In uscita un libro sul fascismo

di Pietro Ferrari
Fascismi analisi storie visioni (2)
Fascismi – analisi, storie, visioni (pag. 100 Edizioni Radio Spada 2014 € 9,90 – ordinabile on line dal sito delle Ed. Radio Spada).
Cosa è stato il fascismo e chi furono i fascisti? Un viaggio interiore tra modernità e tradizione, oltre la destra e la sinistra, oltre nazionalismo e socialismo, perché il fascismo è un luogo dell’anima.
Una riflessione di MARCUS, preudonimo di un importante dirigente dell’area nazionalpopolare italiana, aspettando l’imminentissima uscita del libro:
“Nel corso degli anni ho maturato la convinzione che essere fascisti non significhi tanto – od esclusivamente – aderire all’ideologia fascista, così come si è rivelata nella sua azione durante il “ventennio” e l’esperienza della RSI. Sia chiaro, penso che il bilancio di quegli anni sia da ritenere buono, nonostante i limiti culturali e dottrinali del fascismo storico (chiamo così l’ideologia espressasi nelle succitate esperienze), il quale, purtroppo, non è stato capace di trasformarsi in una vera contro-rivoluzione o contro-sovversione, che dir si voglia. Ritengo che Concordato, leggi sociali, messa al bando della massoneria, lotta al comunismo ed al liberalismo, rifiuto della concezione illuministica siano fatti e ragioni sufficienti a definire positivo il bilancio di quell’esperienza storica.
Da anni nutro l’idea che essere fascista significhi soprattutto incarnare uno stile di vita, un modo eroico e virile di affrontare l’esistenza, sforzandosi di vivere per quanto possibile (occorre riconoscere la componente fondamentale della debolezza umana …) nella pratica costante delle virtù (fortezza, temperanza, prudenza, giustizia, coraggio, ecc.) e nella fedele osservanza di principi e valori da incarnare e rispettare innanzitutto a livello personale (autorità, gerarchia, fedeltà alla parola data, cameratismo, senso dell’ordine, disciplina di vita, ecc.). Il fascista come lo intendo io, è colui che riconosce e rispetta l’Ordine Naturale, ergendosi a sua difesa.
In una parola, il fascista è il miles, colui che si schiera e combatte.
Quando questo tipo umano incontra la Fede e si converte, il quadro tende alla perfezione. Alla luce della Fede e della retta ragione, infatti, il fascista può comprendere in maniera completa il senso della vita e della sua vocazione, fissando nel punto più alto possibile – in Dio – le ragioni del suo pensare e del suo agire. Il fascista, inoltre, non è un individualista – sebbene le condizioni esistenziali imposte dalla modernità e dall’esito del secondo conflitto mondiale del XX secolo, quasi costringano a diventarlo: isolarsi per non infettarsi l’anima – in quanto ciò contraddice l’Ordine Naturale al quale egli si conforma. Il fascista riconosce la socialità naturale dell’essere umano, e per questo ha un altissimo senso dello Stato (istituzione di ordine naturale, deputata ad organizzare la vita del consorzio umano associato in vista del bene comune del popolo). Quando il fascista è cristiano, ovvero cattolico-romano, comprende che lo Stato deve collaborare, in maniera subordinata, con la Chiesa (istituzione di ordine soprannaturale), la quale è guida morale e spirituale deputata a perseguire il bene comune dei popoli e delle singole persone sul piano soprannaturale.
Concludo con un’ultima riflessione. Avrete senz’altro notato che fra le virtù, i principi ed i valori a cui poco sopra ho fatto riferimento, non vi è l’umiltà. Spesso, purtroppo, sembra che questa immensa virtù manchi al tipo umano fascista, soprattutto a quello non convertito (ma anche fra i cattolici le cose non vanno tanto meglio), il quale appare come persona orgogliosa e “piena di sé”. L’esperienza mi ha insegnato che spesso ciò è vero. Se il tipo umano fascista, però, corrisponde alla descrizione (un po’ idealizzata, forse) che sopra ho fatto, credo che l’umiltà non sia troppo distante da lui. Riconoscere e subordinarsi all’Ordine Naturale ed a Colui che lo ha stabilito, è, infatti, un atto di umiltà, il primo ed il più importante. Così come riconoscere e rispettare i principi di autorità e di gerarchia è un fatto radicato nella virtù di umiltà, una qualità certamente da coltivare con l’aiuto Celeste e sul piano umano (l’esperienza è di grande aiuto …). Una certa immagine del cristianesimo – in voga dal Vaticano II in poi – melensa e arrendevole, si pone in evidente contrasto col tipo umano fascista sopra descritto. Ciò è del tutto normale e sarebbe contraddittorio il contrario, ma è anche molto doloroso in quanto risulta essere un grave impedimento alla conversione di tanti potenziali buoni cattolici. A tale riguardo, è fondamentale sgombrare il terreno dagli equivoci e dare del cattolicesimo la vera immagine, ossia quella conforme alla sua sostanza. Un cameratesco saluto.”

