Sinistra pigliatutto. Dopo Palazzo Chigi e le presidenze del Parlamento, il Quirinale

 

Segnalazione Quelsi

 

by Davide Mura 

 

QUIRINALEIl concetto di democrazia istituzionale della sinistra è piuttosto noto: tutto a noi e niente a voi. Così, dopo aver occupato Palazzo Chigi e le presidenze di Camera e Senato, ecco che fa un ghiotto pensierino sull’ambitissima, potentissima e prestigiosissima poltrona quirinalizia. E se mai dovesse spuntarla – come pensiamo – questa sarebbe la quarta volta di seguito negli ultimi vent’anni.

 

 

Davvero un po’ troppo. Ma alla fine non è colpa né della sinistra né della destra. PD e soci approfittano solo del meccanismo costituzionale che permette loro di fare incetta di poltrone istituzionali, senza passare per il vaglio elettorale. Perché se il Presidente della Repubblica fosse eletto direttamente dai cittadini, probabilmente la situazione sarebbe leggermente diversa. Niente sarebbe dato per scontato.

Invece, purtroppo per noi, non è così. Napolitano ha un mezzo pensiero di lasciare, e non è affatto detto che dopo le europee, che rafforzeranno il Partito Democratico (dato al 30%), non lo faccia. Se il PD sfonderà, gli altri partiti, e in particolare Forza Italia, non vorranno andare al voto tanto presto. Berlusconi sa bene che deve ricostruire una base di consenso ampia, prima di incrociare le spade con Matteo Renzi; e Matteo Renzi sa perfettamente che nessuno dei suoi avversari vorrà il voto, se il PD ottiene una netta vittoria elettorale alle europee. Dunque la partita del Quirinale sarà tra il PD e il PD. Tra l’ala sinistra e l’ala destra, con un minimo di consultazione (pro forma) con gli “alleati” di maggioranza e forse persino con Forza Italia.

Ma è indubbio che i candidati non potranno che essere di comprovata fede sinistra o quanto meno di centrosinistra. Difficilmente Renzi e il PD accetteranno un candidato che culturalmente abbia le proprie radici nel centrodestra. A maggior ragione, poi, se il M5S si attesterà come secondo partito alle europee. Se ciò accadesse, il PD potrebbe essere tentato di trovare una sintesi sul Quirinale con il movimento di Grillo, tagliando fuori il centrodestra o almeno quel che ne rimarrebbe. Il che potrebbe portare alla carica di Capo dello Stato, figure ben lontane dall’area moderata, come invero stava per accadere, quando erano state proposte la candidatura di Stefano Rodotà e Romano Prodi.

Odiernamente i rumors quirinalizi parlano di una possibile pole position di Walter Veltroni fra i papabili di sempre. Tralasciando il giudizio sull’opportunità o meno di candidare l’ex Presidente del PD, è evidente l’intenzione della sinistra di confermare il trend “rosso” al Colle. A maggior ragione di questi tempi, nei quali il Capo dello Stato ha assunto un ruolo di peso nel gioco politico. Il che dimostra ancora una volta che urge quella riforma presidenzialista di cui il centrodestra si è fatto portabandiera. Un capo dello Stato che scende pesantemente in campo, definendo il gioco e le sue regole, non può che essere eletto direttamente dai cittadini e non dagli accordi trasversali delle segreterie dei partiti. E’ semplicemente una questione di buon senso.

Davide Mura | aprile 21, 2014 alle 9:10 am | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-4nw

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