New York, bimbo torturato e ucciso dalla fidanzata* trans [un trans] del padre

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

TRANSUn bimbo di quattro anni, Myles Dobson, è morto a New York, negli Stati Uniti, dopo essere stato torturato per ore dalla fidanzata [fidanzato] transgender del padre. Il piccolo è stato trovato in fin di vita nell’appartamento della donna [uomo], Kryzie King, 27 anni, dai soccorritori allertati con una telefonata. Ricoverato in ospedale, è morto poco dopo. Il padre, che era in prigione, aveva deciso di affidarlo alla ragazza [ragazzo] anziché alla madre dalla quale si era separato.

 di Federico Tagliacozzo

 Ucciso dopo essere stato torturato dalla fidanzata [fidanzato] di papà. Picchiato a sangue con la fibbia di una cintura nella testa fino a che non gli restava altro che un ultimo respiro, e poi la morte.

È stato un omicidio efferato quello che sta sconvolgendo gli Stati Uniti. Myls Dobson, splendido bambino di quattro anni, avrebbe voluto passare la giornata con qualcuno dei suoi parenti, magari in uno di quei fast food che gli piacciono tanto. Ma suo padre non ha voluto. Lo ha affidato alla sua nuova fidanzata [fidanzato e transessuale, oltre che invertito], Kryzie King, 27 anni, che ha perso la testa picchiandolo a morte.

Il fatto è accaduto in un appartamento di New York nel palazzo Hell’s Kitchen Partment[1] della 48esima strada.

Secondo quanto raccontato dalla polizia, suo padre Okee Wade era da mesi in prigione e, invece di affidare il bimbo alla madre naturale da cui è separato, lo ha lasciato alla nuova fidanzata [il sodomita trans con cui si accompagnava] che conosceva da pochi mesi. Il bambino è stato pestato ed è morto mercoledì scorso.

Quando i paramedici e la polizia sono entrati nell’appartamento allertati da una chiamata al numero di emergenze, hanno trovato il piccolo corpo privo di conoscenza, con chiari segni di bruciature, contusioni e denti mancanti. Trasportato in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

 *Si tratta di un transessuale maschio, in una coppia di sodomiti. Non si capisce dunque perché denominarlo al femminile. O, meglio, si capisce benissimo: per non infangare la romantica e paradisiaca “bellezza” delle unioni omosex, celebrate dalle bagasce televisive e da tutto il letamaio progressista al potere. Anche quando si è in presenza di esplosioni sataniche evidentissime, come quelle qui sopra documentate. Gl’inserimenti fra parentesi quadre sono nostri. N.d.r.

[1] Hell’s Kitchen Apartment, in realtà. Con quel nome (Appartamento Cucina dell’Inferno) che si poteva mai sperare?

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