Dopo 70 anni la verità sulla morte del partigiano Funso: ucciso dai “garibaldini”

Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

image-E’ sempre stata un’anomalia del 25 aprile, quella del proliferare di bandiere rosse nelle piazze d’Italia. Essendo, in teoria, tale data una ricorrenza della “Liberazione” dalla dittatura fascista, non è mai stato chiaro perché la celebrazione abbia assunto un carattere politico, strizzando l’occhio alla sinistra estrema e al ricordo dei partigiani comunisti. Il contributo di questi ultimi durante la Resistenza, infatti, si è ridotto perlopiù all’uccisione di altri partigiani, oltre che di donne e bambine giudicate “fasciste”, come la povera Giuseppina Ghersi orrendamente massacrata a soli 13 anni. Cosa abbia a che fare tutto ciò con il concetto di liberazione da una dittatura non è dato sapere.
Settanta anni dopo, proprio in concomitanza con le festività del 25 aprile, emerge una notizia che conferma la propensione tutt’altro che “liberatrice” delle brigate garibaldine e dei cosiddetti partigiani rossi. La morte del comandante maggiore del battaglione Carlo Monzani, Nicola Prospero detto “partigiano Funso”, è stata causata proprio dalle Brigate Garibaldine che imperversavano nelle Valli di Lanzo, in provincia di Torino, in quanto non sopportavano l’impegno apolitico dello stesso “Funso”.
E’ accaduto nella primavera del 1944, tra il 13 e il 15 aprile, presso il Comune di Corio, al confine tra il Canavese e le Valli di Lanzo. Nicola Prospero è stato ucciso assieme al suo Stato Maggiore: il tenente Alberto Ayrò, il tenente Attilio Rossi ed il tenente cappellano Ottorino Squizzato.
Il battaglione Carlo Monzani era, secondo Duccio Galimberti, la miglior formazione partigiana del Piemonte, di tipo prettamente militare e senza alcun coinvolgimento politico. Era proprio questo ad aver dato fastidio alle Brigate partigiane garibaldine delle Valli di Lanzo.
La fine di Nicola Prospero e dei suoi uomini non è mai stata un segreto, ma da qualche giorno la verità ufficiale è stata resa pubblica. Ci hanno pensato, settanta anni dopo, Giacomo Vieta e Mauro Giacomo Obert, promotori e curatori della ricerca nonché organizzatori di una serata di informazione storica tenutasi lo scorso 21 aprile all’interno del Centro Anziani presso il Municipio di Forno, in provincia di Torino.
L’introduzione di inquadramento storico della serata è stata curata da Marco Castagneri, la lettura dei documenti è stata affidata ad Elena Zegna.
Giustizia forse non è fatta, ma finalmente una verità storica scomoda è stata resa pubblica.

Riccardo Ghezzi | aprile 25, 2014 alle 4:19 pm | Etichette: brigate garibaldinenicola prosperopartigiano funso | Categorie: Cultura e Informazione | URL: http://wp.me/p3RTK9-4qh

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