I Bronzi di Riace a mano armata e la famiglia di Laura Boldrini

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Scritto e segnalato da Carlo Di Pietro

 

BOLDRINI E BRONZILa famiglia Boldrini, quella degli anti “sessiti”, del: “… o mio Dio, non dite in giro che siamo borghesi …”, della crociata contro gli “omofobi”, degli esterofili con la Visa dello Stato e della filantropia con i soldi delle tasse, sembra essere affetta anche da “bruttofobia”. Eh! Tira una brutta aria all’orizzonte, prepariamoci alle diete di stato ed alla chirurgia estetica in chiave stalinista o maoista.

 

È giunta la primavera e, non si sa mai, riponendo passamontagna e maglioni di lana nell’armadio, Dio non voglia che la Boldrini ci faccia recapitare qualche multa per eccessiva bruttezza o per accumulo adiposo non dichiarato. È l’era dei “bruttofobi”, sappiatelo e guardatevi allo specchio prima di uscire di casa. A rivelarlo è il sito L’Espresso, prontamente censurato dai solerti quanto occulti supervisori del web. Solerti, perché tutto ciò che riguarda i Panda, gli omosessualisti e la categoria protetta degli “intellettuali” di sinistra, viene passato al setaccio all’uso della farina paesana; occulti, perché quando si tratta di tutelare l’interesse della vera collettività, pare che Dante Alighieri, oltre che “omofobo” e “islamofobo”, sia pure rivalutabile: “… lasciate ogni speranza voi ch’entrate”! Il Giornale ha da poco rilanciato la seguente notizia: “Scorta alla figlia della Boldrini ma la notizia scompare dal web”. Se legge: “L’Espresso ha pubblicato la notizia che alla figlia del presidente della Camera Laura Boldrini, una studentessa di 20 anni fuorisede a Londra, sarebbe stata assegnata una scorta per i suoi spostamenti in Italia. Con postilla: i poliziotti siano belli per non dare nell’occhio. Il Viminale smentisce la storia della bellezza, non quella della protezione. E la notizia scompare qualche minuto dopo dal sito dell’Espresso. Non sappiamo quale manina abbia ordinato la censura, ma stavolta è andata male: il web non ha la memoria (s)corta…” (clicca qui). Bufala o meno, colgo l’occasione per fare della satira. O forse bisogna pagare una tassa anche sul sorriso? Domanderemo a Renzi. Dopo i suoi e della Mogherini moniti “para-quirinaleschi” contro Vladimir Putin, sai che risate! In Russia ancora sogghignano, squattrinati. Ma la Boldrini non era quella dell’egualitarismo furente, che talvolta, credo, la renda caricaturale agli occhi di se medesima? Fa stupore il virgolettato tratto dall’Espresso: “i poliziotti siano belli per non dare nell’occhio”. Chiaramente si spiega perché, quando passeggio con amici o amiche, nessuno si avvicina. Forse pensano che io sia Robocop, non essendo poi un fotomodello! Da indiscrezioni, pare che la figlia di Laura Boldrini, ventenne aristocratica con carriera da negoziatrice forse assicurata (staremo a vedere se andrà a pulire i gabinetti e/o se si sposerà con un marocchino, effeminato, islamico, povero e zappatore di terra), che, da ottima patriota, studia in Inghilterra, ogni qual volta poggia piede sul territorio nazionale, è prontamente accolta e custodita, tipo Sacra Sindone, da alcuni poliziotti prossimi ai Bronzi di Riace. Insomma, dei veri e propri adoni a mano armata ingaggiati da qualche agente della moda Milanese. Il portamento è elegante, il viso glabro, i capelli alla Ken di Barbie, hanno la “tartaruga” e vestono Prada. Una personcina, questa signorinella, davvero illustre e meritevole di tante attenzioni, addirittura sul versante estetico. Non sia mai che si spaventi la “bambina” davanti alla bruttezza di qualche indigeno, brufoloso e robusto italiano. E pensare che tempo fa la signora presidentessa fece una bella reprimenda contro i figli che viaggiano con “i soldi di mamma e papà”! Che dire, nel film fantasy e/o horror che è la nazione Italia post sessantottina, quella dei Benigni, Rame, Fazio e Annunziata, non poteva mancare una vicenda come questa, in puro stile “Le mani dentro città” ma con qualche variante tratta da “Uomini e Donne” di “genere”, si intende. O meglio: “Donne ed Uomini”, sempre di “genere”, ma anche “Cani e Gatti” o “Gatti e Cani”. Maledizione, oramai non si capisce più come si debba scrivere per evitare di incorrere in sanzioni penali. Se scrivo “Cani” prima di “Gatti”, forse si offendono i gattari. Mah, che turbamento. Secoli fa, un celebre intellettuale (di cui adesso mi sfugge il nome) diceva: un giorno saremo costretti ad usare il fucile per dimostrare che l’erba è verde. Ridiamoci su … solo un pochino … perché siamo in Quaresima!

 

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