Quegli avvoltoi del Pd che vogliono candidare alle europee la donna sfregiata con l’acido

 Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

SFREGIATALa vita di Lucia Annibali è cambiata il 6 aprile 2013, giorno in cui il suo viso è stato deturpato irrimediabilmente dall’acido. La spiacevole e ignobile vicenda è giunta alla prima tappa giudiziaria: condanna in primo grado ai presunti esecutori, gli albanesi Rubin Talaban e Altistin Precetaj, e al mandante, l’ex fidanzato Luca Varani.

 

Secondo la sentenza, i due avrebbero agito su mandato di Varani, sfigurando la donna per una sorta di vendetta d’amore. Le condanne non lasciano dubbi: quattordici anni ai due albanesi e venti all’ex fidanzato di Lucia Annibali, che ancora si professa innocente. Peraltro la tesi difensiva è piuttosto risibile: Varani avrebbe chiesto a Talaban di deturpare solo l’auto di Lucia Annibali con l’acido, “uno scherzo un po’ forte”, a rovinare il viso della donna sarebbe stato invece un ladro, introdottosi in appartamento, che non avrebbe nulla a che spartire con gli albanesi. Attenderemo i prossimi gradi di giudizio, ma le pena massima prevista per il rito abbreviato lascia intendere che il Gup di Pesaro abbia avuto ben pochi dubbi.
Lucia Annibali, dal canto suo, ha accolto con soddisfazione la sentenza, pur sapendo che gli anni di condanna non le restituiranno il torto subito. Forse non basterà neppure il titolo di Cavaliere dell’ordine al merito della repubblica italiana, conferitole dal presidente Giorgio Napolitano lo scorso 25 novembre, in occasione della giornata internazionale della violenza sulle donne.
Di certo, non sarà una candidatura alle europee a far dimenticare a Lucia Annibali l’ingiustizia subita. Eppure, il Pd ci vuole provare. A pochi giorni dalla sentenza, con ben poca eleganza e discutibile scelta di tempo, il Pd marchigiano ha pensato di candidare Lucia Annibali alle Europee. Inutile dire che, in assenza della tragedia, nessuno ci avrebbe pensato, e forse lei stessa sarebbe stata la prima a esserne contenta. La donna, infatti, con grande dignità ha rifiutato, cortesemente. Almeno per ora. Perché dopo il “no”, la segreteria nazionale ha deciso di non demordere e il segretario Matteo Renzi sta pensando di spendersi in prima persona per convincerla.
L’intenzione è addirittura quella di candidarla capolista nella circoscrizione centro.
C’è tutto: è donna, ha subito una violenza, è simbolo del femminicidio che tanto piace alla Boldrini ma anche delle quote rosa tanto sbandierate dalla Moretti. Una candidatura che fa trendy e fa pensare a quanto sia bello, buono, bravo e giusto il Pd, che candida le vittime perché non starebbe mai dalla parte degli aggressori, come se tra gli avversari politici potesse esistere chi parteggia per le belve che l’hanno ridotta così.
Il Pd in quanto tale ha fatto ben poco per evitare la tragedia che ha colpito Lucia Annibali, ma un po’ di sciacallaggio politico male non fa. Perlomeno ai voti e alla visibilità mediatica.
Il partito ora in mano a Renzi ha una lunga e fortunata tradizione da questo punto di vista: quando ancora si chiamava Ds ha candidato Olga Di Serio, vedova di Massimo D’Antona poi eletta alla Camera, e Rosa Maria Villecco, vedova di Nicola Calipari candidata ed eletta prima dai Ds e poi dal Pd. Stessa scelta attuata da Rifondazione Comunista, che ha candidato la mamma di Carlo Giuliani, Adelaide Gaggio detta Haidi Giuliani. Dalle vedovi e madri disperate ai superstiti: nel 2008 sempre il Pd ha candidato Antonio Boccuzzi, l’unico operaio uscito vivo dal rogo della Thyssen.
Un partito che sta dalla parte delle vittime, degli eroi, degli oppressi, dei lavoratori, e delle donne sfregiate con l’acido.
Ci auguriamo che Lucia Annibali non avalli questo inelegante malcostume, accettando di mettere il suo nome come capolista. Se leggeremo quello dell’uscente David Sassoli nella circoscrizione centro alle elezioni europee, sapremo che c’è una donna che si è rifiutata di prestare il suo nome e la sua faccia allo squallido sciacallaggio del Pd, nonostante le lusinghe di uno stipendio da eurodeputata. E noi tifiamo per lei.

Riccardo Ghezzi | aprile 3, 2014 alle 9:52 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-4em

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