L’EDITORIALE DEL VENERDI: I PROTOCOLLI DEI SAVI D’EURABIA E IL FUTURO DEL MONDO

di Arai Daniele

SAN PIETROGli allarmi sull’espansionismo islamico in Europa derivano dalla presenza di circa venti milioni d’islamici; migrazione senza precedenti storici nell’area del Mediterraneo.

Il vero allarme, però, sta nel fatto che tale migrazione sia stata pianificata da un sistema di potere e non solo nel piano demografico ma culturale. Tale sistema è rappresentato dal continuo proliferare di moschee in tutta l’Europa.

Dell’argomento s’è occupata RadioVandea (gennaio 2014), che segue i passi di tale sistema di potere arabo-americano nella pubblicazione dal titolo: «La pianificazione dell’immigrazione islamica».

Che l’argomento sia di essenziale attualità lo dice il fatto evidente: “Se la banda arabo-americana avesse vinto in Siria, si sarebbe disegnata una mezzaluna geografica, dai Balcani sino alla Libia, con la quale, fatalmente, l’Islam europeo avrebbe costruito sinergie e progetti comuni.”

La questione riguarda il legame di tale programma con i piani a lungo termine del «nuovo ordine massonico mondiale» per lo scopo finale: la civiltà cristiana deve scomparire. Per tale «asse» anticristiano non esiste questione più importante nel mondo, come si sa alla luce delle intenzioni di fondo delle due grandi guerre mondiali e della rivoluzione comunista mondiale.

  • “Una lettura retrospettiva mostra le ragioni di tanto zelo, lettura che dobbiamo ad “Eurabia” libro  allegato nel 2006 al quotidiano “Libero”, di Bat Ye’or, una ricercatrice egiziana di nazionalità britannica, tutt’altro che sconosciuta ai lettori cattolici. La ricercatrice ha raccolto i documenti e i protocolli della UE, mai resi noti all’opinione pubblica, che certificano accordi bilaterali, tra UE e mondo arabo, in vista di una pianificazione dell’immigrazione musulmana in Europa. Nel 1975 nasce a Parigi il periodico “Eurabia” (il nome, composto da Europa e Arabia, era già un programma) a cura del “Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni Amiche del Mondo Arabo”.
  • In collaborazione con altre testate francesi, inglesi e svizzere, il periodico diffuse in quegli anni  l’idea che fosse necessario saldare forti rapporti politici ed economici con il mondo arabo, auspicando la creazione di un movimento d’opinione favorevole ad esso. “Eurabia” mostra – sulla base dei protocolli e dei documenti UE – come la migrazione islamica sia stata concordata ad un tavolo d’intesa tra i paesi Arabi  e  l’Unione Europea. Le centrali operative del traffico d’uomini non vanno dunque cercate nei covi degli scafisti, peraltro mai scoperti, ma negli uffici con aria condizionata dei petrolieri del Golfo e dei loro complici occidentali. Con simili sponsor, i disperati di professione sono sbarcati sulle nostre coste per anni, sempre con le stesse modalità e senza ostacoli, mentre, lungo  percorsi di viaggio più comodi, altri islamici, moderatamente disperati, si concedevano l’immigrazione verso l’Europa in nave, treno o aereo. Per entrambe le categorie, disperati e turisti, la consegna era «colonizzare» l’Europa”.

 ANCHE SE NON SEMBRA

Sì, un’Europa che si è lasciata scristianizzare sistematicamente sotto una secolare morsa antitrinitaria, giunta ora alla rivoluzione illuminista conciliare. Questa morsa si è avvalsa prima della persecuzione giudaica e della scalata interna del giudaismo, poi dell’avanzata esterna dell’Islam!

Della prima risulta trattare il coraggioso saggio di Andrea Giacobazzi, con prefazione di Maurizio Blondet, “Anche se non sembra”, dell’Editrice Radio Spada; della seconda, islamica, la lunga storia di un processo mondiale, la cui parte più segreta è quella ora trattata da Radio Vandea. Figuriamoci se questi lavori non saranno messi all´Indice degli attuali poteri dominanti! 

