A proposito della “conciliarizzazione” nuova edizione del libro di don Marcello Bellina su Padre Marco d’Aviano

di Maurizio-G.Ruggiero

 

PADRE D AVIANOHo rivevuto copia omaggio dell’agile libretto dello scomparso don Marcello Bellina, Padre Marco d’Aviano. Compì miracoli senza numero. Edizioni Segno – Tavagnacco (Ud) 2014 € 10,00.

 Ho sempre apprezzato questo testo fin dalla prima edizione del 1991, che conservo gelosamente e di cui credo di essere stato fra i principali diffusori.

Ho sempre auspicato una ristampa, al più una riedizione, magari ampliata, di quella fortunata edizione e, Le dirò, vedendo questo testo che mi ha mandato, pensavo che il momento fosse finalmente arrivato.

Belle le aggiunte dell’atto di dolore e di alcune preghiere, di altri ritratti di protagonisti, dei luoghi dove visse il Santo; invece la dichiarazione sull’eroicità delle virtù è un po’ scipita, evitando, per le solite ragioni ecumeniche e/o interreligiose, di trattare sia dei protestanti che dei maomettani, ma comunque può starci.

Ed ero sul punto di scriverLe per concordare l’acquisto di un certo numero di copie da distribuire. Poi, però, raffrontando alcuni passi, mi sono accorto d’importanti decurtazioni rispetto al testo originario, come al solito improntate al buonismo e al relativismo interreligioso, moloch del nostro tempo.

Ne segnalo due su tutte:

1 – nel paragrafo L’ultimo viaggio, ovvero nell’episodio in cui il Santo riprova la condiscendenza dell’Imperatore verso i protestanti, cui aveva ceduto una chiesa, è tagliato; cito testualmente dall’edizione del 1991, p. 127: “«Vostra Maestà ha fatto male ad accordare agli eretici una chiesa di pubblico culto, e male tanto, che Dio offeso e sdegnato di ciò, in punizione, farà terminare la vostra discendenza nel figlio Carlo». E così avverrà, poiché Carlo VI morirà senza figli maschi e così si estinguerà la discendenza diretta di Casa d’Austria”;

2 – nel paragrafo Lo sdegno di Padre Marco, relativo a quei generali imperiali che volevano far pace col Turco, il Santo si reca dall’Imperatore e “gli dice chiaro e tondo: «Dio vuole la guerra e non la pace»” (pagina 89 dell’edizione del 1991).

Frase forte e che tanto spiace al pacifistume inaugurato dal concilio vaticano II e che, infatti, puntualmente viene espunta dall’edizione 2014.

Potrei continuare. Ma basta così. Spiace che un’opera tanto benemerita, che ha fatto benissimo a ripubblicare, sia stata conciliarizzata e edulcorata ad usum modernistarum, alla cui opera distruttrice ormai, specie dopo l’avvento di Bergoglio, nulla sfugge, testi della Santa Messa e dei Sacramenti inclusi.

Peccato! Se si ristampasse intatta l’edizione l’originale del 1991 sarò ben lieto di collaborare, dandovi la massima diffusione.

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