L’«AGONIA» DELLA CHIESA NELLE CANONIZZAZIONI CONCILIARI

 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

 

GiudizioLa Chiesa, canonizzando un Papa, non intende solo assicurare i fedeli che esso è nella gloria del Cielo, perché modello di virtù eroiche, ma che tali virtù furono esercitate nella sua missione di Vicario di Cristo, di primo difensore della santa Fede.

 

 

 

Così fu per i Papi martiri della Cristianità nascente e poi nel lungo corso della storia.

Nei tempi moderni, san Pio V e san Pio X esercitarono le loro virtù per la continuità e integrità della Fede, mai aggiornabile secondo un libero esame umano.

Ora, quest’intenzione d’aggiornamento è proprio quanto segna in modo oggettivo la deleteria «opera» di Giovanni 23, Giovanni Paolo 2º e il loro Vaticano secondo, con cui si è voluto aprire la Chiesa a ogni mutazione e sperimento. Hanno abbassato le difese della Chiesa per aprirla a una sua massonizzazione; «opera» davvero criminale!

Perciò è impossibile riferirsi ai chierici in questione, per la loro fedeltà alla continuità nella Fede. Chi lo fa svela solo accordo con l’opera conciliare di tali lodati novatori, secondo il modello contrario alla continuità della Chiesa, col suo danno evidente.

In questo senso le canonizzazioni di Angelo Roncalli e di Karol Wojtyla vanno oltre le persone, riguardano l’operato di apertura al mondo e alle dottrine liberali e moderniste. Queste canonizzazioni oggi rappresentano la nuova fede dei loro consacratori, Ratzinger ieri e poi Bergoglio, che confessano la stessa linea illuminista conciliare dei presunti «nuovi santi»!

Tutto si svolge, quindi, con canonizzazioni non nel senso della Tradizione, ma propizie alla causa conciliare. Ciò vuol dire giudizio in causa propria: causa dimostratasi opposta allo spirito perenne di conversione della Chiesa di Cristo!

E poiché l’operato conciliare fu ed è flagello pure per la Cristianità, tali canonizzazioni ne rinforzano il danno e l’inganno. Ciò perché nel sentire comune degli uomini, esaltare la santità di un chierico è riconoscere il bene del suo pensiero, dottrina e operato.

Così si «santifica» anche il loro Vaticano 2º presentandolo come infallibile. Quanto fu evitato allora – dichiarandolo pastorale -, ora può passare per dogmatico canonizzando i suoi gran «maestri»! Quanto non si osava far passare dalla porta nel 1962, ora passa dalla finestra di queste canonizzazioni! È il modo di consacrare l’operato passato e presente di una occupazione modernista di chierici, tipo Roncalli, intenti a aggiornare la Chiesa all’andazzo del mondo.

Tale operato ebbe per risultato contaminare la vita sociale secondo il democratismo che pone princìpi alla pari di opinioni, realtà alla pari d’illusioni e la verità alla mercé della volontà popolare. È l’inversione religiosa accusata dal «Sillabo» di Pio IX, riguardante il processo rivoluzionario infiltratosi con utopie derivate dal concetto dell’evoluzione dell’umana coscienza. Questo processo delle coscienza, una volta maturato, dovrebbe liberare da ogni autorità gerarchica e ordine sociale cristiano inteso da due millenni! E quanto a tale «maturazione», perché escludere quella che va da Roncalli a Bergoglio?

Ecco la rivoluzione religiosa secondo l’evoluzione conciliare che sconvolse il mondo e non è finita! Se così non fosse, allora si dovrebbe indicare cosa negli anni Sessanta ha sconvolto l’ordine delle società umane più di tale subdola «rivoluzione modernista», che è d’ordine religioso. O allora, si dovrebbe dedurre che il pensiero cristiano cattolico non ha nessun effetto sulla vita di un mondo cambiato radicalmente in questi decenni! Ma allora a quale altra causa sarebbe da imputare il crollo della spiritualità nel mondo occidentale, dove passò a serpeggiare la «religiosità ecumenista» legata alla chiesa «più universale» per il nuovo ordine mondiale? Potrebbe tale subbuglio vitale avanzare con tale foga all’oscuro proprio di «autorità» preposte a frenarlo, ma che invece lo loda?

No e ciò rimase evidente al mondo col discorso di Paolo 6º alla chiusura del Vaticano 2º (7.12.65), quando «battezzò» con immensa simpatia l’umanesimo laico del culto dell’uomo che si fa Dio, aprendosi alla rivoluzione gnostica di quell’uguaglianza che sfocia nella riconciliazione ecumenista delle «grandi religioni».

