Le radici del male. La lunga durata della rivoluzione

del prof. Antonio Diano

 

BUDDAH SIMPSONVorrei raccogliere qui alcune riflessioni che ho sviluppato in queste ultime settimane sulle opere di Roberto Dal Bosco, giovane ma già affermato studioso di fenomeni di cultura di massa, di manipolazione del pensiero e delle loro radici ideologiche di longue durée.


Leggendo i libri di Roberto Dal Bosco (Contro il buddismo e Incubo a 5 stelle, entrambi pubblicati dall’editore veronese Fede&Cultura), si può affermare d’aver incontrato un nuovo Blondet. La sua non è fantascienza come credono gli imbecilli (magari lo fosse!), ma purissimo distillato di conoscenza e di consapevolezza ‘filosofica’ delle radici dei mali attuali. Niente opinioni: verità scomode che trovano però conferma in un tout se tient che nessun altro autore italiano – a parte Blondet, il quale però ha lavorato prevalentemente su fronti che non coinvolgono direttamente le questioni di ordine religioso – è sinora riuscito a cogliere. Tutto nutrito di sana dottrina, ovviamente. Egli non è un catastrofista, come pensano i soliti imbecilli: è invece, al contrario, uno studioso serio che legge coi lumi di una sanissima ermeneutica le fenomenologie culturali, politiche, sociali che davvero, almeno nel nostro paese, non trovano – che io sappia – risposte più convincenti. Di catastrofisti ce ne sono sin troppi, finalmente uno studioso che quando, ad esempio, mettere in guardia sulla natura di internet non parla come un guru ma raduna attorno a coordinate storico-ideologiche coerentissime tutti gli elementi di giudizio a disposizione. Per la prima volta, grazie anche all’eredità del metodo di Blondet, sono disponibili opere che restituiscono in modo inappuntabile le realtà di quest’epoca ‘sottile’ alla luce dell’immortale dottrina cattolica. Altro che Edizioni “Il Segno” (pur pregevoli e utili), altro che sanmichelismi di terza mano (con tutto il rispetto per S. Michele, ovviamente!), qui si fa sul serio. Il concetto blondettiano di “Adelphi della dissoluzione” trova in Dal Bosco il compimento mirabile di una coerenza logica ed euristica priva di sbavature. Leggete Incubo a 5 stelle, che non solo chiarisce l’assunto base delle fonti del ‘pensiero’ di Grillo e Casaleggio, ma soprattutto ne svela le connessioni strutturali e le radici ideologiche, collegandole all’antico nemico, come dirò subito. Pregherei l’autore di scrivere un altro volume sulla capacità che ha il sistema post-moderno (che non è altro che satana) di penetrare dentro il bene onde minarlo (pensiamo a quella abnormità che, anche sulla scorta degli studi del nostro sull’estensione trasversale del cd., diabolico “aborto umanitario”, altrove ho definito “pro life come categoria del pro choice“): grazie principalmente all’ultima versione dell’edonismo e del vitium nichilista: la “dissoluzione”, appunto.
Gli interventi ‘militanti’ di Dal Bosco sulle derive (consapevoli) di una parte dei cdd. “movimenti per la vita” che tentano un compromesso satanico con l'”umanitarismo” contemporaneo (vale a dire, anche alla luce delle teorie del gender, trans-umanista), sono il contrappunto virtuoso della sua attività scientifica (ne abbiamo dato conto anche in questa sede).
Ancora una chiosa al discorso che ci offre Dal Bosco (non se l’è inventato lui, ovviamente, anche se è stato abilissimo  nell’individuarlo). Tutti dobbiamo acquisirne piena consapevolezza. E’ della massima importanza. Per la buona battaglia, per la gloria di Dio. Per sapere. Con i piedi ben per terra.
L’aborto, ad esempio, non è un semplice (per quanto mostruoso) ‘aspetto’ della ‘crisi’ della modernità, ma si inserisce con la massima coerenza in quella “lunga durata” della rivoluzione che, a partire dal non serviam, ha percorso tutta la storia dell’umanità sino ad attualizzare i citati “Adelphi della dissoluzione” che aveva già segnalato Blondet.
Non si tratta di colpire eccessi, derive, crisi, etc., visti come semplici ‘deviazioni’ – anche morali –  rispetto ad una Weltanschauung di segno opposto (ancorché, diciamo, ‘tradizionale’ o più spesso, desolatamente, conservatore), non si tratta di nascondersi dietro assetti di ordine irrazionale o reazionario: per nulla, quod Deus avertat.
Si tratta di combattere un sistema ‘filosofico’ che, pur non avendo affatto una sua ‘autonomia’ né ontogenetica né filogenetica né tantomeno ontologica (come vorrebbero gli gnostici anti-cristiani), costituisce però (e alimenta, ma innanzitutto costituisce) la coerenza diabolica di un percorso di annientamento dell’uomo a immagine di Dio, onde prima sostituirlo con l’essere asessuato (gender) poi, attraverso la maturazione piena dei concetti di “diritto” etc., appunto ‘dissolverlo’ nel magma gassoso del nichilismo totale. Tutto profetizzato, vero, come ha osservato qualcuno, tutto previsto dalle Scritture fino ai grandi Orwell e a milioni di orwellini in miniatura, ma – da parte dell’uomo – nulla di veramente compreso nella sua essenza, alla luce dell’eterna dottrina e Legge di Dio. Le ‘previsioni’ sono state, appunto, un fenomeno per dir così ‘letterario’, una pur lacerante fiction entrata nella psicologia collettiva in modi deviati e assolutamente lontani (meglio, estranei) dalle reali scaturigini del male.
Beh, non si tratta né di catastrofismi, né di letture avventate o ‘troppo’ apocalittiche! Tutt’altro! Si tratta dell’individuazione anche scientifica delle coordinate ideologiche e filosofiche attorno alle quali si sta avviluppando ormai senza umana speranza il serpente del nulla. Ha ragione Arai Daniele nel suo ultimo intervento affidato a questo sito. Salva ovviamente l’opera della Divina Provvidenza, alla Quale sola possiamo affidarci nella certezza soprannaturale del Suo intervento e nella speranza della vita eterna (e nel terrore dell’eterno castigo). Terminata – e non ci vuol molto – la fase presente dell’anarchismo del nulla, resterà solo la fine. Una fine cum machina, ma sempre una fine. L’eutanasia ‘sottile’ della New Age. Domine, salva nos: perimus!

