Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

“Paradiso, inferno e purgatorio? Sono solo nostre fantasie, fantasie, ripeto fantasie. Quello che noi chiamiamo Dio (sic!)  è solo un’enorme energia cosmica che quando moriremo, tutti (e non solo noi cattolici), religiosi o atei, senza distinzione di meriti, di credo o di non credo,  ci avvolgerà accogliendoci con l’augurio ormai canonizzato con successo da Papa Francesco di Buon Appetito!”

Queste, virgolettate e testuali, solo alcune delle perle del nuovo catechismo ereticale proclamato nel santuario cattolico di San Giuseppe in Torino da un camilliano in stola arcobaleno (e basta) celebrante le esequie funebri cattoliche di un mio caro amico scomparso.

Con buona pace di chi, come me, credeva che i corpi risorti nell’ultimo giorno, fossero destinati a un “luogo”, magari non dimensionato secondo le imperfette coordinate della nostra fisica sperimentale, ma pur sempre un “luogo”, anziché una mera fantasia creata dal pulpito temerario di mendaci affabulatori.

                                                                                              Lettera firmata 

 

Questa la notizia inviataci da un amico lettore, certo indignato, ma intanto fin troppo buono nella reazione.

Torino è quella strana città dove vivevano i cattolicissimi Savoia che perseguitarono la Chiesa in grande stile non appena si impossessarono dell’Italia intera con una serie di colpi di mano, non ultimo la famosa “presa di Porta Pia” con la quale portarono la guerra contro lo stesso Papa.

Le contraddizioni, quindi, non sorprendono, financo all’interno della stessa Chiesa cattolica locale. Tutti ricordano la “illuminata” conduzione pastorale del vescovo Michele Pellegrino (1903-1986), alla luce della quale il seminario di Torino sfornò non pochi preti cattolici, molto poco o niente cattolici[1].

Noi non sappiamo se il prete qui in questione sia un figlio presbiteriale del Pellegrino, ma ci sembra che possa annoverarsi tra i suoi figli spirituali, gran parte dei quali non credono alla Presenza Reale nella Santa Messa cattolica.

Non stupisce quindi che questo prete non creda nei Novissimi, come non stupisce che se ne deduca che non creda né alla Chiesa, né ai Vangeli, né a Gesù Cristo stesso. Quello che stupisce, invece, è che uno così sia tanto falso e ipocrita da celebrare un funerale, in chiesa, svolgendo la parte del “prete”.

Vero è che il lettore ci informa che per il funerale ha indossato “solo” una stola arcobaleno, e che questo sta a significare che non si tratti di un prete cattolico, ma di un ministro del New Age, cioè di quell’ambito in cui si crede solo all’“energia cosmica” e al suo demiurgo, il Principe di questo mondo: il ben noto e sempre sfuggente Satana.

Ma questo non sana, piuttosto aggrava l’anomalia della nuova Chiesa conciliare, dove ormai si crede a tutto, tranne che a Dio.

Chi ha ordinato prete questo epigono del Demonio? Chi ha messo questo prete in “cattedra”? Chi lo mantiene al suo posto per insegnare il contrario di quello che ci ha insegnato Nostro Signore Gesù Cristo?

Se non i nuovi uomini di Chiesa abortiti dal Vaticano II e che occupano tutti i posti di responsabilità nella neo-Chiesa conciliare, fino al Soglio più alto?

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di noi peccatori.


 

[1] Un nome per tutti: don Luigi Ciotti, anch’egli della nidiata cattocomunista veneta, essendo originario di Cittadella (Pd). N.d.r.

Un nuovo prete della nuova Chiesa non crede in Dio Col permesso delli Superiori

Dopo aver pubblicato la notizia Falso prete irride la Fede ad un funerale, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni su questo “camilliano”, tale Antonio Menegon, di origine veneta, di professione prete, di religione cattolica e di convinzione anticattolica.
Disgrazia vuole che sia stato messo a fare il “pastore” in “cura d’anime” nella Chiesa di San Giuseppe, sita a Torino, in via Santa Teresa, 22.

