The Voice, parla suor Cristina: J-Ax? E’ eccezionale. L’ho scelto perché rappresenta i giovani/ ESSERE GAY? UNA RICCHEZZA!!! PAROLA DI VESCOVO!!

Segnalazione di Gianni Toffali

  

JAx ALTAREIL SATANISTA IDOLO DELLA SUORA

Nella foto in basso vedete J-Ax che si esibisce simpaticamente nel gesto del doppio-inc*lo davanti ad un altare di una chiesa.

Questo DJ ha un tatuaggio sul collo che rappresenta un teschio con ai lati ali da pipistrello e la scritta sotto I shall triumph: un ovvio simbolo demoniaco.

 

Ebbene, l’articolo in link ci parla di una tal suor Cristina, a cui pare arrida un grande successo di pubblico, che lavora con il signore di cui sopra “per stare vicina ai giovani”.

Satana sta letteralmente dilagando.

 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/suor-cristina-intervista-esclusiva-arena-rai-uno-9885b54f-9739-40cb-8006-b95dd0583953.html

ESSERE GAY? UNA RICCHEZZA!!! PAROLA DI “VESCOVO”!!

DA NOTARE CHE QUESTO ERETICO SDOGANA I SODOMITI CITANDO BERGOGLIO!!

NON CI SI VENGA QUINDI A DIRE, CHE ABBIAMO FRAINTESO O EQUIVOCATO…

 LA SIMPATIA/ EMPATIA DI BERGOGLIO VERSO DI SODOMITI. LA MEDESIMA

“IMPRESSIONE” E’ STATA COLTA ANCHE DA QUESTO “BUON” DISCEPOLO DI

BERGOGLIO.

 http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=285813:la-chiesa-di-lucca-apre-ai-gay-castellani-qnecessario-un-trapasso-culturaleq-il-vaticanista-luise-qomosessualita-unattitudine-umanaq&catid=35:worldwide&Itemid=152

 La chiesa di Lucca apre ai gay

Schermo.it20 Marzo 2014

“Gay. Ecco, lo confesso: quando utilizzo questa parola sembra che ci sia già un giudizio intrinseco. A usarla ho difficoltà. E’ quindi necessario un trapasso culturale, perché la differenza è ricchezza”.Sono le parole del vescovo di Lucca Italo Castellani. Di fronte ai giornalisti è lui a fare ‘outing’ invocando la necessità di un cambiamento culturale che pare lo coinvolga direttamente. “Sì, utilizzare il termine ‘gay’ ancora mi dà fastidio. Significa che ci vorrà tempo. Ma il cambiamento culturale è necessario”, racconta pubblicamente.

 Un’apertura necessaria e di buon senso che ci auguriamo sia lontana dall’approccio ipocrita e demagogico fin troppo diffuso nell’ambiente ecclesiale. Un’apertura ribadita e sottolineata anche dal vaticanista RaiRaffaele Luise, ospite della diocesi insieme ai giornalisti del territorio.

 “Sui gay la chiesa è chiamata a una rivoluzione culturale”, ha detto. Dopo le parole espresse da Papa Francesco nel viaggio di ritorno dall’America Latina (“Chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?”) e dopo la sua elezioni a personaggio dell’anno da parte della rivista gay “The Advocate”, Luise tiene a ribadire che “il Papa ha impostato bene la questione, ma è solo. Nessuno lo aiuta. E la rivoluzione chiama la rivoluzione. Ci sono 486 specie animali che contemplano l’omosessualità. Quindi questa non è una caratteristica puramente umana. Non è una devianza, ma fa parte della natura. L’ossessualità è un’attitudine umana. Quindi ci troviamo di fronte a una grande sfida, fuori e dentro la chiesa”.

 Secondo quanto riportato da Luise, il dieci per cento della popolazione è omosessuale. Quindi il rapporto di lesbiche e gay è pari nella società civile come nella chiesa. Ma per favore, non parlate di lobby. “In Vaticano non mi risulta ci siano lobby. Sì, esistono massoni che si relazionano ai poteri forte e che si occupano dei rapporti e delle relazioni economiche”,dice Luise. “Sì, ci sono tanti gay attivi e passivi, anche in alto. Ma non ho elementi per dire che esista una lobby massonica e un alobby gay”.E tanto basta.

 Il nostro vescovo invoca invece un grande “cambiamento” e un”trapasso” culturale. Affronta la questione della “diversità come una ricchezza”. Del resto “se tutti i fiori fossero ugauali, i prati perderebbero la loro bellezza”, dice Castellani. Che poi racconta episodi che lo hanno coinvolto personalmente. Esperienze di vita vissuta, storie di cittadini e cittadine che hanno a che fare con l’omosessualità. Perché hanno un figlio o una figlia omosessuale. Perché a scuola hanno un alunno gay. “Quel che conta è soprattutto la dignità della persona”, faggiunge Castellani.”E mi domando perché i giovani considerino la chiesa come ‘omofobica’…”.

 Be’, forse è perchè ad oggi gli omosessuali non possano vivere pienamente la propria fede. Forse perché chi è omosessuale e desidera attenersi alle indicazioni della chiesa trova evidenti contraddizioni. Proprio come accade per le coppie di fatto. Forse perché da anni la chiesa può fare qualcosa e invece non lo fa. Quest’apertura suona come un buon auspicio. Perché prima di essere un problema di fede, questo è un problema strettamente legato ai diritti.

 gianluca testa

 “VESCOVO” CITATO DA TUTTI I SITI GAY ITALIANI

 http://www.queerblog.it/post/128219/il-vescovo-di-lucca-sui-gay-se-tutti-i-fiori-fossero-uguali-i-prati-perderebbero-la-loro-bellezza

 http://www.gay.it/news/Vescovo-di-Lucca—Gay–Nella-chiesa-serve-una-rivoluzione-culturale

 http://www.mariomieli.net/18524.html

 

 

 

Fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/03/23/1043277-TheVoice-suor-cristina-JAx.shtml

 

 

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