( quella forma di riverenza amorevole che ti tratteneva dal fare ciò che non era a Lui gradito per non dispiacerGli ).
    Che il Signore misericordioso abbia pietà del sig. Bergoglio, lo illumini e lo diriga verso la Via, la Verità e la Vita.

  • Il richiamo di Mons. Fiordelli è tuttora valido, anche per i cdd. “tradizionalisti” concubinari (che non vivano in castità, ovviamente) che frequentano (?) la tradizione (e fanno COMUNQUE bene) ma non accedono – per fortuna: non siamo bergogliani! – ai sacramenti: questa è una situazione gravissima. Serva loro di monito a regolare al più presto la loro condizione, senza tergiversare e rimandare, a vantaggio delle loro anime e per evitare lo scandalo.
    Scrivo questo ben conscio dell’evangelica “trave”, chiedendo anzi a Dio di esser capace solo del dovere di testimone e correttore fraterno, non sono un confessore né un padre spirituale, ma temo per la sorte delle anime del mio prossimo (quanto alla mia, è ovviamente un altro discorso, e so bene che debbo occuparmi innanzitutto di quella). Se ci riuscirò, pro veritate et pro gloria Dei, solo Lui dirà.
    Ben poco vale la mia persona, ma credo che le verità e le norme ecclesiastiche ricordate dall’autorità (quando c’era) abbiano una risonanza spirituale ben maggiore.
    Prego Iddio affinché lo spirito di carità resti alla base di queste poche e semplici parole.

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