Pare che questo supposto prete riscuota un certo successo, soprattutto nell’ambiente radical-chic dedito all’elogio del multiculralismo, ma anche diversi suoi parrocchiani sembrano andare in brodo di giuggiole per questo uomo di Chiesa che ama talmente la Chiesa da smobilitare la sua chiesa per far posto a decine di letti per indigenti, i quali, come tutti sanno sono cento volte più importanti di Dio.

Ma cosa ci segnalano i nostri lettori?

Parlando con un giornalista de La Repubblica, nel 2010, se ne esce con questa bella sparata:

La domenica la chiesa è affollata, arrivano persone da tutte le parti per sentire le sue prediche. Che cosa ne pensa? «Il mio è un commento di liberazione, di festa, di gioia. Mi piace la libertà di coscienza, cerco di capire chi è Dio per noi e dal Vangelo traggo conclusioni che aiutino la persona a sentirsi accolta al di là della sua posizione giuridica, anche se è divorziata. La Chiesa oggi tende a escludere, ma Dio accoglie. E Dio è più grande della Chiesa. La gente viene qui perché recepisce un discorso di fiducia e speranza. E poi questa idea che il proprio Dio sia migliore di quello degli altri, è una bufala tremenda. Le religioni in fondo sono deicide».

E uno si chiede: ma chi l’ha fatto prete uno così?

Risposta scontata, ma che va incalzata da un’altra domanda: ma chi lo tiene ancora lì a fare il prete?

E la risposta la dà lui stesso:

Non l’hanno mai richiamata all’ ordine? «Sì, ho avuto qualche richiamo, ma benevolo. Non disturbo nessuno in fondo, cerco di fare il minimalista».

Il minimalista? E meno male, figuriamoci se facesse il massimalista!

Nel Natale del 2012, durante l’omelia, il nostro se n’è venuto fuori con frasi del genere:

Le chiese andrebbero bruciate. Non servono a niente in quanto edifici, se questi servono giusto a dire che in certe occasioni si stava lì dentro, invece di dimostrare d’essere Chiesa andando nei posti dove Dio è presente, cioè in mezzo ai poveri autentici.

Sembra di sentire papa Bergoglio.

 

Ad una giornalista de La Stampa, nel 2013, apre il suo cuore:

A un divorziato risposato, a una coppia di omosessuali io dico che non devono farsi problemi se la Chiesa li esclude: fuori dalla Chiesa c’è Dio che li accoglie. Gesù, davanti a una persona, cercava di immedesimarsi nella sua realtà. Anche se doveva andare contro le leggi del Padre male interpretate dagli uomini

E poi si dice che papa Bergoglio è frainteso… a noi pare che qui uno dei suoi preti lo abbia capito benissimo.

E l’ha capito così bene che afferma:

io non chiedo il passaporto a chi mi chiede la comunione.Noi siamo ministri, cioè servi: non dobbiamo giudicare chi è degno e chi no, siamo strumenti arrugginiti in mano a un Dio paziente. Chi sono io per giudicare? ha detto il Papa.

Francesco sta scompaginando una mentalità clericale che niente ha a che fare con la fede

Non vogliamo continuare per non scocciare i lettori, che ormai ne avranno abbastanza.
Abbiamo insistito perché ogni tanto è necessario ricordare in che stato si trovi la Chiesa dopo cinquant’anni di applicazione del Vaticano II.

E quando si pensa che il papa emerito e papa Bergoglio, Domenica, hanno canonizzato due dei responsabili di tanto sfacelo, c’è da rabbrividire, perché è evidente che si va sempre di più perdendo il lume della ragione.

 

Quos Deus vult perdere, dementat prius

 

Coloro che vuole perdere, Dio prima li fa impazzire

 

Fonte: http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/Prete_falso_a_Torino.html

 http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/Prete_che_non_crede_Torino.html