7 Risposte

  • Bravo Marcus. A parte alcuni dettagli su cui non mette conto ora di soffermarsi, concordo appieno con le tue parole e con lo spirito che le rilega.
    In particolare hai fatto chiarezza su alcuni degli aspetti che si presentano confusi nei nostri ambienti di area.
    La virtù dell’umiltà non è affatto in contrasto con il guerriero che deve difendere la patria attaccata dai nemici. Anzi, tutt’altro! Il sottomettersi a Dio, ad es., fa parte integrante delle parole d’ordine anche “politiche” del fascismo: Diom Patria e Famiglia sono la vera sintesi del fascismo. Carattere forte e spirito cristianamente umile sono una gran bella coppia spirituale.
    E la subordinazione dello stato alla Chiesa, professione necessaria per potersi definire cattolici, è spesso dimenticata da un “fascismo” laterale che ama meno i “valori” della politica stricto sensu.
    Grazie, camerata MARCUS.
    Aspettando il libro dell’amico Ferrari, diciamo intanto: nobis!
    In Christo et Maria.

  • Quale Dio? Dimentichiamo la mistica fascista? Senza entrare nel merito del libro, che non ho ancora letto, è risaputo che lo spirito autentico del fascismo (non dico dei fascisti tutti!) è pagano. La subordinazione alla Chiesa e il concordato sono solo compromessi realistici di potere. Del resto alcuni dei fondatori del fascismo erano massoni, o agnostici, o cattolici non praticanti = praticamente atei. E’ bene tenere presente anche il libro di Peter Tompkins, “Dalle carte segrete del Duce”, Marco Tropea Editore, 2001, che rivela molte cose insospettabili, di cui, nel mio piccolo, ho potuto parzialmente riscontrare la veridicità.

  • Attenda di leggere il libro. Intanto l’anticipazione è più che sufficiente per rispondere ai suoi interrogativi. se nota, non vi è alcuna apologia. Anzi.

  • [quote]Riconoscere e subordinarsi all’Ordine Naturale ed a Colui che lo ha stabilito, è, infatti, un atto di umiltà, il primo ed il più importante. Così come riconoscere e rispettare i principi di autorità e di gerarchia è un fatto radicato nella virtù di umiltà, una qualità certamente da coltivare con l’aiuto Celeste e sul piano umano (l’esperienza è di grande aiuto.[/quote]
    L’era moderna consiste nel disconoscere questo, tra le altre cose.

  • Non vi è alcuna apologia, certo. Ma soprattutto non vi è alcuna apologia dell’antifascismo (con qualsiasi maschera esso si presenti), ciò che è ben più importante. L’indispensabile, storicamente e ideologicamente, è cogliere la dimensione cattolico-popolare del fascismo senza lasciarsi deviare dai virages della mistica fascista, del repubblicanesimo socialisteggiante (ma non della carica sociale, che è perfettamente in linea con la dottrina della Chiesa), del paganesimo (soprattutto, a dir il vero, del neo-paganesimo). Mussolini in moltissime occasioni non solo esaltò la Chiesa cattolica, ma espresse parole commosse (basta leggerle) nei confronti di chi da se stesso alla religione, portando in palmo di mano lo spirito del sacerdote, del popolo rurale che la domenica sin reca alla Messa. Non parliamo poi di moltissime opere pubbliche in cui il Duce impegnò ex professo la carica spirituale e storica della Chiesa cattolica. Ma tantissimi sarebbero gli episodi da elencare, tutti – si badi – legati da un filo rosso e non isolati. Come lui, moltissimi fascisti (non dico tutti). Del resto, caro Benedetto, “DIO, Patria e Famiglia” non l’ho coniato io. E tanto basti.

  • Grazie, Diano, delle precisazioni. Leggerò il libro. Quanto al motto “Dio, Patria e famiglia” neanch’io so chi l’ha inventato. So per certo che usa, o meglio usava, da tempi antichi in molti paesi cattolici del mondo, forse prima che in Italia.

  • Quel che è certo è che l’Italia fascista l’ha fatto proprio ex professo.

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