Il bluff delle province abolite. Cancellate le elezioni provinciali, ma non le province

Segnalazione Quelsi

by Davide Mura

 

ITALIA PIEGATAUna prima domanda è d’obbligo: quanto costano le province? Beh, a giudicare dai dati forniti da Renato Brunetta (sui quali non ho dubbi), le province costano o costavano 8,6 miliardi, di cui 2 miliardi solo per il personale.

 

Davvero una bella sommetta, se pensiamo che se fossero state realmente abolite, il risparmio sarebbe stato quanto meno di 6,6 miliardi, fermo restando la ricollocazione del personale. Invece, la riforma Del Rio, di cui la sinistra si vanta, alla fine prevede solo un risparmio di 100 milioni di euro, pari al costo delle elezioni provinciali.

Un piccolo risparmio per un grande tornaconto propagandistico, dunque. Perché alla fine la “riforma” abolisce solo lo strumento democratico dell’elezione del consiglio provinciale da parte dei cittadini, che verrà eletto da un organismo intermedio: l’assemblea dei sindaci. E siccome, guarda caso, moltissimi comuni sono in mano a giunte di sinistra, ecco l’inghippo ulteriore: 110 province “riformate”, alias aree vaste, finiranno automaticamente sotto il controllo della sinistra, senza che i cittadini abbiano potuto scegliere i suoi componenti direttamente. Si riduce di fatto il grado di democrazia delle nostre istituzioni.

Ma il problema non è solo politico o di rappresentanza, ma è anche di competenze. Prima di tutto quali saranno le reali competenze delle cosiddette aree vaste? E poi a chi andranno le competenze delle ex province? Ai Comuni o alle Regioni? E infine, davvero avremmo un risparmio di spesa, oppure – come sempre capita in questi pasticci legislativi – avremo invece una lievitazione dei costi (a nostro carico) e l’ennesimo ente inutile, carrozzone politico, forgia di clientelismi e affarismi vari?

Infine, v’è pure un problema di costituzionalità. Le province sono enti previsti dalla Costituzione. Siamo sicuri che la loro abolizione (almeno formale) corrisponda al dettato costituzionale? Prevedo un ricorso alla Consulta; l’ennesima nel nostro sistema, caratterizzato da un’iperlegislazione schizzofrenica, poco rispettosa dei diritti dei cittadini e sempre propensa ad applicare la logica del gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente.

Davide Mura | aprile 5, 2014 alle 7:35 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-4eV

 

 

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