Il sesso degli Angioletti

 di Federico Colombera

RITA TORTICommento a “Il sesso degli angioletti” di Rita Torti

Evoluzionismo, archeo-storicismo ‘progressista’ e un pizzico di femminismo titanico – ecco gli ingredienti che l’autrice dell’articolo utilizza per servire un velenoso mélange in salsa pseudo-cristianeggiante, con lo scopo di somministrare al lettore una forte dose di “ideologia gender”.

Ma la bimillenaria dottrina cattolica esclude radicalmente ogni cedimento a tale moderna aberrazione. Padre Sardá y Salvany, sul finire del XIX secolo, metteva in guardia i fedeli dalla secolarizzazione dell’educazione e scriveva:

Attrarre l’attenzione del bambino significa plasmare permanentemente l’adulto del futuro! Educare una generazione a ignorare sistematicamente Dio rappresenta un enorme trionfo per il pensiero liberale. […] Il secolarismo non è altro che uno dei tanti volti del naturalismo e, nel contempo, una profonda negazione della sfera soprannaturale. Quando tale disgusto è impresso nell’anima del bambino, il terreno su cui poggia la dimensione del soprannaturale viene completamente sterilizzato. Il Liberalismo ha compreso che l’educazione gioca un ruolo chiave all’interno della società e, con energia satanica, lotta incessantemente per irretire i fanciulli. Nell’inesorabile sforzo di eliminare Cristo dalla comunità, si impegna propedeuticamente a far strage degli innocenti: “Sottrai il bimbo dal petto di sua madre, la Chiesa, e presto conquisterò il mondo!” (Traduzione dallo spagnolo: El Liberalismo es Pecado. E.P.C. Madrid, 1936, pg. 128)

Come cattolici dobbiamo rimanere invece ben saldi rispetto agli intramontabili “termini di principio”– contenuti nella Rivelazione e riflessi poi nel magistero perenne dei Papi divinamente assistiti – e rifiutare categoricamente di permettere a noi stessi e alle nuove generazioni di “seguire le proprie inclinazioni”, magari abbracciando l’artificiosa e pseudo-scientifica – quanto inesistente dal punto di vista della legge naturale – “teoria del gender”. La “lunga […] strada” che la Torti ci invita a percorrere passa evidentemente attraverso una “riformulazione dei rapporti tra i generi”, a “liberare la differenza”, e vuole condurci, come esplicitamente affermato, a uno scardinamento dell’individuo, maschio o femmina che sia, per giungere infine, sin dall’infanzia, a neutralizzare il sano e armonico sviluppo degli uomini e donne di oggi e di domani.

Certo quest’ultimi, come individui, sono stati creati eguali dal punto di vista morale; l’Onnipotente però ha contemporaneamente sancito una radicale differenza fisiologica e psicologica tra i due sessi, che si completano socialmente nell’osservanza di un’ordinata gerarchia tesa a sostenere e nutrire la famiglia naturale in cui viene generata ed educata la prole.

Temo che se si persevererà nella “contesta[zione della] inculturazione patriarcale del Vangelo”, come sembra auspicare l’autrice, all’infinita ricerca del “disegno delle origini” – i contorni del quale non sono mai stati definitivamente e univocamente tratteggiati con l’ausilio d’affidabili prove documentali da parte degli stessi ‘appassionati della materia’ – non si approderà al “cielo”, e non si potrà neppure stare ben saldi sulla “terra”, ma si scivolerà nell’abisso, dove non si avrà neppure il tempo di speculare sul ‘sesso dei diavoletti’.

Sedes Sapientiæ, ora pro nobis.

Articolo in questione: http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201403/140303torti.pdf 

Una Risposta

  • Peccato che il testo impressionante della Torti, che io ho letto non con meraviglia (i contenuti sono ripetuti all’infinito anche altrove; qui però la diabolica coerenza è assai evidente) ma certo con immutato scandalo, non si riesca qui a caricare dall’url, ma non credo sia difficile reperirlo: è molto istruttivo.
    Voglio dire all’amico Colombera che il suo commento è esemplare. Centra il punto vero dell’intera questione.
    La cosa più impressionante è che testi simili (indubbiamente per la grande abilità dell’antico nemico) cricolano in ambienti ufficialmente “cattolici”, con imprimatur almeno implicito delle pseudo-autorità che, se fossero tali, dovrebbere escludere dalla comunione con la Chiesa simili personaggi: peccato che loro incarnino la contro-chiesa conciliare. Non è quindi difficile capire chi è l’autore ‘nascosto’: sempre lui, l’antico nemico penetrato nelle roccaforti (fisiche, materiali) della Chiesa con i suoi servi.

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