Iran, amnistia per Sakineh la donna condannata alla lapidazione

 Segnalazione Quelsi

by Alessandra Boga

SAKINEHFine di un incubo per Sakineh Ashtiani, la donna iraniana in carcere dal 2006 con l’accusa di aver ucciso il marito con la complicità dell’amante. Per tanto tempo il suo caso di vittima di un regime misogino, che voleva condannarla alla lapidazione per adulterio o all’impiccagione per omicidio, è stato oggetto di una massiccia campagna umanitaria. Oggi, finalmente, l’annuncio: Sakineh è stata graziata, in occasione di Nowruz, il Capodanno persiano, che cade oggi, 20 marzo.

Lo ha detto Mahamad Javad Larijiani, Segretario Generale del Consiglio Superiore per i diritti umani della Repubblica Islamica, il quale ha spiegato che la detenuta “è stata scarcerata per la sua buona condotta e perché la nostra religione ha misericordia nei confronti delle donne”, si è sentito in dovere di affermare.
Tuttavia sorge un dubbio: l’amnistia per Sakineh non sarà arrivata per dare un contentino all’Occidente dopo rapporto ONU che ha rivelato il notevole aumento delle esecuzioni capitali, delle violazioni dei diritti delle donne, dell’incarcerazione dei blogger nell’Iran del “moderato”Hassan Rohani, successore di Mahmoud Ahmadinejad?

Alessandra Boga | marzo 21, 2014 alle 9:54 am | URL: http://wp.me/p3RTK9-48P

2 Risposte

  • Una grazia o un’amnistia non cancellano l’eventuale colpa morale, ma si pongono – nel caso di colpa – in un’ottica di violentissima tolleranza del male: è stato accertato che la donna NON ha ucciso o fatto uccidere il marito? QUI NON LO SI DICE. Che sia innocente o colpevole NON è la stessa cosa, come appare qui in favore dei “diritti” della donna che sembrerebbero superiori a quelli “degli uomini”. Niente persecuzioni, com’è ovvio, ma neppure falsificazioni della realtà per dare uno zuccherino alla cattiva coscienza dell’occidente liberal e moderno.
    Se è colpevole va condannata, se è innocente va prosciolta. Questo è il punto, non il fatto che sia una donna in un regime misogino: dunque in uno stato poco attento ai “diritti” della donna quest’ultima potrebbe pretendere, in nome della sua “emancipazione” o della sua “uguaglianza”, di non essere condannata per delitti commessi? Si accertino per via giudiziaria le eventuali responsabilità penali, poi se ne riparlerà.

  • Il dubbio dovremmo rivolgercelo anche nei confronti dell’articolista Boga,i cui articoli infatti erano spesso presenti sul giornale neocon “l’Occidentale”.Tra l’altro,lo stesso giornale,conteneva dei link che sponsorizzavano E.Roccella.

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