La posizione cattolica riguarda la difesa della Fede

 

La storia umana, centrata sull’Incarnazione della Seconda Persona della Santissima Trinità, rivela il suo senso solo alla luce del Mistero Trinitario, col quale lo stesso Amore divino che ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza, in modo ancora più meraviglioso è venuto a riscattarlo, cristianizzandolo.

Così l’uomo ha conosciuto la vera liberazione dagli errori sparsi in tutto il mondo per via delle ribellioni e trasgressioni umane.
Ecco perché il declino della Fede trinitaria nelle nazioni cristianizzate fa perdere non solo il senso cristiano della Storia, ma anche la forza e la ragione per difendere la vera Civiltà ed essere liberi. Così è stato in passato e così è oggi; non si sfugge da questo corso storico.
L’illustre professor Julio Garrido della Reale Accademia delle Scienze di Spagna, in una serie di articoli pubblicati dalla rivista “¿Qué Pasa?” – degli anni della scalata ecumenista conciliare- afferma che gli storici hanno trascurato l’influenza delle idee anti-trinitarie nella genesi e sviluppo della dominazione araba in Spagna.

E se quest’influenza si è dimostrata deleteria allora, come sarebbe oggi?

Senza considerare l’influenza di queste idee ereticali e apostatiche in odio alla Chiesa di Dio, per cui una religione vale l’altra, non si può capire perché il Paese è stato «conquistato» in un tempo tanto breve. Infatti, se tre anni e mezzo sono stati sufficienti, con le armi e mezzi di allora, per conquistare un vasto territorio, questo si spiega solo perché un grande strato della popolazione non ha offerto grande resistenza. E ciò perché era stato infettato da idee «unitariste», cioè, da un vago sincretismo di forma ariana o sabeliana che vedeva l’Islam perfino con una certa simpatia.

È emblematico che molti «fedeli», durante la guerra di penetrazione islamica, si siano raggruppati sotto le stesse denominazioni di musulmani e tali eretici unitaristi fautori delle aperture ecumenistiche di allora.

Un altro storico spagnolo, Ignacio Olague, aveva pubblicato in Francia un documentato studio su queste vicende dal titolo significativo: “Gli arabi non hanno mai invaso la Spagna” («Les Arabes n’ont jamais envahi l’Espagne», Paris, Flammarion, 1969).

Dalle osservazioni apportate agli articoli del Prof. Garrido sull’”offensiva antitrinitaria”, il quotidiano francese “Le Monde” ha pubblicato il 18 Giugno 1979, un importante articolo di Gabriel Matzneff, dove viene citato il matematico, filosofo e teologo russo Pavel Florenskij, che fu arrestato nel 1933 ed è morto fucilato nel 1937 in un gulag sovietico. Ebbene, quest’autore, già nel 1914, nel suo libro «Colonna e fondamento della verità», nella scia di Soloviev, sosteneva il rischio della perdita per l’anima russa del senso trascendente nel Mistero Trinitario, per cui annunciava grandi tragedie.

Non è difficile capire che una nazione minata nelle idee del suo popolo è già sconfitta perché manca di grandi valori da difendere anche militarmente. È stato il caso della Spagna Cattolica all’inizio di questo millennio; era il caso della Russia all’inizio di questo secolo; è il caso ora dell’Occidente ex cristiano.

Nel Medioevo , la reazione trinitaria contro l’Islam, partì dalla sua Sede naturale, il Papato, che convocò vigorosamente le nazioni ad una difesa ardente, non solo nel piano territoriale ma della Fede, che deve essere testimoniata e diffusa tra i paesi del mondo.

Così s’inaugurò il periodo delle Crociate che, nonostante le inevitabili imperfezioni umane, consolidò un Occidente cristiano di conquiste senza paragone nella Storia delle civiltà, per la sua fede, pensiero, scienza e arti.
Lo spirito di crociata ha segnato sempre i documenti pontifici.

