Don Calabria non era certamente né buddhista né ecumenista ma in tempi di Concilio…

di Redazione

GIORGIO PASQUALOTTOGiangiorgio Pasqualotto a Verona venerdì 4 aprile

L’autore di «Buddhismo» terrà un incontro oggi 
 

Giangiorgio Pasqualotto, autore di «Buddhismo», terrà un incontro dal titolo «Il Buddhismo e il sentiero della felicità» venerdì 4 aprile alle ore 17.30, all’Auditorium San Giovanni Calabria, Via San Zeno in Monte 23, a Verona.

L’evento è organizzato dal Centro di Cultura e Spiritualità Calabria con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia dell’Università degli Studi di Verona e con il sostegno della Banca Popolare di Verona in occasione della LXVII Giornata di Studi Calabriani.

Si va oltre l’ecumania, prodotto conciliare. Addirittura gli eredi spirituali (?) di don Giovanni Calabria invitano nel loro auditorium veronese un buddhista a parlare del sentiero che portà alla felicità!

 Ma il Vangelo (e don Calabria) insegnano che il sentiero per la felicità è SOLO CRISTO, unica Via, Verità e Vita.

 Questo incontro è un oltraggio alla Nostro Signore Gesù, alla Chiesa Cattolica e alla memoria del santo veronese 

7 Risposte

  • Si è cominciato col convegno del Divino Amore – Roma – nel marzo 2010, in cui i vescovi del Lazio dibatterono il tema- perché ce n’era bisogno!!!!! – Che cosa ci aspetta dopo la morte: Resurrezione o reincarnazione? Presenti: buddisti, atei, islamici, luterani. Ora è un vero prolasso dottrinario. Vergogna Bergoglio!!

  • Ottimo per contrastare il fenomeno della diffusione della “religiosità” buddista da ben informati e non da ‘disarmati’ è “Contro il buddismo”, Ed. Fede e Cultura, di Roberto Dal Bosco.

  • Ciao Antonio. Per contrastare l’avanzata del buddismo più che buone letture dovremmo presidiare tutti i luoghi di spiritualità che uno ad uno stanno passando in mano loro (ma anche ad altri movimenti avversi al Cattolicesimo). Mentre noi pensiamo a contrastare “ideologicamente” i nemici, loro occupano quelli che già furono nostri presìdi. Infatti, quello che prende molto e fa avvicinare la gente a questi movimenti “pseudo-carismatici” non è tanto ciò che si dice nei loro convegni o corsi, quanto la spiritualità che “si innesta come un ulivo nuovo in quello antico” nel contatto diretto con la Natura ed il Creato. Vorrei qui ritornare a proporre il Vangelo come fonte viva che ci guida all'”ordinarietà”; che è ben diverso dal “sistema matriciale” in cui tutto l’occidente è caduto con tanto di fedeli e credenti e di cui noi siamo con i giudei fariseici l’altra faccia della stessa medaglia. Se fatichiamo ancora a renderci conto che la “RESILIENZA CATTOLICA” può solo ripartire da ciò che è già stato formulato negli ATTI DEGLI APOSTOLI, leviamocelo dalla testa che possiamo fare qualcosa seduti comodamente nei nostri divani di casa leggendo i giornali del Nuovo Ordine Mondiale e guardando la TV mainstream. Osando, direi anche che sarebbe ora di togliere i nostri figli dalle scuole e organizzarci con una scuola privata condotta da genitori veramente cattolici (la legge lo permette). Direi anche di togliere i soldi dalle banche e disinvestire i risparmi (chi ancora ne ha?) dalle borse internazionali per comprare terreni e costruirvi su Borghi Eucaristici ed Agricoli. Dobbiamo combattere il nemico sul suo stesso piano, proponendo il Vangelo come risposta sostenibile. Sì, il “banale” e “ordinario” Vangelo, quello che la Chiesa custodisce come deposito di Fede. E’ così difficile? Troppo facile?
    Rinnovo la mia stima. Un caro saluto

  • Caro Parusìa, comprendo il tuo sfogo, che tale alla fin fine non è in quanto si trasforma in proposte operative.
    Però la produzione scientifica e apologetica su tutto ciò che combatte Cristo e la Chiesa cattolica è essenziale per colmare le lacune sinanco catetichistiche formate dal tradimento della controchiesa. Le proposte ‘pratiche’ che tu rechi sono interessanti anche se, temo, almeno per ora poco fattibili. Quello che in realtà non mi convince è che “dovremmo presidiare tutti i luoghi di spiritualità che ad uno ad uno stanno passando in mano loro”. E con quale utilità per la buona battaglia? Ormai le strutture materiali ce le hanno loro, Iddio e il tempo ce le restituiranno solo se e quando sarà ripristinata la dottrina cattolica. Non c’è niente da ‘difendere’ materialmente. Quello verrà dopo. La nostra è una battaglia DI DOTTRINA. La ricusazione delle pseudo-autorità conciliari passa per la restaurazione della pratica religiosa cattolica, che si fonda sulla dottrina della Chiesa. Preservare Camaldoli (intendo il monastero in senso materiale) dagli ecumenismi filo-buddistici è del tutto inutile, una semplice reazione emotiva. E poi, strappare i luoghi ai buddisti per darli a chi? Ai modernisti? Non credo che il gioco valga la candela. Per combattere la penetrazione del buddismo biogna prima combattere i conciliari che quella penetrazione favoriscono. Solo la restayurazione cattolica è la soluzione, il resto sono specchietti per le allodole posti dal nemico, anche se rilucenti e suadenti. Dobbiamo combattere innalzando i vessilli della Regalità Sociale di NSGC. Sino ad allora non avrà senso, io credo, chiedere a Bergolio che ci restituisca S. Pietro. Con stima.

  • La battaglia di DOTTRINA non funzionerà mai se non cominciamo a cambiare noi stessi. E spesse volte questa battaglia comincia dalla santificazione della nostra vita quotidiana. Conosco pochissimi esempi di persone che inforcando l’apologetica possano dirsi minimamente nel, del e per il Vangelo. Tutto qua!
    I Presìdi di cui parlo sono le nostre attività lavorative, intellettive, industriali, operative che non devono più svolgersi nel contesto delle quattro mura, ma all’aperto, sui campi, nei luoghi dove viviamo, cresciamo ed educhiamo i nostri figli. A quel punto vedrai caro Antonio a che livello arriveranno i Vessilli della Regalità Sociale di NSGC. Abbiamo bisogno forse di un nuovo medioevo? Ben venga. Ci vuole una guerra? Ben venga!

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