4 Risposte

  • D’accordo sul valore di Dal Bosco e anche di Blondet. Non sono catastrofisti, né autori di letture avventate o ‘troppo’ apocalittiche! Eppure, qui “si tratta dell’individuazione anche scientifica delle coordinate ideologiche e filosofiche attorno alle quali si sta avviluppando… il serpente del nulla”. Qui le mie ragioni sono un pò diverse da quelle di Blondet, che è riuscito a lodare Bergoglio. Niente di più antiscientifico nel senso di scollegare cause/effetti. Il Signore ha creato le società umane con un’autorità. Se “si sta avviluppando il serpente del nulla” come vediamo oggi, una delle cause di tale rovina spirituale sono gli “anticristi in Vaticano”, accusati da Mgr Lefebvre. Di modo che, se da cattolico credo nell’affidamento d’ogni soluzione all’opera della Divina Provvidenza, so pure che vi è un chiaro compito umano di testimonianza sulle “cause” del male da svolgere. Questa passa per la denuncia che deve condurre a una resistenza non solo critica ma attiva: – delenda Vaticano 2º – Il suo perfido piano, opere e promotori! Solo testimoniando la veritá sulle cause della realtà presente possiamo meritare l’intervento divino nella speranza del Regno dei Sacri Cuori in un periodo di pace in questo mondo e della vita eterna nell’altro!

  • Caro Arai, non credo di aver sostenuto qualcosa di diverso. Concordo perfettamente. E’ senz’altro la pseudo-chiesa conciliare che raduna in se stessa tutto il modernismo, tutto il senso new age dell’attuale fenomenologia culturale e ‘spirituale’ (quella della “dissoluzione” ‘sottile’, appunto), nondimeno essa cresce su una falsissima pseudo-filosofia che, come tu m’insegni, sta alla base di una pseudo-teologia anti-cattolica. Dottrina falsata=Vat II. Nel modo più assoluto concordo sul fatto che deve essere esibita la testimonianza contra haeresim. Quanto a Blondet, ho precisato che egli non s’è mai impegnato sul fronte religioso, e quelle rare volte in cui l’ha fatto ha preso granchi terribili e insostenibili: pro ebrei, pro musulmani, e soprattutto pro gerarchie vaticano-secondiste. Sfondi una porta aperta con me. Ciò che ho voluto portare in palmo di mano è un metodo (anche blondettiano) che tuttavia non riguarda il fatto religioso (un metodo interpretativo, anche se capisco che che la questione religiosa sta ALLA BASE di tutte le altre fenomenologie demoniache). Però Dal Bosco agisce sulle radici religiose, e la sua comprensione delle scatirigini del male mi pare azzeccatissima. Certamente lui non scollega (anzi, proprio il c4ontrario!) cause ed effetti.

  • Caro Diano, scusami se ho dato l’impressione, nel contestare la scarsa «lucidità religiosa» di Blondet, di contraddire quanto hai detto. Il fatto è che lui mi sembra un inguaribile CL, nonostante i guai con questi opportunisti catto-politici, per i quali i suoi libri contro-corrente divennero censurabili! Ma tant’è, quando si naviga contro-corrente è necessario farlo con tutta forza dopo aver individuato il fulcro del vortice; senza guardare altrove. E il grosso turbine del V2 non è altro che la falsa autorità dei falsi cristi e falsi profeti previsti da Gesù, capaci di irretire un mondo senza trovare vera resistenza. Per non averlo capito ho lasciato FdF. Eppure da voi il mio libro su Roncalli non pare aver convinto. E ora sembra sicuro che G23 diventerà prima un santone conciliare che il fatale «enigma epocale» del mio libro di denuncia. Pace.

  • Caro Arai, per dir la verità il tuo libro su Roncalli è fermo alle soglie della pubblicazione. L’ultima parola spetta a don Floriano.
    Hai talmente ragione che proprio il fatto di un Blondet che, pur comprendendo mirabilmente la parte politico-sociale della modernità, alla fine si trasforma in un semplice ‘conservatore’ per il motivo PRECISO che non sa individuare il “fulcro del vortice” sul piano religioso, rende il nostro ragionamento ‘dimensionato’ sulla caratura reale dell’epocale questione. Grazie, come sempre.

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