Elezioni Europee: il punto a Verona

 

di Redazione

 

VERONA PULITANel post di ieri, il Prof. Antonio Diano ha già ben espresso le nostre prime impressioni, dopo il voto, o meglio, dopo il “non voto” di domenica 25 Maggio per le elezioni europee. I media di regime non hanno sottolineato a sufficienza il vero dato vincente, che è l’espressione di un “movimento di opinione”, in crescita nel nostro Paese: la disaffezione verso questa politica o la dimostrazione consapevole di protesta attraverso l’ ASTENSIONISMO, rappresentato, oggi, da oltre 20 MILIONI di italiani. Oggi, attraverso l’analisi dell’Avv. Michele Croce vogliamo fare il punto a Verona, ove il sindaco, eletto con l’alto numero di preferenze della Kyenge, usa i toni trionfalistici del classico “re nudo” e qui potete leggerne il motivo.

 

Nel frattempo noi constatiamo che il “tosismo” è una delle cause principali che ha consegnato Verona ed il Veneto al PD, riducendo di non poco i consensi della Lega rispetto alla scorsa tornata.

Segnalazione di www.veronapulita.it 

dell’Avv. Michele Croce

Partiamo con l’affluenza. Non ha votato il 37,66%. Molti più astensionisti rispetto al passato: prova che a più di un terzo degli elettori veronesi di questa Europa e di questa politica interessa poco o nulla. Passiamo ai partiti. Benissimo il Partito Democratico: 41,90%. Avevo intuito il gran risultato (non così grande, per la verità) tre settimane fa, 

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2 Risposte

  • Concordo. Mi spiace anche che il tosismo (Tosi) sia stato inserito dalla Lega accanto a persone come Mario Borghezio, un amico con cui certo non sempre si può essere d’accordo, ma che – preso da solo – è ben altro dai voltagabbana leghisti, è una persona con idee tradizionaliste chiare e condivisibili.

  • Concordo anche sul fatto che il primo partito è l’astensionismo. Nel post di ieri, infatti, non mi sarei espresso a quel modo (e ribadisco la prima impressione) se non fossi stato trascinato dal successo impressionante di M. Le Pen in Francia. In Italia e nella maggior parte degli altri paesi non esiste una società civile che sappia esprimere un simile coraggio – onore al merito! – portando un movimento di “destra” ad essere il primo, questo va riconosciuto ai francesi che pure non sono stinchi di santo! Con molti dubbi, per la verità, ma con assai più speranze per la restaurazione cattolica. Il consenso contro l’Europa delle banche e della finanza è alimentato da lepeniani, albisti, minoranze tradizionaliste (Ungheria et alibi) e dintorni. Il numero che ne risulta è da paura. Se ci uniamo contro l’idea moderna di Europa per il ritorno della Regalità Sociale di NSGC, attorno alla quale soltanto può sorgere una ricostruzione anche civile, morale e economica (politica si vedrà…), possiamo scrivere una pagina di storia che resterà per sempre. Ora si tratta di incanalare una potenzialità enorme nella direzione giusta; ancora una volta, come sempre: Nostro Signore Gesù Cristo.

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