Ebola: il diritto a difendersi da un contagio letale è sacro quanto la vita

 Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

 

PROVETTENessuna madre di questo pianeta vorrebbe vedere il proprio figlio morire col corpo liquefatto da uno dei pochi virus ancora letali nel 2014.
Non occorre Manzoni per definire l’orrore della peste, ed Ebola è molto peggio: anzitutto perché è infinitamente più grave, e poi perché non è roba nostra.

Fuori luogo il solito pangeismo secondo cui le malattie del mondo debbano essere le malattie di tutti, per la gioia dei santoni con le ghirlande di fiori in testa e la kefia al collo.
Ma invece no, le malattie sono per definizione “endemiche” ed il significato di “endemico” è scritto nel vocabolario.

Quindi, oltre al Diritto Naturale di ogni uomo, è la nostra legge nazionale a garantirci il diritto di difenderci da malattie sviluppatesi altrove, diritto soggettivo ed interesse legittimo del cittadino che si traduce nel dovere di chi governa di proteggerci ad ogni costo, anche quello della violazione emergenziale di principi generali, astratti (e astrusi) come quello dell’accoglienza.

L’Articolo 20 del decreto legislativo numero 30 del 6 febbraio 2007 al comma 6 recita così:

Le malattie o le infermità che possono giustificare limitazioni alla libertà di circolazione sul territorio nazionale sono solo quelle con potenziale epidemico individuate dall’Organizzazione mondiale della sanità, nonché altre malattie infettive o parassitarie contagiose, semprechè siano oggetto di disposizioni di protezione che si applicano ai cittadini italiani. Le malattie che insorgono successivamente all’ingresso nel territorio nazionale non possono giustificare l’allontanamento del cittadino dell’Unione e dei suoi familiari

Non serve aggiungere altro.

Helmut Leftbuster | aprile 6, 2014 alle 10:33 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-4gc

 

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