A rischio la libertà di opinione: al Senato l’esame del “DDL Omofobia”

 Segnalazione Quelsi

by Davide Mura

 

taciSe mai dovesse passare il DDL omofobia che pretende di tutelare gli omosessuali contro ogni discriminazione, si andrebbe al di là della stessa intenzione di proteggere una minoranza contro il razzismo. Si violerebbe il principio costituzionale della libertà di opinione e di sua libera manifestazione, perché tale norma va a incidere negativamente sulle convinzioni personali, etiche e morali delle persone e le censura penalmente (roba da Minculpop). Trattasi, in altre parole, di un vero e proprio reato di opinione, intollerabile in una democrazia.

Eppure, ci stanno tentando e hanno buone probabilità di riuscita, se in Parlamento qualcuno non decide di opporsi. Il progetto di legge non va rivisto, va proprio eliminato, perché esistono di già nel nostro ordinamento giuridico norme a tutela di chi viene discriminato per il proprio sesso, la propria razza, la propria religione e naturalmente il proprio orientamento sessuale. Perciò, la funzione del DDL omofobia è invero un’altra: impedire che i cittadini possano avere opinioni che manifestino la naturalità della famiglia eterosessuale, che difendano il matrimonio eterosessuale e si oppongano alla possibilità che gli omosessuali possano adottare dei bambini. In altre parole, con il DDL omofobia non si intende tutelare una minoranza, ma si intende silenziare la maggioranza, tramite la minaccia della retribuzione penale: il carcere.

Non è accettabile che in una libera democrazia qualcuno pretenda di imporre a un altro un’opinione che non condivide moralmente ed eticamente e che, per imporgliela, lo minacci tramite la sanzione penale. Eppure, noi italiani rischiano questo. Se passasse il DDL omofobia, qualsiasi opinione in difesa della famiglia cosiddetta naturale – oggi quasi oggetto di scherno e dileggio – porterebbe a un procedimento penale per discriminazione contro gli omosessuali o peggio per istigazione alla discriminazione contro gli omosessuali.
Eppure si può non essere omofobi, e parimenti si può non aderire alla convinzione che esista un matrimonio omosessuale o che la famiglia sia un concetto relativo nel quale può entrarci di tutto e di più. L’omofobia, senza una chiara definizione, è un termine estremamente generico, che espone il cittadino a qualsiasi accusa di discriminazione se mai dovesse anche solo accennare un’opinione che non sia compiacente con la “visione” omosessuale. Ecco perché questo DDL deve essere cancellato: uccide la libertà e introduce nel nostro ordinamento una norma etica, nel senso di norma che impone un valore.
Come riferisce la Bussola Quotidiana (giornale online cattolico), un assaggio di quello che ci aspetta nel caso dovesse passare questa norma lo abbiamo avuto in altri paesi. In Francia, per esempio, qualcuno è stato arrestato perché portava la maglietta del movimento La Manif Pour Tous, che difende la famiglia naturale e la libertà di opinione; ancora in Francia, qualcuno non è stato fatto entrare in un seggio perché portava la medesima maglietta. In Spagna un vescovo è stato iscritto nel registro degli indagati perché ha affermato opinioni contro l’omosessualità. Negli USA, poi, non possiamo ricordare il caso di Brendan Eich, il progettista web costretto a dimettersi da CEO di Mozilla perché contribuì nel 2008 con 1000 dollari al referendum contro i matrimoni omosessuali. Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, esiste più di un timore: esiste la paura.

Davide Mura | aprile 7, 2014 alle 2:05 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-4go

 

 

 

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