Ebola, l’Italia attiva le misure di “sicurezza”

 Segnalazione di Quelsi

 

 A cura della Redazione Quelsi

 

CONTROLLO EBOLAROMA – In Italia è allerta Ebola. Dopo che altri Paesi europei, come la Francia che ha messo in allarme ospedali e medici per eventuali casi di EVD, anche il nostro Paese ha deciso di correre ai ripari. Con una circolare emanata il 4 aprile il Ministero “raccomanda di adottare ogni utile azione di vigilanza in riferimento ad arrivi indiretti” dalla Guinea e altri Paesi confinanti dell’Africa, qualora si riscontrino sintomi riconducibili alla malattia in atto. Sono stati allertati il Ministero della Difesa, le Regioni, l’ENAC, la Croce Rossa e l’Istituto Nazionale per le Malattie infettive. Ad ognuna di queste, il dicastero indica cosa fare.

 

 

In sostanza vengono attivate tutte le “misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica” e concernente “Febbri emorragiche Virali”. Una serie di procedure precauzionali al fine di evitare un contagio o nel malaugurato caso, in un pronto intervento sul territorio nazionale. A tutti quelli che sono stati allertati, il dicastero ha sottolineato gli adempimenti da svolgere.

L’Enac è pregata di portare le compagnie operanti sul territorio nazionale “a conoscenza del suddetto decreto, ai fini della scrupoloso aderenza alle procedure”. La Croce Rossa in caso di necessità dovrà fornire ogni possibile supporto. All’Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, che dispone dell’unico laboratorio a massimo livello di bio-contenimento del Paese, è attribuito il compito di provvedere a fare il punto sulle capacità diagnostiche del nostro sistema nazionale.

Il Ministero ci tiene a sottolineare che le misure sono precauzionali e “che l’OMS non raccomanda, in base alle informazioni correnti disponibili, restrizioni a viaggi o a rotte commerciali da applicare ai Paesi interessati da questo evento”. La circolare, probabilmente, oltre a mettere il nostro Paese sulla scia degli altri stati europei arriva dopo una serie di polemiche e accuse contro il Ministro, Beatrice Lorenzin, che non sarebbe stata tempestiva nell’attivarsi a proposito, come per un interrogazione parlamentare presentata dall’on. Fabrizio di Stefano (FI) nella quale si chiedeva al ministro “se l’Italia fosse a rischio contagio e quali misure fossero state prese”.

Avrà anche certamente influito l’ondata di clandestini che in queste ultime è giunta a Lampedusa e che nella maggior parte dei casi proviene proprio dai paesi nei quali è esploso il contagio. Ma una cosa è certa, anche l’Italia ha capito che la cosa non va affatto sottovalutata.

Tuttavia, questa sera il ministero della Salute ha tenuto a precisare in un comunicato che in Italia “non c’è nessun rischio per Ebola”, ma sono state “rafforzate in via cautelativa le misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali”, ribadendo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) “non raccomanda restrizioni di viaggi e movimenti di persone, mezzi di trasporto e merci”. Il ministero ha anche precisato che “il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite, è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari” e, al momento, considera “remoto” il contagio in Italia.

LaRepubblica.it

Redazione | aprile 12, 2014 alle 4:11 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-4jq

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