Tale pensiero montiniano non rivela forse il profetismo del quale i modernisti si servono per imporre le «chimere» intraviste nell’orizzonte di una storia che cancella l’Ordine cristiano? Non era questo il sogno della nuova leva di modernisti che svalutavano il soprannaturale nella storia per introdurre in seguito nella fede le loro ispirazioni di salvezza terrena, come spiega san Pio X?

Ebbene, ora si va oltre: si canonizzano gli esecutori del processo innescato dal Vaticano 2º – ordinato a Roncalli -, che portò all’abbandono del principio di trascendenza a favore di quello d’immanenza, che fa dell’uomo il centro di tutto, riducendo la religione a mero umanitarismo. Non era altro il piano della Massoneria che ha trovato modo di proiettare i suoi messi conciliari in alto loco. E l’agonia del Cristianesimo nel nostro tempo divenne inevitabile a causa di tale scalata suscitata da poteri segreti sotto la formula di una nuova religiosità, una specie di profetismo che evoca segni dei tempi, non riferibili alla spiritualità cristiana, ma al modernismo del progresso indefinito dell’umanità.

Quest’utopia diametralmente opposta all’idea cristiana può derivare solo da idee miranti alla manipolazione del Cristianesimo.

Si capisce, perciò, che lo spirito gnostico di riconciliazione universale, quello di cui era pervaso il modernista Roncalli, si è messo in opera per impiantare ideali mondialisti e umanitaristi attraverso i tentacoli del nuovo potere insediato in Vaticano.

Tra il Cristianesimo e la religiosità di cui si riveste ogni utopia conciliare per causare un suo mutamento non vi può essere accordo; l’utopismo è intrinseco al modernismo di tale aggiornamento, che appare come necessità dei tempi, nel senso che il declino cristiano – da essa suscitata – richieda un adattamento ai bisogni e diritti del mondo moderno secondo i valori dell’illuminismo, di cui dipendeva tale declino. Così la rivoluzione dell’aggiornamento illuministico passa da causa del declino spirituale a sua soluzione, come ripetuto dal Ratzinger perfino ai mussulmani (22.12.2006 e altrove)!

Ecco l’idea modernista, per cui il nuovo male per i cristiani sarebbe non aprirsi ai progressi ideologici: gnostici o teosofici, luterani o carismatici, hegeliani o marxisti! Insomma all’utopia della riconciliazione globale, senza escludere quella tra Religione di Dio e quella dell’uomo; tra bene e male!

Si tratta del sogno di quell’utopismo modernista che ha inquinato la mente di molti chierici, inducendoli a demolire, col senso cristiano della storia, la stessa fede in nome di un ideale umanitarismo capace di compiere la redenzione universale! Tutto il contrario della visione cristiana, per cui la Parola di Dio, tramandata in forma di storia, indica il campo di prova dove il soprannaturale sta al naturale come l’anima al corpo, e entrambi fanno trasparire la condizione dell’uomo decaduto e bisognoso di redenzione. Ora queste utopie sono canonizzate dal Vaticano nei loro «papi modernisti»!

 

Si canonizza lo stravolgimento del senso cattolico della Redenzione

 

Il Salvatore divino non si è forse incarnato nella storia del mondo? E la mente dell’uomo, creata per discernere la verità che la trascende, può trovare altro riscontro che nel senso soprannaturale della storia della Parola divina? Essa è vitale perché l’uomo possa, di là da ogni prova, riconoscere la verità che lo riguarda e sappia allora celebrare il Culto del Bene, del Vero, di Dio.

La religione rivelata è storia sacra che descrive gli sviluppi della perenne lotta del male contro il bene, in cui si possono leggere i disegni divini che riguardano l’essere umano, secondo ricevano o ricusino i segni divini manifestatisi nella storia. Mutilare la storia del soprannaturale significa anche svuotare la Religione in se stessa, la Fede che tiene conto dell’origine e del fine ultimo dell’uomo. Una storia letta in un’altra luce non è maestra di vita, ma di errori letali. Si può riconoscere la fede distorta di un modernista proprio per la sua visione storica e il suo mancato rispetto verso i veri segni divini.

Non per altro Roncalli fu sospeso dall’insegnamento di storia e di filosofia. Così come la «redenzione universale» di Wojtyla avrebbe dovuto essere subito condannata dai fedeli!

Vi sono, infatti, due mondi separati dal diverso modo d’intendere il senso della vita, della storia e della Redenzione. Quello cristiano è definito da Cristo: si basa sulla conversione dei cuori alla Fede suscitata da Dio. A questo pensiero si contrappongono le idee di bene e di pace elucubrate dal sincretismo gnostico che include ogni culto e «verità» pure anticristiana. Il nuovo «bene» esoterico, per i nuovi salvatori ecumenisti, clericali o laici, sarebbe l’utopica unione dell’umanità, redenta dalla sua auto evoluzione.