Per fare un esempio: la “Bolla della Crociata” era il documento papale che concedeva privilegi e indulti ai re di Spagna per i fedeli che hanno preso le armi o contribuito alla liberazione del suo Paese dai musulmani. Ma tale spirito è rimasto oggetto dei testi apostolici fino a Benedetto XV (12.4.1915) e Pio XI (15.8.1928), coprendo non solo la Spagna ma anche altri paesi cattolici.
Con questo spirito l’Europa, guidata da San Pio V, respinse a Lepanto, nel 1571, una pericolosa avanzata anticristiana. E così più tardi, nel 1683, i Turchi che assediavano Vienna furono sconfitti dalle forze cristiane che risposero alla chiamata di Papa Beato Innocenzo XI. Re, principi e nobili si allearono allora per la difesa della Fede, fonte della nostra Civiltà, essenzialmente trinitaria. E in esso anche i russi hanno preso parte riprendendo poi per un tempo la politica di avvicinamento e intendimento dei Pontefici.

Eppure, dobbiamo chiederci: che cosa è stato di questo vigoroso spirito di crociata per la difesa del Cristianesimo nel nostro secolo, proprio quando la più atroce offensiva contro la Religione del Divino Amore ha preso la forma di odio in un regime armato e organizzato nella più grande nazione sulla Terra? Ciò è accaduto in Russia nel 1917.

La rivoluzione accaduta a Roma nella seconda metà dello stesso secolo, però, fu molto più grave perché intenta ad alterare lo stesso spirito della Fede. E mon è mica finita. Questa mutazione è avvenuta col Vaticano 2º, concepito per l’apertura della Chiesa e una falsa e deleteria conciliazione globale con i poteri del mondo. All’inizio lo hanno fatto amicando con la Russia comunista sovietica affinché inviasse i rappresentanti del clero ortodosso a partecipare in tale concilio secondo le condizioni imposte dalle loro ideologie (leggi KGB).

Poi, hanno ampliato l’apertura lanciando una strategia ecumenista che apre a ogni credenza; in speciale ai Protestanti del Consiglio (massonico) delle chiese, agli Islamici e agli Ebrei.

Tale dottrina ecumenista conciliare s’impegna a diffondere, in nome della Chiesa, che le «tre religioni monoteistiche» hanno lo stesso Dio!

Se a tanto sono giunti i «conciliari» in questi ultimi cinquant’anni, quando l’Islam e gli Ebrei, che sprezzano e pure negano la Fede Trinitaria, non avevano la forza e la presenza che hanno ora, che altro preparano con l’attuale Bergoglio?

Eppure, il risultato storico, religioso e politico è già visibile nella grande apostasia e nel completo disarmo dell’antica Cristianità, ormai aperta a ogni rovinosa invasione.

Le forze del male stanno, infatti, per prevalere sulla rimanente Civiltà Cristiana Occidentale.

Se non possono prevalere sulla Chiesa, sarà solo in vista della Parola di Gesù, alla quale è ordinato il miracolo profetizzato da Maria SS. a Fatima, sulla futura conversione della Russia consacrata da un Papa cattolico al Suo Cuore Immacolato.

Alludiamo qui a qualche chimerica speranza fideistica, o si potrebbe intravedere in quest’atto futuro un senso politico così alto da superare qualsiasi piano per ripristinare l’ordine in terra? Il fatto è che chi perscruta il vero senso della Storia, che è cristiano, può leggere oggi meglio certi cambiamenti profondi in Russia in tal senso. Inoltre, si deve ricordare che il nome Fatima è tanto caro anche ai mussulmani.

Ciò non esclude, però, che ci vorrà prima un catastrofico conflitto mondiale perché tutti i popoli capiscano in quale abisso sta precipitando il mondo senza le luci e i freni del Cristianesimo.

Allora, dopo tutto ciò, diviene verosimile che in mezzo alle rovine resterà la speranza a quanti rivolgeranno all’Alto: Benedetto Colui venuto nel Nome del Signore!

Per ora, manca solo il vero Papa cattolico per compiere la richiesta profetica di Fatima. Ma, riguardo alla vera Chiesa, il trionfo è una certezza di heri, hodie et semper!

 

2 Risposte

  • Il Suo editoriale e’perfetto totalmente condivisibile. Ora dovessi cercare nella mia città persone pronte a condividere tali verità mi considero fortunato se ne trovo una ogni diecimila. Sacerdoti probabilmente nessuno . Risultato prepariamoci a grandi catastrofe (castighi meritati).

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