Studio tedesco: di cannabis si può morire

Segnalazione Quelsi

by Anna Buoncristiani

cannabis_flower-999px-300x300[1]C’è una novità sgradevole, che fornisce un argomento in più a chi si oppone alla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. Oggi sullaNuova Bussola Quotidiana Gianni Fochiriferisce i risultati d’un recentissimo studio tedesco, da cui risulta che gli effetti patologici della cannabis possono portare addirittura alla morte. Caso non frequente, fa notare Fochi, ma da non escludere dal conto. Da chimico abituato a trattare problemi di interesse ambientale, sanitario e sociale, egli fa notare l’assoluta incoerenza di una società che pretende il rischio zero (semplicemente un assurdo), addirittura il divieto, per ogni sostanza anche solo sospetta di conseguenze nocive, magari tutt’altro che gravi, mentre considera un progresso liberalizzare lo spinello. Di fronte alla cannabis “ogni rifiuto del rischio svanisce, ogni precauzione va a farsi friggere. Quei medici ed educatori che agitano gli spettri d’effetti nefasti per la salute fisica e psichica sono tutti oscurantisti e servi del Vaticano: ignoriamoli! Non si sta addirittura diffondendo in varie parti del pianeta l’uso medico della cannabis? E dunque, libertà di farsi una canna!”. Fochi prosegue ricordando che da molti anni si raccomanda di assumere le medicine, anche quelle considerate banali, solo quando servono davvero. Per la cannabis, invece, s’invoca via libera: di cannabis non è mai morto nessuno. Ed ecco la smentita: l’articolo dei ricercatori tedeschi comincia con parole che, tradotte, suonano così: “Si dice che la tossicità dei cannabinoidi è bassa. Il pubblico non sa gran che degli effetti cardiovascolari pericolosi della cannabis, per esempio dell’aumento provocato nel battito cardiaco e nella pressione sanguigna”. Vengono poi descritti i casi di due maschi giovani e sani, morti inaspettatamente sotto l’influsso acuto di cannabinoidi. Fochi non nasconde che si tratta per ora di un unico studio: occorrono altre ricerche, cosa del resto assolutamente valida anche per certi presunti inquinanti sui quali la scienza non ha ancora un quadro chiaro e soprattutto condiviso, ma su cui intanto frotte di ambientalisti irrazionali montano spauracchi tremendi. Nell’attesa che gli effetti gravi della cannabis vengano studiati con tutta l’attenzione doverosa, sarebbe però da incoscienti assecondare lo spinello libero. Era già sensato considerarlo una follia per motivi medici e psicologici. Ora, a maggior ragione, è il caso di opporsi.

Anna Buoncristiani | marzo 5, 2014 alle 2:06 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-40y

 

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