È una delle idee che, per aggiornare il senso cristiano della vita alla modernità, pianifica un nuovo «pensiero illuminato» per un «nuovo ordine» nel mondo, a cui corrisponde una «nuova pentecoste» che allinea la loro chiesa a questo nuovo corso.

Si degrada il senso del sovrannaturale, eppure si adoperano proprio le canonizzazioni di senso sovrannaturale per carpire una santità per la loro opera ecumenista di salvatori!

Salvatori il cui ideale è un nuovo mondo secolare impegnato affinché il Cristianesimo non sia più ragione di conflitti con i poteri agnostici, gnostici e con le credenze antiche e attuali; è la parola di pace dei nuovi santoni conciliari! Ecco il programma del profetismo ecumenista che colpisce il Cattolicesimo per risarcire i bisogni del “nuovo ordine mondiale” ed elaborare finalmente una religione globale coi loro nuovi santi!

Non si creda, però, che ciò sia frutto solo del «pensiero» conciliare di Roncalli, Montini, Wojtyla, Ratzinger e successore. Ciò viene da un ben altro potere di cui questi prelati non sono che pedine per impiantarlo da una suprema cattedra dove furono elevati secondo schemi orditi altrove. Inutile alludere a una religiosità nuova, come essa vuol apparire. Essa è solo l’aggiornamento di quella gnosi del «sarete come dèi» dell’alba dei tempi; tentazione che nel corso della storia ha assunto aspetti strani, spesso religiosi. Se nei tempi antichi si è presentata per dominare le coscienze con nomi magici, nei tempi recenti è apparsa per guidare il mondo con una sua scienza sinarchica, rosa-crociana, teosofica, ecc. e le sue tante «chiese» unite dall’idea del profetismo ecumenista, che muta la religione in revival festivo e riduce la rivelazione divina a visione delle coscienze.

Ecco cosa viene ora canonizzato per l’orrore di tutte le schiere celesti, mentre gli uomini, una volta cattolici, rimangono a guardare la luna ad invito dei nuovi santi canonizzati per la gloria e l’implementazione degl’inganni conciliari! Discutere se le canonizzazioni implicano un atto infallibile diviene vano nel caso presente poiché si tratta di un’altra strumentalizzazione degli atti della Chiesa a favore della contro-chiesa conciliare.

Quale altro segno voleva ancora questa generazione compiacente d’ogni inganno nello stesso ambito del sacro, come queste canonizzazioni dipendenti dal Giudizio di Dio?

È quanto, nei limiti di queste righe si vuol ricordare, non tanto in vista di prove segrete, ma degli evidenti spropri del sacro per l’impianto di tale mentalità. Certo, la corsa è già cominciata per giustificare «l’autore infallibile» de atti esecrabili contro la Fede.

Ciò è parte delle confusioni e tradimenti che configurano l’agonia della Chiesa.

Così i conciliari, giungendo alla canonizzazione dei capi modernisti, credono che la Chiesa sia sempre più alla mercé della loro «opera» per “mutare i tempi e le leggi” (Dn 7, 25) che dura da più di cinquant’anni. Lo fanno ignorando che la loro setta modernista può occupare per lungo tempo il Vaticano, ma, né con immani prodigi, né con le più scandalose canonizzazioni, possono far sì che essa divenga la Chiesa di Gesù Cristo!

Se questi attentati sono episodi della mortale agonia della santa Chiesa – come nella visione del Terzo Segreto di Fatima -, si ricordi che sono all’immagine dell’«agonia» del Divino Redentore – della «lotta agonica» che alla fine portò al trionfo della santa Fede.

Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi,

Quia per sanctam crucem Tuam redemisti mundum !

 

9 Risposte

  • Il problema è pure nel mondo dei credenti, che quando gli si parla di gnosi, complotti rifiuta ostinatamente di crederci!
    Una testardaggine che in emilia, terra dei peppone e don camillo raggiunge vette inarrivabili, dico così perché ci vivo :).

  • Comprensibile. C’è credente e credente. Ossia ci sono gli apostati conciliari, molti dei quali sinistrorsi o liberali, che non fanno parte della Chiesa Cattolica perché credono nella falsa “Religione del Conciliabolo Vaticano II”, coi suoi falsi riti e i suoi falsi pastori. Poi ci sono i Cattolici, che rigettando le eresie conciliari, costituiscono “il piccolo gregge rimasto fedele” di cui ci parlano le profezie. E’ questo piccolo gregge che al Signore Gesù che domanda: “Quando tornerò, troverò ancora la fede sulla terra?” (Vangelo di San Luca 18, 8) risponderà fieramente: Presente!

