Costretti a versare il “pizzo” ai No Tav per evitare danni al locale

 

Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

NO TAV MAFIADal “pizzo” a Cosa Nostra all’obolo che gli esercenti sono costretti a versare ai No Tav per evitare scontri e possibili danneggiamenti al locale. La mentalità mafiosa, già apertamente denunciata su queste colonne in occasione degli incendi appiccati a certe strutture, sembra aver fatto breccia in valle.

 

I metodi, al di là della discutibile violenza e della strumentalizzazione ideologica da parte dei No Tav, sono sempre più sovrapponibili a quelli mafiosi. A dimostrarlo è la vicenda dei gestori del locale Cascina Roland di Villar Focchiardo, raccontata dalla testata on line Lo Spiffero e ripresa da altre testate anche a livello nazionale. I gestori sono stati costretti a versare una parte dell’incasso ai No Tav al fine di garantire l’ordine pubblico, evitando scontri che avrebbero potuto danneggiare il locale. E’ accaduto lunedì scorso, in occasione della presentazione del progetto “Smart Volley”, organizzata dal sindaco di Sant’Antonino di Susa, Antonio Ferrentino, con la partecipazione dell’ex sindaco di Torino, oggi candidato alla presidenza della Regione, Sergio Chiamparino.
Ed è lo stesso Ferrentino a commentare il fatto sulle colonne de Lo Spiffero: “Quando ho saputo la cosa sono rimasto di sasso. Io sono un meridionale e mi hanno insegnato che questo si chiama pizzo. Nel Sud Italia è prerogativa della malavita organizzata, in Valsusa del Movimento No Tav“.
E infatti, nonostante gli annunci belligeranti, non ci sono state manifestazioni di protesta.

Riccardo Ghezzi | maggio 9, 2014 alle 4:59 pm | Etichette: cascina rolandno tavpizzo no tav | Categorie:Giustizia e Società | URL: http://wp.me/p3RTK9-4wv

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