  • dobbiamo solo resistere … come ai tempi della Vandea … Gesù c’è anche nei nostri “sottoscala”, nei nostri “garage”, nei nostri “seminterrati” perché è nel nostro cuore

  • ma nessuno è scusabile. la nostra santa religione si fonda, sì, su una congiunzione ma dal valore disgiuntivo: non et et, come crede il modernismo, ma aut aut. chi non è con me è contro di me, chi non raccoglie disperde, due sono nel letto uno sarà preso l’altro lasciato, dice il Signore. auguri ai modernisti, ne avranno bisogno.

  • E’ come vivere un’incubo , se non fosse per la Luce di Cristo. I poteri mondialisti stanno vincendo e il popolo formalmente cattolico si esalta per un papa che fa un sonnellino durante la Via Crucis.

  • Incredibile. C’è chi, come il prof. De Mattei e la FSSPX, per salvare la legittimità della gerarchia conciliare, arriva a negare l’infallibilità nelle canonizzazioni.
    Poi ci sono i cattolici, i quali negando la legittimità di dette autorità negano anche la legittimità delle loro canonizzazioni (siano di Roncalli o di Padre Pio), in quanto l’infallibilità (che sarebbe, eccome, coinvolta nelle “vere” canonizzazioni dei santi) non può competer loro. GXXIII e GPII NON saranno santi innanzitutto perché non c’è l’autorità (infallibile) che possa canonizzarli (così come non può fare tutto il resto in quanto illegittima). La non cattolicità dei due aspiranti santi è inquadrabile nell’ottica di una contro-chiesa che vorrebbe “santificarli” non potendolo fare (ergo Dio garantisce che due non cattolici che i non cattolici vorrebbere santificare, non possano infatti essere canonizzati). Cattolicità impone.

  • “Repetita iuvant” Non so se il vignettista dell’articolo pubblicato qui su Agere Contra a cura di Pietro Ferrari http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=7238 ha tenuto conto che quella croce da lui disegnata è stata profetica per annunciare l’eresia secondovaticanista con la tragedia del bergamasco del giorno 24 aprile.
    Ricordiamo il fatto. La disgrazia a Cevo, in Valle Camonica, dove ha ceduto il “Christo” costruito da Enrico Job per la visita a Brescia di Papa Giovanni Paolo II nel centenario della nascita di Paolo VI. A perdere la vita un ragazzo di Lovere, Marco Gusmini, in gita con l’oratorio. Un ragazzo disabile è morto sotto la croce curva e blasfema (così come descritta dal suo autore) dopo che questa si è spezzata e piegata su se stessa. Precisiamo l’implicazione che questo evento ha sulla storia degli ultimi 54 anni della Chiesa Cattolica: il monumento era commemorativo di una visita effettuata da Giovanni Paolo II a cui fu dedicato; un gruppo di giovani erano lì per festeggiare i 100 anni della nascita di Paolo VI; il giovane “ucciso” abitava in via Giovanni XXIII e viveva nel bergamasco terra natìa del “papa buono”. La festa blasfema che dovrebbe celebrare i fausti del Concilio Vaticano II è prevista per il giorno 27 aprile. Un caso, tutto questo, tre giorni prima della forzata leggittimazione del Concilio che ha portato l’apostasia nella Chiesa di Gesù, Salvatore?
    Tanta fatica per trovare un miracolo che avallasse la santificazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II quanto poi in un colpo solo, i nomi dei “giuda” moderni, insieme, vengono uniti dal Cielo, in un solo fascio da mandare al macero, di fronte ad una tragedia così inaudita. Questo sì un prodigio di Satana bello e buono.
    Anche perchè proprio il giorno prima il New York Times aveva tuonato contro la santificazione di Giovanni Paolo II per non aver provveduto egli stesso ad intervenire in maniera drastica contro i casi di pedofilia, visto che ai fatti contrappose un silenzio acuto (sotto cui poi è sprofondato Ratzinger).
    La pazianza di Dio pure ha un limite. Questa volta ha lasciato libera la mano dell’omicida per eccellenza. Il giovane Marco (che oggi avrebbe festeggiato il suo onomastico), statene certi, già è tra le braccia del Signore. Grazie a lui ora più gente si domanderà se fu vero inganno tradire Fatima per il Nuovo Ordine Mondiale.

  • ora abbiamo la prova: il Concilione UCCIDE! a rimetterci, quello sventurato ragazzo, Marco: ma il dolore della famiglia possa essere lenito, dalla certezza che Iddio lo ha accolto nella Patria Eterna, vittima ad imitazione della Vittima del Sacrificio dell’Altare! Possa il Signore asciugare presto le lacrime dei suoi cari. Requiem Aeternam.

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